Neri Marcorè e Ugo Dighero al Teatro Celebrazioni

Tango del calcio di rigore
Tango del calcio di rigore

Teatro Celebrazioni

Da venerdì 21 a domenica 23 febbraio 2020

feriali ore 21.00 – domenica ore 18.00

Teatro Nazionale di Genova presenta
Neri Marcorè e Ugo Dighero
in

Tango del calcio di rigore

con Rosanna Naddeo, Fabrizio Costella e Alessandro Pizzuto
scene e costumi Guido Fiorato
luci Aldo Mantovani
arrangiamenti musicali Paolo Silvestri
drammaturgia e regia Giorgio Gallione

Dal 21 al 23 febbraio, in scena al Teatro Celebrazioni di Bologna, Neri Marcorè e Ugo Dighero con lo spettacolo Tango del calcio di rigore, scritto e diretto da Giorgio Gallione.

«È il 25 giugno 1978. All’Estadio Monumental di Buenos Aires va in scena Argentina-Olanda, finale dei mondiali di calcio. Il clima è surriscaldato perché la nazionale Argentina deve vincere a tutti i costi. Seduto in tribuna d’onore c’è, infatti, il generale Jorge Videla, gran burattinaio del mondiale, al potere dalla notte del golpe del 24 marzo 1976. Accanto a lui, discosto dalle telecamere, c’è Licio Gelli, il Venerabile della loggia massonica P2, suo amico personale.

La partita finisce 3 a 1 per i padroni di casa. Si conclude così, con una festa di cieca rimozione, la più vasta e costosa operazione di propaganda politica per mezzo dello sport dopo le Olimpiadi tedesche del ’36. Almeno per una sera dai cieli dell’Argentina cadranno solo coriandoli e festoni, e non corpi di donne e uomini invisi al regime, lanciati dai portelloni degli aerei verso le acque dell’Oceano. Dal giorno dopo, però, i “voli della morte” riprenderanno puntuali e le Madri di Plaza de Mayo ricominceranno a chiedere giustizia.

Durante i campionati del ’78 in Argentina succede di tutto: morte, tortura, desaparecidos, doping, paura e corruzione. Ma è anche il momento di maggior popolarità e consenso della dittatura Videla. A dimostrare come spesso lo sport è usato dal potere come subdola forma di occultamento della realtà o raffinato strumento di oppressione.

A quarant’anni di distanza da quei giorni terribili, un bambino di allora, oggi adulto, cerca di ricostruire il suo passato di spettatore appassionato di calcio alla luce della propria esperienza, recuperando storie di “futbol”, a cavallo tra mito, realismo magico e tragica realtà storica.

Rivivono così in palcoscenico le vicende di personaggi imprevedibili, ad esempio il figlio del cowboy Butch Cassidy, appassionato di Hegel e arbitro, pistole alla mano, di un surreale campionato mondiale giocato in Patagonia nel 1942. Sarà rievocata la “prima guerra del football”, sobillata ad arte dalle compagnie bananiere controllate dalla CIA e combattuta nel 1969 tra Salvador e Honduras. Rivivremo l’episodio del rigore più lungo della storia del calcio, di cui è stato protagonista suo malgrado Gato Diaz, anziano portiere dell’Estrella Polar. Scopriremo la storia di Francisco Valdes, capitano del Cile, costretto dai militari di Pinochet a segnare un gol in una porta vuota e senza alcun avversario in campo, e quella di Alvaro Ortega, arbitro colombiano che commise “l’errore” di annullare un gol all’Indipendente Medellin, la squadra dei trafficanti di cocaina.

Tango del calcio di rigore diventa così un affresco su calcio e potere, in salsa sudamericana e in forma di “tanghedia” (ovvero tango più tragedia più commedia), ricostruito sia dagli occhi di un bambino che da quelli di un consapevole cittadino dei nostri giorni. Uno spettacolo tra mito e inchiesta, musica, favola e teatro civile, cosciente delle lezioni di Osvaldo Soriano e di Ryszard Kapuscinzki.» Giorgio Gallione

In occasione della messa in scena dello spettacolo, Neri Marcorè incontrerà il pubblico sabato 22 febbraio, dalle ore 19.30 alle ore 20.00 presso il Teatro. L’incontro è ad accesso libero e gratuito.

Prezzi (comprensivi di prevendita): Intero 29,00 € – Ridotto 26,00 € – Abbonato 24,00 € – Under 29 22,00 €

Prevendite acquistabili presso la biglietteria del Teatro Celebrazioni (Via Saragozza 234, Bologna), aperta dal martedì al sabato, (ore 15.00 – 19.00), presso la biglietteria del Teatro Europauditorium (Piazza Costituzione 4, Bologna), aperta dal lunedì al sabato (ore 15.00 – 19.00), attraverso il circuito Ticketone, il circuito Vivaticket, i punti d’ascolto delle Ipercoop, oltre alle prevendite abituali di Bologna e provincia e attraverso il sito www.teatrocelebrazioni.it.

Per informazioni: www.teatrocelebrazioni.it | info@teatrocelebrazioni.it | 051.4399123

Teatro Celebrazioni

Theatricon Srl

Via Saragozza, 234

40135 Bologna

Tel. 051.6154808

 

Teatro Carcano: “Alle 5 da me”

ALLE-5-DA-ME-Carcano
ALLE-5-DA-ME-Carcano

Al Teatro Carcano di Milano
da giovedì 4 a domenica 14 aprile 2019
Un testo esilarante, una ben oliata macchina del divertimento: Alle 5 da me di Pierre Chesnot racconta i disastrosi incontri sentimentali di un uomo e di una donna, lui in cerca di stabilità affettiva, lei ossessionata dal desiderio di maternità. Protagonisti Gaia De Laurentiis, che sul palco impersona cinque donne che corteggiano un uomo, e Ugo Dighero, che invece dà voce e volto a cinque uomini che corteggiano una donna.

Come spesso capita nella vita, la ricerca spasmodica di un partner porta ad essere poco selettivi, e così i due finiscono per accogliere in casa personaggi davvero singolari, a tratti paradossali. Per la coppia di attori un vero e proprio tour de forceteatrale, che culminerà in uno spiazzante finale a sorpresa.

“È stata DorothéeChesnot- racconta il regista Stefano Artissunch – a consigliarmi di leggere e mettere in scena il testo del padre Pierre Alle 5 da me, dopo aver visto ed apprezzato a Roma la mia messinscena de L’inquilina del piano di sopra (altra divertente commedia di Chesnot), con Gaia De Laurentiis e Ugo Dighero. Mettendo nuovamente mano al testo di Alle 5 da me, Chesnot ha pensato a Gaia ed Ugo come interpreti ed ha voluto “omaggiarli” scrivendo una scena appositamente per loro. Per la creazione della giusta atmosfera in cui immergere i personaggi, mi sono lasciato suggestionare dai film franco-spagnoli, in cui il comico lambisce il grottesco. Ho voluto comunquepreservare il più possibile la “verità scenica” e, senza rinunciare al sano divertimento epur utilizzando il gioco del travestimento, ho mantenuto i caratteri umani e credibili, capaci di creare empatia con lo spettatore”.