Violenza sessuale sulla figlia della propria compagna

polizia-locale Milano
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Il Nucleo Tutela Donne e Minori della Polizia Locale di Milano, coordinato dal comandante Marco Ciacci, ha proceduto lunedì 2 luglio al fermo di un cittadino egiziano di 28 anni per violenza sessuale ai danni della figlia minorenne della compagna.

Ieri il fermo è stato convalidato e nei confronti dell’uomo è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

L’uomo, A. G., regolare in Italia, ha approfittato dell’assenza della compagna di origine asiatica con cui conviveva da circa un anno, partita per lavoro, per usare violenza nei confronti della figlia.

La giovane, fuggita da casa, si è presentata con un’amica della madre al comando di zona 4 che ha subito contattato l’unità della Polizia Locale che si occupa di Tutela donne e minori.

La stessa Unità, dopo aver sentito la giovane e dopo averla accompagnata al centro antiviolenza della clinica Mangiagalli, verificando la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e la possibilità di fuga, ha deciso di procedere al fermo dell’indiziato.

“Sono 168 i casi trattati nel 2018 dell’Unità Tutela Donne e Minori – ha spiegato il Comandante della Polizia Locale Marco Ciacci -. La loro alta specializzazione permette di affrontare con competenza casi delicati come questo. Una violenza brutale, compiuta da chi aveva la fiducia della giovane ragazza e avrebbe dovuto prendersi cura di lei. Posso solo ribadire l’importanza dei presidi territoriali della Polizia locale, che hanno accolto la giovane e hanno saputo accompagnarla nel percorso di denuncia”.

Michelle Lily : “One world” – nuovo singolo

michelle_lily_one_world.
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“ONE WORLD”
è il nuovo singolo della cantante e discografica statunitense
Dopo una carriera nella musica, nella pubblicità e in tv, che l’ha vista protagonista di straordinarie collaborazioni discografiche (Lorenzo Fragola, Mondo Marcio, Spankerz, Rezophonic ecc…), importanti campagne promozionali (Nokia, Playboy, O Magazine ecc…), e di presenze sul piccolo schermo (Chiambretti Supermarket, XFactor Italia, Hip Hop Tv); la poliedrica artista newyorkese lancia ora un brano-invettiva contro la violenza che mescola influenze reggae e pop.

“One World” è stata scritta poco dopo il trasferimento di Michelle Lily da Milano alle sue radici nella città natale di New York. Il sentimento predominante in quel momento era quello della lotta interiore fra la volontà di restare e quella di partire.

A metà della stesura della canzone, Michelle accendendo la tv rimase sconvolta nel venire a conoscenza della sparatoria avvenuta a Pulse, un nightclub gay a Orlando in Florida.

Pervasa da sentimenti di repulsione verso l’odio che dilaga nel mondo, portò a termine la stesura del pezzo “One world” è una canzone anti-violenza e anti-guerra che promuove l’amore e l’unione come risposta ai problema del mondo.

Non a caso il pezzo celebra la vita, anche quella che sta per nascere. Michelle è infatti in dolce attesa ed è proprio alla sua bambina che dedica il messaggio di pace e speranza traghettato dalla canzone, nella speranza che l’amore diventi un punto saldo della sua futura esistenza.

Violenza donne: in aumento richieste di aiuto ai Centri del Comune di Milano

scarpe-contro-la-violenza-delle-donne-
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Cresce il numero delle donne che hanno il coraggio di chiedere aiuto alla rete dei centri antiviolenza del Comune di Milano, sfondando il muro della paura e della solitudine. Nel 2016 erano state 1.671 quelle accolte, protette e assistite dopo maltrattamenti, abusi e violenze subite nell’80 per cento dei casi da mariti, conviventi ed ex compagni. I dati del primo trimestre 2017 dicono che si arriverà fino a duemila.

Il Comune di Milano per rafforzare l’azione della rete dei centri antiviolenza, composta da 13 realtà attive da molti anni sul territorio, dal 2011 ha quadruplicato le risorse utilizzando fondi propri e ottenendo finanziamenti dalla Regione e dal Governo grazie a progetti su servizi, case rifugio e campagne di sensibilizzazione e informazione, che hanno raggiunto circa 30.000 contatti.

Dal prossimo marzo il Comune potrà contare su una nuova esperienza di accoglienza presso Casa Chiaravalle, il bene confiscato alle mafie più grande della Lombardia, presentata ieri dall’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, con il Ministro alla Giustizia Andrea Orlando e Silvia Bartellini, Presidente della Rete di imprese sociali “Passepartout”. Lì ci si prenderà cura di donne italiane e straniere vittime di violenza e torture, alcune delle quali anche subite durante i flussi migratori verso l’Italia. Molte di queste sono state seguite nei centri di prima accoglienza ma nella struttura di Casa Chiaravalle potranno ricevere una assistenza specifica.

“Domani è la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Una delicata giornata di mobilitazione. Ci arriviamo dopo aver compiuto passi importanti. L’aumento, operato in questi anni, in controtendenza nazionale, del 400% delle risorse dedicate ai centri antiviolenza e ai progetti di informazione e contrasto, l’aumento delle vittime prese in carico dai servizi e la realizzazione di alcuni progetti fondamentali come quello di Casa Chiaravalle. Un cammino che deve proseguire ogni giorno come sottolineato anche oggi all’incontro organizzato dall’Ordine degli Avvocati”

Questo il profilo delle donne seguite dalla rete dei centri antiviolenza: italiane (64%), di età tra i 30 e i 49 anni (56%), con una occupazione (60%). Nel 39% dei casi il maltrattante è il marito o il partner o l’ex partner (25%), il convivente o l’ex convivente (20%). Solo nel 2% dei casi è uno sconosciuto. Tra le tipologie di violenze subite (spesso ricorre più di una) nel 35% dei casi è fisica, nel 41% psicologica, nel 7% sessuale.

Domani l’assessore Majorino parteciperà ai seguenti appuntamenti:
Ore 15 – Evento “Le sedie – Work in progress teatrale contro la violenza di genere” in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle le donne in Piazza Scala
Ore 17 – Cerimonia inaugurazione della “Panchina Rossa” per il contrasto ad ogni forma di violenza in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne presso Piazza Castello 2
Dal 2011 al 2018, le risorse stanziate sono più che quadruplicate. Erano circa 389mila nel 2011 e sono cresciute progressivamente ogni anno, arrivando ad una previsione per il 2018/2019 pari a 1,2 milioni di euro cui si sommano progetti per oltre 600mila euro (fondi comunali, regionali e statali).
La rete milanese dei centri antiviolenza è composta da:
1. SVSeD (Soccorso Violenza Sessuale e Domestica) – Fondazione IRCCS Cà Granda
Policlinico Ospedale Maggiore,
2. SVS Donna Aiuta Donna ONLUS,
3. Associazione Casa delle Donne Maltrattate di Milano,
4. Cooperativa Cerchi d’Acqua,
5. Se.D. Fondazione Caritas Ambrosiana,
6. C.e.A.S. Centro Ambrosiano di Solidarietà Onlus,
7. Telefono Donna ONLUS,
8. Fondazione Somaschi ONLUS,
9. Cooperativa Farsi Prossimo;
10. Cooperativa “La grande Casa” (Casa Rifugio),
11. CASD Centro Ascolto e Soccorso Donna ASST Santi Carlo e Paolo,
12. La Strada Coooperativa Sociale (Casa Rifugio).
13. LULE Cooperativa Sociale (Casa Rifugio).

#Ho detto no. Come fermare la violenza contro le donne.”

copertina@IlSole24Ore-Web
copertina@IlSole24Ore-Web

Fare i conti con la violenza di genere contro le donne che solo in Italia, secondo gli ultimi dati Istat, conta 6,7 milioni di vittime. Leggendo un fenomeno sotto gli occhi tutti con la lente dell’economia, dei numeri, dei dati. È questo il cardine dell’ebook “#Ho detto no”, pubblicato oggi sul blog Alley Oop- Il Sole 24 Ore che la redazione ha preparato in vista della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne che si celebra il 25 novembre.

Una pubblicazione, patrocinata dal dipartimento per la Pari opportunità e con la prefazione della sottosegretaria Maria Elena Boschi, che fotografa la violenza attraverso i numeri per contribuire a comprenderne la portata e a individuare gli strumenti migliori per combatterla.

I COSTI DEL FENOMENO Innanzitutto i costi. Perché la violenza, oltre a un enorme costo sociale e umano, determina anche un costo ingente per l’intero Paese. In termini di spese sanitarie, giudiziarie, mancata produttività sul lavoro della donna vittima di violenza. In materia manca un’indagine statistica comparabile a livello europeo. La onlus WeWorld ha stimato nel 2013 un costo per l’Italia di quasi 17 miliardi di euro. L’ Eige, l’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere, partendo dal caso inglese, ha stimato un costo per il nostro Paese di circa 13 miliardi di euro circoscritto alla violenza domestica, cioè alla violenza perpetrata da chi ha un rapporto affettivo o familiare con la vittima.

IL NODO DEGLI INVESTIMENTI Per la lotta alla violenza contro le donne c’è poi una spesa che affrontano i vari Paesi, spesa che è molto nei vari Stati europei. La Spagna, tra i più virtuosi, ha deciso di finanziare con un miliardo di euro in cinque anni oltre 200 misure contro questo problema. L’Italia nel 2013 ha adottato una legge, nota come legge sul femminicidio, che prevede finanziamenti di 10 milioni l’anno per i centri antiviolenza e un piano straordinario di lotta alla violenza che nel 2015 è stato finanziato con 39 milioni di euro.

A seguito dei rilievi della Corte dei Conti che ha sottolineato le criticità nella distribuzione regionale delle risorse, criticità esistenti anche per la mancanza di una mappatura ufficiale dei centri antiviolenza, è stata adottata una serie di norme che tutela la trasparenza della distribuzione dei finanziamenti. Inoltre, nella legge di bilancio per il 2018, come ha sottolineato la sottosegretaria Maria Elena Boschi, le risorse per centri antiviolenza e case rifugio sono previste in aumento a oltre 30 milioni.

IL NUOVO PIANO DEL GOVERNO L’importanza dei centri antiviolenza nella lotta al fenomeno è sottolineata anche nel nuovo piano strategico del governo per il 2017-2020. Un piano messo a punto dopo una lunga concertazione con tutti gli attori coinvolti. La nuova strategia si basa sul presupposto, contenuto nella Convenzione di Istanbul ratificata dall’Italia, che la violenza sia un fenomeno radicato nella società patriarcale, un fenomeno che si può e si deve combattere a livello strutturale e culturale, partendo soprattutto dalla prevenzione.

Il piano, infatti, si basa su tre pilastri: la prevenzione, attraverso la scuola, l’università e la formazione, il sostegno alle vittime, e la punizione dei colpevoli. Grazie a due accordi con Istat e Cnr, i due istituti provvederanno rispettivamente a fornire rilevazioni puntuali sul fenomeno, e a realizzare una mappatura ufficiale dei centri antiviolenza, oltre a un monitoraggio del piano. Della nuova strategia, al mondo delle associazioni e dei centri antiviolenza, piace in maniera unitaria l’approccio innovativo strutturale. Su altri aspetti, come la governance dei finanziamenti e le risorse necessarie per attuarlo, le associazioni sono più critiche e non hanno una visione univoca.

VOCE ALLE DONNE CHE HANNO VINTO LA VIOLENZA Oltre a una panoramica su investimenti, costi della violenza, mappatura dei centri antiviolenza, l’ebook tratta dell’importanza della formazione e della prevenzione, come suggerito dalla Convenzione di Istanbul, e del modo corretto di raccontare la violenza, a partire dal mondo delle televisioni e dei media. Infine si dà voce a quelle donne che la violenza l’hanno subita sulla loro pelle, ma grazie alla loro forza e alla grande determinazione, sono riuscite a rialzare la testa, a vincere la violenza. Ci sono le storie di due donne, Antonella e Valeria, che sono riuscite a ‘rinascere’. E la storia di chi è riuscita a supportare le donne vittime di violenza aiutandole a fare impresa: è il caso di Led by her.

L’ebook è scaricabile gratuitamente dal sito: www.ilsole24ore.com