Verissimo: Epilogo vicenda Pamela Prati

PRATI TOFFANIN
PRATI TOFFANIN

Pamela Prati, in esclusiva a Verissimo sabato 11 maggio alle ore 16,10, risponde al fuoco di fila di domande di Silvia Toffanin sul suo discusso matrimonio, che ha occupato per mesi giornali e programmi tv.

 “Tutto ciò mi ha distrutta. Abbiamo deciso di rimandare le nozze perché mancano gioia e serenità. Era tutto confermato: location, chiesa, testimoni: uno doveva essere Pingitore. L’altra, dopo l’impossibilità di Simona Ventura, ho pensato di farla fare a Pamela (Perricciolo ndr).”

Molto dimagrita e provata la Prati racconta: “Non riesco più a parlare. Dicono che sono stata truffata, plagiata, ma da chi? Io sono una donna di 60 anni e non vado in tv a dire bugie. Volevo condividere una gioia e invece ha portato solo dolore”.

Verissimo, che doveva seguire in esclusiva con le sue telecamere il matrimonio, non ha mai ricevuto conferma esatta da parte del gruppo di Pamela Prati di una data e una località precisa.
A Silvia Toffanin, che le domanda perché, la show girl risponde: “Perché avevamo cambiato location. Ci hanno detto di no all’ultimo per tutto quello che avevano sentito. Poi abbiamo trovato un’altra location in Toscana a Prato, e doveva essere l’8 maggio”.

Sulla misteriosa identità del futuro marito, Marco Caltagirone, e sul fatto che non sia uscita nemmeno una foto perché, afferma lo sposo, c’era un contratto d’esclusiva con ‘Verissimo’ (valido solo per il matrimonio, ndr), la Prati confessa: “Lui non fa parte del mondo dello spettacolo, quindi pensava di non poter farsi vedere perché avevamo un’esclusiva del matrimonio. L’ha fatto in buona fede!

Le foto di Marco esistono, ma lui fin dall’inizio mi ha detto che non voleva apparire”. E sulla telefonata fatta dal futuro sposo al programma ‘Live-Non è la D’Urso’, Pamela dichiara: “Confermo che era lui che ha chiamato in diretta Barbara D’Urso”.

Incalzata da Silvia Toffanin, sul mostrare una foto di Caltagirone, Pamela risponde: “In camerino te la faccio vedere. Se vuole venire e apparire lo deciderà lui, non verrà certo obbligato da me. Se avessi voluto divulgare le foto prima, l’avrei fatto”.

Un giallo dietro l’altro, tanto che Silvia Toffanin rivela un dettaglio emerso durante le trattative per portare il presunto futuro marito in trasmissione. Dopo la richiesta, la risposta dell’entourage è stata che Caltagirone, essendo molto ricco, non voleva firmare nessun documento e che al massimo ci proponevano che poteva venire girato di spalle: “Questa cosa non la so e non so chi l’abbia riferita sinceramente. A me non interessa, sono i media che stanno parlando e gettando fango su di me. Non ho guadagnato niente, sono stata strumentalizzata”.

Convinta ad andare a prendere una foto e provare a chiamare al telefono Marco, Pamela Prati se ne va dallo studio, scatenando la reazione di Silvia Toffanin che afferma: “È tutto una barzelletta che non fa neanche più ridere”.

Dopo circa mezz’ora la showgirl torna sui suoi passi, rientra in studio e decide di mostrare solo alla conduttrice la foto di Marco Caltagirone: “È un uomo di 54 anni e l’unico motivo per cui non si mostra è per una questione di riservatezza. In questo momento – aggiunge – non c’è un’atmosfera delle migliori tra di noi. Io non ce la faccio più, perché scrivono delle cose non belle, ma è la loro versione”.

Una storia che ha scatenato reazioni condannabili, sia sui social che nella vita reale: “Non abbiamo ammazzato nessuno, solo perché non si fa vedere non vuol dire che non esista. Esiste eccome. Sono state dette cose orrende, solo perché siamo personaggi famosi veniamo messi alla gogna: non va bene. Bisogna stare attenti, hanno ucciso alcuni artisti in passato parlandone male in questo modo”.

E rivela un episodio scioccante: Mi hanno fatto trovare l’acido fuori dalla porta di casa con un biglietto orrendo. Ma è tutto nelle mani di chi di dovere. Si sta esagerando”. E l’agente Eliana Michelazzo, presente tra il pubblico in studio, aggiunge in lacrime: “Abbiamo paura adesso. Siamo state aggredite, con l’acido, con un biglietto di minacce con scritto ‘Al matrimonio ci arrivate a metà’”.

Nessun problema finanziario e un futuro che dovrebbe prevedere ancora delle nozze: “Non ho nessun problema economico. Dove sta il guadagno in questa storia? Adesso basta. Mi sposerò, ma lo farò in maniera privata, visto quello che è successo. E da oggi, quello che farò saranno solo fatti miei”.

Gianni Morandi al Teatro Duse di Bologna

GIANNI MORANDI - FOTO
GIANNI MORANDI – FOTO

‘Stasera gioco in casa – Una vita di canzoni’. Questo il titolo del nuovo progettoartistico di Gianni Morandi:16 concerti, un solo palcoscenico, l’abbraccio del suo pubblico con il quale condividere ricordi, emozionie soprattutto grande musica.

Sarà il Teatro Duse di Bologna ad ospitare, dal primo novembre,le 16 serate (12 in programma fino a dicembre 2019,più altre 4nel 2020) nelle quali Gianni canterà, in forma acustica, i brani che hanno conquistato intere generazioni, ma racconterà anche i momenti più importanti della sua vita, gli aneddoti, gli incontri, le sfide e i sogni.

L’artista, che ha all’attivo 53 milioni di dischi venduti, 4.217 concerti in Italia e 426 all’estero, e che nel 2017 ha inciso il suo quarantesimo album intitolato ‘D’amore d’autore’, ha quindi scelto lo storico palcoscenico del Duse per un omaggio personale e speciale al vastissimo pubblico che lo segue e lo ama da sempre.

“C’è sempre un momento della vita in cui si sente il forte desiderio di tornare nel luogo da dove si è partiti, – spiega Gianni Morandi –la prima volta che ho cantato al Duse è stato nel 1964 e ricordo che mi tremavano le gambe. Dopo tanti anni e aver girato tutto il mondo, tornare nella mia città con una nuova serie di concerti è una grandissima emozione.Voglio ringraziare il Teatro Duse per avermi proposto questa nuova avventura artistica che mi darà la possibilità di cantare in teatro, dove l’atmosfera è sempre un po’ speciale ed è possibile instaurare una relazione più profonda con il pubblico”. “Attraverso le canzoni – prosegue Morandi – racconterò il mio viaggio nella musica e la mia vita. Mi piacerebbeanche presentare un brano inedito, composto appositamenteper questa occasione, per la mia città e per questo teatro che è nel cuore di Bologna”.

“Siamo onorati che Gianni Morandi abbia scelto il Teatro Duse per un progetto così sentito e desiderato – sottolineail presidente del Cda del Teatro Duse di Bologna Walter Mramor – e stiamo lavorando assieme a lui per dar vita ad un evento unico e speciale. Sedici concerti per celebrare una carriera folgorante, ricca di enormi successi. Una dimensione intima in cui il grande artista saprà aprirsi al proprio pubblico e raccontarsi con la schiettezza e l’umanità che lo contraddistinguono. Il nostro palcoscenico è pronto ad accoglierlo, come tra le mura di casa”.

LE DATE DEL 2019:
01 Novembre – ore 21
02 Novembre – ore 21
03 Novembre – ore 16
07 Novembre – ore 21
14 Novembre – ore 21
21 Novembre – ore 21
28 Novembre – ore 21
05 Dicembre – ore 21
12 Dicembre – ore 21
20 Dicembre – ore 21
21 Dicembre – ore 21
22 Dicembre – ore 16
Le 4 date del 2020 saranno annunciate prossimamente.

Lorenzelli Arte: Mostra di Herbert Ferber

“Herbert Ferber. Scultura come metafora di un'idea”
“Herbert Ferber. Scultura come metafora di un’idea”

La mostra inaugurata giovedì 14 febbraio è dedicata a uno dei principali scultori espressionisti astratti, Herbert Ferber (1906-1991), artista di fama internazionale, già attivo nella fervente New York degli anni Quaranta e Cinquanta.

La rassegna presenta venti sculture e trenta disegni realizzati tra il 1952 e il 1985, anni della piena maturità dello scultore americano, mostrando al pubblico italiano l’acme della parabola artistica di uno degli attori fondamentali della “generazione eroica” di New York.

Ferber, grande amico di Rothko, al quale era legato da convinzioni comuni nell’arte e nella politica, negli anni successivi alla seconda guerra mondiale fu un importante membro della New York School, il gruppo di artisti americani che ha aperto la strada all’espressionismo astratto.

“Scultura come metafora di un’idea”, titolo della mostra, rappresenta un principio caro a Ferber secondo il quale la scultura deve avere la capacità di incarnare un processo mentale lucido e forte e quindi possedere valore di metafora che veicola qualità ideali astratte.

Le sue sculture a partire dagli anni Cinquanta, dopo aver abbandonato completamente la figurazione, sono costituite da forme famigliari che vengono poi elaborate in composizioni quasi irriconoscibili.
Ferber trasforma gli elementi formali in qualità plastiche, connotate in quanto superfici modulate sensibilmente e cromaticamente attive, che al contempo valgono come grafie, linee-forza che fendono la volumetria interna della forma conferendole un nuovo dinamismo che le libera da legami gravitazionali e un senso di movimento dato dal perfetto bilanciamento di momenti e pause.

Seguendo inoltre un’indagine incentrata sul percorso tra progetti, studi preparatori e opere finite, molti dei disegni esposti raccontano l’iter che porta alla realizzazione materica delle sculture presentate poiché mette in luce la fitta rete di scambi tra il processo creativo e la sperimentazione di un sistema espressivo.

La mostra è accompagnata da un catalogo (Italiano, Inglese) con le riproduzioni a colori di tutte le opere esposte.

Design Week 2019

Cristina-Tajani
Cristina-Tajani

Un Fuorisalone più attento alla qualità dei progetti, capace di integrarsi con le celebrazioni per i cinquecento anni della morte di Leonardo Da Vinci o con la XXII Triennale, nonché più attento alle richieste di occupazione del suolo pubblico per garantire una maggiore fruibilità della manifestazione.

Sono queste alcune delle linee di indirizzo, approvate dall’Amministrazione nel corso dell’ultima seduta di Giunta, per la realizzazione delle iniziative che si svolgeranno in occasione della Design Week, in programma a Milano dal 9 al 14 aprile.

“Un provvedimento – spiega Cristina Tajani, assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive, Moda e Design – necessario a mantenere sempre alto il livello di qualità degli eventi proposti in città durante la Design Week, affinché questa continui ad essere un vero punto di riferimento per gli operatori nazionali e internazionali, contribuendo alla valorizzazione del Made in Italy nel settore del design, dell’arredo e della ricerca. Porremo così un argine a tutti quegli appuntamenti, spesso prettamente commerciali, non in piena sintonia con una manifestazione fondamentale per l’attrattività della città”.

Le nuove linee guida individuano precisi criteri affinché un appuntamento possa rientrare nell’ampio palinsesto della Design Week. Con il patrocinio dal Comune di Milano verrà riconosciuto alle singole iniziative ammesse oltre all’interesse pubblico anche l’abbattimento del 50 per cento del canone per l’eventuale occupazione del suolo.

Nello specifico verranno ritenute meritevoli di far parte del prossimo programma tutte quelle iniziative, installazioni, progetti espositivi, mostre e workshop capaci di porsi in sintonia con gli importanti appuntamenti che avranno luogo in città nel corso del 2019, come ad esempio le iniziative legate ai cinquecento anni della scomparsa di Leonardo da Vinci o la XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano.

Saranno altresì accolte le iniziative in grado di proporre tematiche rilevanti per l’Amministrazione tra cui: la valorizzazione dell’economia circolare, la sostenibilità, la moderna manifattura, sino all’impiego di nuovi materiali a basso impatto o che promuovano buone pratiche per il rispetto e la tutela dell’ambiente.

Verranno considerate di interesse pubblico anche tutte quelle iniziative che prevedano la realizzazione di oggetti, arredi e installazioni di design destinati ad essere collocati in maniera permanente in città, dalle periferie al centro, in sintonia con quanto già proposto dall’Amministrazione nell’edizione 2018 del Salone del Mobile.

Per agevolare gli operatori, e semplificare i loro procedimenti per l’occupazione suolo, l’Amministrazione realizzerà in via sperimentale una mappa georeferenziata e interattiva di tutti i luoghi idonei ad ospitare iniziative e installazioni in cui verranno indicate precisamente vocazione, delimitazioni delle aree e relative planimetrie.

Al fine di garantire anche una migliore fruizione del Fuorisalone ed evitare, come accaduto in passato, la presenza di situazioni non in sintonia con la manifestazione, saranno vietate tutte le attività di vendita e somministrazione di cibi e bevande non strettamente connesse alle iniziative patrocinate.

Vietata anche la vendita, su area pubblica, di prodotti non alimentari che poco hanno a che fare con il design e la promozione del made in Italy in tutte le aree coinvolte: Tortona, Brera sino alla nuova piazza Gae Aulenti, Ventura-Lambrate, Porta Venezia, 5 Vie, Sant’Ambrogio, via Durini, Distretto Isola Porta Romana e Ventura Centrale.

Inoltre, per limitare al massimo i disagi alla popolazione residente, e garantire il rispetto delle normative presenti in materia di chiusure di vie e limitazione al traffico nelle zone interessate dal Fuorisalone, verranno controllare in modo capillare dagli uffici comunali tutte le domande di occupazione suolo per le data dal 9 al 14 aprile al fine di impedire richieste estranee all’iniziativa.

Nei prossimi giorni sulle pagine del sito del Comune di Milano, nella sezione bandi e gare, verrà pubblicato l’avviso pubblico con tutte le informazioni per partecipare alla creazione del palinsesto della Design Week 2019.

Nina Moric a “La Repubblica delle donne”

nina moric
nina moric

Questa sera 28 Novembre, in prima serata su Retequattro Piero Chiambretti a “#CR4 – La Repubblica delle donne”, intervista Nina Moric che, in merito alla notizia secondo cui si sarebbe rivolta alla Sacra Rota per annullare il matrimonio con Fabrizio Corona smentisce: «Non mi sono rivolta alla Sacra Rota».

E continua: «Non rinnego questa posizione che ho preso in quel momento e questo voto che ho dato davanti al Signore. È successo quello che è successo, però questo non significa che io debba essere condannata a non sposarmi più. Se un giorno dovesse accadere di risposarmi, non lo farò in Chiesa».

Sempre sull’ex marito Fabrizio Corona, che si attribuisce di avere un “diavolo in corpo”, afferma: «Credo che sia un suo modo di fare per attirare attenzione verso sé. È soltanto leggermente confuso».

Riguardo la possibilità che un magistrato possa chiedere l’arresto all’ex re dei paparazzi per la lite televisiva con Ilary Blasi, risponde: «Voglio dire soltanto una cosa: non credo che sia proprio andata così, però allo stesso tempo credo che Fabrizio questa volta non si meriti assolutamente questo».

E aggiunge «Vorrei ribadire che adesso non sono d’accordo su quello che dissi in un’altra trasmissione televisiva, ovvero che lui non è capace di amare. Invece qui, adesso, rinnego questa cosa perché ultimamente, dopo il nostro amore un po’ sbandato, abbiamo trovato un punto d’incontro che è Carlos, nostro figlio. Dopo l’ultima sentenza, ho visto in Fabrizio la capacità di amare suo figlio: ho visto una persona nuova. E questo amore incondizionato, l’ho visto anche in Carlos verso suo padre. Magari non è ancora pronto per amare una donna. Adesso è concentrato sull’amore per il proprio figlio».

Infine chiarisce il suo rapporto con Casapound: «Non sono mai stata un’esponente del Partito! Per un periodo mi volevo informare su questo movimento che ho trovato abbastanza affascinante – e con una frecciatina conclude – «Ma, visto quanto sta facendo il signor Salvini, credo che Casapound sia latte caldo in confronto a lui».