Anime Fragili – Quando la fotografia sostiene il disagio

Mauro Lamparelli presenta un’iniziativa benefica totalmente autofinanziata, il libro fotografico Anime Fragili. I proventi della vendita sosterranno le attività sociali della Fondazione “Granitos de Paz”, che opera nel barrio Holaya Herrera di Cartagena de Indias (Colombia)

Milano – Artisti di strada, mendicanti, giovani ragazze madri, anziani e bambini che vivono ai margini della società – il più delle volte per necessità, qualche volta per scelta – nella nostra città e in tante altre parti del mondo.

Sono i protagonisti degli scatti che compongono Anime Fragili, il libro fotografico di Mauro Lamparelli – totalmente autofinanziato a scopo benefico – in presentazione venerdì 30 novembre alle 19,30 presso il Doria Grand Hotel di Milano, che ha messo generosamente a disposizione una sala dando un importante contributo all’iniziativa.

L’opera raccoglie circa 80  fotografie originali di Mauro Lamparelli, sotto la supervisione artistica di Melina Mulas – nota fotografa italiana contemporanea – e su  progetto grafico a cura di Raffaella Colutto di Alizarina.

I proventi della vendita del libro – disponibile all’acquisto individuale o aziendale nel corso della serata di presentazione o in momenti successivi contattando direttamente l’autore – saranno devoluti a sostegno delle attività di “Granitos de Paz”, fondazione che ha sede nel barrio Holaya Herrera di Cartagena de Indias (dove sono stati realizzati alcuni degli scatti contenuti nell’opera) con lo scopo di migliorare le condizioni di grande povertà in cui versano le famiglie.

L’evento di presentazione del libro Anime Fragili sarà arricchito dalle performance artistiche dell’attore regista Nicola Caruso e del musicista Andrea Scano, che “interpreteranno” il percorso dell’opera attraverso la voce e la musica.

«Ciò che più mi ha colpito nella breve permanenza a Cartagena – commenta Mauro Lamparelli, autore di Anime Fragiliè la condizione delle ragazze in generale e di quelle che vivono nei barrios in particolare. Le persone che ho avuto modo di conoscere avevano tutte meno di 25 anni con già due o tre figli a carico e senza il supporto di un uomo per mantenere se stesse e i propri bambini. Gli uomini e i padri nelle classi sociali meno abbienti di questi luoghi non esistono: abbandonano la famiglia e si buttano in un percorso di alcol e droga da cui ritornano, forse, dopo un po’ di anni come se nulla fosse. Le donne e i bambini devono sopravvivere in qualsiasi modo contando solo sulle proprie forze. Sono, appunto, ANIME  FRAGILI…»

Nel settore “Rafael Nunez” del barrio Holaya Herrera vivono circa 13.000 persone in condizione di estrema povertà, perpetuate di generazione in generazione senza alcun miglioramento.

Il 63% della popolazione del barrio è sotto i 40 anni e quasi il 30% sotto i 15 anni a testimonianza, da una parte, che la durata della vita in queste condizioni non è molto alta e dall’altra che una quota elevata degli abitanti è costituita da persone molto giovani a cui, per ora, non si prospetta alcun futuro.

Un numero limitato di famiglie ha accesso a servizi di base come luce, acqua e gas e un numero ancora più basso alla rete fognaria per lo smaltimento delle acque nere.

Le famiglia sono composte in media da 5 persone e sopravvivono con un reddito complessivo di circa 100 euro all’anno. Chi ha un lavoro lo svolge in condizioni di estrema precarietà facendo il venditore ambulante di collanine, sigarette e altri beni  oppure fornendo piccoli servizi ai turisti.