Brucia la Giubiana

Sabato 28 gennaio sarà la notte della Giubiana. Rogo della strega, risotto e «luganega». Sono questi gli «ingredienti» di una festa che, ha dichiarato il Sindaco Giacinto Mariani, «non è solo folklore. È un appuntamento culturale e sociale che ci ricorda il volto più popolare e più genuino della nostra identità, un rito per celebrare la nostra la nostra cultura».

Dalle ore 20.30, presso l’area di via Cagnola,al Fuin, sarà distribuito il tipico risotto con la «luganega», risotto giallo con salsiccia (al costo simbolico di 1 euro), poi, alle ore 21.30, come da tradizione, sarà messa al rogo la «vecchietta», il fantoccio che rappresenta le miserie e i mali della stagione appena trascorsa.

 «La Giubiana la sentiamo un po’ “nostra”, ha dichiarato Felice Beretta, presidente dell’associazione “Madonna della Campagna”. Da sempre ne curiamo ogni dettaglio e ognuno di noi dà il suo contributo. È una festa popolare di grande suggestione, capace di coinvolgere ed entusiasmare ancora adulti e bambini. Ed è, ancora di più in un momento di crisi, un segno di fiducia: perché il fuoco cancella le cose brutte e accende la speranza sul futuro».

La Giubiana, un fantoccio alto più di quattro metri realizzato da Antonietta Milesi e Angelo Luraschi, sarà esposta seduta su un carro agricolo in piazza della Concordia domenica 22 gennaio dalle ore 10 alle ore 19 e sabato 28 gennaio dalle ore 15 alle ore 18: «un modo – spiega il Sindacoper portare la festa e la tradizione dentro la città».

La quarta edizione della «Festa della Giubiana» è organizzata dall’Associazione Madonna della Campagna con il patrocinio dell’Assessorato allo Sport e alle Attività Giovanili.

Informazioni: Associazione Madonna della Campagna (tel. 0362/221.103)

La leggenda della Giubiana

La Giubiana o Festa della Giobia è una festa molto popolare in Piemonte e in Lombardia, specialmente nella Brianza e nelle terre milanesi, dell’altomilanese, varesine e comasche. L’ultimo giovedì del mese di gennaio vengono accesi dei grandi falò (o roghi) con cui si bruciata la Giubiana, ovvero un grande fantoccio di paglia vestito di stracci. Il rogo assume valori diversi a seconda della località in cui ci si trova, mantenendo sempre uno stretto legame con le tradizioni popolari del luogo. Anche il nome muta a seconda delle località: Gibiana nella bassa Brianza, Giobbia nel Piemonte, che in dialetto significa “giovedì”, Giobbiana, Giobiana, Giobia, Giöeubia nel Varesotto, Giubbiana, Giubiana/Giübiana/Gibiana nell’alta Brianza e nella provincia di Como, Zobiana. Secondo la tradizione la Giubiana è una strega con le gambe molto lunghe che vive nei boschi e si sposta di albero in albero. Così osserva tutti quelli che entrano nel bosco e li fa spaventare, soprattutto i bambini. L’ultimo giovedì di gennaio (il nome deriva appunto da «giovedì», giorno in cui, secondo la tradizione, si riunivano le streghe per i loro riti) va alla ricerca di qualche bambino da mangiare. Ma una mamma le tese una trappola. Preparò una gran pentola piena di risotto giallo (zafferano) con la luganega (salsiccia) e lo mise sulla finestra. La Giubiana, attratta dal profumo, cominciò a mangiare il risotto e non si accorse che stava per arrivare il sole che uccide le streghe. Così il bambino fu salvo.