Scuola: “Leggere, scrivere e far di conto”

Cariplo Factory_Marco Noseda_foto
Cariplo Factory_Marco Noseda_foto

Scuola: e se “leggere, scrivere e far di conto” non bastasse più?

Ai tre “storici pilastri” di una buona scuola bisogna aggiungere altri linguaggi indispensabili, e, tra questi, la padronanza basilare delle tecnologie.

Ma ancora di più bisogna investire oggi sulla cultura dell’innovazione per dare domani risposte che siano inclusive, non solo affinché l’istruzione sia per tutti ma anche per crescere ragazzi in grado di competere nel mondo del lavoro

A cura di Marco Noseda, Chief Strategy Officer di Cariplo Factory

La scuola digitale è una grande occasione da cogliere, ma così come la stiamo vivendo dall’inizio dell’emergenza sanitaria non funziona. Se è vero che le potenzialità sono enormi, è altrettanto vero che la risposta non può essere quella a cui abbiamo assistito in questi mesi. La scuola italiana ha bisogno di investire con coraggio sull’innovazione per dare risposte che siano inclusive e non divisive. Perché l’accesso all’istruzione sia garantito a tutti, in qualunque situazione.

Ancora oggi, purtroppo, non sappiamo se e quando bambini e ragazzi potranno tornare sui banchi di scuola e, peggio, non possiamo avere la certezza che una nuova emergenza sanitaria, presto o tardi, ci obblighi a chiudere di nuovo tutto: per questo dobbiamo progettare una scuola moderna, capace di essere innovativa e inclusiva anche a distanza. Paradossalmente, la crisi può essere l’occasione perché un momento drammatico diventi un volano per la trasformazione.

Una mancanza di strumenti che è pesata come un macigno

Per ridurre il digital divide è innanzitutto fondamentale attuare azioni volte a garantire a tutti la possibilità di accedere alla scuola. Da una prima stima, solo nella città di Milano, Fondazione Cariplo ha indentificato 14mila studenti (9mila alla scuola primaria e 5mila alla secondaria di primo grado) che non hanno accesso a device e connettività nella vita di tutti i giorni. Per loro, la scuola a distanza semplicemente non esiste. Dati che non sono migliori a livello nazionale. Secondo una rilevazione ISTAT nel periodo 2018-2019, il 33,8% delle famiglie non ha computer o tablet in casa e solo nel 22,2% delle famiglie ogni componente ha a disposizione un pc o tablet. Proprio per questo nel d.l. Cura Italia, sono stati previsti 85 milioni di euro per le piattaforme per la didattica a distanza che hanno permesso alle istituzioni scolastiche statali di dotarsi di piattaforme e di strumenti digitali utili per l’apprendimento a distanza o di potenziare quelli già in dotazione; di fornire dispositivi in comodato d’uso e la necessaria connettività di rete agli studenti meno abbienti, con particolare attenzione all’accessibilità degli studenti con disabilità. Investimenti che hanno risposto ad una emergenza, ma, al contempo hanno contribuito a costruire un patrimonio per il futuro, gettando le basi affinché la scuola possa crescere e migliorarsi, utilizzando queste tecnologie anche quando saremo tornati alla normalità. Ma non possiamo fermarci qui, il tema va molto oltre la semplice discussione sulle dotazioni a disposizione. Gli strumenti servono, è indubbio, ma per immaginare una scuola a distanza davvero efficace non bastano: per ridurre il digital divide dobbiamo promuovere una cultura che porti al loro corretto utilizzo.

Il falso mito dei “nativi digitali”: usano la tecnologia ma non ne conoscono il potenziale

A essere esclusi dalla didattica, spesso, sono proprio quei giovanissimi che chiamiamo nativi digitali: navigano su internet, giocano per ore a Fortnite, ma solo uno su tre è davvero in grado di utilizzare gli strumenti tecnologici che ha a disposizione. Per la maggioranza si tratta di oggetti di uso quotidiano da esibire o tenere in tasca senza preoccuparsi davvero di capire quali potenzialità abbiano. Secondo i dati ISTAT, nel 2019, tra gli adolescenti di 14-17 anni che hanno usato internet negli ultimi 3 mesi, due su tre hanno competenze digitali basse o di base mentre meno di tre su 10 (pari a circa 700mila ragazzi) si attestano su livelli alti. Con una premessa del genere era semplicemente impossibile che la scuola online fosse un successo d’inclusione.

Il problema riguarda anche gli insegnanti. Anche loro devono essere messi nelle condizioni di avere gli strumenti giusti per lavorare nella scuola digitale, dalla connessione internet al pc stesso. E non solo. Gestire una classe in presenza è tutt’altra cosa che ritrovarsi davanti a 20 bambini, ragazzini, adolescenti o quasi maggiorenni collegati da casa. Dare per scontato che un insegnante sappia gestire questa differenza è un errore. Deve essere accompagnato in questo percorso e soprattutto deve vederne le opportunità. Il mezzo condiziona anche il linguaggio, non tenerne conto significa ridurre l’efficacia della lezione online.

Lezione frontale o lezione digitale? Non è questo il problema

Abbiamo dibattuto per anni sul tema tecnologia sì o tecnologia no. E poi, sdoganata la tecnologia nelle scuole, la discussione si è spostata su quale fosse il tempo “giusto” da trascorrere davanti al pc. Adesso la scuola a distanza ha fatto crollare le nostre poche certezze alimentando i dubbi: è giusto trascorrere 6 ore in una classe virtuale? Manca, soprattutto con i più giovani, l’elemento fondamentale del contatto e l’interazione – in generale – è molto bassa. E poi non ci si deve dimenticare dei bambini con disabilità: possono seguire lezioni a distanza o hanno bisogno di incontri individuali? In questo modo, però, perderebbero quella socialità fondamentale nel loro percorso di crescita.

Il dibattito si è poi spostato sul metodo. In attesa che il ministero si pronunci sull’apertura o chiusura delle scuole, ecco che in questi giorni molti esperti stanno facendo proposte su come gestire la ripartenza. Si parla di “scuola nel bosco”, un metodo di istruzione che pone al centro la natura e propone esperienze all’aperto che stimolano l’utilizzo dei sensi a diretto contatto con l’ambiente naturale. Di “gamification” ovvero rendere un “gioco” le materie di studio per ingaggiare l’attenzione degli studenti e farli “giocare” utilizzando il loro smartphone. Si parla di “didattica capovolta” o più conosciuta come “flipped classroom” dove si cerca di fornire, prima dell’incontro in presenza, materiali di lavoro, lezioni registrate, testi e materiali disponibili on-line, per preparare l’argomento in anticipo, e sfruttare poi le ore di presenza soprattutto per una discussione collaborativa dei materiali che si sono già studiati.

Una nuova didattica e la cultura all’innovazione: ecco cosa ci salverà

Cosa scegliere? Sono tutti metodi validi, uno non esclude l’altro. Per quanto riguarda la tecnologia, la si può comprare, fornire, distribuire ma poi dobbiamo saperla usare. Non può esserci una scuola digitale se gli insegnanti e gli studenti non sono in grado di sfruttarne le potenzialità. La scuola digitale non è una semplice combinazione di hardware e software, ma ha un perimetro più ampio che include cultura, conoscenze ed esperienze: elementi indispensabili per capire come lasciare gli studenti per ore davanti a un pc.

Quello che allora va riconsiderato in primis è la didattica, ovvero l’organizzazione razionale dei metodi e delle azioni tese all’ottenimento di un efficace progetto educativo. Bisogna rivedere gli obiettivi della scuola, la valutazione, il metodo di apprendimento, il feedback e la restituzione agli studenti. Vanno ripensati anche i compiti e le esercitazioni. E questo a prescindere dal fatto che a settembre i ragazzi saranno seduti in aula oppure nella loro stanza. Oggi, grazie al Coronavirus, abbiamo scoperto di avere degli strumenti eccezionali per far fronte ad ogni emergenza. Ma sono strumenti che vanno affinati perché ancora non funzionano come dovrebbero. Quindi ecco che l’occasione di fronte a noi è grande: possiamo e dobbiamo riflettere sull’importanza della scuola e sul ruolo dell’innovazione in essa, e dotarci delle giuste riposte per creare un luogo veramente inclusivo, anche a distanza se necessario. Ma dobbiamo farlo subito, prima che sia troppo tardi.

In quanto operatori del mondo dell’innovazione, suggeriamo di non aver paura di sviluppare una vera e propria cultura in questo senso anche all’interno della scuola. Però attenzione che non dobbiamo confondere l’innovazione con la tecnologia: la prima è un modo di pensare e di agire, il secondo è uno strumento. La scuola deve essere per prima capace di innovare, dare lei stessa una spinta al cambiamento e utilizzare una didattica che intercetta i bisogni delle giovani leve in modo tale da formare degli adulti capaci di muoversi nel mondo di oggi e di domani con consapevolezza. Se la scuola si trasforma essa stessa in una vera e propria fucina di innovazione diventerà una porta verso il futuro.

Cariplo Factory è un hub di innovazione che attiva una filiera del talento in grado di includere percorsi di formazione esperienziale, programmi di accompagnamento imprenditoriale, progetti di open innovation, investimenti di Venture Capital e attività di supporto all’internazionalizzazione.

Cariplo Factory nasce nel 2016 per volontà di Fondazione Cariplo e agisce attraverso un modello inclusivo che coinvolge un network nazionale di università, centri di trasferimento tecnologico, incubatori, acceleratori, fablab, parchi scientifici tecnologici, start-up, business angel, fondi di venture capital, PMI e corporate.

Made in Corvetto: primo centro aggregazione “Lacittàintorno”

Centro aggregazione La cittàintorno
Centro aggregazione La cittàintorno

Made in Corvetto,
il primo centro di aggregazione di Lacittàintorno

14 febbraio 2020, Made in Corvetto, Piazzale Ferrara 2, Milano

Il 14 febbraio – all’interno del mercato comunale coperto di Piazzale Ferrara – ha inaugurato Made in Corvetto, il primo dei Punti di comunità di Lacittàintorno, programma ideato da Fondazione Cariplo per trasformare aree urbane fragili in nuovi luoghi di incontro e sviluppo culturale e sociale favorendo nel contempo la genesi di nuove attività economiche. In questa occasione l’antropologo Franco La Cecla ha affrontato il tema della rigenerazione del quartiere come sfida, con la partecipazione di Giuseppe Sala (Sindaco di Milano), Giovanni Fosti (Presidente di Fondazione Cariplo), Cristina Tajani (Assessore alle Politiche del Lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse Umane), Lorenzo Lipparini (Assessore a Partecipazione, Cittadinanza attiva e Open data), Paolo Guido Bassi (Presidente del Municipio 4), Marco Alverà (Amministratore Delegato di Snam e Vice Presidente di Fondazione Snam), Francesca Cognetti (Docente del Politecnico di Milano), Claudio Salluzzo (Coordinatore Filiera Agroalimentare Unione Confcommercio Milano Lodi Monza e Brianza), Gilberto Sbaraini (Presidente della Cooperativa Sociale La Strada) e Gregorio Arena (Presidente dell’Associazione Labsus).

“Con il programma Lacittàintorno, Fondazione Cariplo ha investito 10 milioni di euro per migliorare la qualità della vita e dell’integrazione nei quartieri periferici di Milano. Il Punto di comunità Made in Corvetto, realizzato in collaborazione con Comune di Milano e Fondazione Snam, è parte di questo investimento, che vuole dare valore a luoghi che permettono di vivere un’esperienza di comunità più coesa e più vitale. La progettazione di questi spazi è frutto dell’ascolto delle persone e delle associazioni che vivono al Corvetto: il mercato, la cucina di quartiere, la ciclofficina, i laboratori, sono tutte declinazioni di un luogo pensato e costruito per offrire l’opportunità di stare insieme come comunità e diventare un punto attrattivo per il quartiere e per la città” dichiara Giovanni Fosti, Presidente di Fondazione Cariplo.

“Le comunità hanno bisogno di luoghi in cui poter raccontare la propria storia, esprimere la propria identità, costruire il proprio futuro. L’apertura di Made in Corvetto risponde con concretezza all’esigenza di socialità, condivisione e crescita, molto sentita nel quartiere. Grazie al programma Lacittàintorno di Fondazione Cariplo e alla collaborazione con Snam, al Corvetto apre un centro di aggregazione che sarà punto di riferimento culturale, sociale e produttivo per i milanesi e le associazioni della zona e di tutta la città. La partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini, infatti, saranno fondamentali per stimolare occasioni di incontro e rendere realmente efficace e duratura la rigenerazione degli spazi del mercato di piazzale Ferrara che accoglieranno le attività di Made in Corvetto”, spiega Giuseppe Sala, Sindaco di Milano.

“Siamo felici di aver contribuito alla nascita del Punto di comunità, che donerà una nuova anima al quartiere di Corvetto e moltiplicherà le occasioni di aggregazione e impegno per la comunità, ponendo anche le basi per nuove iniziative di rigenerazione urbana. Questo progetto è frutto di una bella sinergia con il Comune di Milano, Fondazione Cariplo, gli enti del terzo settore e i cittadini, a testimonianza del valore delle reti e delle relazioni virtuose per il rilancio dei territori. Il senso della nostra partnership con Fondazione Cariplo, nata proprio su questa iniziativa, è mettere a fattor comune le rispettive competenze per creare occasioni di sviluppo sociale, rafforzando il legame tra impresa e territorio” afferma Marco Alverà, Amministratore Delegato di Snam e Vice Presidente di Fondazione Snam.

Lacittàintorno è un programma di rigenerazione urbana a base culturale, avviato nell’ottobre 2017 in collaborazione anche con il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano. L’intervento nasce con l’obiettivo di “accorciare le distanze” tra abitanti del medesimo quartiere, tra le aree centrali e quelle periferiche, coinvolgendo il vivace tessuto sociale presente – fatto di associazioni, cooperative, scuole, gruppi informali e cittadini attivi – nella progettazione e realizzazione di interventi di natura culturale, aggregativa e di cittadinanza attiva.
I Punti di comunità che si svilupperanno nelle aree pilota di via Padova-Adriano e Corvetto-Chiaravalle, sono centri di aggregazione volti ad arricchire l’offerta di opportunità socio-culturali per gli abitanti del quartiere, ma anche a riannodare i fili con l’intera città riqualificando così gli spazi e le geografie urbane.

Negli spazi del Mercato comunale coperto di Piazzale Ferrara nasce così Made in Corvetto, che sarà gestito dalla Cooperativa Sociale La Strada, già attiva nel quartiere, in collaborazione con altre realtà, a partire dalle associazioni Milano Bicycle Coalition e Terzo Paesaggio. Il progetto attua il modello del “mercato ibrido” che vede le funzioni commerciali legate all’alimentazione (produzione o trasformazione, vendita, somministrazione) coesistere con attività di natura culturale e aggregativa e con altri servizi contribuendo a migliorare le performance del quartiere sia dal punto di vista della sua attrattività commerciale, sia della sua coesione sociale. Questo progetto di trasformazione si inserisce in un percorso intrapreso dal Comune di Milano che sta coinvolgendo tutti i mercati coperti milanesi e che prevede di affidare lo spazio a un soggetto unico dedicando alcuni stalli ad attività socio-culturali. Il mercato comunale coperto di Piazzale Ferrara è stato oggetto di una riflessione architettonica complessiva volta a potenziare la fruibilità degli spazi rafforzando la permeabilità tra interno ed esterno quasi a ridisegnare i segni urbani di una rinnovata sostenibilità. Nella progettazione sono stati coinvolti studenti di architettura e design che hanno ideato nuove modalità di intervento e gli stessi residenti sul territorio che hanno portato il proprio contributo immaginativo, di memoria, di patrimonio comune collaborando all’autocostruzione di alcuni arredi. Nel corso di alcuni laboratori aperti ai bambini della scuola primaria o agli adulti della scuola di italiano per stranieri, sono emersi motivi grafici che, una volta ri-elaborati, sono stati introdotti nelle geometrie iconiche di alcuni pannelli interni alla struttura.

Gli stalli disponibili sono stati destinati a una cucina di quartiere e a un luogo dedicato alla socialità. Lo Spazio Cucina – che è stato attrezzato con le apparecchiature Zanussi Professional – è gestito da due giovani chef nati e cresciuti proprio nel quartiere Corvetto. La progettazione di questo ambiente è stata concepita per favorire il coinvolgimento e la partecipazione attiva dei cittadini. Le prime attività riguarderanno la consegna di pasti a domicilio al personale delle aziende presenti nel territorio; nel frattempo sono allo studio altre iniziative, come la vendita da asporto, i laboratori di cucina, il catering e altre attività connesse all’ambito gastronomico. Seguendo le linee guida della Food Policy di Milano, particolare attenzione viene data al tema dell’alimentazione sana e sostenibile che sarà oggetto di riflessione in corsi e momenti ricreativi, volti tanto a promuovere l’incontro tra culture diverse quanto a supportare la sostenibilità economica del PuntoCom.

Gli spazi di Made in Corvetto ospiteranno anche una Ciclofficina di Quartiere a sostegno di un’idea di mobilità sostenibile attiva e futuro polo di riferimento per il cicloturismo urbano. Oltre a svolgere il normale lavoro d’officina per la comunità locale (riparazioni e manutenzione di biciclette, corsi di biciclette per adulti, eccetera), lo spazio vuole essere un centro di formazione professionale ciclistica di alto livello e diverrà parte di un progetto più ampio destinato a fare del Corvetto un punto di riferimento per la preparazione tecnica di meccanici e per la manutenzione, il recupero e il ricondizionamento meccanico funzionale di biciclette abbandonate, servizi di noleggio e simili. La Ciclofficina di Quartiere sarà inoltre una tappa fondamentale di Abbracciami, la circle line ciclistica che permette di percorrere l’intero perimetro di Milano connettendo 19 quartieri e 20 parchi, per un totale di 70 chilometri.

Il disegno dei servizi e delle funzioni che verranno attivati all’interno del PuntoCom è strettamente connesso con l’idea di sviluppare forme di coordinamento tra la città consolidata e i nuclei storici esterni. È il caso del borgo di Chiaravalle, avamposto del vivere urbano all’interno di un contesto rurale, separato dal quartiere Corvetto da una grande area verde, il Parco della Vettabbia, destinato in parte ad attività agricole e in parte a parco, ma ancora poco attrezzato per consentirne una completa fruizione sociale. La cura di questo grande bene comune è uno degli obiettivi qualificanti di alcune azioni di Lacittàintorno, volte a valorizzare le energie del tessuto sociale, oggi stimolate dalla presenza di Made in Corvetto.

Diversi attori sociali si sono uniti intorno a questo progetto di rinascita, costruendo un percorso inclusivo che porterà alla realizzazione di un’opera d’arte partecipativa in Piazzale Ferrara. Sempre il 14 febbraio viene firmato un Patto di collaborazione – strumento con cui l’Amministrazione e i cittadini attivi si impegnano a collaborare nella realizzazione di interventi di cura, rigenerazione e gestione di uno spazio in forma condivisa – che riconoscerà Piazzale Ferrara come bene comune. Made in Corvetto intende anche valorizzare le competenze degli abitanti del quartiere attraverso il Portale dei Saperi, che sarà presentato il 4 marzo 2020. Questa piattaforma, ideata dalla Rete Italiana di Cultura Popolare, è uno strumento innovativo in grado di far emergere il capitale esperienziale e conoscitivo della comunità e di metterne in relazione le risorse – enti, associazioni, tessuto produttivo e cittadini – creando occasioni non soltanto di incontro, ma anche di lavoro.

La giornata del 14 febbraio si concluderà con il concerto SONG per Made in Corvetto, evento musicale promosso da SONG – Sistema in Lombardia in collaborazione con ImmaginArte, diretto da Pietro Mianiti con il Coro SONG e i Piccoli Musici Estensi con PYO-Pasquinelli Young Orchestra. SONG – Associazione Sistema delle Orchestre e dei cori, Nuclei Giovanili e infantili – è impegnata a portare la musica dove non c’è, in modo inclusivo e accessibile, offrendo ai giovani l’opportunità di suonare e cantare insieme. Il “Sistema Orchestre e Cori giovanili e infantili in Lombardia” nasce sul modello di “El Sistema”, progetto didattico musicale fondato in Venezuela da José Antonio Abreu e avviato in Italia dal 2011 per impulso di Claudio Abbado. In particolare, nel Municipio 4 di Milano SONG promuove dal 2013 il Nucleo orchestrale “Orfeo suoniamo insieme!” presso l’Istituto Comprensivo Tommaso Grossi e partecipa alla Rete QuBì Lodi-Corvetto. Il concerto si terrà alle ore 18.00 presso l’Auditorium dell’ITSOS Steiner (Via San Dionigi 36) di Milano. Per maggiori informazioni sugli eventi visitare il sito www.madeincorvetto.it.

Made in Corvetto è promosso da Fondazione Cariplo, con il supporto del Comune di Milano e il contributo di BikeMi, Bosch, Fondazione AEM, Fondazione Snam, Metro, Pentole Agnelli, Panificio Davide Longoni, Poliedra-Politecnico di Milano, Sebach, Vaillant, Zanussi Professional.

Università. Al via l’ottava edizione di “Meetmetonight – faccia a faccia con la ricerca”

Meetmetonight – faccia a faccia con la ricerca
Meetmetonight – faccia a faccia con la ricerca

I due giorni di divulgazione scientifica “MEETmeTONIGHT – Faccia a faccia con la ricerca”, evento ufficiale della Notte Europea dei Ricercatori, torna il 27 e 28 settembre ai Giardini Montanelli di Milano. Centinaia le iniziative completamente gratuite, divertenti e accessibili a spettatori di ogni età: incontri con i ricercatori, talk, proiezioni di film, concerti, spettacoli teatrali, stand di divulgazione per grandi e piccini che alzeranno il sipario sul mondo della ricerca scientifica a 360°.
Promotori dell’iniziativa sono le Università di Milano-Bicocca, Politecnico di Milano, Statale di Milano, Federico II di Napoli e il Comune di Milano e, oltre a Milano e Napoli, saranno coinvolte diverse città della Lombardia (Brescia, Castellanza, Cremona, Edolo, Lecco, Lodi, Mantova, Monza, Sondrio) e della Campania (Portici e Procida).
Cinque le aree tematiche – Scienza e Tecnologia, Cultura e Società, Ambiente, Salute, Patrimonio Culturale – che saranno trattate attraverso 12 eventi di avvicinamento, 45 stand, 15 talk, 2 film, 3 spettacoli, 1 EU Corner, 1 Play Decide (evento-dibattito certificato dalla Commissione Europea) e 1000 ricercatori coinvolti. Tre, inoltre, i Civici del Comune di Milano aperti a ingresso gratuito: Acquario Civico, Planetario “Ulrico Hoepli”, Museo di Storia Naturale
MEETmeTONIGHT è realizzata con il contributo di Fondazione Cariplo e Fondazione Invernizzi, in collaborazione con Regione Lombardia e con Main Partner per Milano l’Università Bocconi.

Case popolari, un’opera da cortile che coinvolge gli inquilini: ‘I due timidi’ di Nino Rota in scena in via Cesana

I due timidi_teatro popolare nel cortile
I due timidi_teatro popolare nel cortile

Rabaiotti e Del Corno: “Il set perfetto per un itinerario di ‘teatro popolare’ che intende fare delle nostre case la sua scenografia e degli abitanti i suoi protagonisti”.
La trovata teatrale è suggestiva: il comprensorio di case popolari fungerà da scenografia, i ballatoi dei primi tre piani da palcoscenico, l’ampio cortile interno da platea per il pubblico. L’idea sottostante è quella di alimentare e ramificare le opportunità di conoscenza e di aggregazione sociale nei quartieri popolari, spesso lontani dall’intreccio delle vivaci offerte milanesi, e di farlo con il coinvolgimento diretto delle persone che li abitano.
Con un allestimento ideato dall’Associazione per MITO Onlus nell’ambito della rassegna ClassicAperta, nel cortile del caseggiato di via Cesana/Palmanova/Tarabella la sera di sabato prossimo, 21 settembre, andrà in scena la commedia lirica I due timidi, composta da Nino Rota nel 1950, originariamente concepita per il passaggio radiofonico e due anni più tardi riadattata per il teatro. A renderne possibile la realizzazione, nell’ambito di LaCittàIntorno, programma di rigenerazione urbana di Fondazione Cariplo, sono stati anche la collaborazione di MM, che gestisce le case popolari di proprietà comunale, e il contributo di Zampa Foundation, oltre a quello di Esselunga.
La parte musicale è affidata all’Orchestra sinfonica del Conservatorio Vivaldi, diretta da Marcello Rota. Gli orchestrali, così come i solisti e i cantanti, sono allievi e docenti del Vivaldi mentre la regia è di Luca Valentino, ideatore e direttore artistico del Festival internazionale di opera e teatro musicale Scatola sonora.
“Via Cesana, a due passi dal Parco Lambro e da via Palmanova, diventa il set perfetto di una macchina scenica che porta un’opera del grande compositore Nino Rota e un’orchestra di qualità lontano dai luoghi tradizionali dedicati all’esecuzione di spettacoli di questo genere, ma molto vicino ai cittadini – dichiarano gli assessori Gabriele Rabaiotti (Politiche sociali e abitative) e Filippo Del Corno (Cultura) –. Questa condivisione di musica e parole, gesti e significati è proprio il senso ultimo di qualunque spettacolo musicale e teatrale: uno strumento per intessere legami di comunità. Il contesto delle case di Palmanova/Cesana/Tarabella dà senza dubbio ulteriore valore allo spettacolo e speriamo che tutti gli inquilini possano apprezzarlo e si lascino coinvolgere. Ci auguriamo che l’Associazione per MITO Onlus sia disponibile a esplorare con noi anche altri cortili e a costruire un itinerario di ‘teatro popolare’ che faccia delle nostre case la sua scenografia e degli abitanti i suoi protagonisti”.
“ClassicAperta – interviene Margherita del Favero, presidente dell’Associazione per MITO Onlus – è il progetto che maggiormente sintetizza lo spirito dell’Associazione per MITO Onlus e ha lo scopo di rendere accessibile la musica classica a tutti. La valorizzazione delle zone decentrate attraverso la musica classica, la cultura, la bellezza: il linguaggio universale della musica per armonizzare le diversità culturali e oltrepassare le barriere sociali, con il coinvolgimento degli abitanti del quartiere”.
L’azione si svolge in un caseggiato di periferia, dove tra botteghe, inquilini e custode viene raccontata la storia di due giovani innamorati. Intorno a loro, si muove tutto il mondo di chi quelle case le abita e le vive giorno dopo giorno, crocevia di storie che il regista ha voluto fosse restituito al pubblico nel modo più realistico possibile, coinvolgendo nella resa teatrale anche una ventina di attuali inquilini di tutte le età, reclutati qualche giorno fa come comparse nel corso di un casting.
Insieme a loro, andranno in scena un attore e dieci cantanti, accompagnati dalle musiche di circa cinquanta elementi d’orchestra che troveranno spazio ai piedi del caseggiato. Dodici appartamenti, tra il piano terra e il secondo, saranno messi a disposizione dello spettacolo, diventando parte integrante della scenografia, e i loro balconi, che affacciano tutti sul cortile interno, serviranno da altrettanti palcoscenici.
L’opera, in un solo atto, andrà in scena nella serata di sabato 21 settembre, con inizio alle ore 20 (domani, venerdì, alla stessa ora si terranno le prove generali). L’ingresso, da via Bruno Cesana 3, è gratuito ma è necessaria la prenotazione su Eventbrite (https://www.eventbrite.it/e/biglietti-i-due-timidi-65181278960). Il cortile ha una capienza di circa 300 posti.

La Resistenza delle Radici

LA-RESISTENZA-DELLE-RADICI
LA-RESISTENZA-DELLE-RADICI

Un progetto nasce da un’idea ma anche da una sfida. Fondazione Cariplo, attenta “lettrice” del mondo culturale lombardo, nel bando #PartecipazioneCulturale chiede di pensare a come favorire l’incremento della partecipazione e, in particolare, l’ampliamento, la diversificazione e la fidelizzazione dei pubblici di riferimento delle organizzazioni e dei luoghi della cultura.

Il bando vuole anche promuovere la collaborazione, la contaminazione e lo scambio di competenze tra operatori culturali. Così ci siamo trovati attorno a un tavolo, fra una tazza di caffè e un sorso di birra.

Così è nata l’idea di #LaResistenzadelleRadici. Così, un poco alla volta, ne costruiremo la storia.

La Resistenza delle Radici racconta una storia di accoglienza, una ricerca nel passato per non dimenticare la consistenza della terra che ci ha visto nascere, ma anche per dire dell’humus che ci ha nutriti e che ci ha fatto divenire quello che siamo oggi.

Terreni diversi, ricchi di minerali e di elementi vitali che definiscono le diversità fra nord e sud, evidenziando i differenti sapori e gli sguardi obliqui: eppure le nostre radici si sono adattate, hanno esplorato le profondità superando gli ostacoli pietrosi, i concimi, si sono riprodotte mantenendo il primario reticolato ma sviluppandone uno nuovo, libero e aperto al futuro.

DA ACCOLTI AD ACCOGLIENTI # 2
Dai deserti sahariani, dalle città incantate, attraverso quel Mediterraneo, quell’antico mare nostrum, acque di mezzo fra le genti che vi abitano intorno, è giunta in Italia una stupefacente cultura, incarnata in uomini e donne che impastano tradizione e modernità.

FactoryCormano ospiterà l’Associazione Amal e tutti i cittadini, grandi e piccoli, che vorranno assaporare
quell’impasto di gusti e narrazioni, storie e biografie, usi e costumi rivisitati in Italia con giochi e prove di scrittura araba dei nomi, henné e musiche, dolci e tè, buffet arabo.

VOCI E GESTA PER FAR FESTA
#daAccoltiadAccoglienti
[ domenica 18 marzo | dalle 10.30 alle 17.00 | Factorycormano via Edison 8 Cormano ]

Programma
10.30 | laboratorio di scrittura araba su carta pergamena
11:30 | pausa con tè e dolci tradizionali

12.30 | buffet con antipasti, cous cous, mahci, falafel, tabbola [Costo: 10 euro adulti / 5 euro bambini (necessaria la prenotazione]

15:30 | storie, filmati e musiche di immigrazioni e confronti tra culture
16:00 | pausa tè e assaggi di torte tradizionali

Durante tutta la giornata | laboratori di scrittura araba e tatuaggi con henné