Saranno le Rhyth.mix il corpo di ballo di “Scherzi a parte”

Rhyth.mix, una compagnia tutta al femminile, in cui ritmo, sincronismo, bellezza ed eleganza sono estetizzati in una perfetta armonia di tecnica, danza, musica e colori.

Il corpo come spettacolo di eleganza, la bellezza come sincronismo di forme, la gioia come striscia di colore, la musica come armonia del movimento in un mondo di sirene suadenti: tutto questo è Rhyth.mix.

Il successo della ginnastica ritmica italiana nelle grandi arene sportive di tutto il mondo ha ispirato questo progetto originale e coraggioso: una compagnia che grazie al talento, l’abilità e la disciplina sportiva utilizza le potenzialità spettacolari di clavette, funi, palle, nastri e cerchi e le proietta nei tempi e nei ritmi della danza.

Rhyth.mix è un mix di generi e tecniche al servizio della spettacolarità del movimento estremo, dell’esaltazione dello stupore che si prova davanti al fondersi del ritmo nella danza e della sincronia nel movimento; è la visione della bellezza.

Atlete che si muovono armoniose, assecondando le luci del palcoscenico, in un’atmosfera quasi onirica, intensa e suggestiva. Atlete, non semplici ballerine. Ginnaste che, abbandonata la carriera agonistica, hanno voluto trasformare in puro spettacolo l’eleganza e la femminilità di una disciplina complessa come la ginnastica ritmica.

Sorprendenti soluzioni scenotecniche multimediali, con effetti inattesi e coinvolgenti, sottolineano l’aspetto contemporaneo dello spettacolo.

Il cast, tutto al femminile, è composto da atlete di ginnastica ritmica che hanno gravitato intorno alla Nazionale Italiana. Tra loro anche campionesse Italiane, medagliate olimpiche e campionesse del mondo.

Lo spettacolo si avvale della consulenza di professionisti tra i quali spicca Emanuela Maccarani, CTN artefice dei grandi successi olimpionici della Nazionale Italiana di Ginnastica Ritmica.

 


 “Rhyth.mix. Dalla pedana al palcoscenico, la nuova carriera delle super ginnaste:…. planate dal podio alla scena…..dopo anni di gare e giurie saltano flessuose in una seconda vita. Tutta da applaudire a teatro..”

Valeria Crippa – Corriere della Sera

 

 “La tecnica dello sport incontra la coreografia, sold out tutte le date precedenti.
Quando Fiorello le ha ospitate nel suo show, si è innamorato di tutte e otto. Artisticamente, non pensate. Belle come top model, sinuose come serpenti, scattanti come pantere, il gruppo tutto femminile che giovedì si esibisce al Ciak in “Rhyth. mix” è, infatti, speciale perché è formato da super campionesse di ginnastica ritmica (tra loro c’è chi ha fatto man bassa di ori mondiali e argenti olimpici) che, lasciato l’agonismo, hanno investito ancora sui loro corpi sorprendenti”

Laura Magnetti – Repubblica

 

“La tecnica, il sincroniso, la precisione della ginnastica ritmica unite all’armonia e alla poesia della danza. E’ un incontro tra sport e arte Rhyth.mix, show ad alto tasso di atleticità…”

Simona Spaventa – Tuttomilano

 

 “………un’alternanza di colore puro ed effetti optical di incomparabile eleganza. Applausi scroscianti per le atlete e per uno spettacolo originale che emoziona e sorprende.”

L’Arena.it

 

 “Dalle clavette al rock, otto atlete fanno show…”

Il Giornale

 

 “Ginnaste d’oro a teatro. È la magia di Rhyth.mix”

LaGazzettadelloSport.it 

 

“ …la ginnastica ritmica, estrapolata dal suo contesto, mostra la sua anima più nascosta.”

IL SECOLO XIX

 

“Giochi di luce, effetti speciali, geometrie assolute e sincronismi perfetti. In una parola lo spettacolo. Acrobazia e flessuosità si fondono all’unisono in Rhyth.mix, che entusiasma la platea…… Il finale è di danza pura. Lustrini, paillettes, piccole meteore sullo sfondo. Per trasportare in un’ora di sogno.”

Teatro.org

IDOLI

Lo spettacolo

“se ti addormenti sotto alla neve non la senti la morte che arriva…”

Lo spettacolo esplora i nuovi vizi capitali della nostra società, le sue deformazioni individuali e collettive, le tendenze incontrollabili, spesso disastrose, che dietro l’apparente normalità degli uomini e del loro vivere quotidiano celano lo scenario inquietante di una società alla deriva. Conflittualità con il mondo esterno e con se stessi, noia di vivere, assenza di interessi, vuoto interiore, apatia morale, rabbia, frustrazioni… frammenti di umanità che si vanno ad incastonare all’interno di un desolante quadro di vita contemporanea. Una coppia, una famiglia, un nipote e un nonno sono i protagonisti di questa “commedia nera” nella quale nessuno è salvo. Crudele e grottesco. Divertente e osceno. Perché è proprio della vita l’intreccio tra l’odio feroce e una torta.

 

La drammaturgia

Il tentativo di una drammaturgia che fa uso di un linguaggio acre, disadorno, a volte osceno, e che non teme lo scandalo e l’irriducibilità del tragico; una fotografia fredda e spietata del presente che accompagna lo svolgersi degli accadimenti senza commenti, senza pietà e che affronta la spersonalizzazione, la disumanità, la violenza, senza condiscendenze ideologiche, senza richiami alla complicità del pubblico. Anzi tenta di elevare una parete insormontabile che rende impossibile la catarsi, la pìetas. Una condizione che è lo specchio dentro cui ci obbliga a rifletterci. Una scrittura per il teatro del nostro tempo, oscuro e carico di interrogativi inquietanti. Senza però rinunciare a “quell’ironia dell’assurdo” che svela spesso in modo divertente i paradossi e l’alienazione dei protagonisti. La volontà, quindi, di creare il giusto equilibrio tra l’iper realismo del linguaggio e la paradossalità della situazione nel tentativo di essere divertenti e ributtanti al tempo stesso.

 

 

Approfondimenti e note

“Come al solito non sono mai le virtù, ma i vizi a dirci chi è di volta in volta l’uomo.” Così inizia I vizi capitali e i nuovi vizi, il libro di Umberto Galimberti che rilegge questa tematica alla luce della contemporaneità, decontestualizzandola dal terreno della morale per evidenziarne gli aspetti più patologici ed emotivi del nostro tempo. Identificati come “abiti del male” da Aristotele, come “opposizione della volontà dell’uomo alla volontà divina” nel Medioevo, come “espressione della volontà umana” nell’età dei lumi, appaiono infine come manifestazione psicopatologica nel Novecento. E così fuoriescono dal mondo morale per fare il loro ingresso in quello patologico. Non più vizi ma malattie dello spirito. Alla luce di questa sequenza storica, Galimberti “ambienta” i vizi nel panorama contemporaneo conflittualmente compresi fra la funzionalità (anche del male), propria dell’età della tecnica, e l’urgenza dell’etica. Un’ampia ricognizione su quelle tendenze o modalità comportamentali per la quale suona efficace la definizione di “nuovi vizi”. La sociopatia, la spudoratezza, il conformismo, il consumismo, la sessomania, il nichilismo, il culto del vuoto.

In quest’epoca segnata e dominata dal mercato dei consumi, dal nichilismo, dagli scandali politici, dalla violenza, dalla rabbia, dal divismo, dalla xenofobia e dalla pornografia, quali nuove e diverse forme assumono i sette vizi capitali? Come sono riconoscibili e a quali storie di quotidiana follia appartengono? E, soprattutto, come vengono percepiti nella nuova società globale che sembra aver perduto ogni senso del limite e della misura?

 

•           Spettacolo in abbonamento: outoff Card

 

Informazioni

 

Prenotel. 02.34532140 – lunedì ore 10 > 18 e martedì >  venerdì ore 10 > 20

Ritiro biglietti: Uffici via Principe Eugenio 22 –  lunedì > venerdì ore 11> 13 ; botteghino del teatro – via Mac Mahon 16 – nei giorni di spettacolo, un’ora prima dell’inizio;  il sabato ore 17 > 22. Domenica un’ora prima dello spettacolo.

 

Prevendita: 

Biglietti:  18,00 Euro  – costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro (salvo diverse indicazioni per specifici spettacoli)

Riduzioni: 12 Euro (under 25);  9 Euro (over 60) – Convenzione con il Comune di Milano

OutOffcard 70 € (under 25: 45 €; over 60: 35 €)

Per gli abbonati sconto di 30% su tutti gli spettacoli in cartellone, tranne i Progetti Speciali

Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16

Trasporti pubblici: tram 12/14  bus 78  Accesso disabili: con aiuto

 

Teatro OUT OFF  v. Mac Mahon, 16 – 20155 Milano 

Uffici, via Principe Eugenio, 22   –  20155 Milano

Telefono  02.34532140   Fax.  02. 34532105; E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it

Sogno di una notte di mezza estate

Come è noto, nella magia notturna del suo Sogno, Shakespeare intreccia abilmente i destini di molti personaggi eterogenei. L’altezzoso principe di Atene in procinto di sposare la sua regina delle Amazzoni. I quattro giovani innamorati confusi e in costante conflitto fra loro. Il re e la regina delle Fate più che mai umorali e sfuggenti. Gli sprovveduti artigiani componenti una bizzarra compagnia amatoriale.

In un gioco teatrale e poetico ricchissimo di equivoci, sberleffi, allusioni e colpi di scena, prende forma uno scenario fantastico di ineguagliabile potenza evocativa, che è da sempre occasione per le più svariate interpretazioni registiche.

Gioele Dix ha deciso di affrontare la sua regia del Sogno formando una compagnia composta interamente da giovani comici di successo e coinvolgendo nella messinscena un duo musicale di straordinaria e raffinata versatilità.

L’idea nasce dalla convinzione che proprio un testo classico possa essere il terreno ideale per artisti abituati a dare un corpo del tutto singolare e inimitabile alle parole e ai suoni che si trovano a interpretare.

Comici e musicisti sono spiriti liberi, eppure meticolosi. Sono improvvisatori e scienziati. Sanno andare in profondità senza perdere leggerezza. Sono soprattutto ricchi di un potenziale a volte inespresso e il loro talento si esalta alle prese con una materia teatrale fertile e densa.

In questa versione del Sogno, ambientata in una sorta di selva periferica post industriale, le tradizionali gerarchie fra i personaggi vengono sovvertite. È la compagnia dei comici artigiani a dominare la scena, a impadronirsi a sorpresa di tutti i ruoli e a diventare il perno essenziale attorno a cui ruota l’intera vicenda.

E così il gruppo di fragili, ma combattivi, mestieranti della risata cercherà di mantenersi integro nella lunga e famigerata notte di metà estate, fra esuberanze giovanili e promesse non mantenute, oscuri presagi e provocazioni, colpi di genio e cialtronerie, amori che muoiono troppo in fretta e sostanze proibite che minacciano il loro già precario equilibrio.

Lo spettacolo è dunque nel segno della fedeltà e della continuità con Shakespeare, senza tradimenti al testo, alla sua carica vitalistica, alle sue preziose ambiguità, alla sua fantasiosa e dirompente comicità. 

Ma, nel contempo, grazie alle qualità dei protagonisti, alla loro singolare sensibilità, all’originalità del loro stile espressivo, ne re-inventa il linguaggio e lo smarca dal rischio della convenzione.

Una sfida teatrale alla quale – non a caso – tutti i partecipanti hanno aderito con disponibilità ed entusiasmo.

Dopo il debutto al Teatro Romano di Verona del 6 -7-8 -9 luglio 2011 lo spettacolo prosegue:

 GENNAIO

18 e 19 Verona Teatro Nuovo

20  Padova Gran Teatro Geox

28 e 29 Bologna Teatro delle Celebrazioni

FEBBRAIO

2 -5  Trento Auditorium Santa Chiara

8-12 Forlì Teatro Diego Fabbri

14 Assisi Teatro Lyrick

15 Montecatini

16 e 17 Legnago Teatro Salieri

18 Crema Teatro San Domenico

24 Varese Teatro Mario Apollonio

MARZO

1 e 2 Torino Teatro Colosseo

3 Lugano Palazzo dei Congressi

15 -18 Firenze Teatro Verdi

20 – 1 aprile  Milano Teatro Nuovo

Concerto tra gli orti

Manuel Ferreira

OLINDA – Festival “Da vicino nessuno è normale”

Ex O. P. Paolo Pini via Ippocrate, 45 – Milano

Milano, 3 luglio 2011 – Zini Elisa – Grande successo per il nuovo spettacolo Concerto tra gli orti della compagnia teatrale Alma Rosè. Nella splendida cornice del Giardino degli aromi, all’interno del parco dell’ex Paolo Pini, Elena Lolli e Manuel Ferreira hanno incantato il pubblico con la consueta eleganza, dolcezza e maestria di chi ama il teatro come vera forma d’arte.

Elena e Manuel non erano soli sul palco: ad accompagnarli una suadente melodia suonata dal vivo da tre valenti musicisti: Mauro Buttafava, compositore e polistrumentista di Artemista, Marco Fior, trombettista e dottore in Jazz fresco di laurea e Gianmaria Stelzer. Quando la musica si fonde alla voce, agli sguardi, ai racconti, nasce una vera e propria magia che avvolge, accerchia e porta lontano. Non poteva essere migliore il debutto del nuovo spettacolo, Concerto tra gli orti, nato dopo aver ascoltato molte storie di vita metropolitana, a Milano. Storie di solidarietà, socialità, nate attorno ad orti, giardini, dove la gente può incontrarsi, ricreare quel legame atavico da troppo tempo perduto con la Madre Terra. Veri e propri orti botanici che nascono spontaneamente come risposte a bisogni profondi della città, dove si coltivano piante aromatiche, rosmarino, maggiorana, alloro, lavanda, salvia, timo rosso ma anche ortaggi e frutta. Luoghi dove si ritorna ad una vita piena di colori, inebrianti profumi, dove la fatica viene ricompensata con grandi doni. Come l’amore nato e raccontato abilmente dal bravissimo Manuel Ferreira che dopo aver conosciuto i protagonisti della sua storia li porta in teatro raccontandoli con divertimento e ironia, commuovendo il pubblico presente. Grande affiatamento nel teatro di Alma Rosè dove l’arte trasuda in ogni alito di vento, in ogni sguardo, in ogni respiro: musica e recitazione eccezionalmente fusi in un ensemble che convince fin dai primi istanti. Il palco è spoglio: due leggii per i due attori e i tre musicisti a completare la visione. Tante storie unite da un sottile filo quelle raccontate da Elena e Manuel, da Milano all’Argentina con proiezioni suggestive proiettate sulla fiancata di una roulotte bianca.

Un elogio alla bellissima voce di Elena Lolli che in questo spettacolo trova piena espressione in una melodia che rimane nel cuore. Teatro colto e originale nella sua semplicità quello di Alma Rosè amato e apprezzato da un pubblico affezionatissimo che lo segue con dedizione. Grandi applausi a ringraziare, quasi a non voler far andar via, Elena, Manuel, Mauro, Marco e Gianmaria che hanno regalato a tutti una serata davvero speciale.

A completare la serata una gustosissima zuppa di verdure cucinata dallo chef Rodolfo Condoluci, di Mensasana, simpaticissimo cuoco che ha donato a tutti i presenti un piatto di orzo e verdure rigorosamente coltivate negli orti del Giardino degli aromi (servizio in piatti di carta biodegradabile come segno di rispetto per la terra e la natura che ci circonda).

In occasione dei 20 anni del commercio equo e solidale a Milano, Chico Mendez, che ha sostenuto lo spettacolo, ha donando a tutti i presenti un assaggio di un ottimo cioccolato di Modica equo e solidale “ A Ccioccolata Quetzal” da assaggiare.

 

OLINDA – festival “Da vicino nessuno è normale” – Ex O. P. Paolo Pini via Ippocrate, 45 – 20161 Milano – Per informazioni: 02-66200646 | olinda@olinda.org