Il silenzio e la parola

Carlo Sini

IPOC Italian paths of culture

Collana Eclectica

7 luglio 2012, di Elisa Zini – Il silenzio e la parola rappresenta un insieme di saggi scritti da Carlo Sini, docente di Filosofia Teoretica presso l’Università degli Studi di Milano, Accademico dei Lincei e socio dell’Institut Internationale de Philosophie, rivisitati in modo critico dallo stesso autore.

I saggi risalgono agli anni ottanta e trovano un loro perno nel libro Immagini di verità edito da Spirali e tradotto in inglese nel 1993 da Humanities Press.

Il silenzio rappresenta una centralità nelle opere di Sini, intriso di significato profondo, ancestrale. “Così come il mondo non è mai davanti a me” enuncia Carlo Sini “ma sempre mi circonda e mi attraversa, così come non faccio che vedere il mondo provenendo dal cuore del mondo, altrettanto accade alla parola. Essa non parla che dal silenzio del mondo e del silenzio del mondo: quel silenzio che la parola custodisce e che essa reca in sé; quel silenzio che è così raro e difficile saper ascoltare”.

Il libro ripercorre un cammino di pensiero in un itinerario filosofico che sta a cuore a Sini. Con rigore, eleganza e originalità si approda alla cultura europea attraverso il tempo, il ritmo e la storia non con rifiuto, secondo il nichilismo di Nietzsche, ma per “trasvalutarla e farne qualcosa di costruttivo”.

Affascinante la tematica del ritmo all’interno del capitolo La storia, il tempo, la parola. Il ritmo diventa radice di ogni sapienza umana: senza ritmo non c’è sapienza. Gli uomini sono ritmici perché iscritti nella memoria. Come affermava Platone “conoscere è ricordare”. Il rumore diventa respiro e il primo respiro è un pianto.

“Il ritmo dei ritmi” scrive Sini “ potremmo anche dire, è il respiro: provenienza dallo Stesso (dal mondo) che dà luogo all’espulsione dell’Altro (il mondo come Oggetto). Il respiro (e con ciò il grido e il pianto) è come il primo gesto interpretativo visibile dell’evento, la prima risposta in cui prende luogo il tempo”.

 

Il segreto di Alice e altri saggi

Carlo Sini

Edizione AlboVersorio

29 giugno 2012, di Elisa Zini – Carlo Sini con Il segreto di Alice e altri saggi prende spunto dai celebri romanzi di Lewis Carroll per interpretare con rara sensibilità i due famosi racconti, Alice nel paese delle meraviglie e Alice attraverso lo specchio, donando ai lettori una chiave di lettura inconsueta.

Carlo Sini è docente di Filosofia Teoretica presso l’Università degli Studi di Milano, Accademico dei Lincei e socio dell’Institut Internationale de Philosophie.

Le avventure di Alice diventano così l’occasione per affrontare un percorso sulla reale essenza della filosofia, sui segreti che ne costituiscono la sua natura ancestrale.

Racconta Sini: “Prendiamo il brillante tema della misura. C’è un continuo diventar grande, piccola, minima, oppure lunghissima da parte di Alice, a seconda delle avventure che le capitano. Il messaggio che è facile ricavare è che non esiste una misura assoluta in base alla quale valutare la realtà. Se modifichiamo questa unità, tutte le cose cambiano, perdono il loro senso abituale, ne assumono un altro e così via. Un mondo visto sulla base di otto centimetri non è lo stesso mondo osservato a partire da otto metri: non ha più lo stesso significato e non innesta i medesimi abiti di risposta. Alice fa di continuo questa esperienza straniante, sino a quando non incontra il bruco, al quale chiede desolata come fare per tornare a crescere, dopo essersi rimpicciolita sino a otto centimetri. Molto indispettito, il bruco la sorprende, perché le risponde che otto centimetri sono un’altezza ottima. Si tratta naturalmente della sua altezza; per il bruco otto centimetri costituiscono l’opportuna unità di misura dell’intero universo, ciò che assegna all’universo un suo senso apprezzabile”.

Un libro prezioso che raccoglie tredici saggi, oltre al primo che dà il titolo al volume. Un’altra occasione per Carlo Sini di relazionarsi in modo amichevole e semplice con i lettori, con rispetto e passione per quella filosofia che è sinonimo di libertà, educazione, democrazia e verità.

 

 

 

 

 

La nascita di Eros

Carlo Sini

Edizione AlboVersorio

 20 giugno 2012, di Elisa Zini –  Con “La nascita di Eros” Carlo Sini, docente di Filosofia Teoretica presso l’Università degli Studi di Milano, Accademico dei Lincei e socio dell’Institut Internationale de Philosophie, trasforma una lezione di filosofia in un avvincente racconto. Sini è un grande oratore capace di affascinare il suo pubblico ad ogni incontro. Con una semplicità disarmante trasferisce con eleganza la sua passione per la filosofia a tutti coloro che hanno la fortuna di ascoltarlo.

La nascita di eros” è una favola sulla nascita del Dio dell’Amore e un omaggio a uno dei libri più suggestivi della nostra tradizione culturale: il Simposio di Platone. Platone descrive il fascino delle notti di Atene, nella società patriarcale dell’antica Grecia di 2500 anni fa.

Il Simposio racconta cosa accadde una sera a casa del poeta Agatone durante i festeggiamenti al padrone di casa fresco vincitore dei ludi tragici, le celebri feste tragiche di Atene. Socrate, maestro di Platone, è uno degli invitati. I presenti si confrontano in una celebrazione del Dio Amore. Socrate apparirà a metà simposio e il suo elogio lascerà tutti senza parole. Dalla favola degli Androgeni al dialogo con la sacerdotessa Diotima, Socrate in modo affabile e socievole trasferirà il suo sapere descrivendo Eros come un Demone: non un Dio perché intriso di desiderio, di passione e quindi sempre alla ricerca di qualcosa che non possederà mai completamente. Non mortale perché figlio di Poros e Penia. Poros, figlio di Metis, una delle prime mogli di Zeus e Dea dell’intelligenza, rappresenta l’espediente, la capacità di trovare la strada dove non c’è, l’abilità di aprire una via dove non c’è nessun passaggio. Penia rappresenta la povertà e il bisogno.

Eros è dunque, secondo Socrate, la metafora del filosofo: colui che cerca e desidera la sapienza, perché figlio di Poros e nello stesso tempo incapace di trattenerla, di possederla perché figlio anche di Penia. Il filosofo è per Socrate colui che pur non possedendo mai nulla è alla ricerca di tutto. Il filosofo è colui che trova la via dove la via non c’è, ma poi, inevitabilmente, è destinato a perderla, per ritrovarla di nuovo in una bellissima danza.