“Il mondo alla fine del mondo”, ultima opera di Luis Sepúlveda (Guanda Editore), è un manoscritto prezioso.
Sepúlveda dà voce ad una natura ferita, umiliata, in pericolo. Un grido bisognoso di aiuto.
Una grossa nave giapponese, la Nishin Maru, nel mare del Cile e la sua caccia illegale ai Cetacei, un giornalista collaboratore di Greenpeace che torna nella sua terra per scoprire l’accaduto e 18 marinai dispersi. Il Cile fa da scenario a questo racconto.
Natura e il suo rispetto sono temi fondanti nell’animo di Luis Sepúlveda e in questa breve ma intensa storia ne fanno da padroni. La scrittura come la musica e l’arte cinematografica sanno veicolare messaggi importanti e li trasportano fin nel profondo del cuore. Lo scrittore cileno colpisce nel segno e ci regala un racconto attuale capace di far riflettere e pensare. Un manoscritto autentico da leggere a tutte le età.
(Elisa Zini)




