‘Il Barbiere di Siviglia’ al Duse di Bologna

Orchestra Senzaspine
Orchestra Senzaspine

Debutta in prima nazionale il 12, 13 (ore 20.30) e 14 ottobre (ore 16) al Teatro Duse di Bologna ‘Il Barbiere di Siviglia’, seconda produzione lirica dell’Orchestra Senzaspine, la formazione di 450 musicisti under 35 che sta rivoluzionando la percezione comune della musica classica grazie al suo approccio pop e al progetto Mercato Sonato.

L’opera, diretta dal M° Tommaso Ussardi, con la partecipazione straordinaria del celebre baritono Bruno Praticò nel ruolo di Don Bartolo, è stata scelta per celebrare i 150 anni dalla scomparsa di Gioachino Rossini.

Nella versione firmata dal regista Giovanni Dispenza, Figaro è un hipster anticonformista e resiliente, un problem solver illuminato,con uno spiccato fiuto per gli affari, anima stessa di una Siviglia popolata da giovani imprenditori e start-uppers pieni di pensieri e di idee innovative, capaci di risolvere le situazioni difficili, facendo squadra.

La quinta stagione sinfonica dell’Orchestra Senzaspine al Teatro Duse si svolge nell’ambito del DUSEgiovani, l’articolato progetto che la Direzione Artistica di Via Cartoleria mette in campo da anni a sostegno dei talenti emergenti e per la formazione del pubblico di domani.

Girl League 2018

GIRL LEAGUE 2018 MONZA MONZA 31-03-2018 FOTO FIL
GIRL LEAGUE 2018 MONZA
MONZA 31-03-2018
FOTO FILIPPO RUBIN / LVF

Girl League 2018: Vero Volley Saugella Monza campione. La Pomì si arrende 3-1. Terzo posto per Il Bisonte, vincente nella finalina su Legnano. Tre giorni di grande festa e tanta pallavolo alla Candy Arena di Monza

La Vero Volley Saugella Monza trionfa alla Girl League 2018. Le brianzole hanno avuto la meglio 3-1 sulla Pomì VBC Union Bremas Jesolo, davanti al pubblico di casa della Candy Arena di Monza, sede dell’evento, nella finalissima, vendicando il ko subito nel girone eliminatorio.

Alla prima partecipazione quindi, la squadra giovanile del Consorzio Vero Volley, partner della manifestazione organizzata da Lega Pallavolo Serie A Femminile e riservata alle squadre Under 16 dei Club di Serie A, iscrive il suo nome nel prestigioso Albo d’Oro della competizione che negli anni ha visto sbocciare talenti, poi diventati simboli della pallavolo rosa nazionale.

Emozionante, in chiusura di manifestazione, la cerimonia di premiazione finale: oltre alla consegna delle medaglie e del trofeo, da parte del direttore generale del Consorzio Vero Volley, Ilaria Conciato, del vice presidente del Consorzio Vero Volley, Monica Re, e della centrale del Saugella Team Monza di A1 Femminile, Francesca Devetag, è stato assegnato anche il premio MVP, andato a Silvia Festinese, schiacciatrice e capitana della Vero Volley Saugella Monza.

Dopo aver conquistato il primo set 25-21, la Pomì, che al termine delle due giornate di gare aveva chiuso al primo posto e imbattuta nella graduatoria del girone all’italiana, non è riuscita ad arginare la determinata reazione di Monza in grado, attraverso un servizio efficace e ad una costante correlazione muro-difesa, di portarsi a casa i restanti tre set (25-21, 25-20, 25-23) e la partita.

Medaglia di bronzo per la Volley Art Toscana Il Bisonte, che nella finalina per il terzo e quarto posto ha avuto la meglio 2-0 (25-17, 25-15) sulla G.S. Focol Legnano. Nel gironcino per assegnare le posizioni dal 5° al 7° posto, confermati i posizionamenti della classifica: Fenera Chieri ’76 chiude al quinto grazie alle due vittorie ottenute su VTA Pieralisi Filottrano (25-16, 29-27) e Trentino Rosa Progetto Padeia 2-0 (25-19, 25-15), rispettivamente sesta e settima classificata.

Sulla pagina Facebook e il canale Youtube della Lega Pallavolo Serie A Femminile, nonché su LVF TV (per i soli abbonati alla web-tv), è possibile rivedere la finalissima in versione integrale, con interviste post-partita e la premiazione di tutte le squadre partecipanti.

Per consultare tutti i risultati della manifestazione, i roster e ogni altra informazione inerente la Girl League 2018, è sempre attivo il sito girlleague.legavolleyfemminile.it.

GIRL LEAGUE 2018
LA FINALISSIMA
Pomì VBC Union Bremas Jesolo – Vero Volley Saugella Monza 1-3 (25-21, 21-25, 20-25, 23-25)

FINALE 3°-4° POSTO
Volley Art Toscana Il Bisonte – G.S. Focol Legnano 2-0 (25-17, 25-15)

ALBO D’ORO
2004: Sisa Infoplus Vicenza
2005: Sant’Orsola Asystel Novara
2006: Metodo Infoplus Vicenza
2007: Asystel New Links Novara
2008: Foppapedretti Bergamo
2009: Logitronic Fidas Vicenza
2010: Vea Vicenza
2018: Vero Volley Saugella Monza

“Gillette Giovani Promesse”

GilletteGiovaniPromesse
GilletteGiovaniPromesse

Secondo una ricerca commissionata a Ipsos da Gillette, leader globale nel campo della rasatura e del grooming, nell’ambito del programma “Gillette Giovani Promesse”, un social contest lanciato per la prima volta in Italia per supportare gli sport di squadra giovanili, lo sport è visto dagli italiani come veicolo di valori che aiutano a vivere meglio con se stessi e nella società.

Questi alcuni dati che emergono:
– Sono gli italiani residenti nel Nord i più sportivi dello stivale e i più attenti all’aspetto estetico

– L’importanza del rispetto per gli altri, come valore che deve essere trasmesso dall’allenatore alla propria squadra, viene confermata dai dati anche a livello locale, dove la preferenza accordata arriva al Nord all’83,5%

– Il valore meno gettonato in questa area geografica è la competizione (30%)

– Emergono come particolarmente attenti all’aspetto estetico gli italiani del Nord, nello specifico residenti nel Nord Est, che con il 55,3% delle preferenze affermano l’importanza dell’attenzione alla linea e, interpellati sui principali valori che associano allo sport, dichiarano per il 31,9% l’importanza della cura del fisico

“Lo sport promuove dei valori di vita sani, dei buoni comportamenti che con il tempo diventano abitudini, e sprona i giovani a fare meglio, sia sul campo sia fuori”, afferma Arrigo Sacchi, endorser di “Gillette Giovani Promesse” e allenatore per eccellenza.

Old Star Game / Intervista ad Antonello Riva

OSG 2018 Banner Intervista - Riva
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Procede bene la macchina organizzativa della terza edizione dell’Old Star Game, che vedrà i Miti di Cantù, Milano e Varese sfidarsi in un inedito “Derby Triangolare” e per l’occasione, l’organizzazione allestirà una scenografia d’amarcord all’interno del Pala Banco Desio con le canotte più rappresentative della storia e dei successi delle tre Regine D’Europa.

Il ricavato dell’incasso sarà devoluto alla Fondazione Operation Smile Italia Onlus, presieduta da Santo Versace, impegnata nella cura di bimbi affetti da Labiopalatoschisi e malformazioni facciali. Non poteva mancare all’appuntamento, Antonello Riva chiamato “Nembo Kid” o anche “Bomber”.

Il prototipo del tiratore perfetto: fisico possente ma agile, solidità mentale a prova di bomba, voglia costante di migliorarsi e, ovviamente, mira infallibile.
14.397 punti realizzati, che gli valgono il titolo di miglior realizzatore ogni tempo della serie A. 3.785 punti messi a segno con la maglia della Nazionale italiana, che anche in questo caso lo incoronano come il più produttivo in attacco, distaccando di 930 punti il secondo in classifica, il mito Dino Meneghin.

E, ciliegina sulla torta, miglior realizzatore in maglia azzurra, in una singola partita, con 46 punti messi a segno in un Italia-Svizzera del 1987. Combinazione vuole che questo record fu strappato, dopo 32 anni, a un altro canturino, Lino Cappelletti, che ne realizzò 45.

Cosa provi ricordandoti tutti i tuoi strepitosi numeri?
“Premessa – puntualizza Antonello – : Il basket è un gioco di squadra e la felicità è alzare un trofeo conquistato da tutta la squadra dove ognuno cerca di dare il proprio meglio. Detto questo fa piacere venire ricordato per quanto di buono hai fatto. Ed è piacevole incontrare vecchi compagni di squadra, avversari o tifosi che a distanza di anni ti chiamano ancora “bomber”.

E’ un riconoscimento al tuo lavoro, ai sacrifici, alla dedizione necessaria per essere sempre al top. I record, che sono fatti per essere battuti, non sono altro che i frutti della serietà dell’atleta, del suo attaccamento al lavoro quotidiano svolto in palestra”.

Un talento precoce “Nembo Kid”: a 15 anni è già in panchina a Cantù, seduto ad ammirare i suoi già affermati compagni: Marzorati, Recalcati, Lienhard…a 16 anni l’emozione dei primi minuti in serie A, col Tau che all’ultima partita di campionato lo fa entrare in campo in quintetto base, lui e lo sfortunato Denis Innocentin (deceduto per una grave malattia a soli 29 anni) e poi la consacrazione l’anno successivo con l’arrivo in panchina di Valerio Bianchini:

“Toccatemi tutti ma non Valerio, perché è stato lui che ha avuto piena fiducia in me, che mi ha lanciato, che ha puntato tutto su un ragazzo neppure diciottenne. A Bianchini sarà grato per tutto il resto della vita. Ma la mia fortuna è stata comunque quella di aver avuto grandi allenatori e da ognuno di loro ho appreso qualcosa di importante: Recalcati mi ha aiutato a maturare; Primo mi ha trasmesso la consapevolezza di essere leader; Frates mi ha aiutato a portare il suo pensiero all’interno dello spogliatoio e poi devo molto anche a Sandro Gamba, mio coach in Nazionale per 10 anni di fila. Mi ha fatto capire quanto sia importante la difesa anche ad un attaccante puro come me. E a proposito di Nazionale vestire la maglia azzurra è stata la cosa più bella della mia vita. Era il mio sogno da quando avevo 10 anni. Un onore! E potete immaginare la gioia di quando salimmo sul tetto d’Europa a Nantes nel ’83!”

12 anni consecutivi con i colori della Pallacanestro Cantù e poi, in una torrida estate del ’89, la scelta di andare a Milano. Non la presero molto bene i tifosi canturini…
“Direi che non la presero per niente bene. Ma credo che la mia cessione fu necessaria alla Pallacanestro Cantù per raccogliere mezzi finanziari freschi al fine di allestire delle buone squadre successivamente. I tifosi non capirono e ci rimasi molto male quando mi presentai al Pianella per la prima volta in maglia Olimpia e mi fischiarono e insultarono dimenticandosi che nei 12 anni passati a Cantù contribuii anch’io alla conquista di uno scudetto e altre 4 coppe, giocando con le ginocchia ko e altri problemi fisici, ma stringendo sempre i denti”.

Cosa hanno rappresentato Cantù e Milano?
“I primi 12 anni a Cantù sono stati quelli formativi, della crescita, della fiducia nei propri mezzi. Sono diventato giocatore e uomo maturo. Cantù era una famiglia. Ero coccolato e apprezzato e stavo bene con tutti i miei compagni, sia dentro che fuori dal campo. Avevo come modello di riferimento Marzorati: cosa volere di più? Allievi e Morbelli erano come padri per me e la gente sempre cordiale e gentile. In centro mi fermavo sempre volentieri a parlare con le decine di tifosi che incontravo e per percorrere 100metri magari impiegavo mezz’ora – ricorda con un sorriso -. A Milano sono giunto che non ero più un ragazzino e la prima sensazione fu quello di essere approdato in una struttura professionistica dove i rapporti erano molto professionali. Giravo in centro a Milano e nessuno mi conosceva. Venni accolto bene e mi inserii subito in quel gruppo dove spiccavano le personalità e la classe di D’Antoni, McAdoo, Meneghin…Giocare con loro fu un onore e uno stimolo a migliorarmi ancora di più”.

Dopo 5 anni Milano e le parentesi di Pesaro e Gorizia, tornasti a Cantù per chiudere la carriera in serie A, concedendoti lo sfizio di battere il record di punti realizzati di Oscar Schmidt:
“Ricordo ancora la data e il luogo: 10 aprile 2000, palazzetto di Reggio Emilia (Attenzione: qualcuno dovrebbe correggere Wikipedia visto che riporta erroneamente il palazzetto di Reggio Calabria). Riuscii a superare i 13.957 punti di Oscar con una tripla. Gli arbitri fermarono il gioco e mi consegnarono il pallone del record con tutto il palazzetto che molto sportivamente mi applaudì per due minuti abbondanti e il mio presidente, Franco Corrado, mi abbracciò come un figlio. Un’emozione indescrivibile”.

Parliamo di derby, che tu che hai vissuto su due sponde: le differenze nell’approccio?
Lunedì sarò a Desio a vedere la sfida di Campionato. Con Cantù c’era una città in fermento già la settimana prima, sia che incontrassimo Milano o Varese. Tutti i tifosi vivevano per quell’appuntamento e girare in centro era un’impresa perché tutti ti fermavano per una sola richiesta: vincere! Senza “se” e senza “ma”. Ovviamente anche noi giocatori sentivamo la pressione data dall’avversario e dall’importanza che rappresentava per il nostro popolo di sostenitori. Con Milano la tensione era più ristretta: si sentiva tra i giocatori e nella società. Era più diluita. Comunque è vera una cosa: nelle sfide stracittadine la classifica viene annullata e il pronostico è un terno al lotto”.

Pronto per essere tra i protagonisti dell’Old Star Game?
“Sarei più in forma per lo sci alpinismo, mia grande passione, ma mi rendo conto con piacere che la “mano” c’è ancora – dice il “Bomber” ridendo – e posso ancora dire la mia. Sarà un problema per le mie ginocchia logorate da 1000 battaglie, ma stringerò i denti ben volentieri per questa bellissima iniziativa. E mi farà molto piacere riabbracciare compagni e avversari di allora. Giocherò sia con Cantù che con Milano. Sono sicuro che sarà un bellissimo momento anche per i tifosi delle tre squadre nel rivedere tanti campioni che hanno scritto le storie delle rispettive squadre e quindi del basket italiano ed europeo”.

La prevendita è disponibile on line ed in tutti i punti vendita VivaTicket in Italia.
www.oldstargame.com

La Fiorentina scende in campo per il film “Jumanji: Benvenuti nella giungla”

juma-fiorentina
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La popolarità, la spettacolarità e la capacità di coinvolgimento sono solo alcuni dei punti in comune tra il cinema e il calcio. Da questo presupposto nasce una divertente azione unconventional che lega la Fiorentina, tra le più importanti squadre di calcio di Serie A, al film “Jumanji: Benvenuti nella giungla” nelle sale italiane distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia dall’1 gennaio 2018, diretto da Jake Kasdan e con Dwayne Johnson e Jack Black.

Nel film, sequel del cult targato 1995 con Robin Williams, quattro improbabili amici si ritrovano catapultati nel pericoloso mondo di Jumanji. Assumendo le sembianze dei rispettivi avatar con abilità uniche, i quattro dovranno affrontare la più pericolosa avventura della loro vita o resteranno intrappolati nel gioco per sempre.

L’iniziativa fa leva sull’empatia della squadra, tra le più amate del campionato (che per la prima volta collabora con il mondo del cinema internazionale), e uno degli aspetti più caratterizzanti della trama del film: la discrepanza tra i personaggi reali e i loro corrispettivi avatar all’interno del film.

A questo scopo sono stati realizzati 4 video-teaser coinvolgendo 4 giocatori delle prime squadre maschile e femminile: gli attaccanti Federico Chiesa e Giovanni Simeone, il centrocampista Carlos Sanchez e il portiere del team femminile Stephanie Ohrstrom, che hanno scelto uno dei protagonisti del film come loro alter-ego virtuale.

Ora la palla passa ai tifosi e al pubblico che potranno partecipare a un contest dall’8 al 19 dicembre, collegandosi al sito jumanjientranelgioco.fantagazzetta.com potranno votare il giocatore che più lo rappresenta.

In palio la possibilità per 4 fortunatissimi vincitori di aggiudicarsi due posti in Poltronissima per la partita Fiorentina-Milan che si giocherà il 30 Dicembre alle ore 12:30 allo Stadio Artemio Franchi di Firenze e di scendere in campo per una foto con il proprio giocatore prescelto e ricevere la t-shirt brandizzata Jumanjii a tiratura limitata.

Partner dell’attività è Fantagazzetta.com, che rilancerà il contest sui propri canali web e social.