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giovedì, Giugno 4, 2026

“Riflessione sull’insensatezza e l’assurdità della vita”

Massimo Dapporto/ Antonello Fassari : IL DELITTO DI VIA DELL’ORSINA
“L’Affaire de la rue de Lourcine” di Eugène Labiche 
Dall’1 al 3 aprile in scena al Teatro Comunale di Ferrara una “riflessione sull’insensatezza e l’assurdità della vita” con la regia e l’adattamento di Andrée Ruth Shammah
La leggerezza è in scena con Il delitto di via dell’Orsina, la commedia di Eugène Labiche, dall’1 al 3 aprile al Teatro Comunale di Ferrara. Fa leva sull’ingegno e fa ridere con intelligenza lo spettacolo che vedrà al teatro Abbado gli attori Massimo Dapporto e Antonello Fassari, con la regia e l’adattamento di Andrée Ruth Shammah, che cura anche la traduzione del testo insieme a Giorgio Melazzi.
Un uomo si sveglia e si ritrova uno sconosciuto nel letto, entrambi hanno una gran sete, le mani sporche e le tasche piene di carbone, ma non sanno perché, non ricordano niente della notte precedente. Lentamente i due tentano di ricostruire quanto accaduto, ma l’unica cosa di cui sono certi è di essere stati entrambi ad una festa di ex allievi del liceo. Di quello che è accaduto quando hanno lasciato il raduno non ricordano niente. Da un giornale apprendono che una giovane carbonaia è morta quella notte e, tra una serie di malintesi ed equivoci, si fa strada la possibilità che i due abbiano commesso quell’efferato omicidio.
Una situazione paradossale, un po’ beckettiana, brillantemente costruita da un gigante della drammaturgia come Eugène-Marin Labiche. Temi come la colpa, la responsabilità individuale, la percezione di sé sono affrontati con le regole della commedia di cui è intrisa l’opera, scritta a metà dell’Ottocento dal commediografo francese. Nella produzione del Teatro Franco Parenti, anche gli attori Susanna Marcomeni, Marco Balbi, Andrea Soffiantini e Christian Pradella e Luca Cesa-Bianchi. Scene di Margherita Palli, luci Camilla Piccioni, costumi di Nicoletta Ceccolini, sagome di Paolo Ventura, musiche di Alessandro Nidi.
Non è un caso che questo testo sia stato scelto da registi come Patrice Chereau, che l’ha messo in scena nel 1966 in Francia, e da Klaus Michael Grüber in Germania, racconta Andrée Ruth Shammah. “Appena l’ho letto ho pensato che sarebbe stata una grande sfida, un’opportunità per una regia sorprendente – spiega la regista – Pensando a questi due personaggi, profondamente diversi l’uno dall’altro: uno ricco, nobile, elegante e l’altro rozzo, volgare, proletario che devono confrontarsi con quello che credono di aver fatto, ho pensato subito a Massimo Dapporto e Antonello Fassari, un’accoppiata con cui non ho mai avuto l’occasione di lavorare – e che non ha mai lavorato assieme – ma che credo perfetta per dare vita a questa storia”. Per la regista è “come una scommessa, come la possibilità di dare vita ad uno spettacolo leggero e divertente, ma allo stesso tempo profondo; una riflessione sull’insensatezza e l’assurdità della vita”.
“In questi personaggi fatui, solari e rispettabili, giocosi e goliardici vive un’anima nera che li porterà ad azioni efferate pur di mantenere il loro status di borghesi e privilegiati. Il genere è quello della commedia nera – sottolinea Antonello Fassari – Questa commedia racconta una tragedia in modo comico e la tragedia, sottotraccia, è sempre presente, dietro ogni nostra risata”. “Nei testi teatrali ci sono personaggi che si ribellano all’autore che li ha creati e cercano rifugio nell’attore che li interpreta – dice Massimo Dapporto -. Giorno dopo giorno, durante le prove ti fanno partecipe del loro carattere e ti sorprendono rivelando se stessi con una forza che a una prima lettura ti era sfuggita. Così è stato per il mio Oscar Zancopè”.
Eugène-Marin Labiche nacque a Parigi nel 1815 da una famiglia di ricchi borghesi, industriali molto stimati. E fu proprio nella borghesia che trovò quasi tutti i protagonisti e gli intrecci delle sue pièces. Borghesi con tutte le loro manie, le loro pecche, i piccoli difetti e le grandi virtù. Ha firmato in quarant’anni ben 174 copioni fra commedie e atti unici, scritti da solo o in collaborazione con altri autori. Una frenetica attività drammaturgica che ha prodotto alcuni capolavori come Il cappello di paglia di Firenze ed è culminata con due messinscene alla Comédie Française e la chiamata all’Académie Française. Fu consacrato anche come il “re del teatro da boulevard”, genere di teatro leggero e comico allestito in teatri parigini a gestione privata, come il Palais-Royal dove il drammaturgo mise in scena anche L’Affaire de la rue de Lourcine nel 1857, e 29 degrés à l’ombre nel 1873.
Giorni e orari degli spettacoli. Venerdì 1 e sabato 2 aprile inizio ore 20.30, domenica 3 aprile ore 16. La pièce fa parte anche della stagione de “Il teatro fa Scuola”, in programma alle ore 10 di sabato 2 aprile. Durata 1 ora e 30 minuti senza intervallo.
Biglietti da 8 a 32 euro (intero). Sono previste riduzioni per senior (over 65), under 30, under 20 e abbonati alla stagione 2019/2020 e gruppi. Per accedere è obbligatorio il Green Pass rafforzato e l’utilizzo della mascherina FFP2.
Informazioni e vendite:0532.202675 e biglietteria@teatrocomunaleferrara.it. Maggiori informazioni sul sito www.teatrocomunaleferrara.it e su www.vivaticket.com.
Domenica 3 aprile, in occasione dello spettacolo, con “Biblioteca di sera” sono a disposizione del pubblico, per la consultazione, dei testi inerenti alla rappresentazione e un opuscolo con una bibliografia di approfondimento. L’iniziativa vede la collaborazione della Biblioteca del Teatro Comunale con la Cooperativa Le Pagine. “Biblioteca di sera”è una attività realizzata grazie al contributo concesso alla Biblioteca della Fondazione Teatro Comunale dalla Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali del Ministero della cultura.

 

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Davide Falco

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