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Cremona: Fiera del bovino da latte

Nel Quartiere Fierstico di Cremona si svolge sino al 28 ottobre 2012 la sessantasettesima edizione della Fiera Internazionale del Bovino da Latte  in contemporanea del sedicesimo Salone Italpig e la seconda edizione di  Expocasearia.

La manifestazione è considerata molto importante per il settore specifico e molto apprezzata in campo internazionale dove saranno presenti 843 marchi della platea agricola più evoluti in Europa e nel mondo. Saranno otto i paesi rappresentati: Austria, Cina, Germania, Francia, Spagna, Olanda, Inghilterra oltre all’Italia. Questo appuntamento è riconosciuto come secondo per l’importanza dopo quello di Hannover. Si presume che i visitatori supereranno i 70.000 della precedente edizione, il doppio degli abitanti della città di Cremona e contribuiranno anche a conoscere i tesori che la località dispone. Un giro di affari non indifferente.

Ma non dimentichiamo i numerosi incontri in calendario tra convegni, workshop e la presenza di 400 razze di bovini da latte più i suini. La Fiera rappresenta un traino per tutta l’economia per il comparto della carne, latte, formaggi e derivati con il “Made in Italy”. E’ da tener presente che la Lombardia è la prima regione agricola italiana per cui i Governi dovrebbero avere una politica che incentivi il settore agricolo anziché penalizzarlo dove sono numerose le diff icoltà quotidiane in particolare quest’anno con la siccità e il caldo che ha creato grossi problemi sia all’interno che all’esterno delle stalle e in particolare alla rimunerazione del latte: uno squilibrio rispetto all’industria dove i costi delle materie prime sono in aumento e dovrebbero essere ricaricabili sui prodotti latte-caseari. Anche questo sarà uno dei temi che sarà discusso fra i vari partecipanti.

Ampi dibattiti saranno anche quelli di Italpig dove dal 1° gennaio 2013 bisognerà adeguarsi alla normativa europea sul benessere animale dove le scrofe non potranno più essere allevate in gabbia bensì in gruppo sfruttando spazi adeguati e  dovranno poggiare su pavimenti fessurati che rispettino determinate misure per impedire di farsi male e godere di un nuovo sistema di beveraggio. In Italia si presume che gli allevatori di suini abbiano già modificato le loro strutture per un 50 per cento del patrimonio esistente, sostenendo ovviamente costi non indifferenti.

Altro  importante appuntamento sarà il meeting ”Expo Casearia” dove verrà proposto di supportare le aziende nello sforzo di venire incontro alle aspettative del mercato adeguandosi nel contempo alle richieste di un complesso quadro giuridico, tecnologico e igienico.

Carlo Torriani

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Davide Falco

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