Abbabula

Maschere

Tempo di anteprima per Abbabula. Domenica 21 giugno a partire dalle ore 19:30 il nuraghe Santu Antine a Torralba farà da suggestivo scenario all’esibizione del Luigi Frassetto Quartet e alla performance #KOI – Cantando Danzavamo, produzioni originali del Festival Abbabula 2015. Una delle più belle e integre testimonianze dell’età nuragica sull’Isola ospiterà, con ingresso libero, la speciale anteprima di Abbabula 2015, in attesa dell’intensa quattro giorni del Festival organizzato a Sassari dal 29 luglio al 1 agosto.

Sul palco allestito dinanzi all’ingresso della reggia nuragica di Santu Antine si esibirà il quartetto capitanato da Luigi Frassetto, compositore e musicista di Sassari da anni diviso fra Londra e la terra sarda. Autore di numerose colonne sonore tra lounge music e bossanova, Frassetto proporrà Musiche per tramonti, il suo nuovo set dalle evidenti suggestioni cinematografiche. Le influenze dell’epoca d’oro del cinema italiano e di compositori come Piero Umiliani e Armando Trovajoli, saranno rilette in chiave moderna, innestandosi in un flusso ininterrotto di musica che avvolgerà lo spettatore sullo sfondo dello splendido tramonto sul nuraghe di Santu Antine. Durante lo spettacolo, la chitarra di Luigi Frassetto sarà accompagnata da una formazione ormai consolidata: Lorenzo Falzoi alla batteria, Marco Testoni alle tastiere e Gianni Lubino al basso.

A seguire #KOI – Cantando Danzavamo, viaggio fra terra, acqua, aria e fuoco in cui i performers condurranno lo spettatore in un rituale sospeso nel tempo. La regia e direzione artistica di Chiara Murru e le elaborazioni elettroniche e il live set di Frantziscu Medda Arrogalla daranno vita a una performance che affonda le radici nell’intenso lavoro di ricerca teatrale, iniziato nel 2008 e operato sulle maschere dei mamuthones realizzate da Franco Sale. In #KOI – Cantando Danzavamo il rigore delle maschere lignee si separa dal tradizionale costume e dal rito del Mamuthones, ritrovando nuovo corpo e un inaspettato legame con gli elementi. Una performance in maschera originale, che reinterpreta la tradizione. Lo studio della maschera tradizionale unito a quello di nuove sonorità elettroniche rappresenta un elemento che “unisce” il Mediterraneo, i suoi siti, la sua storia, in un progetto che ha la Sardegna come terra d’origine. #KOI – Cantando Danzavamo è performance inedita, sempre diversa, che fa dello spazio una componente imprescindibile. In scena con Céline Brynart, Luisella Conti, Antonio Iavarone, Giulia Izza, Elena Muresu, Chiara Murru, Samuel Puggioni. I costumi sono di Luisella Conti.

Abbabula 2015 rinnova la sua volontà di offrire musica di qualità puntando alla contemporanea scoperta e riscoperta di luoghi che caratterizzano la Sardegna, per regalare al suo pubblico esperienze uniche e emozionanti. Luoghi che riportano alle origini di un’Isola che ha le carte in regola per riscrivere la storia, per dare lustro ad un passato fatto di grandi pietre e di Giganti. Luoghi magici, come il nuraghe Santu Antine, perla incastonata nel diadema della Valle dei Nuraghi, area che archeologicamente è fra le più interessanti dell’intera regione e che, sui suoi 37 km2 ospita circa 30 nuraghi e 10 tombe dei giganti. E luoghi magici come Monte d’Accoddi, che ospiterà la kermesse centrale di Abbabula a fine luglio.

A breve sarà comunicato il cartellone completo degli ospiti di questa diciassettesima edizione, intanto è ormai ufficiale che sabato 1 agosto sarà proprio l’antico altare preistorico a fare da cornice al concerto del cantautore romano Alessandro Mannarino, pezzo da novanta regalato alla platea dalle Ragazze Terribili. L’anteprima di Abbabula è organizzata grazie al contributo del Comune di Torralba, al patrocinio degli Assessorati alla Cultura e al Turismo della Regione Sardegna, all’Assessorato alla Cultura del Comune di Sassari, alla Banca di Sassari e alla Fondazione Banco di Sardegna.

Per informazioni è attivo il numero 079/2822015.

www.abbabulafestival.comwww.leragazzeterribili.com

www.facebook.com/#!/pages/Le-Ragazze-Terribili-SocCoop/74945027737

 

Mannarino

Mannarino - foto di Paolo Palmieri

“SCENDI GIÙ” SI AGGIUDICA IL PREMIO AMNESTY INTERNATIONAL ITALIA 2015 COME MIGLIORE BRANO SUI DIRITTI UMANI

È “Scendi Giù” di MANNARINO il brano vincitore della tredicesima edizione del Premio Amnesty International Italia, scelto come miglior testo sui diritti umani pubblicato nel 2014 (selezionato da una giuria specializzata). La premiazione si svolgerà domenica 19 luglio durante la serata finale della XVIII edizione di Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty, sul palco di Rosolina Mare (Rovigo). Esecuzione live inedita di SCENDI GIÙ- In collaborazione con Amnesty International Italia –https://youtu.be/lXQLn1uxP-M

A proposito del premio ALESSANDRO MANNARINO ha spiegato «Sono davvero onorato che Scendi giù abbia ricevuto questo riconoscimento. Tra le mie canzoni è una di quelle a cui tengo di più. Negli ultimi anni abbiamo assistito a molti episodi orribili di uccisioni, torture e violenze commesse da fantasmi in divisa, abbiamo ascoltato sentenze di assoluzione più violente delle botte stesse. A volte mi sono ritrovato a pensare allo Stato come a un padrone che ha paura del suo cane da guardia. Le sentenze sui fatti di Genova del 2001 e le morti di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi mi hanno spinto a cercare una giustizia non terrena, inutile, eterea, ma implacabile: la giustizia del pensiero, della fantasia, dell’arte.

Nella canzone il detenuto ucciso a botte dai secondini diventa un fantasma che porta avanti la sua vendetta, una vendetta naïf, una vendetta impossibile, solamente sognata. Ma per me, poterla sognare, è stato come poggiare bende intrise di unguento su ferite profonde, come dire “possiamo sognarlo, possiamo cantarlo, possiamo uccidervi senza torcervi un capello, con il nostro sorriso e la nostra fantasia”. Puoi fermare un corpo, puoi smembrare un movimento, ma i pensieri volano liberi, attraversano i muri e le sbarre. Quelli, i pensieri, non li puoi carcerare, non li puoi picchiare, non li puoi uccidere.»Antonio Marchesi, Presidente di Amnesty International Italia, ha commentato così «Il testo di Scendi Giù non può lasciare indifferenti: è un testo duro, che mostra come a volte lo Stato rinunci a proteggere le persone di cui è responsabile, che sono affidate alla sua cura, e scelga invece di proteggere chi quelle persone ha offeso nel corpo e nell’anima, nel più totale disprezzo dei valori dello stato di diritto.

La speranza è che tutto questo cambi e che, in particolare – possibilmente già prima del giorno della premiazione della canzone di Alessandro Mannarino – l’Italia si sia dotata di un reato specifico di tortura, strumento essenziale a porre fine all’impunità di chi viola i diritti umani.»

 

ALESSANDRO MANNARINO “SUPERSANTOS tour”

Dopo aver concluso con grande successo di pubblico il tour teatrale L’ultimo giorno dell’umanità, ALESSANDRO MANNARINO verrà premiato dalla SIAE come “Miglior Giovane Compositore Italiano”. La cerimonia di premiazione si svolgerà il 13 luglio sul palco del Teatro Romano di Spoleto, nell’ambito del “Festival dei due mondi”.

 

Il 10 giugno al Circolo Arci Fuori Orario di Taneto di Gattatico (RE) si svolgerà un grande concerto di solidarietà dedicato alle vittime del terremoto con i live di ALESSANDRO MANNARINO ed altri artisti. 

 

A partire dal 26 giugno, invece, il cantautore romano tornerà sui palchi di tutta Italia con “SUPERSANTOS tour”. 

Queste le date confermate: il 26 giugno al Festival di Mezza Estate di Cremona; il 30 giugno alla Festa dello Studente di Urbino; il 4 luglio al Foro Italico di Roma; il 16 luglio all’Arena del Mare di Genova; il 21 luglio al Trasimeno Blues Festival di Castiglione del Lago (PG); il 24 luglio allo Stadio Brianteo di Monza nell’ambito della rassegna Monza Estate; il 25 luglio al Teatro La Versiliana di Marina di Pietrasanta (LU) e il 16 agosto al Sud Est Indipendente Festival di Cannole (LE).

I biglietti sono disponibili su www.ticketone.it e nei circuiti di rivendita abituali.

 

“L’ultimo giorno dell’umanità”

Dopo il successo del “Supersantos live”, da venerdì 16 marzo (a Longiano – FC) il cantautore romano ALESSANDRO MANNARINO torna in tour con il nuovo spettacolo “L’ultimo giorno dell’umanità”: una rivisitazione in chiave teatrale dei brani estratti dai due album “Bar della Rabbia” e “Supersantos” (Leave srl/Universal). SOLD OUT la prima data, al Teatro Petrella di Longiano (FC), e le due tappe romane all’Auditorium Conciliazione (13 e 14 aprile).

 

Queste le altre date: il 17 marzo ad Argenta (FE) al Teatro dei Fluttuanti;  il 18 marzo a Mestre (VE) al Teatro Toniolo; il 19 marzo a Milano al Teatro Dal Verme; il 23 marzo a Venaria Reale (TO) al Teatro della Concordia; il 27 marzo a Bolzano al Teatro Cristallo; il 28 marzo a Firenze all’Obihall; il 29 marzo a San Benedetto del Tronto (AP) al Palariviera; il 31 marzo a Pisa al Teatro Verdi; il 2 aprile a Chieti al Cine Teatro;  il 5 aprile a Palermo al Teatro Golden;  il 6 aprile a Catania al Teatro Le Ciminiere; il 12 aprile a Napoli al Teatro Bellini e il 13 e  14 aprile a Roma all’Auditorium Conciliazione.

 

ALESSANDRO MANNARINO inizia la sua attività artistica a partire dal 2001 quando, girando per l’antica suburra del rione Monti, si esibisce in strane session da dj con la chitarra a cavallo tra il djing e il live acustico.

Nel 2009 esce il suo album d’esordio  Bar della rabbia (prodotto dalla Leave srl e distribuito dalla Universal Music), è tra i finalisti del Premio Gaber e del Premio Tenco nella categoria “album artisti emergenti” e  compone la sigla della trasmissione radiofonica Vasco de Gama condotta su Radio2 da David Riondino e Dario Vergassola. Mannarino è,  per due stagioni, uno degli ospiti fissi musicali della trasmissione televisiva Parla con me, condotta da Serena Dandini su Rai 3.

A marzo 2011 esce Supersantos, il suo secondo disco di inediti, e ad aprile parte da Torino l’omonimo e fortunato tour live che lo accompagna in giro per l’Italia.

A settembre Mannarino firma inoltre la sigla d’apertura della nuova stagione di Ballarò, la trasmissione condotta da Giovanni Floris su Rai 3.