Diodato trionfa agli “Mtv Ema 2020″

Diodato
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DIODATO

TRIONFA AGLI “MTV EMA 2020” COME “BEST ITALIAN ACT”

“FAI RUMORE”
È CERTIFICATO DOPPIO DISCO DI PLATINO

Trionfo per Diodato agli MTV EMA come “Best Italian Act” e Doppio disco di Platino per “Fai Rumore”, contenuta nell’album “Che vita meravigliosa” (Disco d’Oro).

Diodato è l’unico artista italiano ad aver vinto nello stesso anno il FESTIVAL DI SANREMO 2020 con “Fai Rumore”, il Premio della critica Mia Martini Sanremo 2020, il Premio Sala Stampa Radio Tv e Web Sanremo 2020 e il Premio Lunezia, il premio DAVID DI DONATELLO 2020, i NASTRI D’ARGENTO 2020 e il CIAK D’ORO del pubblico 2020 con il brano “Che vita Meravigliosa” come “Migliore canzone originale”.

Come primo artista musicale nella storia della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Diodato ha aperto la Cerimonia di chiusura della 77^ edizione esibendosi live insieme a Rodrigo d’Erasmo in uno dei brani più celebri del suo repertorio, “Adesso”. In occasione della Mostra è stato consegnato a Diodato il SOUNDTRACK STARS AWARD SPECIALE “MUSICA&CINEMA” per il brano “Che vita meravigliosa”, un premio per la sua straordinaria sintonia con il mondo del cinema, dedicato a Ennio Morricone.

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Diodato – Accendiamo la Musica

Diodato, Arena di Verona
Diodato, Arena di Verona

Europe shine a light – Accendiamo la Musica
L’Europa unita sotto il segno di Eurovision

Diodato
Il vincitore del Festival di Sanremo 2020 e del Premio David di Donatello
Accende l’Arena di Verona sulle note di Fai Rumore
L’anteprima su Rai1 alle 20.35

#esc2020
#europeshinealight

DIODATO rappresenterà l’Italia nello show televisivo EUROPE SHINE A LIGHT – ACCENDIAMO LA MUSICA, in onda in eurovisione il 16 maggio. L’anteprima partirà su Rai1 alle 20.35 e dalle 21.00 lo show andrà in onda anche su Rai Radio2, Rai4 e RaiPlay.
La musica non si ferma e si unisce sotto il segno di Eurovision, l’evento che con la sola forza delle canzoni riesce a trasmettere un fortissimo sentimento di appartenenza all’Europa, oltre ogni confine nazionale.

DIODATO ha deciso di prendere parte allo show olandese, suonando in un luogo che per l’Italia e per il mondo rappresenta la musica: l’Arena di Verona.
Luogo storico e centro di una delle più belle città italiane che ospita il balcone di Romeo e Giulietta, l’Arena di Verona per questa occasione è stata riaperta non al pubblico ma alla musica, nel segno della cultura, dell’arte e della bellezza.

Quest’anno la più importante competizione mondiale canora non ci sarà, per la prima volta nella sua storia dal 1956. Al suo posto andrà in onda lo show EUROPE SHINE A LIGHT – ACCENDIAMO LA MUSICA, un evento ideato con lo scopo di unire tutti i paesi d’Europa attraverso la musica, di cui saranno protagonisti i 41 artisti di Eurovision Song Contest 2020.

DIODATO ha scelto di partecipare a Europe Shine A Light – Accendiamo La Musica decidendo di cantare Fai Rumore con cui ha vinto Sanremo 2020, in un luogo che potesse rappresentare l’Italia.
In questi tre mesi la canzone che ha vinto il Festival di Sanremo ha percorso nuove strade, è diventata degli italiani ancora di più durante l’emergenza sanitaria attuale, che l’hanno fatta propria cantandola in ogni forma e colore nelle loro case e fuori dai balconi durante il lockdown che in queste settimane sta obbligando all’isolamento miliardi di persone nel mondo.
È proprio da questo pensiero che prende vita Europe Shine a Light – Accendiamo La Musica, e dall’ispirazione che ha tratto Cornald Maas, consulente creativo di ESC 2020, dai video in cui gli Italiani cantano dai loro balconi Fai Rumore.

Il 16 maggio andranno in onda le immagini esclusive di DIODATO che canterà Fai Rumore da solo all’Arena di Verona, contribuendo a Europe Shine a Light con una cartolina inedita.
Una immagine storica che unirà l’Italia all’Europa, un segnale di resilienza, unione e forza che arriverà a tutti dal tempio della musica italiana.

“Riaccendere le luci dell’Arena di Verona, di un tempio della musica mondiale, è stato un grande privilegio. Quando canti in un luogo storico, da solo, circondato da un silenzio che ti respira intorno, senti risuonare la tua voce, la senti ritornare dopo aver compiuto un viaggio temporale, con un bagaglio diverso e hai davvero la sensazione di essere in un tempo sospeso. Spero che l’Arena e tutti i luoghi di cultura possano tornare presto a riempirsi di vita, vibrare di emozioni, perché è per quello che sono nati”, racconta Diodato.

DIODATO ha vinto con Fai Rumore il Festival di Sanremo 2020, il Premio della critica Mia Martini Sanremo 2020, il Premio sala stampa radio tv e web Sanremo 2020 e il Premio Lunezia per il valore musical-letterario del brano. L’8 maggio gli è stato assegnato il premio David di Donatello “Miglior canzone originale” per il brano “Che vita Meravigliosa”, scritto da Diodato per il film La Dea Fortuna di Ferzan Ozpetek.
È l’unico artista italiano solista ad aver vinto sia il Festival di Sanremo che il Premio David, per di più nello stesso anno e con due canzoni diverse.

Dice di Lui Ozpetek: “Antonio è stato per me una folgorazione ben prima della vittoria di Sanremo. Mi ricordo con un po’ di nostalgia, un pomeriggio in cui ho ascoltato per la prima volta la canzone di un certo Diodato, che Vita meravigliosa. Ho smesso di ascoltarla dopo 30 secondi e ho detto alla produzione: eccola, è questa che metteremo nel mio film La Dea Fortuna. Finalmente abbiamo trovato la canzone dei titoli di coda! Così ho conosciuto il grande artista di rara sensibilità e modestia”.

Nel corso della serata Europe Shine a Light verranno mandati in onda alcuni contributi musicali di tutti i partecipanti degli altri paesi Europei e sarà ricordato Domenico Modugno, che partecipò a Eurovision in Olanda proprio nel 1958 con “Nel blu dipinto di blu”. Tempi e luoghi che riportano DIODATO, anche lui pugliese, negli stessi posti percorsi dal grande mito della musica italiana 62 anni fa. Entrambi fanno parte di Carosello Records, etichetta italiana indipendente che ha scritto alcune delle pagine più importanti della storia della musica nazionale negli ultimi 60 anni.

Eurovision Song Contest è stato fondato con l’idea di unire l’Europa “post-bellica” attraverso la musica che, ancor di più questo momento, sta salvando il mondo con la sua capacità e potenza di creare un legame universale; anche distanti possiamo sentirci uniti attraverso le canzoni.
È l’evento non sportivo più visto al mondo: l’anno scorso gli spettatori della trasmissione televisiva della finale sono stati 182 milioni, mentre il canale Youtube ha registrato nella settimana eurovisiva 40 milioni di visualizzazioni da 225 territori. A partecipare sono i Paesi appartenenti all’European Broadcasting Union e l’Australia, invitata perché da anni trasmette con successo la manifestazione. Quest’anno le nazioni collegate saranno 45: oltre a quelle dei Paesi partecipanti, anche Bosnia Erzegovina, Kazakistan, Kosovo e Montenegro.
L’Italia ha vinto due volte, nel 1964 ed esattamente trent’anni fa, nel 1990. Anche se non siamo ancora tornati a conquistare il trofeo, negli ultimi dieci anni (dal 2011, anno in cui l’Italia è tornata in gara) siamo il secondo Paese per punti totalizzati e piazzamenti. Sempre dal 2011, la rappresentanza italiana è quella che ha ottenuto i migliori risultati tra i “big five” (i Paesi di diritto alla finale): sette volte nella top ten e ben tre podi nel 2011, 2015 e 2019.

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ARENA DI VERONA

DIODATO ACCENDE IL TEMPIO DELLA MUSICA
Il video esclusivo registrato in solitaria tra gli allestimenti interrotti

L’Arena di Verona, anfiteatro risalente al I secolo d.C. e centro della città patrimonio mondiale dell’UNESCO, è un tempio internazionale dell’Opera e della musica rock, pop e di grandi eventi televisivi.
Vi si sono esibiti i più grandi artisti italiani e del mondo: da Maria Callas a Luciano Pavarotti, da Frank Sinatra ai Pink Floyd, da Bob Dylan a Elton John, da Andrea Bocelli a Adriano Celentano, Ligabue, Zucchero.
L’esibizione di Diodato è stata ripresa al centro dell’Anfiteatro davanti agli allestimenti previsti per gli spettacoli estivi interrotti il 13 marzo allo scatenarsi dell’emergenza coronavirus.

The Arena di Verona, an Amphitheatre dating back to 1 AD and the heart of the city that is a UNESCO World Heritage site, is an international shrine of Opera, rock and pop music and great television events.
It has hosted performances by top Italian and international artists: from Maria Callas to Luciano Pavarotti, Frank Sinatra to Pink Floyd, Bob Dylan to Elton John, Andrea Bocelli to Adriano Celentano, Ligabue and Zucchero.
The performance by Diodato was recorded in the centre of the Amphitheatre, in front of the scenery designed for the summer shows, on which work stopped on March 13th, when the Coronavirus emergency broke out.

Il Museo del Tessuto di Prato riapre il 19 maggio

14 Foto di scena Pinocchio e Geppetto
14 Foto di scena Pinocchio e Geppetto

Il Museo del Tessuto di Prato riapre il 19 maggio
Prorogata la mostra “Pinocchio nei costumi di Massimo Cantini Parrini
dal film di Matteo Garrone”
mentre il costumista ha ricevuto in premio il quarto David di Donatello

Fino al 25 ottobre 2020 Prato, Museo del Tessuto

Riaprirà il 19 maggio il Museo del Tessuto di Prato e proroga la Mostra “Pinocchio nei costumi di Massimo Cantini Parrini dal film di Matteo Garrone” fino al 25 ottobre.

“Siamo pronti per ripartire adottando tutte le misure di sicurezza per assicurare la salute dei visitatori, come previsto dal Decreto del Governo”, da detto Francesco Marini Presidente della Fondazione Museo del Tessuto.
“In questo periodo abbiamo continuato ad essere in contatto con il nostro pubblico attraverso iniziative promosse sui canali social e il web. Il consenso riscontrato da parte di tanti ragazzi ci ha fatto decidere di prolungare la Mostra fino al 25 ottobre per permettere di soddisfare le tante richieste pervenute”.

La mostra presenta l’ultimo straordinario lavoro del pluripremiato costumista cinematografico Massimo Cantini Parrini con oltre 30 costumi realizzati per il film “Pinocchio” di Matteo Garrone.

“E’ una grande soddisfazione poter annunciare la proroga della mostra proprio a ridosso della celebrazione della cerimonia per la consegna dei David di Donatello, che si è tenuta in streaming venerdì 8 maggio scorso” dichiarano il Presidente Marini e il Direttore del Museo Filippo Guarini – “visto che il film Pinocchio ha ottenuto ben 5 statuette, tra cui quella per i costumi andata a Massimo Cantini Parrini per la quarta volta. Un motivo in più per il pubblico per tornare a visitare la mostra”.

Il percorso della mostra è articolato in due sezioni: la prima dedicata al costumista, alle sue fonti d’ispirazione ed al suo lavoro creativo attraverso video, campionature di tessuti, capi d’abbigliamento storici del XVIII e XIX secolo provenienti dalla sua straordinaria collezione personale, utilizzati come fonti di ispirazione diretta per la creazione degli abiti del film. La seconda prevede invece l’esposizione di oltre trenta costumi dei principali personaggi del film, accompagnati da immagini tratte dal film stesso e da alcuni, simbolici oggetti di scena. Di questi 25 sono stati realizzati dalla Sartoria Tirelli, 5 dalla Sartoria Costumi d’Arte Peruzzi, 2 da Cospazio 26, mentre le parrucche da Rocchetti e Rocchetti.

Massimo Cantini Parrini è nato e si è formato a Firenze: dall’Istituto Statale d’Arte di Porta Romana, al Polimoda, fino alla Laurea in Cultura e Stilismo della moda presso l’Università di Firenze. Nel corso degli studi accademici vince il concorso al Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma, diventando allievo nel corso di costume del premio Oscar Piero Tosi. Il suo esordio nel cinema è come assistente costumista accanto a Gabriella Pescucci, anche lei premio Oscar, che lo chiama a collaborare per oltre dieci anni per grandi produzioni cinematografiche internazionali, teatro lirico e varie manifestazioni.
Massimo Cantini Parrini affianca alla sua professione di costumista una straordinaria passione per gli abiti d’epoca, che colleziona fin dall’età di tredici anni. Ad oggi la sua raccolta vanta più di 4.000 pezzi, che spaziano dal 1630 al 1990, tutti originali e di creatori e stilisti iconici, dai quali spesso trae spunto ed ispirazione per realizzare i suoi costumi.

Massimo Cantini Parrini è l’unico costumista italiano ad aver vinto dalla prima nomination ben quattro David di Donatello su cinque, di cui tre consecutivi (2016-18), mentre il quarto è quello per i costumi del film Pinocchio (2020), oltre ad altri numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali spiccano Nastri d’Argento, Ciak d’oro e premiazioni in importanti festival cinematografici. L’ultimo riconoscimento da lui ricevuto è l’EFA (European Film Award).
In curriculum ha più di 50 produzioni da costumista, molte delle quali per registi di fama internazionale. Emerge significativamente il sodalizio stabilito con Matteo Garrone, che – prima di Pinocchio – lo ha chiamato per realizzare i costumi dei film Il racconto dei Racconti (2015), Dogman (2018).

Museo del Tessuto – Via Puccetti, 3 Prato. Tel. 0574/611503
www.museodeltessuto.it / facebook.com/museodeltessuto / twitter.com/museodeltessuto
E mail: info@museodeltessuto.it

Nuovi orari in occasione della riapertura dei Musei dopo le chiusure a causa del propagarsi del virus Covid 19
dal 19 maggio al 2 giugno inclusi
ma-me-gio: 16-20
ve-sab-dom: 10-20
Ingresso gratuito fino al 3 giugno incluso

Nico,1988

nico,1988
nico,1988

Martedì 6 marzo a Milano al cinema Colosseo, torna in Sala Biografilm in versione originale sottotitolata, NICO, 1988, di Susanna Nicchiarelli (Cosmonauta, La scoperta dell’alba). A presentare in sala la pellicola Andrea Morandi, Direttore del magazine online Hotcorn.com che si occupa di grande cinema e serie tv.

In occasione delle otto candidature ai David di Donatello (tra cui quella per il Miglior Film e la Migliore Sceneggiatura Originale), torna in sala il film che porta su grande schermo l’ultimo tour della cantante-icona Christa Päffgen, in arte Nico, magistralmente interpretata da Trine Dyrholm (Orso d’Argento per la Migliore Attrice a Berlino nel 2016).

Ambientato tra Parigi, Praga, Norimberga, Manchester, nella campagna polacca e il litorale romano, Nico, 1988 è un road-movie dedicato agli ultimi anni di Christa Päffgen, in arte Nico. Musa di Andy Warhol, cantante dei Velvet Underground e donna dalla bellezza leggendaria, Nico vive una seconda vita dopo la storia che tutti conoscono, quando inizia la sua carriera da solista.

Nico, 1988 racconta gli ultimi tour di Nico e della band che l’accompagnava in giro per l’Europa negli anni ’80: anni in cui la “sacerdotessa delle tenebre”, così veniva chiamata, ritrova se stessa, liberandosi del peso della sua bellezza e ricostruendo un rapporto con il suo unico figlio dimenticato. È la storia di una rinascita, di un’artista, di una madre, di una donna oltre la sua icona.

L’evento, un’iniziativa Sala Biografilm, è realizzato in collaborazione con I Wonder Pictures, Unipol Biografilm Collection e Cinema Colosseo.