Tensione in Armenia per l’avanzamento delle forze dell’Azerbaigian.
Dichiarazioni importanti e dell’ultima ora rivelano che l’esercito azero sta avanzando con pesante artiglieria, droni e altro arsenale provocando la morte di diversi soldati di entrambi gli schieramenti.
Il ministro della difesa armena riferisce che allo scattare della mezzanotte tra il 12 e 13 settembre, soldati azeri hanno aperto il fuoco verso le città di Sotk Goris e Dzhermuk.
Il conflitto tra Armenia e Azerbaigian esiste per il controllo della regione Nagorno Karabakh, spazio residuo dell’ex Unione Sovietica. Nonostante una pseudo-tregua raggiunta tra i due Paesi, il Caucaso meridionale resta ad oggi un’area instabile e geograficamente molto vicina all’Europa Orientale.
Sebbene i due leader (l’azero Alivyev e l’armeno Pashinyan), avevano stilato un accordo di pace attraverso il dialogo “mediatore “ con l’Unione Europea, (con l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa – OSCE), e la Russia incaricata di mediare velocemente il cessate il fuoco, con l’invasione in Ucraina, il Cremlino sembra ben poco interessato a seguire tale conflitto, lasciando all’Unione Europea la responsabilità di trovare la soluzione.
Quindi ora, sembra che lo scontro tra i due Paesi, stia riemergendo seriamente e l’Armenia spera nell’appoggio militare russo.

A causa dei circa 20 conflitti gravi e oppressivi presenti su questo pianeta, purtroppo si può definire, un mondo senza pace.
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