Festeggi 20 anni di carriera nella tua città, cosa ti aspetti?
“La mia città è solitamente assai avara di riconoscimenti e ogni piccola cosa te la devi conquistare con perseveranza. In questo caso anni e anni di duro lavoro sembra stiano pagando perché c’è stata un’attenzione straordinaria su questo evento e lo spettacolo si avvia verso il sold-out”.
Il Rock progressive può esistere anche nel 2015, tu ne sei un esempio…
“Assolutamente, il progressive rock ha ancora moltissime cose da dire e la sua spinta vitale non si è certo esaurita negli anni Settanta. C’è tutto un movimento di musicisti più o meno giovani che da vent’anni portano avanti il verbo del prog contribuendo a renderlo un genere vitale e moderno, pur con i suoi riferimenti al passato. Ma d’altronde quale genere musicale oggi come oggi non si guarda indietro?”
Più di 40 dischi, tour mondiali, sei soddisfatto o manca ancora qualcosa?
“Mancano ancora moltissime cose. Sono una persona molto ambiziosa che non si accontenta dei pur positivi traguardi raggiunti e tende sempre verso qualcosa in più. In particolare mi piacerebbe che la mia musica e il genere che rappresento potessero essere ancora più apprezzati in Italia, che ci fosse più interesse mediatico e possibilità concertistiche”.




