ICS Symbiosis: la scuola del futuro

Ics School Milano
Ics School Milano

ICS MILAN INTERNATIONAL SCHOOL
APRE “SYMBIOSIS”
Il nuovo campus che coltiva la simbiosi tra le arti e le scienze per “Costruire il futuro”

Manca poco più di un mese all’inaugurazione di Symbiosis, il nuovo campus di ICS Milan International School. Il nuovo edificio, dall’architettura e dalla tecnologia più avanzata, aprirà agli studenti delle classi Primary, Middle e High School le porte di una struttura e di un’esperienza uniche nel loro genere a Milano.

Il progetto Symbiosis nasce nell’area di Porta Romana, si presenta come un complesso architettonico che rappresenta in tutto la maestria e l’eccellenza italiana nella progettazione e realizzazione, ma il suo fiore all’occhiello è certamente costituito dal modello educativo e dal metodo d’insegnamento che propone.

Un programma didattico pensato per stimolare la creatività e il talento degli studenti, per renderli capaci di sviluppare un pensiero critico, caratterizzato da una visione internazionale e da un approccio che mira a preparare gli studenti a “costruire il proprio futuro”. Un assunto che costituisce il claim dell’Istituto, nonché il cardine dell’innovativa proposta che da sempre lo caratterizza, il Design Approach, un metodo incentrato sul problem-solving e sull’apprendimento collaborativo.

Pilastro chiave del sistema didattico è inoltre l’orientamento STEAM: una modalità di insegnamento che coinvolge in maniera integrata le aree tematiche di Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Arti e Matematica.
Docenti iper-qualificati struttureranno i percorsi formativi più adatti alla singola classe, integrando nei programmi e nei progetti sperimentali ciascuna delle cinque discipline e promuovendo valori inclusivi, attenti al sociale e all’ambiente.

Le partnership ICS – Symbiosis per “costruire il futuro”

Uno sguardo innovativo quello di ICS Milan International School che, già a partire dalle decisioni aziendali, si fa portavoce di valori quali scambio e collaborazione, legandosi ad enti e imprese specializzate nell’educazione e nella formazione delle generazioni del futuro. Creare partnership di valore significa per la scuola lavorare in modo trasparente e concreto, coinvolgendo importanti aziende per raggiungere risultati duraturi nel tempo, in un’ottica di reciproca crescita.

La “costruzione del futuro”, diventa per esempio evidente e plastica attraverso la scelta della speciale e stimolante partnership con l’azienda eponimo della costruzione creativa, la LEGO, che con la sua divisione Lego Education ha provvisto il campus di numerosi strumenti da utilizzare nella didattica e nei laboratori. In coerenza con il modello STEAM, la scuola potrà inoltre essere provvista di tutti gli strumenti per la didattica: dall’utilizzo dei mattoncini colorati, sino ai dispositivi digitali. Tutto questo permetterà ai più piccoli di migliorare la collaborazione e la comunicazione di gruppo, mentre darà ai più grandi la possibilità di esplorare i metodi di codifica, la programmazione e la tecnica ingegneristica.
Il programma Lego verrà completamente inserito nel curriculum delle classi Primarie e Secondarie, offrendo la possibilità di prendere parte alla competizione mondiale della Prima Lego League grazie al club Lego Robotics del doposcuola.

Un esempio di eccellenza e di unicità che si concretizza in un’altra speciale partnership, quella con ArtsEd, la migliore scuola di arti dello spettacolo del Regno Unito, tra le prime cinque a livello globale. Incontrare e lavorare a progetti insieme ai coach – professionisti ArtsEd darà agli studenti la possibilità di migliorare alcune delle proprie abilità trasversali, come la comunicazione verbale, la capacità di lavorare in gruppo, l’autoriflessione e la consapevolezza di sé.

L’Head of Performing Arts di ICS Milan International School lavorerà a stretto contatto con laureati ed insegnanti ArtsEd mentre gli studenti beneficeranno delle visite di artisti teatrali londinesi e avranno la possibilità di ricevere, in collaborazione con ArtsEd London, borse di studio per frequentare corsi a Londra durante le vacanze scolastiche.

L’imprescindibile attenzione verso l’ambiente ha portato ad inserire nell’ampio progetto della società madre Globeducate l’opportunità di collaborare con WWF, la principale organizzazione benefica che ha svolto un ruolo chiave nell’identificazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Relatori ed esperti stimoleranno e offriranno le linee guida per i programmi degli insegnanti nell’educazione alla sostenibilità e, grazie al legame con il WWF Education Team, ICS Milan International School avrà la possibilità di partecipare ad un ricco calendario di eventi ed occasioni di sensibilizzazione e apprendimento.

“Sono assolutamente entusiasta di entrare a far parte di ICS Milan e della famiglia di scuole Globeducate. È stato un periodo epocale e senza precedenti per tutti noi durante la crisi del Covid-19, che oggi vede la sua seconda ondata, ma proprio per questo la scuola deve dare segnali importanti per superare questo momento volgendosi alla ricostruzione e alla necessità di proseguire con tutti gli strumenti a disposizione per creare un nuovo modello e un nuovo corso nell’apprendimento. Sono rimasta enormemente colpita dal modo in cui gli studenti, il personale e le famiglie hanno colto le opportunità dell’apprendimento online. Una testimonianza della forza e della resilienza dell’intera comunità scolastica” dichiara Antonia Giovanazzi, Executive Principal della scuola. Un esempio di passione, di costante aggiornamento e determinazione comprovata dalla costante ricerca di didattiche innovative anche in collaborazione con colleghi di tutto il mondo.

Symbiosis nasce dall’esigenza di vivere la scuola in un modo nuovo e al passo con i tempi. È dal confronto costante che nascono le soluzioni ed ICS Symbiosis vuole mettere a disposizione tutte le proprie competenze, per sviluppare anche una nuova professionalità che rispecchi le sfide del presente. Symbiosis vuole esprimere ed applicare questa spinta verso l’eccellenza nella scuola e diventare luogo di sperimentazione, scambio e crescita.

Mistero Buffo con Franca Rame e Dario Fo

Franca Rame e Dario Fo

Esattamente 42 anni fa andavamo in scena a Milano con Mistero Buffo. Era il 1969. Recitavamo in un capannone di una piccola fabbrica dismessa dalle parti di Porta Romana che noi avevamo trasformato in una sala di teatro con il nostro gruppo. In quell’occasione Franca ed io ci alternavamo sul palcoscenico eseguendo monologhi di tradizione popolare, tratti da giullarate e fabliaux del medioevo, non solo italiane, ma provenienti da tutta Europa.

Lo spettacolo ottenne grande successo e venne replicato centinaia di volte nel nostro teatro di via Colletta, in palazzetti dello sport, chiese sconsacrate, locali cinematografici, in balere e perfino in teatri normali. Mistero Buffo cercava di dimostrare che esiste un teatro popolare di grande valore, nient’affatto succube o derivato da testi della tradizione erudita, espressione della cultura dominante.

In quell’occasione ci si sentiva ripetere a tormentone: «Non esiste una forma espressiva popolare autonoma perché l’unica cultura autentica e di pregio è quella espressa dal potere dominante. L’altra, quella cosiddetta popolare, in verità è solo risultato di scopiazzature.» Insomma: gli unici poeti validi sono quelli dalle corti dei principi e dell’alta borghesia.

Fu proprio in quel tempo che scoprimmo dei ricercatori di grande valore che ci davano ragione, a cominciare da Pitrè, Toschi e De Bartholomeis, Tullio de Mauro e Gianfranco Folena, il quale nel suo saggio Il Linguaggio del caosci dedicava uno straordinario capitolo (“Le lingue della commedia e la commedia delle lingue”) nel quale, fra l’altro, diceva: «l’interlingua teatrale di Fo non richiede dal pubblico per essere intesa specifiche competenze dialettali perché la mimica, il lazzo, l’onomatopea compensano l’apparente arbitrarietà linguistica e la carenza semantica e perché Fo, grandissimo mimo, padroneggia da maestro le tecniche del discorso e della narrativa popolare. […] Se volete godervi per esteso il significato di giullare, se pur tradotto nel nostro tempo, andate ad assistere a qualche brano di Mistero Buffo messo in scena da Franca Rame e Dario Fo. Lì potrete ottenere un’idea del tutto credibile di cosa fosse il teatro satirico dei giullari medioevali.»

Debuttando anche fuori dall’Italia dall’Inghilterra alla Spagna, per poi arrivare in Grecia e in Russia, rintracciavamo brani del tutto sconosciuti raccolti da ricercatori di Paesi e culture diverse. Noi li si metteva in scena quasi a soggetto. Il testo definitivo lo si stendeva solo dopo averlo recitato per mesi interi. Ritrovammo canovacci rappresentati secoli fa dai comici dell’arte, soprattutto in Francia, brani recitati da Arlecchino e da altre maschere, e in seguito a un nostro viaggio in Cina riuscimmo ad arricchire il nostro repertorio anche della “Storia della tigre”. Così, ad un certo punto, ci accorgemmo recitando a Roma nello chapiteau di un circo viaggiante che raccoglieva più di 2000 persone che la mole del testo di Mistero Buffo si era ormai decuplicata.

Per riuscire a misurarne la dimensione decidemmo di recitare ogni sera uno spettacolo con testi completamente differenti. Così si giunse a mettere in scena la bellezza di sei “Misteri Buffi”. Ma se dovessimo oggi ripetere lo stesso esperimento, siamo certi che la sequenza delle nostre esibizioni raggiungerebbe il numero di dieci e più testi autonomi.

Oggi, dopo quasi mezzo secolo, torniamo in scena con una selezione di questo nostro spettacolo “dei primordi”. Non ci è stato facile decidere quali testi privilegiare. Siamo sicuri che durante questi prossimi mesi, nelle varie serate, inseriremo qua e là altri testi e soprattutto andremo recitando all’improvviso in modo a dir poco esagerato. Ma dovete capire: per noi recitare non è solo un mestiere, ma è anche e soprattutto un divertimento. Che raggiunge il massimo del piacere quando riusciamo a inventarci nuove situazioni e buttare all’aria convenzioni e regole. Speriamo di comunicarvi questo nostro spasso e di riuscire a sorprendervi, farvi ridere e magari pensare.

 

Dario Fo e Franca Rame

 

Biglietti

POLTRONISSIMA                                            € 30,00 + 3,00 prevendita

POLTRONA PLATEA                                       € 25,00 + 2,50 prevendita

POLTRONA BALCONATA                             € 25,00 + 2,50 prevendita

TUTTO IL RESTO TEATRO                             € 20,00 + 2,00 prevendita

 

 

Teatro Smeraldo

P.zza XXV Aprile – 20121  Milano – Tel. 02.29.00.67.67 – Fax 02.29.01.72.70
www.teatrosmeraldo.it

Casse/biglietterie teatri:

Teatro Smeraldo

Piazza XXV Aprile 10 – Milano – Tel. 02.29.00.67.67

Orario: dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 18.15. Domenica dalle 10.00 alle 16.30

 

Per info, Prenotazione e Vendita:

  • 700 punti vendita TicketOne in tutta Italia (per conoscere il più vicino puoi chiamare il numero 892.101 o consultare il sito www.ticketone.it nell’area punti vendita)

 

  • telefonicamente tramite:

 

  • Call Center TicketOne 892.101 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 20.00 e il sabato dalle 9.00 alle 17.30)
  • Pronto Pagine Gialle 89.24.24 (attivo 24 ore su 24)
  • 892.412 il Trovatutto di Telecom Italia (attivo 24 ore su 24)

 

  • Officine Smeraldo per gruppi organizzati:

Teatro Smeraldo – Bastioni di Porta Nuova 12, Milano

Sonia Rabellino: Tel. 02 392.26.412 – Fax. 02 700.57.932

e.mail  gruppi@officinesmeraldo.it

 

  • TicketOne per aziende e gruppi organizzati:

Servizi Business e Gruppi TicketOne

Viale Vittor Pisani 19, 20124 Milano

Fax: +39 02 70044485 – e.mail gruppi@ticketone.it

Alessandro Alessandrini

Via Tommaso Grossi, Cordusio - Milano -

“Milano: il volto magico della mia città”

mostra promossa da Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura

Foyer di Spazio Oberdan

Viale Vittorio Veneto 2, Milano

dal 1° al 17 luglio 2011

orari: da lunedì a domenica 10-20

inaugurazione giovedì 30 giugno, ore18.30

ingresso libero

La mostra è dedicata agli angoli più suggestivi della città di Milano e, come dice il titolo stesso, a quella magia che ancora si respira in alcune zone come Brera, Porta Ticinese, Porta Romana, le strade intorno al Duomo, i Navigli, la zona Cordusio e le Cinque Vie, Porta Venezia e le arterie commerciali fatte di vetrine e luci colorate: luoghi questi con quell’atmosfera che ancora sussiste nascosta tra le colonne, negli antri in penombra, nelle viuzze strette, i vicoli, tra le finestre incorniciate da cotti, nei portoni ingentiliti dai balconi in ferro battuto o in pietra. Ma anche vie poco conosciute e mai ritratte dagli artisti conservano, all’occhio di Alessandrini, tratti di storia che in certi casi si trasformano in leggenda. Così pure tram e autobus, anche loro parte integrante della metropoli in continuo mutamento. L’artista ricerca dettagli quasi nascosti tra maestosi edifici che si stagliano verso il cielo come cattedrali, muri antichi che trasudano di storie senza tempo, ma anche l’armonia ed il contrasto del presente paesaggio urbano, che cambia, si trasforma per stare al passo con i tempi, subendo una metamorfosi. Il viaggiare tra le vie di Milano, dunque, come scoperta per immergersi nell’atmosfera di ogni luogo, fino a fondersi interamente nei vividi e cangianti colori che vi aleggiano, impossessandosi della sua poesia.

E in questo ardente universo emozionale, dove si intersecano vibranti sensazioni e veementi impressioni cromatiche Alessandrini coglie l’essenza dei luoghi, il «Carpe Diem» dei greci, l’attimo fuggente.

Tale percorso espressivo si configura in dipinti dai colori vigorosi e penetranti, armoniosamente avvolti in giochi di luci ed ombre, in un alternarsi inesauribile di fantasia e realtà, una sorta di immagini, di storie intrinseche vissute negli occhi, sulla pelle, nel cuore, testimone del passato e del tempo che verrà.