“Gino “Donè, il partigiano che salvò Che Guevara”- Spazio Teatro 89

foto spettacolo
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Uno spettacolo teatrale alla vigilia della Festa della Liberazione, voluto dall’ANPI Milano (sezione Clerici Attilio) e dallo Spazio Teatro 89, in collaborazione con la Cooperativa Ferruccio Degradi: è “Gino Donè, il partigiano che salvò Che Guevara”, in programma martedì 24 aprile nell’auditorium milanese di via Fratelli Zoia 89 (ore 21; ingresso libero fino ad esaurimento posti).

La storia di Gino Donè è quella di un uomo che ha dedicato la sua vita e la sua anima per un ideale: liberare gli oppressi dagli oppressori. Nato a San Donà del Piave in una famiglia di braccianti veneti, dopo l’8 settembre Donè si unì alla Brigata Partigiana Piave.

Combattè per la liberazione dell’Italia ma, finita la guerra, incontrò molte difficoltà nel trovare un lavoro, perché in molti posti «i partigiani – come ha affermato lui stesso – erano “discreditati”».
Tra mille difficoltà, Donè lasciò l’Italia e partì per un lungo viaggio, fece tappa in Canada e poi raggiunse Cuba.

Dopo il colpo di Stato che portò Battista al potere, si unì – unico italiano e unico europeo – ai rivoluzionari guidati da Fidel Castro, fu a stretto contatto con Che Guevara e partecipò allo sbarco a Cuba e alla rivoluzione cubana. C’era anche lui, infatti, a bordo del Granma, lo yacht a bordo del quale Fidel Castro partì, il 25 novembre 1956, dal Messico verso Cuba con un gruppo di giovani combattenti.

Una storia di cui per molto tempo non si è mai saputo nulla. A Che Guevara, il partigiano italiano (rientrato in Italia nel 2003 e morto nel 2008) salvò davvero la vita, soccorrendolo durante un attacco di asma che stava per ucciderlo:

«Ernesto era un bravo medico, ma inesperto di armi. Era “mi hermano”, mio fratello – raccontò Donè alla stampa italiana nel corso di un’intervista rilasciata nel 2006 – Sono stato io a insegnargli le tecniche della guerriglia e a insegnargli a sparare bene. Ci addestrammo in Messico.
Allora avevo 32 anni, ero il più vecchio di tutti e avevo una certa esperienza: in Italia avevo fatto il partigiano. Spiegavo a Ernesto come si organizzavano gli agguati, come si doveva attaccare e come fuggire. Fidel? Era un vero comandante».

La vita di Gino Donè sembra quella di un romanzo d’avventura: tanti lavori (il muratore, il carpentiere, il decoratore, il marinaio) in luoghi e Paesi diversi, tra cui gli Stati Uniti. Ma anche un encomio firmato dal generale Harold Alexander, comandante delle forze alleate in Italia, per aver salvato alcuni ufficiali inglesi dai nazisti.

“Gino Donè, il partigiano che salvò Che Guevara” è uno spettacolo che commuove e diverte, che fa pensare a ciò che è stato, ma anche alle condizioni di oggi e al futuro. È uno spettacolo che parla della storia italiana e di quella cubana attraverso l’avventura di un uomo che mise a rischio la propria vita per inseguire il sogno di libertà di due nazioni.
I ritmi e i tempi teatrali non fanno mai calare l’attenzione e non fanno perdere un istante della storia raccontata, cantata e proposta con filmati e foto di Gino Donè, della Resistenza italiana, della rivoluzione cubana e di altri protagonisti dell’epoca.

La pièce è scritta e interpretata dall’attore e cabarettista Marco Mancin, con musiche di Lorenzo Prealoni, Simone Stefan, il gruppo Le Mondane (Luca Borin e Daniele Radaelli) e con la collaborazione di Andrea Pastore. Afferma Mancin:

«Mentre leggevo alcune biografie di Che Guevara, spesso veniva fuori la figura di questo Gino, il partigiano italiano. Quando è tornato in Italia nel 2003, sono stati realizzati alcuni documentari e ho iniziato a pensare che sarebbe stato bello allestire uno spettacolo su di lui. La sua vita è stata un messaggio di coerenza».

SPAZIO TEATRO 89, via Fratelli Zoia 89, 20153 Milano
Tel: 0240914901; info@spazioteatro89.org; www.spazioteatro89.org

Martedì 24 aprile – “Gino Donè, il partigiano che salvò Che Guevara”.
Ore 21; ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Spazio Teatro 89 di Milano: Lo spettacolo “Cerca (vicino)”

Cerca (vicino)
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Per il terzo appuntamento della rassegna “Teatro Piccolissimo…e non solo”, in programma domenica 5 novembre (ore 11, ingresso 7 euro) allo Spazio Teatro 89 di via Fratelli Zoia 89, a Milano, gli organizzatori hanno invitato a esibirsi la compagnia messicana Teatro al Vacío, che porterà in scena lo spettacolo “Cerca (vicino)”, indicato per spettatori dai 2 ai 5 anni di età.

In questa rappresentazione si narra la storia di due sconosciuti che si incontrano nello stesso posto. Sono molto diversi l’uno dall’altro nei loro modi di fare e nei loro atteggiamenti. Ma hanno anche delle cose che li accomunano: una valigia, uno sgabello, un cane… Conoscersi è sempre un’esperienza entusiasmante: si può trovare un amico, per un po’ di tempo o per sempre, «perché che senso può avere la vita se non condividiamo?».

A partire dal linguaggio corporeo usato dagli attori e da una drammaturgia di azioni e immagini, questo spettacolo riflette sullo spazio come luogo in cui sperimentare diversi tipi di relazione socio-affettiva. I baby-spettatori, e con loro anche quelli più grandi, possono riconoscersi e identificarsi in azioni e situazioni che mettono in moto idee e sentimenti in ciascuno di noi…

Spazio Teatro 89: Paul Reddick & The Gamblers

foto Paul Reddick
foto Paul Reddick

Sarà una superband quella che si esibirà venerdì 3 novembre sul palco dello Spazio Teatro 89 di via Fratelli Zoia 89 per la rassegna “Milano Blues 89” (inizio live ore 21.30; ingresso 10-13 euro): per il terzo appuntamento della stagione, infatti, da Toronto arriverà il grande cantante e armonicista Paul Reddick, che per l’occasione sarà accompagnato dagli italiani The Gamblers (ossia da Gabriele Dellepiane, membro della Treves Blues Band, al basso elettrico e Marcello Borsano alla batteria) e dai canadesi MonkeyJunk (Steve Marriner, chitarra, armonica e voce, e Tony Diteodoro, chitarra e voce) come special guests.

Cantautore eclettico e dotato di una voce inconfondibile, Paul Reddick è un profondo conoscitore del blues e delle sue origini (si dichiara devoto ai grandissimi Muddy Waters, Sonny Boy Williamson e Howlin’ Wolf), ma nel corso della sua quasi trentennale carriera è riuscito a sviluppare uno stile innovativo e personale, perché il Blues è «as a beautiful landscape», afferma convinto, un territorio senza confine, dove poter esplorare e sperimentare continuamente. Per non parlare dell’importanza dei testi delle sue canzoni: impossibile non prestare attenzione, quando canta, alle parole, le sue “armi” preferite.

Di grande livello tecnico i musicisti che si esibiranno insieme a Paul Reddick: sul palco dell’auditorium polifunzionale di via Fratelli Zoia saliranno, infatti, The Gamblers, dal groove genuino e particolare, che hanno all’attivo numerose collaborazioni e produzioni con artisti di fama internazionale, tournée e partecipazioni ad alcuni dei più importanti festival blues, e i canadesi MonkeyJunk (provengono da Ottawa), osannati dalla critica specializzata, che mescolano in modo brillante il blues con il rock e capaci di esprimere un sound personale e originale.

Spazio Teatro 89 : “Rose nell’insalata”

Rose nell'insalata
Rose nell’insalata

Entra nel vivo la rassegna “Teatro Piccolissimo… e non solo” organizzata dallo Spazio Teatro 89 di Milano: domenica 22 ottobre (ore 11; ingresso 7 euro) l’auditorium polifunzionale di via Fratelli Zoia 89 ospiterà “Rose nell’insalata”, il secondo spettacolo della stagione, tratto dall’omonimo libro di Bruno Munari, genio multiforme e tra i massimi protagonisti dell’arte, del design e della grafica del secolo scorso, nonché autore di moltissime opere per i bambini.

Indicato per spettatori di età compresa fra 2 e 5 anni, “Rose nell’insalata” è uno spettacolo, anzi un gioco, che mette le ali all’immaginazione (nei mesi scorsi è stato rappresentato al Festival Fringe di Edinburgo, in Scozia, mentre nel 2016 è andato in scena al Festival internazionale Avignon OFF, in Francia), oltre che una ricerca visiva per l’infanzia.
Avete mai visto una rosa in un cespo di verdura? Un taglio al piede dell’insalata ci fa scoprire con sorpresa che, utilizzando per stampare con dell’inchiostro quella parte di verdura che normalmente si butta, si può ottenere l’immagine inaspettata di una rosa! E questo accade con tanti altri ortaggi: se proviamo a stampare cavolini di Bruxelles, peperoni e cipolle, spunteranno, quasi per magia, immagini di fiori, alberi, temporali e molto altro!

«Le verdure sono una cosa seria! – afferma lo Chef – Le verdure sono una cosa noiosa!» ribatte Romilda, la sua assistente. Chi ha ragione? Difficile dirlo. Vero è che nella loro cucina si vedono sempre e soltanto verdure: odori sgradevoli, sapori poco invitanti, ortaggi grandi e piccoli, verdure corte e lunghe, verdi, bianche, viola, da tagliare e selezionare. Bisognerebbe provare a metterci un po’ di colore, in questa cucina! Bisognerebbe provare a vedere le cose in un altro modo… E se quelle verdure così puzzolenti fossero capaci di stupirci? «Se là dentro ci fosse nascosto qualcosa? Aspetta un attimo, ma quella che cos’è? Sembra, ma sì, è proprio una rosa! Una rosa nell’insalata? Già, proprio così. Una rosa nell’insalata. E nel cavolfiore che cosa ci sarà? E nella cipolla? E nel porro? E in tutte le altre verdure?».

Forse, questa volta, Romilda e lo Chef dovranno cambiare idea…
Lo spettacolo è portato in scena dalla compagnia Schedía Teatro, tra i soci fondatori di Assitej Italia, l’associazione nazionale di teatro per l’infanzia e la gioventù.

Spazio Teatro 89, via Fratelli Zoia 89, 20153 Milano.
Tel: 02-0240914901. Mail: info@spazioteatro89.org; www.spazioteatro89.org

Domenica 22 ottobre – Rose nell’insalata.
Ore: 11. Ingresso: 7 euro.