APA presenta 2° rapporto nazionale

Giancarlo Leone presidente APA
Giancarlo Leone Presidente APA

APA

L’ASSOCIAZIONE PRODUTTORI AUDIOVISIVI

PRESENTA IL 2° RAPPORTO NAZIONALE

APA CHIEDE AL GOVERNO LA RESTITUZIONE A RAI DI 180 MILIONI DI EURO ANNUI

TRATTENUTI DA UN PRELIEVO SUL CANONE.

PROPOSTA ANCHE UNA VOCE STRAORDINARIA

ALL’INTERNO DEL RECOVERY FUND

PER AUDIOVISIVO E CINEMA

APA, l’Associazione Produttori Audiovisivi ha presentato il 2° Rapporto sulla Produzione Audiovisiva Nazionale: la produzione audiovisiva nazionale ha raggiunto nel corso del 2018 un valore di 1,2 miliardi, registrando un incremento significativo e pari circa al 14% rispetto al 2017. Nel 2019 si stima una crescita che innalzerebbe il valore a circa 1,3 miliardi di euro.

Il documento è stato illustrato oggi a Roma, nell’ambito del MIA – Mercato Internazionale Audiovisivo, dal Presidente di APA, Giancarlo Leone, alla presenza del Capo di Gabinetto del MIBACT Lorenzo Casini, dell’Amministratore Delegato RAI Fabrizio Salini, del Direttore Fiction Mediaset Andrea Cesarano, dell’EVP Programming di SKY Italia Nicola Maccanico e del Vice President Original Series di Netflix Italia, Eleonora Andreatta.

Dal 2° Rapporto sulla Produzione audiovisiva italiana emergono alcuni dati significativi che testimoniano come per l’intero 2019 il settore continua ad essere caratterizzato da un significativo trend positivo.

A questo proposito è possibile individuare alcune importanti tendenze in atto, fra cui:

La crescita dell’export e un sempre maggiore incremento dell’interesse del prodotto italiano da parte dei mercati esteri.
L’espansione delle attività di M&A, che vedono, da un lato, l’aggregazione fra le imprese nazionali e, dall’altro, l’ingresso dei gruppi esteri che mirano a un presidio esteso e sempre più globale.
Gli effetti positivi del tax credit per il prodotto televisivo come leva per lo sviluppo del settore.
La crescita significativa della committenza degli operatori VoD, il cui valore è pari a 50 milioni nel 2018 e, secondo le stime, supera i 70 milioni nel 2019.
La produzione audiovisiva evidenzia anche nel 2018 un primato della fiction (film-TV, serie, mini-serie, sit-com, soap-opera, telefilm) destinata alla TV e ai servizi di streaming. Sull’intera produzione, si calcola infatti che dalla fiction derivi un valore di produzione di 443 milioni, mentre dai film derivano 382 milioni. Gli altri generi televisivi (programmi di intrattenimento, talk show, documentari, programmi culturali e di approfondimento etc.) si collocano complessivamente attorno a un valore compreso fra 300 e 340 milioni. In questo segmento il genere di maggior peso è quello dei programmi di intrattenimento, che vede un aumento della produzione indipendente in termini di volume orario di +2 ore rispetto al passato.

Ancora nella stagione 2019-2020, l’offerta di fiction corrisponde a 461 ore di prime visioni, riuscendo a bilanciare, a dispetto di un lieve calo, gli effetti negativi della pandemia.

RAI si conferma leader assoluta nella produzione della fiction italiana, offrendo i tre quarti delle ore stagionali. Questo, nonostante un mercato che vede aumentare il numero dei committenti e la crescita di peso di newcomer come Netflix e Amazon.

Prosegue e si accentua, infatti, la rapida crescita dell’ambiente online video. Si tratta di una tendenza già presente durante il 2019 e che si evidenzia ancora di più nel corso del 2020, anche a seguito della pandemia Covid-19. La televisione rimane il medium centrale del sistema audiovisivo nazionale, ma già da vari anni crescono quasi esclusivamente i ricavi delle offerte Internet VOD-OTT.

«L’attuale crisi dell’industria nazionale per il Covid19 ha visto in prima linea i produttori di audiovisivo e cinema che hanno dato una risposta straordinaria con la ripresa delle produzioni e la riapertura dei set, grazie anche al determinante contributo del Mibact che ha potenziato lo strumento del Tax Credit. In questa fase così delicata sarebbe impossibile comprendere come RAI possa disinvestire nella produzione di film e fiction a causa dei previsti minori introiti pubblicitari. Per questo APA chiede al governo di riconoscere a RAI quella quota di extra gettito da canone e di trattenute fiscali che valgono annualmente circa 180 milioni di euro. Così facendo il servizio pubblico non verrebbe meno ai suoi doveri di volano dell’industria culturale non sottraendo risorse indispensabili per la ripresa della intera filiera dell’audiovisivo ma al contrario destinandole alle produzioni di contenuti di alto livello qualitativo e di grande impatto ed interesse per il pubblico. Le piattaforme multinazionali investono sempre di più e RAI non può restare indietro. APA infine sollecita la nomina di un nuovo responsabile per RAIFiction ad oltre tre mesi dall’uscita di Tinny Andreatta: è una situazione paradossale che rischia di danneggiare tutto il settore». – ha spiegato il Presidente Giancarlo Leone.

Secondo i dati elaborati da APA il sistema imprenditoriale audiovisivo italiano comprende 7.247 imprese attive nel 2017, che diventano 7.527 nel 2018: di queste oltre la metà concentrano la loro attività nella produzione cinematografica, di video e programmi tv, per un totale di 122.905 persone coinvolte nelle attività legate al settore audiovisivo, tra lavoratori autonomi, dipendenti, amministratori, dipendenti Ex Enpals fuori perimetro, imprenditori.

Secondo i primi risultati sugli effetti dell’emergenza Covid sull’occupazione, si stima che il lockdown in termini di registrazione delle imprese abbia prodotto 149 iscrizioni (40 in meno rispetto all’anno precedente) e 261 cessazioni (27 in più rispetto all’anno precedente). In particolare, la produzione audiovisiva ha registrato una riduzione del 46,4% delle iscrizioni durante l’anno in corso.

 

R4, Matteo Salvini a “Dritto e Rovescio”

Paolo Del Debbio
Paolo Del Debbio

Domani sera, a “Dritto e Rovescio”, Paolo Del Debbio intervista Matteo Salvini

Tra i temi della serata: la crisi economica del Paese e l’attesa per il Recovery Fund

Domani, giovedì 17 settembre, in prima serata, al centro del nuovo appuntamento con “Dritto e rovescio”, il programma di approfondimento condotto da Paolo Del Debbio, l’intervista in diretta con il leader della Lega, Matteo Salvini, che commenterà i temi di più stretta attualità in vista delle elezioni regionali e del referendum sul taglio dei parlamentari del 20 e 21 settembre.

Ampio spazio alla crisi economica che sta colpendo l’Italia: con il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, si discuterà in particolare del piano per l’utilizzo degli aiuti del Recovery Fund che il Governo dovrebbe predisporre e delle riforme economiche che servirebbero al Paese per uscire dalla recessione.
E ancora, focus sulla cassa integrazione e sui tanti ritardi accumulati dall’Inps nella gestione dell’erogazione dei sussidi ai lavoratori. Infine, si riaccendono i riflettori anche questa settimana sul tema dell’immigrazione, tra sbarchi fantasma e irregolarità nell’accoglienza.

Gruppo CAP partecipa alla Digital Business Week

Alessandro Russo
Alessandro Russo

Anche Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, partecipa alla prima Digital Business Week, l’iniziativa promossa dal Comune di Palermo, ideata e realizzata da Energia Media con il contributo di Palermo Mediterranea, Università degli Studi di Palermo, Utilitalia, Enea Smart Energy. Con il supporto di Confcommercio Palermo, Gesap, Consorzio Arca, Digital Magics.

Un momento per aprire un dialogo attivo con attori non solo locali, ma anche nazionali e internazionali, mettere a sistema ambiti strategici solitamente considerati e gestiti “a silos”, e dare voce ai testimonial di segmenti diversi su tematiche da portare all’attenzione di soggetti nazionali e multinazionali, attraverso piani d’investimento, bisogni, desiderata, progetti in corso già finanziati o da finanziare.

Le utility, nello specifico, hanno assunto un ruolo strategico nella transizione economica in atto. Le indicazioni della UE (Green New Deal) spingono verso una transizione energetica imperniata sull’economia circolare. In quest’ottica le utility e le multiutility dovranno ridisegnare il proprio modello e perimetro di business trasformandosi in aziende industriali – e questo è in gran parte già avvenuto – e in “solution partner” al fianco di quelle aziende di produzione che vogliono adottare strategie circolari per territori smart e sostenibili.

“Quando parliamo di smart land e smart city non possiamo tacere dei ritardi che ancora il nostro Paese ha”, commenta Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP. “Basta vedere alcuni numeri: l’attesa per un’autorizzazione di un impianto può arrivare fino a 8 anni; 21% è la percentuale di conferimento dei rifiuti in discarica, toccando punte del 70 % in alcune Regioni del Mezzogiorno; 47,9% è il tasso di dispersione di acqua nelle reti con punte di oltre il 60% in alcune aree del sud. La disomogeneità tra industrializzazione e infrastrutturazione tra Nord e Sud è uno dei gap da colmare e senza dubbio il Recovery Fund e i finanziamenti connessi possono rappresentare un’opportunità”.

Le Utility come Gruppo CAP hanno oggi l’opportunità di sviluppare nuovi modelli di business accanto alle aziende industriali di tutti i settori produttivi, se e solo se, sapranno interpretare il loro ruolo di ponte tra industria e territorio, tra esigenze produttive e dinamiche di radicamento territoriale. Per questo uno dei modelli più interessanti è la rete di imprese che già in alcuni territori si sta sperimentando. La rete tra imprese riesce a garantire proprio la sinergia industriale, lo scambio di esperienze e la possibilità per le utility di divenire “fornitori di soluzioni integrate”, lasciando intatto e anzi rafforzando il dialogo con i territori, la rappresentanza locale, che caratterizza il tessuto dell’impresa di pubblica utilità in gran parte d’Italia e nel mezzogiorno.
“Siamo convinti, che iniziative come quella di questi giorni a Palermo indichi la giusta direzione di una collaborazione sempre più necessaria e non rimandabile”, conclude Russo.

Sicilia: riqualificazione infrastrutture

Incontro Ministri
Incontro Ministri

Sicilia, incontro dei Ministri De Micheli e Provenzano con Musumeci: più aerei, riqualificazione delle strade provinciali e alta velocità

Incontro dedicato alle infrastrutture siciliane e ai collegamenti aerei con l’isola, quello che si è tenuto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tra la Ministra Paola De Micheli, il Ministro del Sud e della Coesione territoriale Giuseppe Provenzano e il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci.

La Ministra De Micheli ha spiegato di voler affrontare con rapidità il tema della piena ripresa del trasporto aereo nello scenario del dopo emergenza sanitaria, attraverso la convocazione di un apposito tavolo con Enac e le compagnie aeree nazionali attive nei collegamenti con la Sicilia, per definire una programmazione di voli in grado di soddisfare la ripresa della domanda di mobilità nei principali scali e con le isole minori.

Quanto all’aeroporto di Trapani Birgi, la Ministra ha affermato che la società aeroportuale ha chiesto la riapertura dello scalo nella giornata di ieri e rispetto al ripristino di un volo quotidiano Alitalia con Roma, è in corso la valutazione da parte dell’amministrazione straordinaria della compagnia di bandiera.

Il Ministro Provenzano ha posto l’esigenza di affrontare sul piano strategico le diverse urgenze infrastrutturali della Sicilia, con una chiara assunzione di responsabilità da parte di tutti i livelli di governo, nello spirito di una leale collaborazione istituzionale, i cui frutti devono essere tangibili sul miglioramento della mobilità dei siciliani, anche per contrastare gli effetti della crisi economica e sociale che rischia di abbattersi sull’isola.

La Ministra De Micheli ha ricordato i recenti stanziamenti del Mit alle Province per la riqualificazione della rete viaria di competenza e chiesto ai rappresentanti della Regione Sicilia di inviare un elenco con le opere prioritarie e i relativi costi: l’obiettivo è reperire le risorse necessarie per dare copertura a una prima corposa tranche di interventi da attuare.

In tema di infrastrutture ferroviarie la Ministra ha ricordato, oltre alla realizzazione in corso della Catania-Messina-Palermo, anche il progetto dell’anello di Alta Velocità di rete inserito tra quelli da finanziare attraverso il piano europeo del Recovery fund.

Per tutta la restante programmazione relativa alle infrastrutture siciliane verrà insediato un tavolo permanente con le istituzioni regionali, Rfi, Anas e il Consorzio per le Autostrade Siciliane.