“I Racconti di Masha” al Teatro Il Celebrazioni

I racconti di Masha
I racconti di Masha

In scena al Teatro Il Celebrazioni, domenica 8 aprile, alle ore 16.00, I Racconti di Masha.

I racconti di Masha è il nuovo entusiasmante spettacolo che, con l’allegria delle musiche, le scenografie digitali e il dinamismo delle coreografie, porterà in scena lo spin-off della più amata serie TV per bambini proponendosi ancora una volta di eccellere con contenuti nuovi e dalla massima interattività.

Accanto alla piccola Masha non mancherà di certo Orso, prezioso supporto nel racconto delle sue storie. Dunque tanta attesa per questo nuovo spettacolo che, in anteprima europea, porterà in scena le storie e le fiabe popolari, rielaborate e mescolate dalla piccola Masha con tanta fantasia e tutta l’ingenuità tipica di un bambino. Il divertimento è assicurato!

PREZZI (comprensivi di prevendita): I platea under 12 anni 28,00 € – I platea adulti 23 € – II platea under 12 anni 23,00 € – II platea adulti 18,00 € – balconata under 12 anni 19,00 € – balconata adulti 16,00 €

PREVENDITE acquistabili presso la biglietteria del TEATRO IL CELEBRAZIONI (Via Saragozza, 234, Bologna), aperta dal lunedì al sabato (ore 15.00 – 19.00), presso la biglietteria del TEATRO EUROPAUDITORIUM (Piazza Costituzione, 4, Bologna) aperta dal lunedì al sabato (ore 15.00 – 19.00), attraverso il circuito TICKETONE, il circuito VIVATICKET, i punti d’ascolto delle Ipercoop, oltre alle prevendite abituali di Bologna e provincia e attraverso il sito www.teatrocelebrazioni.it.

PER INFORMAZIONI: www.teatrocelebrazioni.it | info@teatrocelebrazioni.it | 051.4399123

Teatro Il Celebrazioni: “Bukurosh, mio nipote”

Sito_home_Bukurosh, mio nipote
Sito_home_Bukurosh, mio nipote

Dopo lo straordinario successo de I Suoceri Albanesi con una tournèe di 200 repliche in tutta Italia, Francesco Pannofino ed Emanuela Rossi, tornano a raccontarsi in Bukurosh, mio nipote, in scena al Teatro Il Celebrazioni dal 16 al 18 febbraio.

Lucio, consigliere comunale progressista, Ginevra, chef in carriera di cucina molecolare, e la loro figlia 17enne Camilla. E poi ancora Corrado, colonnello gay in pensione, Benedetta, titolare dell’erboristeria sotto casa, Igli, albanese, titolare di una piccola ditta edile e Lushan, il suo giovane fratello, ritornano ad essere nuovamente gli “eroi” della nuova commedia di Gianni Clementi, autonoma, ma anche sequel ideale del precedente lavoro.

Lucio e Ginevra sono appena tornati dall’Albania, reduci insieme a Corrado e Benedetta dal matrimonio riparatore di Camilla con Lushan, di cui è rimasta incinta durante i lavori di ristrutturazione del bagno di casa.

Ai dubbi per la scelta tanto azzardata della figlia si sommano le preoccupazioni per il suo futuro, l’annuncio delle imminenti elezioni comunali per Lucio, la notizia che il ristorante molecolare di Ginevra comincia ad accusare un notevole calo di clienti e il problema dell’imminente convivenza in casa con i novelli sposi.

L’impegno di acquistare e ristrutturare, tramite la ditta di Igli, l’appartamento sullo stesso pianerottolo, anche se economicamente impegnativa, si prospetta come un’occasione unica per preservare la vicinanza con la figlia ma anche l’intimità familiare.

Ma l’arrivo improvviso e anticipato dal viaggio di nozze di una Camilla, disperata e sola, non fa che rafforzare i loro dubbi sulla fragilità della loro figliola e soprattutto su quell’unione.

Anche per gli amici di famiglia Corrado e Benedetta le novità non mancano. Tutto sembra precipitare ulteriormente: purtroppo Lucio non viene eletto e da ex onorevole, per la prima volta in vita sua, scopre di non saper fare niente.

Non ha un mestiere, lui che ha dedicato tutta la sua vita sempre e solo alla politica. Lucio e Ginevra cadono in una profonda depressione, ma paradossalmente le difficoltà del momento riavvicinano molto la coppia e, come recita il famoso detto spagnolo: “un bambino arriva sempre con il pane sotto il braccio”, la nascita di Bukurosh sembra sgombrare il cielo dalle nubi.

Un interno medio borghese, una famiglia che vede messa in pericolo la propria presunta stabilità ed è costretta a mettersi in gioco. Bukurosh, mio nipote vuole essere una divertita riflessione sulla nostra società, sui nostri pregiudizi, i nostri timori, le nostre contraddizioni, debolezze e piccolezze.

PREZZI (comprensivi di prevendita): intero 29,00 € – ridotto 26,00 € – abbonato 24,00 € – smart 22,00 €

PREVENDITE acquistabili presso la biglietteria del TEATRO IL CELEBRAZIONI (Via Saragozza, 234, Bologna), aperta dal lunedì al sabato (ore 15.00 – 19.00), presso la biglietteria del TEATRO EUROPAUDITORIUM (Piazza Costituzione, 4, Bologna) aperta dal lunedì al sabato (ore 15.00 – 19.00), attraverso il circuito TICKETONE, il circuito VIVATICKET, i punti d’ascolto delle Ipercoop, oltre alle prevendite abituali di Bologna e provincia e attraverso il sito www.teatrocelebrazioni.it.

Teatro Il Celebrazioni: “Horny” – Antonio Ornano

Foto Antonio Ornano © Francesco Margutti_Photomovie_preview
Foto Antonio Ornano © Francesco Margutti_Photomovie_preview

Horny, ideale prosecuzione di Crostatina Stand Up, è un monologo da stand up comedian dal ritmo incalzante e senza orpelli scenografici o travestimenti, che vedrà come protagonista assoluto del Teatro Il Celebrazioni, il 15 febbraio, Antonio Ornano.

Chi è Horny? Horny è il soprannome di Antonio Ornano, un uomo adulto che ancora deve capire cosa si aspetta dalla vita. Horny è la cronaca spietata delle sue fragilità come marito e come padre. Un inno all’incompiutezza emotiva e sentimentale del maschio “adulto”, un’ode all’imperfezione che in chiave comica si propone di squarciare l’ipocrisia di una società che ci vorrebbe sempre infallibili e di successo.

Ed è così che prenderanno voce molti pensieri intimi e alle volte inconfessabili. L’importanza del rock e di Bruce Springsteen nel complesso processo di crescita e di formazione del protagonista, le sue prime pulsioni sessuali, il ruolo salvifico delle piccole menzogne intuitive e riflessive nel rapporto con la moglie Crostatina, il sesso matrimoniale dopo l’avvento dei figli, i viaggi in traghetto con tutta la famiglia, le proiezioni erotiche sulle mamme dell’asilo e molte altre .

Ma si proverà anche a riflettere su come ci vediamo proiettati nella terza età e su come un immaginario collettivo inzuppato di luoghi comuni spesso condizioni il nostro approccio all’omosessualità, e in generale a tutto quello che erroneamente reputiamo diverso ma che semplicemente abbiamo paura di conoscere.

Teatro Il Celebrazioni : “Sento la terra girare”

teresa mannino
teresa mannino

Dopo 154 date nei teatri italiani con Sono nata il ventitré, con cui ha raccontato la sua infanzia, la sua vita e come è cambiato il mondo attorno a lei, Teresa Mannino torna in teatro, alSento la terra girare”dal 9 all’11 febbraio, con il suo nuovo spettacolo, Sento la terra girare.

Vivo chiusa in un armadio, per mesi, anni. Un giorno decido di uscire, apro le ante e un piccolo raggio di luce artificiale mi acceca, esco e provo ad aprire gli occhi, li apro e leggo che il principe Harry si sta sposando e che l’asse della terra si sta spostando. Mi butto stranamente sulla notizia meno glamour. Com’è possibile che l’asse terrestre stia variando? Finché sparisce la primavera, cambiano le stagioni, ma l’asse della Terra… Pare che, a causa dello scioglimento dei ghiacci, i Poli diventino più leggeri e l’asse si sposti. Come quando, al parco, il compagno strafottente che hai di fronte scende all’improvviso dal dondolo e ti fa cadere giù. Bastardo! Leggo che le cose stanno cambiando in modo radicale e velocissimo, gli animali si estinguono a un ritmo allarmante, come quando sono spariti i dinosauri 66 milioni di anni fa. Nel mare ci sono più bottiglie di plastica che pesci, sulle spiagge più tamarri che paguri. Leggo che non c’è più acqua da bere e aria da respirare. Cose di pazzi! Ma la prova che qualcosa di epocale sta accadendo arriva quando vedo la pubblicità del filo interdentale per cani. Segno certo che stiamo per estinguerci al ritmo di zumba! Ma si parla sempre d’altro, di posteggi per mamme etero, di tablet a scuola, di ascolti televisivi, di fake news, di bonus bebè. Fuori dall’armadio scopro che il mondo va a rotoli, rotoli di carta igienica. Allora, cerco delle strategie: non uso più rotoli, di nessun tipo, chiudo l’acqua mentre mi insapono, tengo spente le luci dell’albero di Natale, vendo la macchina e faccio l’orto sul balcone. Ma ciò non migliora la situazione del pianeta e in più mi sono complicata la vita. La strategia deve essere un’altra. Decido di richiudermi nell’armadio, ma l’armadio non è più lo stesso, dentro quell’armadio sento la Terra girare.
Teresa Mannino

PREVENDITE acquistabili presso la biglietteria del TEATRO IL CELEBRAZIONI (Via Saragozza, 234, Bologna), aperta dal lunedì al sabato (ore 15.00 – 19.00), presso la biglietteria del TEATRO EUROPAUDITORIUM (Piazza Costituzione, 4, Bologna) aperta dal lunedì al sabato (ore 15.00 – 19.00), attraverso il circuito TICKETONE, il circuito VIVATICKET, i punti d’ascolto delle Ipercoop, oltre alle prevendite abituali di Bologna e provincia e attraverso il sito www.teatrocelebrazioni.it.

PER INFORMAZIONI: www.teatrocelebrazioni.it | info@teatrocelebrazioni.it | 051.439912

Teatro Il Celebrazioni: Ambra Angiolini e Matteo Cremon in “La guerra dei Roses”

GuerraDeiRoses
GuerraDeiRoses

Il 14, il 16 e il 17 dicembre Ambra Angiolini e Matteo Cremon saranno in scena al Teatro Il Celebrazioni con La guerra dei Roses.

È una commedia “nera” dalla cattiveria e dal ritmo unici, una spietata critica nei confronti dell’istituzione familiare, delle sue ipocrisie, dei suoi scheletri nell’armadio e, soprattutto, del perbenismo della filosofia borghese americana.

La vicenda degli sventurati amanti è narrata con la forza e le invenzioni nere e deformanti di uno Shakespeare pulp (alla “Tito Andronico”, vedi la sorte degli animali domestici). L’autore del romanzo mostra al tornasole le rabbie represse dei sentimenti sopiti dietro le foto di famiglia sorridenti e prodotte in serie, e si diverte non poco a dare loro libero sfogo, in un susseguirsi di cattiverie, di vendette, di violenze psicologiche ma non solo, condito da un macabro sense of humor.