Arpa Lombardia: aggiornamenti ambientali

Mi_gen2020
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A Milano, gennaio 2020 è stato un mese decisamente poco “invernale”.
La conferma, al di là delle percezioni individuali, ci arriva anche dall’analisi delle temperature misurate dalla stazione meteorologica di Arpa Lombardia a Milano Brera.

La temperatura media mensile, superiore di oltre 2 gradi rispetto alla media 1981-2010, ha raggiunto 6,1 °C. Decisamente elevate le temperature massime, che hanno registrato una media di ben 9,9 °C, ossia 3 °C superiori alla media, comunque leggermente al di sotto del gennaio 2015, quando la media delle temperature massime è stata di 10,3 °C.

Le temperature minime hanno invece registrato una media di 3,3 °C, 2 gradi al di sopra della media. La temperatura minima assoluta raggiunta è stata di -1,5 °C mentre la massima assoluta è salita fino a 15,1 °C.

Gruppo CAP: premio Top Employers Italia 2020

Gruppo CAP hres
Gruppo CAP hres

Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, è per il secondo anno consecutivo una delle aziende italiane in cui si lavora meglio. A stabilirlo è il Top Employers Institute, l’ente indipendente che certifica in tutto il mondo le imprese eccellenti nell’ambito delle risorse umane, attraverso un questionario denominato HR Best Practice Survey.

Le aziende certificate Top Employers Italia 2020 si distinguono per l’impegno a fornire le migliori condizioni di lavoro ai propri collaboratori e sono soggette a un attento processo di analisi, i cui risultati vengono sottoposti a uno scrupoloso audit, al fine di garantire l’effettivo raggiungimento degli elevati standard richiesti.

“Il benessere delle persone è uno dei punti fermi del nostro impegno quotidiano, una condizione necessaria per svolgere un servizio che si rivolge ogni giorno a oltre 2,2 milioni di cittadini. Vincere un premio o ottenere un riconoscimento non rappresenta un punto di arrivo. Piuttosto è il segno di un lavoro complesso e intenso che non sarebbe possibile senza il supporto di tutti i nostri collaboratori e senza un confronto anche franco. Sviluppare un ambiente di lavoro sempre più inclusivo in cui le diversità siano riconosciute e apprezzate, afferma Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP, significa anche fare tesoro delle differenze, dei diversi punti di vista e trasformarli in una risorsa comune. E’ con questo approccio che nel 2018 abbiamo avviato un percorso di diversity & inclusion management, con l’obiettivo inoltre di promuovere il confronto e la collaborazione tra i più giovani e gli over 50”.

La certificazione di Top Emloyers arriva qualche giorno dopo il recente riconoscimento consegnato scorsa settimana da Confindustria Lombardia che ha premiato Gruppo CAP, unica azienda pubblica tra le 58 selezionate, come migliore impresa “under 40” della Regione Lombardia per performance gestionale e affidabilità finanziaria.

Da 6 anni alla guida dell’azienda, Alessandro Russo, che ha assunto la carica a soli 32 anni, rappresenta la generazione di giovani manager under 40 che rivestono un ruolo importante nel rinnovare i settori dell’impresa e dell’industria italiani.

Caratterizzata da una governance gestionale e industriale all’avanguardia, Gruppo CAP, che fornisce circa 200 milioni di metri cubi di acqua ai 132 Comuni della Città metropolitana di Milano, si è distinta in questi anni per una gestione del servizio idrico integrato innovativa e attenta alla cura e allo sviluppo del territorio in un’ottica di sostenibilità e di economia circolare.

Nello specifico anche quest’anno per attribuire la sua certificazione, il Top Employers Insitute ha esaminato ciascuna azienda sulla base dell’HR Best Practice Survey che prevede oltre 100 domande relative a 600 Best Practice: Strategia dei Talenti, Pianificazione della Forza Lavoro, Talent Acquisition, On-boarding, Formazione e Sviluppo, Performance Management, Sviluppo della Leadership, Gestione delle Carriere e Successioni, Compensation & Benefit e Cultura. In questi anni il programma ha riconosciuto e certificato oltre 1600 aziende in 119 Paesi nei cinque continenti.

Rifiuti elettronici

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Phon, frullatori, telecomandi e mouse non più funzionanti possono dare un importante contributo all’economia circolare. La plastica contenuta in questi rifiuti e nei rifiuti elettronici (RAEE) di piccole dimensioni può infatti dare ancora molto all’ambiente e ai processi di sostenibilità: è possibile aumentarne le quantità inviate a riciclo e migliorarne la qualità. Sono questi i principali risultati cui è approdato il progetto sviluppato dal consorzio Ecolight, dal dipartimento di Ingegneria meccanica e industriale dell’Università di Brescia e da Stena Recycling, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, e che è stato presentato venerdì 31 gennaio a Milano nel convegno “L’economia circolare nei rifiuti elettronici: il miglioramento del recupero delle plastiche nei RAEE”.

Il contesto – Nei due anni di ricerca sono state prese in considerazione le plastiche contenute nei piccoli elettrodomestici e nell’elettronica di consumo; una categoria di RAEE indicata come il raggruppamento R4 che è in grande crescita (l’anno scorso la raccolta è aumentata di oltre il 15% rispetto al 2018) e che, in peso, è composta per il 30% proprio da plastica. Si tratta di una frazione caratterizzata essenzialmente da due elementi: la molteplicità di polimeri utilizzati e la presenza di plastiche con ritardanti di fiamma bromurati. A differenza delle altre, queste ultime non possono essere avviate a recupero di materia: il loro destino è l’incenerimento. Partendo da questo quadro, l’obiettivo che consorzio Ecolight, Università di Brescia e Stena Recycling si sono posti è stato quello di individuare nuove tecnologie che potessero migliorare i processi di separazione, consentendo così di potenziare l’apporto del trattamento dei rifiuti elettronici – e di tutta la filiera RAEE – all’economia circolare.

Il progetto – I piccoli RAEE sono stati sottoposti al processo di trattamento previsto dagli impianti di Stena Recycling che prevede una prima fase con l’apertura dei singoli rifiuti, la rimozione delle componenti pericolose e critiche (condensatori e batterie) e la separazione delle componenti plastiche da quelle ferrose e non ferrose. Nella seconda fase, attraverso flottazione, con il passaggio in due differenti vasche sono state separate le plastiche con ritardanti di fiamma bromurati (dette plastiche pesanti) da quelle senza ritardanti (plastiche leggere) e dai metalli. Sulle frazioni ottenute in ogni singola fase sono state condotte ulteriori ricerche volte all’analisi dei materiali via via ottenuti e al miglioramento dei processi.

I risultati – Gli obiettivi sono stati raggiunti. Innanzitutto il progetto ha permesso di migliorare i processi di trattamento e selezione delle plastiche contenute nei piccoli RAEE (R4) sotto i profili quantitativi e qualitativi. Grazie alle nuove soluzioni adottate, è infatti aumentata la frazione di plastica leggera che può essere destinata a recupero di materia. Se rapportato ai dati di raccolta nazionale del 2019, l’incremento porta a oltre 17.200 le tonnellate totali di plastica che si possono recuperare dai piccoli RAEE; questa plastica, opportunamente lavorata, per le caratteristiche riscontrate potrà essere impiegata per la costruzione di alcune parti di apparecchiature elettriche, ma anche nella fabbricazione di panchine, appendiabiti e vasi. A questo aumento è corrisposta anche una speculare diminuzione della plastica pesante, non riciclabile e destinata a distruzione termica. Sotto il profilo della qualità dei materiali ottenuti, significativo è stato il calo (-10%) degli scarti nelle due frazioni che vengono inviate a recupero, ovvero la plastica leggera e i metalli. Questo significa una potenziale miglior collocabilità del prodotto sul mercato dei materiali recuperati. Una miglior regolamentazione in materia aiuterebbe a sfruttare queste potenzialità.

Inaugurazione Centro Ricerche di Gruppo CAP

Inaugurazione Centro Ricerche
Inaugurazione Centro Ricerche

Il futuro del settore idrico prende casa nel nuovo Centro Ricerche di Gruppo CAP-Salazzurra,che è stato ,inaugurato ieri 28 settembre,presso il Parco Idroscalo di Milano. Nella ex Sala Azzurra sono stati infatti trasferiti i laboratori di analisi della monoutility pubblica, per dar vita aun nuovo centro all’avanguardia dove far confluire le migliori competenze e know-how anche internazionali, destinato a diventare un hub aperto a università, centri di ricerca e start up.

L’obiettivo è creare un polo dell’innovazione per la gestione sostenibile dell’acqua, in cui si elaborino soluzioni all’avanguardia in grado di fronteggiare le numerose sfide che il futuro del settore impone;un centro di ricerca per lo studio e l’innovazione del settore idrico in un’ottica di sapere condiviso.

Non Solo, Salazzurra sarà uno spazio di open innovation dove far crescere le migliori start up impegnate nello sviluppo dell’economia circolare; un luogo di “sharing knowledge” e di co-ricerca in cui sperimentare forme di collaborazione tra pubblico e privato. Ma anche un luogo aperto ai visitatori e alle scuole, in cui laboratori e ricercatori si renderanno disponibili a condividere il loro background con i cittadini e gli studenti.

La hall della sala è stata appositamente allestita con pannelli touchscreen, video wall e visori VR per far conoscere lo straordinario viaggio che ogni giornol’acqua intraprende dalla sorgente per arrivare alle nostre case, fino al suo ritorno nell’ambiente.

Presenti alla cerimonia il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, la Vicesindaca della Città Metropolitana di Milano Arianna Censi, l’on. Federica Daga, i Sindaci dei Comuni della Martesana tra cui il Sindaco di Peschiera Borromeo, Segrate e Sesto San Giovanni, Il Consigliere di amministrazione di Fondazione Cariplo, Sonia Cantoni. E il presidente di Gruppo CAP Alessandro Russo, che ha fatto gli onori di casa. Madrina della serata: Licia Colò.

Anteo Palazzo del Cinema: Diva – docufilm

locandina diva docufilm
locandina diva docufilm

Giovedì 7 giugno Anteo Palazzo del Cinema dedica una serata ad una diva italiana del teatro e del cinema di tutto il mondo, Valentina Cortese.
Alle ore 20.00 la proiezione del docufilm DIVA!, presentato alla 74ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, sarà introdotta dal regista Francesco Patierno e da Franco Zuliani di Officine Ubu.

Otto grandi attrici ripercorrono la vita di Valentina Cortese interpretando le sue stesse parole tratte dall’autobiografia “Quanti sono i domani passati” pubblicata in occasione dei suoi 90 anni. Un viaggio attraverso i suoi ricordi e le sue interpretazioni. Un’analisi pensata per lasciare un segno indelebile sul suo stile, sul cinema e sul costume delle varie epoche che ha rappresentato.

Con Barbora Bobulova, Anita Caprioli, Carolina Crescentini, Silvia D’Amico, Isabella Ferrari, Anna Foglietta, Carlotta Natoli, Greta Scarano e Michele Riondino.