Settimanale “F” – nuovo numero in edicola

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Nel numero di F – il settimanale femminile di Cairo Editore diretto da Marisa Deimichei – in edicola domani 7 marzo, l’intervista a Cristiana Capotondi, 37 anni, protagonista del nuovo film di Marco Tullio Giordana Nome di Donna, dove interpreta una donna che denuncia il capo per molestie.

L’attrice anche nella vita esorta a denunciare qualsiasi forma di discriminazione ai danni dell’universo femminile. «Se una persona ha subito degli abusi, deve dirlo, anche all’interno del suo ambiente professionale, condividendo con le altre donne quello che ha vissuto».

Nel film alcune donne accettano le avances del capo per tornaconto personale. Non siamo tutte uguali? «Non giudico moralmente chi, per scelta personale, decide di utilizzare il corpo per ottenere facilitazioni professionali. Però vedo una sorta di concorrenza sleale. E poi faccio l’attrice, ma chi è medico, chi entra in sala operatoria? Io vorrei che una donna arrivasse lì perché è brava a sistemarti la mano, perché è la migliore scelta, non la più carina».

Lei ha difeso il regista Fausto Brizzi, con cui ha lavorato, accusato da una serie di attrici di averle molestate durante i provini. «Io non ho difeso Brizzi, ho solo parlato della mia personale esperienza con lui. Non posso sapere cosa sia capitato a quelle ragazze che hanno parlato in tv, ma so per certo che bisogna stare attenti ai processi mediatici […] L’opinione pubblica ha un peso pazzesco in queste vicende e se si cede a certe dinamiche si rischia di perdere di vista il processo culturale che va innescato».

Cosa dobbiamo fare perché questa battaglia culturale sia efficace? «Non deve diventare una battaglia di genere. È un percorso che dobbiamo compiere insieme agli uomini perché ci sono tanti di loro che rispettano le donne e non si sentono rappresentati dal mostro molestatore».

Inoltre, in occasione della Festa della Donna, il settimanale F dedica uno speciale di 27 pagine alle interviste con sette donne belle e forti, come Bebe Vio, Malika Ayane, Marica Branchesi, Paola Turci, Lorella Zanardo, Liv Ullmann e Liliana Segre.

“La fuoriuscita” – Il nuovo romanzo di Giuseppe Lago

La fuoriuscita - copertina libro
La fuoriuscita – copertina libro

Presentato il 15 dicembre 2017 dallo scrittore Giuseppe Lago e dal regista Livio Bordone a Roma, presso la libreria Altroquando, il romanzo “La Fuoriuscita” offre un percorso narrativo all’interno del quale emergono le complesse dinamiche che si instaurano tra paziente e psicoterapeuta.

L’essenza del racconto risiede nella riflessione su questa importante relazione, e di come essa possa modificare in bene o in male la vita intima e affettiva di chi si sottopone alle sedute.

Attraverso le figure antitetiche dei dottori Livio Spada e Adele Lussari, lo scrittore getta luce sulle differenze tra un percorso psicoanalitico incentrato sul benessere e l’equilibrio del paziente, e quello orientato a far emergere esclusivamente la personalità carismatica del terapeuta, divenuto guida spirituale e interessato solo a creare proselitismo e adorazione.

Con una prosa impeccabile e argomentativa, ricca di spunti di riflessione, di citazioni letterarie e cinematografiche e di interpretazioni oniriche, Giuseppe Lago restituisce un ritratto estremamente attuale della fragilità umana e del bisogno di appartenere a un gruppo che possa legittimare la propria esistenza.

La forza del romanzo sta nel trattare di argomenti di interesse scientifico e psicologico senza disturbare lo scorrimento di una trama appassionante, venata di tinte gialle, e abitata da personaggi complessi in cui ogni lettore può trovare una parte di sé.

Titolo: La Fuoriuscita
Autore: Giuseppe Lago
Genere: Psicologico
Casa Editrice: Alpes Italia
Collana: Psicoterapia e Storia