Si scia a Cervinia fino 6 maggio

La località di Breuil – Cervinia sarà l’ultima stazione della Valle d’Aosta a chiudere l’impianti della grande stagione sciistica. Le recenti nevicate di questo fine mese hanno restituito una Cervinia invernale con il vantaggio di garantire un domaine skiable da “cima”, Plateau Rosà,  a… fondo-valle, in Cervinia paese. Sono infatti ancora aperte le piste di rientro, dalla mitica “Ventina”, con tutti i suoi 11 chilometri di tracciato, alla “cinque”, l’azzurra che termina la sua corsa in zona Cretaz. Ciò a conferma dell’abbondanza di neve (a Plateau Rosà cm. 300, a Cime Bianche Laghi cm 160, a Plan Maison cm. 120 e in Cervinia paese cm.30) che caratterizza questo finale di stagione e lascia ben sperare per il 1° maggio. E’ aperto il collegamento internazionale con Zermatt, per uno sci senza frontiere.

In occasione dell’arrivo di tappa del Giro d’Italia del 19 maggio, gli impianti per quel week-end riapriranno in modo da consentire, per chi lo desiderasse, la salita ai 3.500 m. di Platea Rosà con la panoramica funivia o la possibilità di sciare sulla parte alta della pista del Ventina, con rientro alla stazione di Cime Bianche Laghi.

Durante questo periodo di fine aprile la società impianti Cervino S.p.A. d’intesa con il Consorzio per lo Sviluppo Turistico del Cervino propongono speciali offerte skipass e soggiorno “6+1 = 6” e “speciale 4 giorni”. (c:t.)

Informazioni: info www.cervinia.it

RIGOLETTO AL TEATRO SAN BABILA

DAL 3 AL 6 MAGGIO 2012

“ASSOCIAZIONE CULTURALE TEATRO SAN BABILA”

Presenta

“RIGOLETTO”

Il duca di Mantova  si vanta dei suoi numerosi amori con i propri convitati e lascia il banchetto con la contessa di Ceprano. 

Rigoletto, il deforme buffone di corte, sbeffeggia il marito della donna, deridendolo dinnanzi a tutti.

Il buffone, però, è oggetto di un pettegolezzo: il pungente e sarcastico gobbo avrebbe un’amante. La festa è al culmine quando irrompe il conte di Monterone che rimprovera il padrone di casa per aver sedotto la sua giovane figlia. Mentre viene trascinato via,si rivolge al Duca e a Rigoletto, che si era fatto beffe di lui,maledicendoli.

Gilda la bella e giovane figlia segreta di Rigoletto,incontra il padre nel cortile del castello e il Duca, nascosto dietro un albero, scopre la parentela tra i due.Nel frattempo alcuni cortigiani,coperti in volto, si avvicinano alla casa del buffone con l’intenzione di rapire la ragazza, credendola la sua amante, ma si imbattono proprio in Rigoletto e gli fanno credere di voler rapire la contessa di Ceprano, anche il buffone chiede una maschera e gliene fanno indossare una che gli copre gli occhi. Saliti sul terrazzo, rapiscono Gilda che, nel tragitto, riesce a divincolarsi, a togliersi il bavaglio e chiedere aiuto a suo padre.

Il Duca,dal racconto fattogli, comprende che la giovane rapita è Gilda ed è nascosta a palazzo e si precipita, quindi, ad incontrarla. Rigoletto, scoperte le intenzioni del Duca, vorrebbe raggiungere il luogo dove è prigioniera la figlia per difenderla, ma i cortigiani lo ostacolano. 

Irrompe Gilda, frastornata dal rapimento e dall’incontro con colui che credeva essere uno studente, poi rivelatosi il duca di Mantova e,piangendo,confessa al padre di aver avuto con lui un incontro amoroso. Rimasti soli Rigoletto riesce a consolare la figlia, ma decide di assoldare un sicario per uccidere il suo Signore, che si trova nella locanda. Giunto alla locanda Rigoletto trova Gilda gravemente ferita che gli confessa il suo sacrificio e, spirando, gli chiede perdono.

L’Orchestra Sinfolario è stata fondata nel 2001 sotto la direzione artistica del Maestro Roberto Gianola e si è esibita nei maggiori teari del Nord Italia (Teatro Fraschini di Pavia,Teatro Sociale di Como,Teatro Vittoriale di Gardone Riviera, Teatro Dal Verme di Milano, Teatro Derby di Milano,…) e del mondo (Friburgo,Basilea,Barhein,…).

“I rusteghi”

Via Rovello, come dire la casa di Goldoni. La sala storica del Piccolo è stata testimone di tutte le possibili declinazioni sceniche del grande veneziano,  da quelle storiche di Strehler ai Gemelli veneziani (2001) di Ronconi, fino alla recente Trilogia di Toni Servillo (2007).

Al Piccolo Teatro Grassi arriva ora, dal 24 aprile al 6 maggio 2012, una delle sue commedie più cupe, i Rusteghi con la regia di Gabriele Vacis (prodotto dal Teatro Stabile di Torino), al suo secondo Goldoni dopo la Trilogia del 1993.

Due padri, tanto ricchi quanto gretti e ignoranti, vorrebbero che i rispettivi figli si sposassero, ma senza dar loro la possibilità di conoscersi prima delle nozze. La siora Felice, trasgredendo, fa incontrare i ragazzi che sono scoperti e accusati di aver disobbedito agli ordini paterni.

Goldoni tratteggia la condizione dell’uomo adagiato nella propria stoltezza: per questo un rinoceronte campeggia sul palco, rimandando all’universo ioneschiano di Rhinocéros, commedia sull’omologazione e sull’ottusità dell’uomo. La rilettura in chiave moderna dell’opera settecentesca operata da Gabriele Vacis e Antonia Spaliviero, che firmano insieme traduzione e adattamento, sottolinea la meschinità e la chiusura dei personaggi principali. La scelta di affidare i ruoli femminili a uomini rappresenta un tentativo di calarsi nei panni altrui per meglio capire il proprio prossimo.

 

“Le donne dei Rusteghi”, spiega la Spaliviero, “non fanno mai veramente parte del mondo che decide le regole. Sono solo a disposizione di quel mondo, lo vivono nascoste e finiscono per adeguarne le loro stesse ambizioni. Per questo, quando abbiamo cominciato a riscrivere Rusteghi in italiano dal veneziano, ci è sembrato realistico che le donne fossero essenzialmente un costume, un abito sulla scena maschile. La scelta di affidare ad attori maschi anche le parti femminili è solo un piccolo scarto, data l’ininfluenza di un corpo femminile così scisso dalla complessità della sua intelligenza, in questo mondo di padroni, più che di padri o mariti”.

“Quello dei Rusteghi è un mondo fatto di legami fra maschi che esclude ogni scheggia di femminile. Quella è gente, i rusteghi”, dice Vacis, “che ha bisogno di tenere asserviti i giovani e le donne. Ai rusteghi non basta decidere il matrimonio dei figli. Pretendono anche che non si incontrino prima. Una prepotenza gratuita. La prepotenza ha bisogno della gratuità, ha bisogno di passare i limiti, quando le pretese dei prepotenti diventano smisurate. Quando si allargano gli squilibri. Sostanzialmente quando i ricchi diventano troppo ricchi e i poveri troppo poveri. Ci sono dei periodi così. Periodi in cui si perdono le proporzioni. Quelli di Goldoni dovevano essere tempi schiodati. Un po’ come i nostri. Tempi in cui i ricchi sono troppo ricchi e i poveri troppo poveri”.

 

Piccolo Teatro Grassi (via Rovello 2 – M1 Cordusio)

dal 24 aprile al 6 maggio 2012

 

Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.00.

Lunedì riposo.

Mercoledì 25 aprile e martedì 1 maggio riposo.

Domenica 29 aprile ore 16 e 20.30, mercoledì 2 maggio ore 15 e 20.30

Durata: un’ora e 45 minuti senza intervallo

Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro – Prezzi speciali su www.piccolocard.it

Informazioni e prenotazioni 848800304 – www.piccoloteatro.org

Interviste, news, scene dello spettacolo, approfondimenti su www.piccoloteatro.tv