F, il settimanale: Sandro Mayer racconta 50 di carriera

F settimanale
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Cinquant’anni di carriera e un numero incalcolabile di copie vendute: Sandro Mayer, in occasione dell’uscita del suo libro “Storie da palcoscenico”, racconta la sua storia personale e professionale su F, il settimanale femminile di Cairo Editore diretto da Marisa Deimichei, in edicola domani.

Quando ha deciso che avrebbe fatto il giornalista? «Presto (..). Vivevo a Napoli e mi sono formato ascoltando la gente dei bassi, mescolati ai discordi dell’aristocrazia partenopea. Poi ci trasferimmo a Milano e vinsi un posto fisso in Fiat ma non ci andai mai e partii per Londra, dove ho fatto il cameriere per imparare l’inglese».

Tornato in Italia gli venne offerto un posto di traduttore all’Europeo e dopo di entrare nella redazione di Novella: «Il direttore editoriale della Rizzoli era Enzo Biagi che ci chiedeva di mettere il registratore sotto il letto dei vip. Alla mia collega Maria Venturi, oggi scrittrice, chiese di approfondire un gossip di cui si parlava a Roma: il fratello minore di Claudia Cardinale, Patrick, in realtà sarebbe stato suo figlio partorito in gran segreto a Londra qualche anno prima. […] Chiesero a me di andare a Londra a scovare il certificato di nascita perché parlavo la lingua […]».

Il maestro di scoop è il direttore del settimanale Dipiù dal 2004, di DipiùTv con gli allegati Cucina e Stellare e di TvMia, ha vissuto 50 anni nei giornali, sempre a contatto con i personaggi famosi, con un’unica missione: intrattenere la gente. «Allora le celebrità erano molto più disponibili a parlare di sé. Avevano capito che gli conveniva: se entri nel cuore della gente e permetti che i giornali facciano di te un personaggio, la tua carriera si rafforza e puoi superare il fallimento di un film, che prima o poi capita a tutti».

Tante le interviste a personaggi di spicco della politica internazionale, da Gheddafi a Indira Gandhi, a Ronald Reagan, quando era ancora un semplice candidato alla Casa Bianca: «Comprai un biglietto sullo stesso volo e lo aspettai fuori dalla toilette. Quando uscì mi disse: “Please” e fece il cenno di farmi passare. E io: “Grazie ma non sono qui per fare la pipì, ma per intervistare lei”. Lui, senza battere ciglio, disse: “Come on, my friend” e mi fece sedere vicino a lui. Parlammo per il resto del viaggio».

Lo scoop più clamoroso? «Quando vidi le foto al bar dell’Hotel Negresco di Nizza ancora un po’ cado dalla sedia: ritraevano il marito di Stéphanie di Monaco, Daniel Ducruet, in una performance a luci rosse con una ballerina. Chiamai subito Alberto Rusconi che comunque era un tipo frizzantino e mi autorizzò all’acquisto. […] Successe il finimondo: Stéphanie chiese il divorzio. Ma non fu certo colpa mia».

Perché ha sposato la causa di Padre Pio? «È successo che una notte mi è apparso in sogno ed era incavolato nero perché non lo mettevo sul giornale; io nel sogno gli rispondevo: “Non ti metto perché non mi fai vendere”. E lui: “Tu mettimi e vediamo” […]». Il giorno dopo fece riaprire il giornale per inserirlo, con uno strillo in copertina, e il giornale andò a ruba. «Da allora è nato un legame e non faccio più un numero senza Padre Pio».

Ammette di essere un’esteta e di amare le persone curate nell’aspetto. Per questo qualche anno fa ha deciso di dire addio alla calvizie e si è presentato in tv con i capelli? «Non è un parrucchino, ma un trattamento che non mi decidevo a fare perché troppo costoso. Un giorno mi sono guardato allo specchio e ho capito che dovevo superare quel blocco (…). E l’ho fatto. Per me».

“Storie da palcoscenico. Il teatro della vita, secondo Sandro Mayer”

Libro Sandro Mayer
Libro Sandro Mayer

Più volte Sandro Mayer si è cimentato con la scrittura teatrale e in questo volume sono raccolti i suoi più grandi successi: Il silenzio dei sogni, Bivio d’amore, Un amore grande grande, Il miracolo di Padre Pio. I temi sono quelli a lui più cari: l’amore romantico, la famiglia, l’attenzione per tutti e lo straordinario miracolo di pace del santo di Pietrelcina che ha risvegliato la fede in milioni di persone nel mondo.

Storie ispirate da fatti reali e da persone vere, alla cui umanità Mayer ha voluto dare vo­ce e volto sul palcoscenico. C’è Betta, giovane donna incontrata casualmente in treno, che è diventata la protagonista de Il silenzio dei sogni. C’è Laura che, in una lettera al direttore, chie­dendosi se è giusto sacrificare i propri desideri quando sono i figli a pretenderlo, lo ha portato alla stesura di Bivio d’amore.

C’è lo sfogo accora­to di un altro lettore che, raccontando la propria vicenda tanto simile a quella dell’eduardiana Filumena Marturano, gli ha fatto nascere l’idea di Un amore grande grande. C’è, infine, il sen­so di pace provato durante una breve sosta al santuario di San Giovanni Rotondo dedicato a Padre Pio, fonte d’ispirazione per la storia di due giovani – lei cristiana, lui no – che si innamorano nonostante l’odio intorno.

Quattro commedie che affrontano, anche con il sorriso, questioni ora più che mai impor­tanti come la fede, l’amore, l’integrazione tra i popoli, l’accettazione di tutti i propri simili.

L’AUTORE

Sandro Mayer è giornalista di grande esperien­za: dallo spettacolo alla cronaca, alla politica, ai reportage. Attualmente dirige il settimanale Dipiù per Cairo Editore. Nel 2006 ha pubbli­cato Un’emozione dipiù e, insieme a Osvaldo Orlandini, ha scritto La grande storia di Padre Pio (2008), La grande storia di Gesù (2009), Cuccioli nel vento, La grande Storia della Bibbia (entrambi 2009), Il Gesù dei miracoli (2012), tutti con il marchio Cairo.