Contributi a imprese coinvolte da lavori M4

Cantieri M4
Cantieri M4

Commercio: Dal Comune contributi per 440mila euro a sostegno delle imprese interessate dai cantieri M4

Tajani: “Vogliamo continuare a supportare le attività che con la loro presenza costituiscono un presidio importante per le vie coinvolte dai lavori”

L’emergenza Covid non distoglie l’attenzione dell’Amministrazione dai bisogni dei commercianti, delle attività economiche di vicinato e di quelle artigiane. Sono state approvate le linee guida per la definizione del nuovo bando che mette a disposizione 440 mila euro di contributi a supporto delle imprese interessate dalla presenza dei cantieri della nuova metropolitana.

“In piena emergenza Covid – commenta l’assessora alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio, Cristina Tajani – siamo riusciti a trovare le risorse e le modalità per sostenere i commercianti che oltre a subire i disagi dovuti alla presenza dei cantieri non hanno potuto beneficiare dell’opportunità di allestire tavolini esterni per sopperire alle limitazioni imposte dal lockdown. Siamo convinti – conclude l’assessora – che questo contributo possa rappresentare una boccata di ossigeno per le attività accompagnandone la ripresa e la ripartenza”.

Ai contributi potranno accedere tutte le attività danneggiate dalla presenza dei cantieri ma la priorità nell’assegnazione verrà data alle 79 realtà considerate a “impatto molto elevato” lungo tutta la tratta. Realtà che, in questi mesi, oltre alle chiusure imposte dai decreti governativi e regionali per contrastare la diffusione del Covid, si sono trovare anche nell’impossibilità di beneficiare delle concessioni per l’occupazione suolo delle aree antistanti per allestire tavolini e plateatici, a causa della presenza dei cantieri che hanno ridotto la larghezza di marciapiedi e carreggiate.

Per le imprese considerate a “impatto molto elevato” è previsto un contributo a fondo perduto dall’ammontare massimo di 7 mila euro per le attività che hanno osservato un periodo di chiusura obbligatoria in adesione ai DPCM 11 marzo 2020, 22 marzo 2020, 1° aprile 2020, 10 aprile 2020, 26 aprile 2020, mentre per tutte le altre attività il contributo sarà di 3.500 euro.

Le imprese potranno rendicontare le spese correnti sostenute durante il lockdown, per canoni di locazione ed utenze per immobili risultanti quali sede operativa dell’azienda; canoni e tributi locali; acquisto di materiale d’uso da non destinare alla vendita, spese per il personale, pubblicità, marketing e comunicazione oltre alle spese per il loro consolidamento in una fase di forte disagio e di limitazione dell’attività.

I beneficiari dell’assegnazione dei contributi verranno individuati tramite graduatoria entro il 31 dicembre.

Ad oggi sono 294 imprese, lungo tutta la tratta della nuova M4, che in questi anni hanno avuto accesso ai 9 milioni di contributi complessivi messi a disposizione dell’Amministrazione attraverso i bandi che si sono succeduti dal 2016 ad oggi.

Tutte le informazioni, la documentazione e le modalità di accesso al bando, nelle prossime settimane, saranno disponibili sul portale Fareimpresa del Comune di Milano e nella sezione bandi e gare di www.comune.milano.it.

 

DPCM: analisi tra sport e salute

Aiace-Rusciano-in-campo_1_low
Aiace-Rusciano-in-campo_1_low

DPCM: con lo stop all’attività sportiva è in gioco la salute cognitiva degli italiani. L’analisi del neuroscienziato dello sport Aiace Rusciano
Un crollo dei voti scolastici, della concentrazione sul lavoro, dell’umore. È quello che ci dobbiamo attendere nel prossimo futuro a causa della paralisi che è stata imposta allo sport di base. Lo dimostra – a suon di dati – il professor Aiace Rusciano, docente di neuroscienze, psicologo e responsabile del Lab di monitoraggio psicofisiologico da più di dieci anni in staff di Serie A.

Almeno fino al 24 novembre 2020, in Italia lo sport di base è congelato. Niente workout in palestra, niente allenamenti e gare delle società dilettantistiche, niente corsi di gruppo. A stabilirlo è il DPCM firmato il 24 ottobre dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che introduce severe restrizioni per arginare la seconda ondata della pandemia da coronavirus. Non è da escludere che il blackout duri addirittura più a lungo: considerati i tempi di incubazione, è ancora presto per capire se questo primo round di limitazioni sia sufficiente ad abbassare la curva dei contagi.
Immediata la levata di scudi da parte di società e associazioni sportive dilettantistiche, che in molti casi avevano già investito per mettersi in regola con le norme di sanificazione e distanziamento e ora temono di essere definitivamente affossate. L’economia che ruota attorno allo sport è uno degli argomenti di cui si è dibattuto molto in queste convulse giornate. Si sono spese anche tante parole sul suo valore sociale, così come sull’importanza del movimento per mantenere la forma fisica e rafforzare il sistema immunitario. Molto più di rado, però, ci si sofferma su un altro aspetto: lo sport è anche un irrinunciabile presidio per la salute mentale e cognitiva delle persone di tutte le età.
A sottolinearlo è il professor Aiace Rusciano, psicologo e Phd in neuroscienze cognitive, già responsabile dell’Area psicologica e del Lab psicofisiologico di AC Milan e AC ChievoVerona. “Secondo solide evidenze scientifiche, l’attività fisica stimola la memoria, la capacità attentiva, le funzioni di apprendimento e ragionamento. Inoltre migliora la qualità del sonno e regola il tono dell’umore perché innesca un aumento del metabolismo nei network dei lobi frontali, nei gangli nella base e nell’ippocampo, area del cervello responsabile di queste funzioni. Riassumendo, lo sport stimola la produzione di dopamine ed endorfine, proprio come un farmaco naturale antidepressivo e antistress”, spiega.
I rischi per la salute psicologica e cognitiva legati all’inattività riguardano tutti, ma le categorie più esposte sono bambini e over 65. È scientificamente provato – continua Rusciano – che in età infantile la corsa favorisce la nascita di nuove cellule cerebrali nell’ippocampo. La conferma è arrivata da svariati studi di neuroscienze, condotti con test neuropsicologici e risonanze magnetiche, che hanno testimoniato che i bambini di 9-10 anni che svolgono una regolare attività fisica possiedono migliori capacità di memoria e apprendimento rispetto ai coetanei più sedentari. Il cervello inoltre con il tempo si abitua all’aumento del flusso sanguigno che, a lungo termine, sviluppa la capacità di attivare e disattivare determinati geni. Senza contare che i nuovi neuroni stimolati attraverso lo sport proteggono la memoria nell’ippocampo e prevengono l’insorgere di gravi malattie degenerative come Alzheimer e Parkinson.
C’è un altro elemento da considerare. Il 19 ottobre il Centro Studi del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi ha rilevato che, su una scala da 1 a 100, il 51% della popolazione italiana ha un livello di stress psicologico compreso tra 70 e 100. Il livello è analogo a quello del lockdown di marzo-aprile, ma le caratteristiche sono ancora più preoccupanti. All’epoca infatti a dominare era la componente ansiosa, mentre oggi prevalgono rabbia, depressione e forte disorientamento. In un clima del genere, l’esercizio fisico è un presidio non solo per il benessere individuale ma anche per la tenuta del tessuto sociale, perché favorisce il benessere psicologico e la percezione dell’autoefficacia personale, essenziali nella gestione dello stress e dell’ansia. In sintesi, “la pratica regolare di sport deve essere protetta dallo Stato, perché permette ai cittadini di godere di una migliore salute mentale”, ribadisce Rusciano.
Ma, considerati i numeri della seconda ondata della pandemia, è davvero possibile garantire la continuità dell’attività sportiva in condizioni di sicurezza? Secondo Rusciano, la risposta è sì. “Basterebbe fissare delle regole, che peraltro sono alla base del concetto stesso di sport. È sufficiente una semplice app gratuita per programmare le entrate e le uscite da palestre e centri sportivi, evitando gli assembramenti. Considerato poi che il Dpcm prevede la didattica in presenza per le scuole elementari e medie, c’è margine per aggiungere altre ore di educazione fisica”.
L’effetto combinato del lockdown, del distanziamento sociale e della mancanza di sport rappresenta insomma un rischio significativo per la salute mentale di bambini, adolescenti e anziani. “Esistono però numerose strategie promettenti per combattere il comportamento sedentario, che potrebbero essere attuate grazie al coordinamento tra Regioni, Asl, Ordine degli Psicologi ed esperti, con l’avallo dei decisori politici e il sostegno della scuola. La collaborazione fattiva di tutti questi attori ha il grande potere di incidere sulla futura curva della salute cognitiva della popolazione”.

Museo del Sax: annullati i concerti

Museo del Saxofono
Museo del Saxofono

MUSEO DEL SAXOFONO

Annullati i concerti fino a nuova disposizione governativa

Continua l’apertura degli spazi per le visite guidate

Nel rispetto del nuovo DPCM, promulgato al fine di contrastare l’espandersi del Coronavirus, si informa il gentile pubblico che il Museo del Saxofono si trova costretto a sospendere la programmazione musicale fino a nuove disposizioni delle Autorità.

Si ricorda tuttavia che permane l’apertura degli spazi per visita al Museo previa prenotazione obbligatoria ai numeri +39 06 61697862 – +39 347 5374953 o alla mail info@museodelsaxofono.com.

Le modalità e gli orari sono i seguenti:

Visita guidata singoli
sabato, domenica e festivi (ore 10.30 – 12.00 – 16.00 – 17.30 ) € 5,00 a persona
Le visite avvengono in gruppi di massimo 12 partecipanti.
Il costo della visita non comprende il biglietto di ingresso alla mostra
Visite guidate gruppi
Max 12 persone, con prenotazione obbligatoria € 50,00 (costo complessivo)
È escluso il costo del biglietto di ingresso alla mostra.

Sarà cura del Museo aggiornare prontamente gli utenti sull’evolversi della situazione e della ripresa dell’attività concertistica in base alle future normative governative.

Museo del Saxofono

via dei Molini snc (angolo via Reggiani)

00054 – Maccarese, Fiumicino (RM)

Il Museo del Saxofono gode del Patrocinio di Comune di Fiumicino ed Ambasciata del Belgio. Sponsor tecnici sono Selmer Paris (Francia), Borgani (Italia), Eppelsheim (Germania), BCC Roma, International Woodwind (Usa), J’Elle Stainer (Brasile), Lyrical Music Publications, 4DRG e Narnia Festival. Suoi partner sono le Farmacie Comunali Fiumicino, Anipo (Francia), ProLoco Fregene-Maccarese e Complesso L’Oasi.

Sito web ufficiale:

https://www.museodelsaxofono.com/

Infoline costi e prenotazioni:

+39 06 61697862 – +39 347 5374953 – info@museodelsaxofono.com

 

Caregiver Familiari e Covid-19

Caregiver Familiari
Caregiver Familiari

2 giugno: che posto hanno i Caregiver Familiari nella Repubblica Italiana?
La fase 1 della pandemia COVID-19 è stata superata a colpi di
Dpcm dettati dal momento emergenziale.
Provvedimenti che non hanno preso seriamente in
considerazione la vita delle persone con disabilità e delle loro
famiglie, le quali si sono ritrovate catapultate dall’oggi al domani in
un incubo caratterizzato da inadeguatezza e noncuranza dei
provvedimenti adottati dallo Stato.
Tutto si è fermato: servizi scolastici, centri diurni, assistenza
domiciliare, fisioterapia, logopedia, trattamenti riabilitativi, sportivi,
ricreativi.
Ma quando si hanno persone con disabilità gravi da accudire non
si possono girare le spalle e alzare i tacchi. E se invece così è stato,
tutto è ricaduto sulle spalle dei Caregiver Familiari che hanno visto
moltiplicarsi le incombenze e le responsabilità, nell’indifferenza delle
Istituzioni.
Si dice che dopo l’ epidemia le persone si scopriranno migliori:
ebbene questo è il momento di agire , ora è necessario dimostrare di
aver compreso in modo definitivo il ruolo fondamentale di cura dei
Caregiver Familiari che, grazie al loro lavoro indefesso, hanno reso
possibile che le vite dei loro cari, con disabilità gravi, non siano
andate perdute nell’oblio dello Stato.
Occorre rimettere in piedi il contratto sociale, il cui cuore è la
famiglia, soprattutto la famiglia al cui interno vive una persona con
disabilità.
Si proceda dunque speditamente con la ripresa dei lavori della
commissione lavoro del Senato, ove è incardinato il DDL 1461, il
testo unificato sui Caregiver Familiari, che deve essere
significativamente emendato affinché mai più ci si debba ritrovare a
dimenticare una categoria di persone che non avrebbe subìto quanto
è avvenuto se fosse già stata adeguatamente riconosciuta dalla
legislazione.
Trasformare questa emergenza in opportunità è possibile, a
patto che l’indifferenza ceda il passo ad una chiara volontà politica.
La legge sui Caregiver Familiari non può attendere oltre, è una
lacuna che deve essere colmata affinché non ci si ritrovi più in
un’emergenza senza ricomprendere l’immane responsabilità che i
Caregiver Familiari quotidianamente affrontano.
Una grave lacuna che deve essere colmata pena il protrarsi di
questa condizione di Paese che non può altrimenti definirsi civile.
Buona festa della Repubblica.
CONFAD
Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilità