Rumori di Fondo di Fabretti e Pavoncello

copertina RUMORI DI FONDO
copertina RUMORI DI FONDO

Disponibile presso la casa editrice Aracne
http://www.aracneeditrice.it/index.php/pubblicazione.html?item=9788825533286
10 € cartaceo 6 € e-book
Rumori di Fondo di Giorgio Fabretti E Vittorio Pavoncello
Che ne è dell’Homo così pressato da cambiamenti climatici che ne compromettono
l’esistenza e dalla tecnologia, che attraverso robot computerizzati, minaccia la
completa sostituzione del lavoro e di ogni altra attività del quotidiano? Saremo ancora
capaci di riprodurci? Ogni argomento, frase, parola, presenti nel volume sono già
inseriti in un nuovo mondo nel quale si è trasportati e nel quale si chiede al lettore di iniziare a vivere. Perché
c’è un determinismo anche nella logica, la quale si muove nel tempo. E non capire i cambiamenti, non
contrastarli o non evolversi con questi, vuol dire rimanere schiacciati. È un guardarsi in uno specchio che non
riflette il proprio aspetto ma il DNA, per scoprire con sorpresa che dentro ci sono tutte le alterità, anche quella
di un Homo che potrebbe ancora una volta decidere della propria sopravvivenza o della propria fine. Il problema
è che non sappiamo se la scomparsa dell’Homo sarà notata nell’Universo o se qualcuno la piangerà. Le
galassie non seppelliscono le proprie stelle.

“Hitler non è mai esistito” di Furio Colombo e Vittorio Pavoncello

Hitler non è mai esistito
Hitler non è mai esistito

“La memoria è un vasto spazio inclinato, che noi pensiamo in perfetto equilibrio, su cui gli oggetti, ovvero tutto ciò che sappiamo del già accaduto, scivolano, a volte in un attimo, verso l’oblio.”

Queste parole ricorda Furio Colombo di un incontro avuto con Oliver Sachs, che non ha mai teorizzato il problema (che infatti è politico e non medico) del contagio con cui si può indurre a rapide dimenticanze, si può arrivare all’immensa volgarità di negare la vittima di fronte alla vittima, di negare il delitto mentre si sta compiendo.

Nelle pagine di questo libro Furio Colombo e Vittorio Pavoncello vogliono riportare in luce la forza del negazionismo (che resiste bene all’intensità, alla commozione, ma anche alla documentazione della memoria) e l’oscillante debolezza delle istituzioni che non hanno mai saldato la loro autorevolezza con la grandezza del crimine che si erano impegnate solennemente e per legge a non scolorire per non perdere il senso dalla vastità del crimine.

Ha fatto scudo la calcificazione del fascismo, che vuole assurdamente continuare a essere opinione legittima come ogni altra opinione. Può esserci una opinione che non risponde del fatto che esalta?
Pavoncello argomenta con forza il peso di ciò che è irreversibilmente accaduto, e da cui far ripartire la storia che ha visto nel conflitto 1939-45 la “prima guerra razziale” della storia.

Furio Colombo porta a questo discorso due argomenti. Il primo è che il negazionismo inizia la serie oscura e tuttora impenetrata delle “fake news”, la vita pubblica e gli eventi delle persone fondata sul falso, e il contesto alterato con raffinata e malefica invenzione. Il secondo argomento è la fascistizzazione più o meno conscia (popolo e cultura) di coloro che, in misura sempre più vasta, si arruolano nel nuovo negazionismo che rifiuta e irride senza esitazione anche il papa.
Questo libro chiede di capire che, di nuovo, il pericolo è grande.