Biopiattaforma, Gruppo Cap acquista la maggioranza di Core

Redenring Bipiattaforma
Redenring Bipiattaforma

Firmato l’accordo di cessione delle quote per realizzare il primo termovalorizzatore autorizzato in Italia da un decennio.

A marzo 2023 sorgerà una vera e propria Biopiattaforma, impianto carbon neutral capace di unire termovalorizzatore e depuratore. L’utility pubblica investirà oltre 47 milioni di euro.

In data 5 febbraio 2021 si è perfezionato l’atto di compravendita tra CAP Holding Spa e i Comuni di Sesto San Giovanni, Cologno Monzese, Cormano, Pioltello e Segrate, grazie al quale CAP Holding Spa ha acquisito il 79,2% del capitale sociale di CORE spa, con l’obiettivo di realizzare una Biopiattaforma, progetto del valore di oltre 47 milioni di euro che proprio il 30 gennaio scorso ha ricevuto da Città metropolitana di Milano l’autorizzazione definitiva.

Si tratta di un progetto unico in Italia: non solo la Biopiattaforma è l’unico termovalorizzatore autorizzato e realizzato in Italia negli ultimi 10 anni, ma è un impianto innovativo che ospiterà un polo di ricerca avanzata che si è già assicurato un finanziamento di 2,5 milioni di euro grazie a un progetto europeo Horizon 2020. Un‘infrastruttura dal design e dalla tecnologia avveniristica e sostenibile a zero emissioni di CO2 fossile, progettata, fin dall’inizio, attraverso il percorso partecipativo BiopiattaformaLab, che ha coinvolto attivamente i cittadini e le associazioni dei territori.

Un‘infrastruttura innovativa e sostenibile capace di unire in un unico impianto un termovalorizzatore e un depuratore e che ha anche visto il coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni dei territori per migliorare e definire insieme all’azienda il progetto finale.

L’accordo firmato oggi rappresenta il coronamento di un percorso che sancisce il rapporto di continuità e condivisione instaurato con il territorio e le sue istanze, un dialogo reso possibile dal percorso partecipativo intrapreso due anni fa nella fase iniziale dell’iter progettuale, ha commentato il presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP, Alessandro Russo all’atto della firma. Quello che faremo nascere è un impianto all’avanguardia, che intende rispondere alle istanze europee in fatto di energia e ambiente e che può rappresentare per le altre regioni italiane, un esempio da seguire. Soprattutto alla luce del grande percorso di rilancio che il Paese si appresta a intraprendere grazie ai fondi del Next Generation EU”.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), programma di investimenti che l’Italia deve presentare alla Commissione Europea per accedere ai fondi del Next Generation EU e che contiene tra le sue sfide la rivoluzione verde e la transizione ecologica, deve tenere in considerazione modelli di produzione energetica sostenibile come appunto la Biopiattaforma, infrastruttura in grado di traghettare il paese verso gli obiettivi di emissioni 0 previsti dall’UE entro il 2050.

La Biopiattaforma valorizzerà 65.000 tonnellate di fanghi prodotti ogni anno dai 40 depuratori distribuiti sul territorio della Città metropolitana. Proprio i fanghi, che fino a oggi erano materia di scarto, in alcuni casi da portare all’estero per lo smaltimento, serviranno a produrre ben 11.120 MWh/anno di calore per il teleriscaldamento e recuperare fosforo da impiegare come fertilizzante. In questo modo, il 75% dei fanghi verrà trasformato in energia e il 25% in fertilizzante.

La linea di gestione della FORSU (“l’umido” nel gergo comune), tratterà 30.000 tonnellate/anno di rifiuti umidi ora affidati a strutture esterne, provenienti dai Comuni di Sesto San Giovanni, Pioltello, Cormano, Segrate, Cologno Monzese e Cinisello Balsamo per la produzione di biometano, biocombustibile che riduce l’emissione di anidride carbonica del 97%.

La Biopiattaforma entrerà da subito nello scenario della ricerca internazionale con Circular Biocarbon, il progetto Horizon 2020 che sarà co-finanziato dall’Unione Europea. L’obiettivo è lo sviluppo di una bioraffineria dagli standard avanzati basata sulla valorizzazione della FORSU per ottenere prodotti ad alto valore aggiunto, pronti per la commercializzazione. Un ciclo virtuoso capace di massimizzare i flussi urbani dell’umido, facendo un ulteriore passo avanti rispetto ai classici sistemi di digestione anaerobica e compostaggio. Tutto questo grazie a partnership con leader di mercato come Novamont, con cui CAP da anni ha dato vita a una sinergia industriale per l’estrazione del Butandiolo che proviene dalla cellulosa, elemento alla base della produzione di bioplastiche.

L’attuale termovalorizzatore alle porte di Milano verrà dismesso e demolito nelle prossime settimane per dare inizio ai lavori di realizzazione del nuovo impianto che verrà reso operativo a ottobre 2022 con la messa in funzione della prima linea e a marzo 2023 con l’esercizio di tutto l’impianto industriale.

 

IWA Resource Recovery Conference

Gruppo CAP - depuratore di Peschiera Borromeo
Gruppo CAP – depuratore di Peschiera Borromeo

Le best practice di Gruppo CAP al centro dei temi della terza edizione della Resource Recovery Conference, la manifestazione co-organizzata dall’International Water Association e, tra gli altri, dalla Commissione Europea (EASME). L’IWA è il più autorevole organismo internazionale nel settore idrico, e in questi giorni ha riunito a Venezia, fino al 12 settembre, i più importanti player mondiali da ben 43 Paesi per confrontarsi su recupero e riuso sostenibile delle risorse provenienti dalle acque reflue, con un focus specifico sulle più lungimiranti e innovative strategie territoriali che richiedono l’applicazione di tecnologie avanzate e di sinergie industriali e intersettoriali.

Invitato direttamente dal comitato organizzatore in qualità di “azienda chiave”, il gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano ha presentato a un pubblico composto da più di un centinaio di realtà leader nel settore sul piano europeo e mondiale, le attività relative all’implementazione del proprio Master Plan per l’Economia Circolare, evidenziando i primi risultati ottenuti (biometano, recupero sabbie, recupero zolfo, calore per teleriscaldamento etc), i progetti in corso (con particolar riferimento alla biopiattaforma di Sesto) e le attività di innovazione europee, tra cui è importante citare il progetto Horizon2020 “Digital Water City (DWC) – leading urban water management to its digital future” avviata lo scorso giugno sul territorio dell’hinterland milanese.

Il DWC è parte del Master Plan, un piano di innovazione tecnologica comprendente diversi progetti nell’ambito di European Horizon2020. Il DWC, coordinato dal Centro di Competenza sulle Acque di Berlino (KWB), raggruppa 24 partner provenienti da 10 paesi europei, tra cui Gruppo CAP insieme all’Università Politecnica delle Marche, all’Università Statale di Milano e all’Istituto Superiore di Sanità, per sviluppare attività sperimentali in 5 città metropolitane Europee: Parigi, Berlino, Copenaghen, Milano e Sofia.

“Gruppo CAP è una grande realtà industriale che ha al suo attivo 40 depuratori che ogni anno producono 80 mila tonnellate di fanghi residui dal ciclo idrico, spiega Andrea Lanuzza, direttore tecnico di Gruppo CAP, intervenuto alla conferenza di Venezia. L’approccio dell’azienda verso lo sviluppo sostenibile del territorio in una logica legata all’economia circolare si è concretizzato in un investimento di 50 milioni di euro per l’implementazione di soluzioni eco-innovative dal punto di vista energetico. Lo scopo è quello di trasformare gli impianti in bioraffinerie urbane, in modo da valorizzare i flussi di rifiuti, come le acque reflue e i residui organici, riutilizzandoli in modo da minimizzare l’impatto ambientale e ricavandone nuove risorse, come biometano, calore, nutrienti quali fosforo e azoto, compost, bioplastiche e fertilizzanti naturali”.

L’attività sperimentale di DWC, progetto finanziato dalla Commissione europea per 5 milioni di euro nell’ambito della Call Horizon 2020 “Digital solutions for water” e guidato in Italia dal professor Francesco Fatone dell’Università Politecnica delle Marche, sarà quello di potenziare, mediante un uso innovativo e intelligente di dati e tecnologie digitali, la gestione integrata dei sistemi idrici in cinque grandi aree urbane europee, in partnership con le corrispettive utilities e decine di stakeholders.

Per quanto riguarda Milano, l’epicentro della ricerca è la sede del depuratore di Peschiera Borromeo di Gruppo CAP, dove si stanno studiando e validando sul campo soluzioni digitali e tecnologiche per valutare e minimizzare il rischio nel riuso irriguo delle acque reflue trattate, in ottica di sanitation safety plan. Le soluzioni 4.0 del progetto permetteranno il monitoraggio continuo e il controllo costante della qualità delle acque trattate, nonché la possibilità di valutare in tempo reale e agire per promuovere la sostenibilità energetica e ambientale degli impianti di depurazione in ottica di economia circolare.

Nello specifico le attività di DWC, presso l’impianto di Peschiera Borromeo, riguardano l’implementazione di una rete completa di sensori multi-parametrici per monitorare e minimizzare il rischio di contaminazione nel riutilizzo dell’acqua, compresi quelli per la misurazione in tempo reale di batteri quali escherichia coli ed enterococchi, testati per la prima volta su un’operazione di riutilizzo in Europa. Sarà inoltre utilizzato un drone connesso a una rete di sensori al fine di monitorare gli effetti dello stress idrico sul suolo e sull’atmosfera. Infine, sarà analizzato e quantificato il nesso acqua-energia-cibo-clima in relazione a sistemi di trattamento e riutilizzo delle acque reflue.

Le informazioni acquisite in tempo reale saranno utilizzate per creare un sistema di allerta precoce e prevenire la contaminazione legata al riutilizzo dell’acqua. Il WebGIS “Acque di Lombardia”, il sistema digitale che raccoglie i dati della rete idrica di Water Alliance, il network di otto aziende idriche lombarde che gestisce un bacino di circa 6 milioni di persone, integrerà al suo interno i dati disponibili e i segnali di allarme rapido.

“Da anni Gruppo CAP contribuisce sistemicamente all’innovazione, nazionale e internazionale, nel settore dell’economia circolare e della digitalizzazione del servizio idrico integrato, commenta il professore Francesco Fatone, Presidente del comitato scientifico ed organizzatore della Conferenza di Venezia. La partecipazione alla terza IWA Resource Recovery Conference è stata pertanto centrale per condividere i risultati dell’attuazione del Master Plan per l’economia circolare, in una presentazione keynote di apertura, insieme ai primi risultati del progetto Horizon2020 Digital Water City, oltre che per contribuire al workshop co-organizzato con la Commissione Europea che auspicabilmente supporterà le decisioni internazionali in tema di innovazione e sostenibilità ambientale, anche nella prossimo programma Horizon Europe”.

Nell’ambito del Master Plan di Gruppo CAP, oltre al DWC, vi sono altre iniziative già avviate. Tra queste c’è l’ambiziosa evoluzione di SMART-Plant, che Gruppo CAP sta sviluppando in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche, Università di Verona, il Politecnico di Milano, l’Università Bicocca e il CNR, e che mira a creare un polo di ricerca e innovazione proprio nella nuova sede di Sesto San Giovanni dove, con la BioPiattaforma, ambizioso progetto di simbiosi industriale capace di unire un termovalorizzatore e un depuratore in ottica di economia circolare. L’idea è di renderlo un hub di sperimentazione per ospitare ricercatori e start up, impegnati nello sviluppo di nuove soluzioni ecocompatibili per trasformare quello che prima era uno scarto in prodotti a forte valore aggiunto.