“TOSCA”

Sesto appuntamento del ciclo

 “Prima delle prime”

Stagione 2011/2012 – organizzato dagli Amici della Scala

TOSCA

di Giacomo Puccini

libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa

TEATRO ALLA SCALA

RIDOTTO DEI PALCHI “A. TOSCANINI”

MERCOLEDI’ 18 APRILE 2012 ORE 18

Tosca nasce a Roma, al Teatro Costanzi, nel gennaio 1900. Cattura la trama dal più abile teatrante francese del momento, Victorien Sardou, e attraverso la recitazione grandiosa, estremizzata dell’attrice Sarah Bernardt. Puccini osa il passo poliziesco da cinema nascente, il corteggiamento greve e il delitto a vista, cupezze di tortura e fucilazione. Osa la crudeltà dei tempi nuovi, il rischio che ribalta le attese, coglie la fragilità dei protagonisti, l’ora che fugge. Sa equilibrare lo sgradevole col respiro, lo spessore del suo teatro di vita. C’è la Storia, la campagna di Napoleone nel giugno 1800, che scompiglia la vicenda: mette a rischio i sostenitori della libertà e del Bonaparte (Angelotti, Cavaradossi) a fronte dei legittimisti dei Borboni-Asburgo (Scarpia, la Regina), mette in azione Te Deum e Cantate alla notizia d’una vittoria, presto capovolta. Ci sono i luoghi di Roma, uno per atto, a scandire il percorso. La Chiesa di Sant’Andrea della Valle dove tutti approdano: il pittore e Tosca che viene a trovarlo, il fuggiasco patriota, il capo della polizia coi suoi sbirri, la folla per il solenne Te Deum. Palazzo Farnese dove Scarpia cena e trama e dal piano nobile della Regina arriva a folate la voce di Tosca impegnata a festeggiare la vittoria austriaca, dove si tortura e si patteggia l’amore. E dove Tosca uccide. La piattaforma di Castel Sant’Angelo, slanciata nello spazio, fra voci e suoni del giorno che si sveglia, illusione di libertà dove si sale per morire. I protagonisti hanno modernamente una identità professionale: Cavaradossi dipinge, Tosca cantatrice ha misura scenica in ogni gesto e pensiero, Scarpia poliziotto potente e passionale sa porgersi in modi signorili e adescare brutalmente. Amano: Tosca con slancio assoluto, pronto a tutto, e gelosia, Cavaradossi con dolcezza appassionata e ideali che lo trascinano, Scarpia con bramosia dispotica, raffinata e sensuale. Si confidano in arie famose, duetti e soprattutto dialogano, conversano fra loro e con l’orchestra, in un linguaggio moderno, inquieto, affascinante e nervoso, scattante sui pensieri o sulle tensioni drammatiche, smagliante di colori, trepido di sogni, tenerezze, folgorante di presagio tragico. (F.C.)

Ne parlerà Virgilio Bernardoni, docente di Musicologia e Storia della musica all’Università degli studi di Bergamo, nell’incontro “Dimenticare Dio”, al pianoforte e con ascolti.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti

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