“Temptation Island” – Quinta Edizione

Da sn Filippo Bisciglia Oronzo e Valentina (seduti) Francesco e Giada (in piedi) Lara e Michael (seduti) Gianpaolo e Martina (in piedi) Riccardo
Da sn Filippo Bisciglia Oronzo e Valentina (seduti) Francesco e Giada (in piedi) Lara e Michael (seduti) Gianpaolo e Martina (in piedi) Riccardo

E’ tutto pronto per lasciare la terraferma e farsi trasportare dalle onde sull’isola più calda dell’estate. Da lunedì 9 luglio, in prima serata su Canale 5, arriva Temptation Island, l’unico docu-reality che racconta i rapporti di coppia. Come di consueto, Filippo Bisciglia avrà il delicato compito di raccontare le storie dei protagonisti.

Tra novità e colpi di scena, il programma racconterà il viaggio tra le relazioni di 6 coppie, non sposate e senza figli in comune, che hanno deciso liberamente di mettere alla prova il loro rapporto e avere conferme sulla propria storia d’amore.

A ospitare i protagonisti per 21 giorni uno splendido resort nel cuore della Sardegna. Sbarcate sull’isola le coppie vivranno divise all’interno del villaggio, isolato dal resto del mondo: da una parte i fidanzati trascorreranno il loro tempo – tra sport ed escursioni – in compagnia di tredici giovani donne single, dall’altra, le fidanzate vivranno la loro esperienza insieme a tredici uomini single.

Tre settimane da vivere virtualmente liberi dai condizionamenti del loro legame sentimentale, nel tentativo di comprendere la reale profondità dei loro sentimenti e porsi domande sulla propria storia d’amore. Riusciranno a capire qualcosa di più del loro rapporto di coppia?

Complice la vicinanza del gruppo dei single, il clima rilassato e piacevole tra natura incontaminata e lunghe confidenze tra amici, le giornate a Temptation Island saranno, per i protagonisti l’occasione giusta per valutare i limiti e i punti di forza della propria relazione. A sciogliere ogni possibile dubbio sarà il Falò, momento fondamentale per vedere e valutare oggettivamente la propria relazione.

È in questo frangente infatti, che i protagonisti potranno ripercorrere tramite dei filmati stralci della vacanza del loro partner. Vedere la loro interazione con il resto del gruppo o la loro possibile malinconia, creando inevitabilmente riflessioni e reazioni che saranno la parte fondamentale del racconto.

Tra crisi di gelosia, errori di valutazione, conferme dei sentimenti ma anche tanti dubbi le sei coppie vivranno la loro storia a distanza e alla fine si ritroveranno davanti all’ultimo falò per rispondere alla domanda di rito di Filippo: “Vuoi uscire da qui con la persona con cui sei arrivato/a?”.

La vita nella terza età – sondaggio

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Altro che declino. Per gli italiani la terza età è sempre più un periodo di pienezza e possibilità, una fase in cui la vita ha ancora molto da offrire e dove poter realizzare progetti e sogni nel cassetto. E persino innamorarsi. Al punto che ben l’83% pensa che sia possibile, e ormai sempre più comune, iniziare una relazione autentica e soddisfacente dopo i 65 anni.

È quanto emerge dall’Osservatorio di Reale Mutua dedicato al welfare1.
Instaurare una relazione in età avanzata migliora la vita di chi è solo da molti punti di vista, dicono gli italiani: per il 53% essere in coppia è un motivo in più per mantenersi attivi e dedicarsi insieme alle passioni in comune.

Ma non solo: avere un partner al proprio fianco dà anche i giusti stimoli per mantenersi in forma e prendersi cura di sé (38%), combattere la solitudine (38%) e persino migliorare l’autostima (29%), scoprendo di poter ancora piacere.

Ma non sono solo rose. Una nuova relazione dopo i 65 anni può anche essere fonte di
preoccupazioni e difficoltà: per il 41% degli italiani il principale timore è gravare, in caso di malattia, sull’altra persona, mentre una quota analoga vede molto complicato instaurare un nuovo equilibrio nella vita di tutti i giorni.

Fra le altre preoccupazioni, quella di doversi relazionare con figli e nipoti del partner (35%) e non avere più le energie per fare quello che si faceva prima (37%).
Se i sentimenti non sfioriscono, sono anche molte le attività a cui gli italiani si dedicherebbero in questa fase, tanto che appena il 2% aspetterebbe la pensione unicamente per riposarsi.

Il 25%penserebbe di riprendere gli studi, il 33% occuperebbe il maggior tempo libero facendo del volontariato, il 61% viaggiando e ben l’80% dedicandosi a hobby e passioni troppo spesso rimandati.

Congresso Pma Italia: Fecondazione assistita

Congresso PMA Italia
Congresso PMA Italia

La possibilità di avere un bambino sano fino a 30 anni, per ogni ciclo di fecondazione assistita eseguito, è attorno al 35-40%, a 38 anni è circa del 20%, a 40 anni è al 10%, a 42 5%. Sino ad arrivare all’1-2% a 45 anni”, sottolinea Mario Mignini Renzini, Responsabile Unità Operativa Ginecologia dell’Ospedale Istituti Clinici Zucchi di Monza,

Mamme presto, e con tutte le osservanze e cure del caso. “La possibilità di avere un bambino sano fino a 30 anni, per ogni ciclo di fecondazione assistita eseguito, è attorno al 35-40%, a 38 anni è circa del 20%, a 40 anni è al 10%, a 42 5%. Sino ad arrivare all’1-2% a 45 anni – spiega Mario Mignini Renzini, Responsabile Unità Operativa Ginecologia dell’Ospedale Istituti Clinici Zucchi di Monza, citando uno studio del 2016 del BMJ.

Un altro problema che troppo spesso si tende a sottovalutare è che dopo i 35 anni la possibilità di avere una gravidanza con la nascita di un bambino sano, si riducono drasticamente: informazione essenziale che lo stesso personale medico e sanitario spesso trascura. Inoltre l’uso di ovociti crioconservati riduce la possibilità di gravidanza, per cui urge una maggiore sensibilizzazione su tale argomento.

L’APPUNTAMENTO – Futuro della famiglia, ricerca scientifica, politica sanitaria al centro del consesso alla Leopolda a Firenze, in occasione del 1° Congresso Nazionale sulla Procreazione Medicalmente Assistita, organizzato dal Prof. Luca Mencaglia, Medico Specialista in Ginecologia e Ostetricia e Direttore Unità Operativa Complessa Centro PMA USL sud-est Toscana e Presidente della Fondazione PMA Italia.

IL PROBLEMA DELL’ETA’ – L’età media delle coppie che cerca una gravidanza continua a salire, soprattutto per le donne. Più gli anni aumentano, più la possibilità di ottenere una gravidanza con i propri ovociti tende a diminuire. Un concetto, quello del successo di una gravidanza, che va ben spiegato. “Per chi si occupa di statistica – prosegue Mario Mignini Renzini, Responsabile Unità Operativa Ginecologia dell’Ospedale Istituti Clinici Zucchi di Monza – la gravidanza potrebbe essere semplicemente un test di gravidanza positivo.

Ma per la coppia la gravidanza è un bambino sano in braccio. Tra queste due idee di gravidanza c’è un abisso, perché all’aumentare dell’età della donna aumenta il rischio di aborto spontaneo ed anche il rischio che il prodotto del concepimento presenti gravi anomalie cromosomiche. Questo non è legato all’impiego della PMA ma all’invecchiamento ovarico; come sappiamo bene infatti – conclude Mignini Renzini – che, per esempio il rischio di Sindrome di Down, a 30 anni è un caso su 1000, mentre a 40 è uno su 80 e a 45 uno su 30.

La possibilità di avere un bambino sano fino a 30 anni, per ogni ciclo di fecondazione assistita effettuato, è attorno al 35-40%, a 38 anni è circa del 20%, a 40 anni è al 10%, a 42 5%. Sino ad arrivare all’1-2% a 45 anni”

“Se si pensa, quindi, che la possibilità di avere una gravidanza inizi a diminuire quando la donna arriva a 40 anni, si dovrebbe invece pensare che la fertilità ottimale della donna termina intorno ai 30 anni. Questo è un concetto che non solo non hanno in mente le coppie, ma neanche alcuni medici di base e di chi non si occupa strettamente di questa problematica in particolare. E’ sbagliato, a 35 anni aspettare affinché un figlio “capiti”: a quell’età, chi lo vuole, deve affrettarsi”.

LE DIFFICOLTA’ DELL’ETA’ – Con la gravidanza tardiva aumentano anche le relative patologie: il diabete gestazionale, l’ipertensione gestazionale, il distacco della placenta. Riguardano la partoriente “anziana”, ossia quella che ha superato i 36-37 anni, che oggi sono circa un caso su 3. L’età media al parto è salita a 32 anni, mentre gli uomini hanno la prima paternità intorno ai 35. Se le coppie cercano quindi figli più tardi, la possibilità di concepire diminuiscono drasticamente.

“Guardando la televisione e leggendo rotocalchi si scoprono incredibili casi, spesso tra personaggi pubblici, di donne che hanno avuto un figlio tra i 45 e 50 anni: tutto questo è totalmente fuorviante per lo spettatore o il lettore – dichiara il Dr. Mignini Renzini – Nella quasi totalità dei casi, indipendentemente da quanto “dichiarato ufficialmente” , queste gravidanze derivano da programmi di ovodonazione. La percentuale di gravidanza per ovodonazione tra i 40 e i 45 anni è intorno al 40%, esattamente come quella della 28-30enne”, proprio perchè gli oociti donati sono di donne comprese tra i 26 ed i 30giorni..

LA FECONDAZIONE ETEROLOGA IN ITALIA – Per eterologa si intende quella fecondazione assistita che prevede l’uso di gameti esterni alla coppia, quindi spermatozoi di donatore, o ovociti di donatrice, o entrambi. L’arrivo della legge 40/2004, ha di fatto vietato la fecondazione eterologa, per poi reintegrarla, a colpi di sentenze della Corte Costituzionale e della Corte Europea, nel 2014.

Occorre anche ricordare che l’accesso alle procedure di fecondazione assistita, ancora oggi, è consentito soltanto a coppie di fatto, sposate o conviventi, eterosessuali con entrambi i partner viventi. Tutte le pazienti single o omosessuali, quindi, non possono richiederla.

In Italia si rafforza l’esigenza di fecondazione eterologa, con una richiesta più che raddoppiata in 10 anni, passando da 636 cicli totali (per milioni di abitanti) di procreazione medicalmente assistita a 1175 (per milioni di abitanti). Ma la tecnica non è garanzia di successo, perché strettamente legata ai mezzi a disposizione e all’età. Inoltre le indicazioni ed i risultati sono diversi se consideriamo la donazione di seme o la donazione di oociti.

Secondo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità a disposizione, le coppie che hanno avviato una procedura di inseminazione intrauterina utilizzando seme di donatore hanno ottenuto una gravidanza nel 20 % dei casi. Nel caso di FIVET o ICSI utilizzando oociti di donatrice, la percentuale di gravidanza oscilla tra il 30 ed il 40% a seconda dell’utilizzo di oociti congelati o freschi.

GLI OVOCITI “CONGELATI” – In Italia, a causa di una mancanza di tutela nei confronti di questa problematica, si verifica un fenomeno per cui quasi tutti i centri che effettuano l’eterologa in Italia acquistano dall’Estero gli ovociti crioconservati, che occorre poi scongelare. Quelli che sono sopravvissuti si possono utilizzare per questa procedura. “Questo è un serio problema – conclude Mignini Renzini – perché questi oociti sono meno efficienti di
quelli freschi. In Italia solo pochi centri utilizzano oociti freschi per programma di ovodonazione”.

Filippa Lagerback e Daniele Bossari a Verissimo

LAGERBACK BOSSARI
LAGERBACK BOSSARI

“Dopo 17 anni e dopo un periodo difficile ci si può ritrovare e amarsi come il primo giorno”.
Così Filippa Lagerback racconta a Verissimo, (in onda domani) la crisi del suo rapporto con il compagno Daniele Bossari e la loro rinascita come coppia.

Ai microfoni del talk show confida: “Sono arrivata a dire a Daniele che ero disposta a lasciarlo andare per fargli ritrovare la sua felicità, perché quella era più importante di noi. Per me – aggiunge – era più importante che lui ritrovasse la sua luce negli occhi”.

Conduttore affermato, Daniele negli ultimi anni si era rinchiuso completamente in se stesso. A Silvia Toffanin, che le chiede la causa di questa crisi, la conduttrice svedese risponde: “Perché Daniele è molto sensibile e creativo e si identifica con il suo lavoro.

Ha detto no troppe volte a varie proposte di lavoro, facendosi un po’ di terra bruciata intorno. Il suo percorso di rinascita è iniziato quando ha accettato di partecipare al Grande Fratello Vip”.

Ora, dopo aver vinto il reality di Canale 5 ed essere entrato nella squadra de ‘L’isola dei famosi’ come opinionista, Daniele è completamente rinato, tanto che Filippa afferma: “Siamo tornati a sorridere. Sono molto innamorata. Io voglio proprio stare con questo uomo. ”.

Un amore sopra le righe

ocandina un amore sopra le righe
ocandina un amore sopra le righe

Dopo aver firmato le sceneggiature di titoli di successo come Gli Infedeli e aver recitato in L’amore dura tre anni e Love is in the air – Turbolenza d’amore, Nicolas Bedos torna sul grande schermo nei panni di Victor nella pellicola Un amore sopra le righe (titolo originale Monsieur & Madame Adelman) di cui firma anche la regia.

Nelle sale italiane dall’8 marzo con Officine UBU, la pellicola racconta le vicende amorose e i segreti inconfessabili di una coppia molto fuori dal comune, sullo sfondo di oltre 40 anni di storia.

Victor è uno degli scrittori più affermati e famosi di Francia, ma chi c’è dietro al suo successo? E’ presto detto: Sarah, interpretata da Doria Tillier – sua compagna anche nella vita – che mai avrebbe immaginato durante quell’incontro nel lontano 1971 di diventare la moglie di Victor e condividere con lui tutta la sua vita. 45 anni pieni di passioni, tradimenti, delusioni e successi: la commedia francese

Un amore sopra le righe, vero e proprio omaggio alle donne e alla loro forza, arriverà sugli schermi italiani l’8 marzo.