Irene Ghiotto: esce il nuovo album ‘SuperFluo’

Irene Ghiotto
Irene Ghiotto

“SuperFluo” è il titolo del nuovo disco di inediti di Irene Ghiotto, in uscita il 25 ottobre per Granita Records / distr. Artist First.
Secondo album dell’artista vicentina, vincitrice di AreaSanremo nel Dicembre 2012 e in gara alla 63ª edizione del Festival di Sanremo nel 2013 nella categoria ‘Nuove proposte’ con il brano “Baciami?” e vincitrice del Premio Bianca D’Aponte nel 2015. “SuperFluo”, interamente scritto da Irene (testi e musiche), è stato prodotto con la collaborazione di Carlo Carcano.
Registrato a ‘Sotto il mare recording studio’ da Max Trisotto, il disco, pubblicato da Granita Records, contiene dieci tracce ridotte, esplosive, asimmetriche, barocche, trasversali. Dense. È un inno alla sublimazione del paganesimo digitale dentro alle trame del sacro fuoco analogico. È un grido che scava le profondità dell’essere musicista donna, oggi.
L’album è stato anticipato dall’uscita del singolo e video “Assurdità”, seguito dal secondo estratto “Preghiera per tutti”.

GUIDA ALL’ASCOLTO DEL DISCO “SUPERFLUO”
SuperFluo è un disco marmoreo: sedimentato, cristallizzato. Autoritario come un blocco di materia grezza, trasparente e morbido come una statua lavorata. Pieno di venature, capillari e percorsi. Concepito per manifestare un’attitudine, essendone manifesto, e per trasfigurare una festa di colori e grazia, nell’amplesso collettivo di un’umanità che suda. Di un’umidità che suona.
SuperFluo è una reazione chimica alle pose di plastica dei dischi che vivono del solo ossigeno della produzione in plastilina. Sorretto da una vocazione punk in fotosintesi clorofilliana, che lo percuote e lo sigilla, SuperFluo attua una trasfigurazione barocca dell’immaginario della cantautrice, attraverso un carnevale di gingilli, suoni percussivi, colori inattesi, sgambetti ritmici. È una festa prog, che nasconde ma al contempo svela il femminile, col suo universo di contraddizioni, intenzioni, proiezioni. Un disco avulso dalle mode, ma che galleggia sereno nelle onde della modernità, ruspante, deciso, trasfigurato.
SuperFluo è superfluo, ovvero necessario come il respiro, indispensabile come la letteratura, essenziale più dell’amore. SuperFluo è eccezionalmente fluorescente: ha uno sguardo che si fa guardare e si sottolinea da solo, evidenziando le proprie imprecisioni e asimmetrie.

SUPERFLUO – TRACK LIST
01_IL GIRO DI ME STESSA
02_ASSURDITÀ
03_CENTO
04_PREGHIERA PER TUTTI
05_GLI INGEGNERI DELLE ANIME UMANE
06_SOTTO A CHI MI TOCCA
07_AMARSI E FARE FIASCO
08_È UNA CANZONE TRISTE
09_PICCOLA APOCALISSE
10_LE COSE

GUIDA ALL’ASCOLTO DI “SUPERFLUO” TRACCIA PER TRACCIA
01_IL GIRO DI ME STESSA
Quando compi un giro intero, anche restando fermo sul posto, non torni mai dov’eri prima. La partenza coincide con l’arrivo e l’arrivo è sempre partenza. La rotazione perturba la vista e l’immagine si camuffa. Gli oggetti perdono i contorni e sembrano trascinarsi gli uni dentro altri altri, come una scia di colori mischiati dentro. L’astratto soverchia la geometria e solo chiudendo gli occhi ci si riposiziona nell’equilibrio del buio. Fissare il buio e godersi la rotazione. Distorcere e manipolare la propria stabilità, sciogliendo la rigidità, fissando con morbidezza il controllo, misurando le proporzioni. Moderando asimmetrie e simmetrie, per distruggere e ricominciare.
‘Il giro di me stessa’ manifesta come si sta dentro se stessi. Si comincia e si finisce dentro se stessi ma mai gli stessi.
Il brano d’apertura di Superfluo è granitico, esplosivo, denso. Gridato nelle enormità di un luogo cavo, desolato. Asciutto nella rappresentazione della figura femminile, umido nella trasfigurazione della rotazione. Ingranaggi ben oliati di un manifesto d’autrice. Donna che scrive, donna che pensa, donna che matura, donna che compie.
02_ASSURDITÀ
L’assurdo è contraddittorio, sconveniente. Incomprensibile e irragionevole. È però fonte di stupore e mezzo di espressione dell’illogico. L’istinto rimpalla alla maleducazione musicale un carnevale di astuzie e colori accessi. Una vocazione a un digitale datato, che tenta di emulare il suono acustico e nel non riuscirsi genera uno stile personale, di giocattolo parlante. La potenza di una fanfara di ottoni e percussioni, nella processione verso la definizione di un super fluido viscoso e gommoso. Un ritmo che non si può non ballare, senza un sentimento di oscena e liberatoria compulsione. Dedicato ai permalosi, alla loro amorevole e futile suscettibilità.
03_CENTO
Verso l’alto: nell’aperto cielo. Verso il basso: nel conchiuso rifugio. Cento è casa. È il ritratto di un uomo dolce, che si stacca dal ramo e plana a terra, lieve. È l’abbraccio di chi gli vuole bene, sono le parole di chi scrive, è la voce di chi canta. Una sinfonia distopica che apre finestre di serenità su burroni di rischio, in completo slancio di fiducia. La dolcezza è sentimento popolare e, però, non semplice. Complicato. Amare gli essere umani è complicato. Facilissimo innamorarsene, tortuosa la strada del tempo che scava, che cambia, che genera nodi. Siamo un bersaglio del tempo e la freccia dell’amore è importante scagliarla nell’infinita spuma delle onde, verso la migrazione dell’anima in volo.
04_PREGHIERA PER TUTTI
Una litania che invoca il Padre Nostro, che siamo noi. Diversi da tutti, uguali a tutti. Vediamo gli altri, come abbiamo paura di essere visti e ci vedono, come non vorrebbero essere visti. Gli altri, noi. Specchio della massa di umanità che si affanna, nella ricerca di un contatto senza mani, di un dialogo senza voce, un amplesso senza scambio di liquidi. Vita da poser, vita in vetrina. L’allucinazione di una condivisione senza contenuto. Padre Nostro, condannaci e redimici. Dacci la forza di essere gli altri. Dacci il coraggio di essere diversi e sentirci uguali.
Un brano battente, in movimento, sorprendentemente abile a condurre. Locomotiva senza merce di scambio. Palleggio senza passaggio. Canestro senza cestino. Burattino senza fili.
05_GLI INGEGNERI DELLE ANIME UMANE
Lettera aperta a un tu che sono io. L’io che siamo tutti. Un incitamento ad ascoltare dentro e a prendere coscienza di essere, a volte attori di un movimento, altre spettatori di cambiamento. Un lasciarsi andare a gesti lenti, finalmente rilassati, che anticipano lo slancio, la rincorsa. Gli ingegneri delle anime umane è la definizione che veniva data, degli artisti, dal regime sovietico. Ed è di una bruttezza imbarazzante ma anche estremamente significativa. Tutto ciò che è nazista, schiaccia; tutto ciò che è populista, appiattisce. E l’artista, nel combinare assieme elementi in antitesi e nell’estremo saluto a una vita equilibrata, compie un gesto ingegneristico, ovvero costruisce, si industria, in un meccanismo di forze interagenti, multiple, sovrapposte, finendo però sempre per colpire se stesso, attraverso l’anima collettiva.
06_SOTTO A CHI MI TOCCA
Come la canzone d’autore vede le donne è diverso da come si rappresentano le donne nella canzone d’autrice. Di inni al femminismo ne è pieno il mondo, eppure sembra non bastare. Fino a che la categoria del femminile non smetterà di essere una categoria, sarà necessario convivere con la categoria. Utilizzarla per parlare con la voce viscerale e uterina del femminile, nella sua gioia sessuale, col suo temperamento costruttivo, forte della propria coscienza critica.
È una donna che parla a un uomo. Senza retorica, con tutta la forza di un grido.
È un brano suonato duro. Picchiato forte. Premuto stretto.
07_AMARSI E FARE FIASCO
La dolce ubriacatura di un fallimento. Un loop di fumi alcolici. L’ondeggiare incerto di un addio. La malinconia di un abbandono. L’intimità di un assolo di bellezza affranta. Cantato con trascuratezza ma senza sciatteria. Doppio, singolo, doppio, singolo: ogni colpo scandisce l’andamento di chi è sorretto dalle ali della liberazione, gonfiate dalla sopravvivenza, mosse dal desiderio. Volare altrove, assieme. Cantando.
08_È UNA CANZONE TRISTE
Rimangono tre strumenti ad accompagnare l’andatura. Una fotografia di musicisti che suonano assieme, coordinati, riempendo, ma senza ansia, ognuno il proprio spazio. In un tempo dove tutto percorre un ciclo breve, la canzone si degrada senza troppi dispiaceri ed è pronta a farsi riascoltare. Le piace essere corta. Le piace quando il tempo vola.
Per imparare a nuotare o ci si fida del proprio peso galleggiante, mettendo in conto di poter annegare, o si annega davvero.
09_PICCOLA APOCALISSE
Innanzitutto, È (esiste, persiste, non molla) la confusione dell’insonnia: quando i pensieri si rincorrono e non c’è modo di calmare il flusso di coscienza. Tutto sembra sfuggire, per voler ritornare nel giusto cassetto della memoria, ma qualche idea si sottrae ai percorsi già percorsi e decide di inventarsi un nuovo balletto. La mente si trova bloccata in un vicolo cieco: per dormire ci vuole un cullarsi dolce, ma se al suo posto si innesca un turbinio di galassie, allora calmarsi è impossibile e non si può che soccombe a uno stato d’animo inferocito, rabbioso. Lentamente, il ticchettio del tempo funge da massaggio rilassante e i muscoli si distendono: la musica diminuisce il suo battito e gli strumenti si fanno rotondi, senza spigoli. Si ripensa alla propria vita, ringraziandola. Addormentandosi piano.
10_LE COSE
Scendere calmi verso le profondità. Ridurre i rumori, trovare un nucleo di senso. Semplificare i concetti, arrivare al punto da cui si era partiti. Il giro di se stessi, compiuto. Tornare al punto di partenza, ma diversi. La verità è che le cose rappresentano, migliorandola, la qualità imperfetta del reale. Le cose, col proprio peso, colorano, vivificano ciò che la trasfigurazione rende trasparente, cieco. Il flusso della vita che cambia. Riposa. Resta. Abbandona.
Un saluto accalorato di un’orchestra emotiva, nel barocco accomiatarsi di un concerto che ci si conquista, ascoltando(si), tutta l’attenzione e l’emozione dell’essere vivi. Ora.

IRENE GHIOTTO – BIOGRAFIA
Irene Ghiotto è una musicista, cantautrice e produttrice, nata e cresciuta nella provincia di Vicenza. Nell’adolescenza si affaccia istintivamente alla scrittura di canzoni, da chitarrista e bassista autodidatta. A diciassette anni inizia a studiare canto e pianoforte. L’attività live inizia con le prime esperienze formative in gruppi cover giovanili. Nel 2007 si instaura una proficua collaborazione con i Pensierozero, che incidono un primo demo di brani inediti al ‘Basement Studio’ di Vicenza, con l’aiuto del pianista compositore Diego Michelon (insegnante del CPM di Milano, musicista turnista). I Pensierozero vincono il Premio Lunezia Sezione band (seconda segnalazione) nel 2008 e si classificano finalisti a Sanremolab e Sanremoweb nel 2009. Nel 2010 partecipano alle finali del Premio Fabrizio de Andrè e vincono il Premio Armonie Culturali del concorso veneziano per band emergenti ‘Jesolo Music Festival’.
Nel 2010 prende vita il progetto ‘solista’, avviato grazie all’incontro e alla collaborazione con Carlo Carcano, compositore e arrangiatore (Bluvertigo, Morgan, Piccola Bottega Baltazar, Umberto Maria Giardini, The Zen Circus). Irene partecipa alle selezioni di Sanremosocial 2011 con il brano ‘Gli amanti’.
Nel dicembre 2012 è una dei due vincitori di AreaSanremo. Nel febbraio 2013 partecipa alla 63esima edizione del Festival di Sanremo, categoria ‘Nuove Proposte’. Il brano ‘Baciami?’ si posiziona al secondo posto della classifica ‘Miglior arrangiamento’. Il 14 febbraio 2013 esce il suo primo Ep omonimo.
Nell’autunno del 2013 incide un riarrangiamento del brano ‘Tensione evolutiva’ di Jovanotti. Il videocilp, che vede la partecipazione dell’illustratrice performer Francesca Dafne Vignaga, viene inserito nel contenitore web Jova.tv.
Nell’ottobre 2015 Irene vince l’undicesima edizione del Premio Bianca D’Aponte, aggiudicandosi anche la targa ‘Miglior Composizione’ e il premio ‘Musica e Dintorni’ del Blog di Antonio Salerno e Mara Maionchi.
Nel dicembre 2015 prende forma il progetto di musica electro pop, nato dall’incontro e la co-scrittura con il cantautore Fabio Cinti. Esce in digitale ‘The thin Lie’, un album interamente scritto in lingua inglese, distribuito dall’etichetta Bassa fedeltà.
Nel gennaio 2016 esce il suo primo disco ‘Pop simpatico con venature tragiche’ (pubblicato dall’etichetta discografia indipendente MarvisLabel) di cui la cantautrice cura la stesura di testi e musiche, la produzione artistica e l’intera esecuzione in studio. Il disco si aggiudica la candidatura alla Targa Tenco come Miglior Opera Prima. Il live tour, durato quasi due anni, ha toccato gran parte d’Italia e ha avuto il suo momento di massimo riconoscimento con l’opening act dell’artista statunitense Suzanne Vega.
Nel 2017 e 2018, Irene viene contattata e ingaggiata dall’agenzia pubblicitaria che cura la campagna televisiva dello spot Bauli per reinterpretare il brano ‘A Natale puoi’. Il cortometraggio esce firmato dal registra Paolo Genovese.
Accanto all’attività di cantautrice, Irene insegna canto pop, scrittura creativa, songwriting e musica d’insieme nella scuola di musica di cui è titolare, le Officine Limoni.
Il 25 ottobre 2019 esce ‘SuperFluo’, il nuovo album, scritto interamente da Irene (testi e musiche) e prodotto con la collaborazione di Carlo Carcano.
L’album è stato anticipato dall’uscita del singolo e video “Assurdità”, seguito dal secondo estratto “Preghiera per tutti”.
Link al videoclip di “Assurdità” su YouTube”: https://www.youtube.com/watch?v=KRTnFzn_rL0
Link al videoclip di “Preghiera per tutti” su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=C4x5FBO2XE4

Esce oggi 20 settembre “Assurdità” il singolo e video di Irene Ghiotto che anticipa il nuovo album di inediti

Irene Ghiotto
Irene Ghiotto

Esce oggi, venerdì 20 settembre, “ASSURDITÀ”, il video e singolo di IRENE GHIOTTO che anticipa il suo nuovo disco di inediti.

Link al videoclip di “Assurdità” su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=KRTnFzn_rL0

“Assurdità” è il primo passo di avvicinamento al nuovo album dell’artista vicentina, vincitrice di AreaSanremo nel Dicembre 2012 e in gara alla 63ª edizione del Festival di Sanremo nel 2013 nella categoria ‘Nuove proposte’ con il brano “Baciami?” e vincitrice del Premio Bianca D’Aponte nel 2015.

Il nuovo lavoro discografico, intitolato “SuperFluo” e interamente scritto da Irene (testi e musiche), è stato prodotto con la collaborazione di Carlo Carcano e uscirà il 25 ottobre per Granita Records / distr. Artist First.

GUIDA ALLA VISIONE DEL VIDEOCLIP DI “ASSURDITÀ”

‘Everything in the world is about sex, except sex. Sex is about power’. Oscar Wilde

Un montaggio ritmico, di accoppiamenti animali, viene messo in onda nel Tv Color Algol (esposto al Moma di New York). La narrazione a colori, il susseguirsi di movimenti in loop e immagini caleidoscopiche suggeriscono un andamento danzereccio: l’immagine, che trasuda vibrazioni kitsch, finisce per trasformarsi in un balletto, in una coreografia d’amore spinto, nel delirio di emoticon, comic speech e bubble cartoon, che censurano l’anatomia dell’amplesso. Una riproduzione allargata del video viene proiettata sullo sfondo, assieme a sfocature di una sagoma femminile, ritratta nell’espressione fluida di un corpo che danza. L’installazione, nella sua granitica staticità, racconta, non solo attraverso immagini e impulsi colorati ma anche utilizzando il linguaggio alfabetico del visualizzatore di canali, a servizio di un’intercettazione di senso compiuto, dentro a una schiuma di intuizioni e spunti.

CREDITI DEL VIDEOCLIP “ASSURDITÀ”
Concept: Irene Ghiotto e Riccardo Fochesato
Riprese e montaggio: Riccardo Fochesato presso Imaze Studio

assurdità
/as·sur·di·tà/
sostantivo femminile
Mancanza di qualsiasi fondamento o giustificazione sul piano logico o pratico, contraddittorietà, incomprensibilità, sconvenienza assoluta.

Irene Ghiotto in tour a Milano

Irene Ghiotto
Irene Ghiotto

A quasi due anni dall’uscita di Pop simpatico con venature tragiche, definito dalla critica «squisitamente pop nella musica, ma anche profondamente tragico nelle parole», Irene Ghiotto rivela le ultime date del suo tour.

La cantautrice tornerà a esibirsi dal vivo dopo una breve pausa, concludendo con stile il lavoro su un album che lei stessa definisce “metaletterario”, perchè tratta del ruolo della musica e di come si scrive, di quanto si può “tirare e deformare” un brano senza fargli perdere le ragioni che lo hanno reso necessario.

«Com’è giusto che sia, il disco dal titolo impossibile da ricordare e per questo indimenticabile, giunge all’ultimo strascico della sua naturale curva di vita – esordisce Irene – Lo considero l’atto finale di un percorso appassionato. Gli ultimi concerti, prima di dedicarmi anima e corpo alla costruzione del prossimo album».

Sarà domenica 8 ottobre a Milano, nella cornice del Ma’ Hidden Kitchen Supper Club, il primo concerto di questo colpo di coda. Poi proseguirà con venerdì 17 novembre a Rimini, per un solo show dentro il Circolo MilleLuci; pochi giorni dopo sarà invece in provincia di Verona, sabato 25 novembre all’Opificio dei Sensi di San Martino Buon Albergo.

«Saranno concerti sentimentali e grotteschi – incalza Irene – nei quali un romanticismo sfrenato e atroce si confonderà e mischierà con l’attitudine punk che mi contraddistingue. D’altronde, consisto in entrambe le facce della medaglia: non basta lanciare in aria una moneta e aspettare che esca testa o croce, la realtà interiore di ciascuno è più complessa e perciò degna di stupore».

Il gran finale è previsto per giovedì 14 dicembre a Breganze, proprio nelle vicinanze della sua Vicenza, dove si scatenerà per l’ultima volta davanti ai fan più affezzionati all’interno dell’OsteriaCreativa Pomopero.

«A Breganze più che un concerto sarà una festa, un regalo. Sul palco si alterneranno musicisti, amici e collaboratori che hanno lavorato con me da dietro le quinte – conclude Irene – Con questa data ritorno alla dimensione più genuina del fare musica, quella della passione; per andare avanti ho bisogno di ricordarmi quanto mi piace cantare, ed esprimermi davanti alle persone che amo ha tutto un altro sapore».

Il tour nel nord Italia, breve ma intenso, sarà l’occasione migliore per lanciare il nuovo lyric video de La sposa, che è un peso sul cuore, è «il vuoto che mi riempie e mi divora», e fa commuovere.

Musica: “Pop simpatico simpatico con venature tragiche”

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Esce a fine gennaio 2016 “Pop simpatico con venature tragiche” il primo album ufficiale di Irene  Ghiotto  cantautrice  nata e cresciuta nella provincia di Vicenza.

Dopo aver ricevuto diversi riconoscimenti e aver calcato palchi importanti come quello dell’Ariston in occasione della 63esima edizione del Festival di Sanremo (categoria ‘Nuove Proposte’), Irene Ghiotto è ora pronta per il suo primo disco ufficiale, scritto, suonato e arrangiato da lei con la collaborazione della violoncellista Valentina Cacco.

“Il primo disco non si scorda mai” racconta Irene “In particolare quando arriva a trent’anni, dopo tentennamenti, strade a senso unico, inversioni di marcia, sterrato con scarponi e pantofole su parquet. Arriva lento e compie il giro di boa con una calma irritante, una serenità incurante. Inizia il suo viaggio, fresco come una rosa, mentre io barcollo sotto l’effetto della stanchezza e si mette in marcia con un tempismo perfetto, simultaneo al mio insonne e agognato riposo. E’ frutto di un intimo rapporto dialettico, sicuramente tormentato e anche un po’ disfunzionale, con il pop.”

“Pop simpatico con venature tragiche” è stato registrato, mixato e masterizzato da Max Trisotto presso True Colours Studio e Franz.Studio e contiene dieci brani inediti.
La produzione del disco è costruita attraverso il meccanismo del loop ritmico, maggiormente composto da schiocchi di dita, mani, labbra, lingua e soffi e sbuffi d’aria.

Il fiato e il battito appoggiati uno sopra l’altro contribuiscono a tessere la trama, la geometria su cui si intrecciano i fili del canto. La voce racconta, si fa piccola, urla di rabbia e piange di dolore, attorno a mille altre voci che incollano e inchiodano la canzone alla nuda pelle e la avvolgono come una sciarpa morbida e spessa.

Pochi strumenti, usati come variazioni tonali, dentro al grande astuccio dei colori primari: forti, accesi, diretti ma anche sfumati con le dita e impiastricciati di carta pesta.
Questa la tracklist del disco: “Una Mosca”, “La strada sbagliata”, “La filastrocca della sera”, “Ciglia”, “Cinque anni” , “Canzone inutile”, “Gioco di parole”, “Lieto fine”, “La sposa”, “Il nostro orizzonte”.

Irene Ghiotto

Irene Ghiotto Foto di Michele Piazza

in gara nella sezione giovani del 63° Festival di Sanremo con

 “BACIAMI?”  Il brano col punto “interrogativo quasi imperativo”

Giovedì esce l’album di debutto

“Irene Ghiotto”

“Ti ammiro così tanto che se miro, sparo – ti perdo così piano che se ci penso, cado” sono le parole cantate da IRENE GHIOTTO nel suo brano “BACIAMI?” che presenterà in gara nella sezione giovani del 63° Festival di Sanremo. Lo sparo come il punto interrogativo nel titolo sottintende all’invito al bacio un piccolo dubbio: la paura di muovere una richiesta a un desiderio fragile, non ricambiato. “BACIAMI?” è inclusa nel suo EP di debutto “IRENE GHIOTTO” in uscita il 14 febbraio, su etichetta Capitol, che contiene 6 canzoni di cui Irene è autrice di testo e musica.

Questa la tracklist: 1. L’Ultima Volta, 2. Baciami?, 3. Gli Amanti, 4. Bio, 5. Una Distrazione, 6. Piccolo Interludio.

 

Irene salirà sul palco durante la serata di domani, mercoledì 13 febbraio, accompagnata dall’Orchestra del Festival di Sanremo diretta da CARLO CARCANO, produttore del suo EP, e sarà vestita LAZZARI: http://www.lazzarionline.com/.

Irene Ghiotto è una cantautrice di ventotto anni, nata e cresciuta nella provincia di Vicenza (Montecchio Maggiore), che comincia a suonare la chitarra da autodidatta e molto presto si cimenta anche nella scrittura, testo e musica, delle sue canzoni.

Irene frequenta per cinque anni un corso di canto jazz al quale affianca privatamente lo studio del pianoforte, studi che l’hanno portata oggi ad insegnare canto.

http://www.facebook.com/ireneghiottoofficialhttps://twitter.com/ireneghiottohttp://www.youtube.com/ireneghiotto