Teatro Giuditta Pasta: musica e mimosa

Le Scemette - scala - foto di Paola Malfatto
Le Scemette – scala – foto di Paola Malfatto

Venerdì 8 marzo, il palco del Giuditta Pasta si tinge di rosa con il nuovo spettacolo del gruppo “Le Scemette”.
In “Sketch in the city” le Scemette (Rossana Carretto, Alessandra Ierse, Laura Magni, Cinzia Marseglia, Viviana Porro, Nadia Puma, Alessandra Sarno) propongono sketch, autoconclusivi, della migliore tradizione teatrale che rappresentano in modo satirico e irriverente la vita quotidiana delle donne, facendo leva su stereotitpi e clichè sempre attuali. Ritmo, battute, gag, colpi di scena caratterizzano le mini storie che queste versatili comiche portano in scena per parlare, in modo satirico, irriverente e, a volte, politicamente scorretto, dei vizi e difetti delle donne della società contemporanea. Donne che, forse, ci assomigliano, donne che sembrano di famiglia, donne che ognuno di noi può incontrare tutti i giorni per strada, in metropolitana o in fila alle poste. Amiche, nemiche, complici, a volte perfino amanti. Le Scemette non mancheranno di sorprendere affrontando anche temi delicati ed importanti, perchè sann fare ridere, certo, ma è vero anche che, in realtà, Le Scemette sono comiche serissime!

BIGLIETTI ANCORA DISPONIBILI: INTERO € 27; RIDOTTO € 25; GRUPPI ORGANIZZATI € 21; RIDOTTO UNDER26 € 16

Sabato 9 marzo, I BIG ONE riportano in scena, quarant’anni dopo, nella prima parte del loro spettacolo, il concerto realizzato dai Pink Floyd nel 1977 e denominato “In The Flesh Tour” (il cosiddetto “Animals Tour” ).
Nella seconda parte del concerto i BIG ONE proporranno altre hits della mitica rock band inglese. Oltre due ore e mezzo di musica, con luci ed effetti speciali, per uno spettacolo unico ed irripetibile nel suo genere, che vi farà rivivere l’emozione di un vero ed autentico concerto dei Pink Floyd, come solo la più famosa e rappresentativa Tribute band per la musica floydiana in Italia ed in Europa, poteva fare… I Big One!
Lo spettacolo dei BIG ONE è frutto di una ricerca maniacale di strumenti originali, partiture e soprattutto dello studio fatto sui concerti live della band negli anni.
La produzione della Band ha come obiettivo la riproduzione più fedele possibile delle sonorità e degli arrangiamenti dei Pink Floyd, utilizzando una strumentazione vintage e, come nei veri concerti dei Pink Floyd, i video dell’epoca proiettati su schermo circolare.
Nei loro concerti la perizia nell’esecuzione dei brani, la fedeltà degli arrangiamenti e la cura per l’aspetto visivo e spettacolare permettono al pubblico di vivere una indimenticabile “Pink Floyd experience”.
I Big One sono stati definiti dalla stampa italiana e dalla critica musicale internazionale più autorevole, “la migliore Tribute Band Europea “. Il repertorio dei loro concerti attinge alle più famose produzioni del gruppo inglese quali The Dark Side of the Moon , Animals , Wish You Were Here , ecc., fino alle produzioni più recenti come The Endless River . I Big One possono vantare al loro attivo esibizioni nei più prestigiosi teatri italiani ed europei.

BIGLIETTI ANCORA DISPONIBILI: INTERO € 31; RIDOTTO € 25; GRUPPI ORGANIZZATI € 23; RIDOTTO UNDER26 € 18

Domenica 10 marzo, si conclude la rassegna “Operetta” con la grande Elena d’Angelo sul palco saronnese, con “Al Cavallino Bianco” Nel Paese di San Wolfango, nel Salzkammergut, la bella ostessa Gioseffa, proprietaria dell’hotel “Al Cavallino bianco”accoglie come tutte le estati i suoi ospiti. Equivoci, scompigli lavorativi e amorosi caratterizzeranno la stagione estiva del Cavallino Bianco finchè l’arrivo dell’arciduca, durante la stagione della caccia, farà tornare la calma e la serenità.
Una curiosità: la sua musica, pur firmata generalmente da Ralph Benatzky, in realtà è dovuta a ben cinque compositori. Ed è questa particolarità che la rende così fresca, varia e gioiosa. Uno spettacolo che sembra un fuoco d’artificio, quadri di elegante spettacolarità e colpi di scena che portano all’immancabile “happy end” che vede coinvolti tutti: i simpatici personaggi del palcoscenico ed i felici spettatori in platea.

BIGLIETTI ANCORA DISPONIBILI: INTERO € 28; RIDOTTO € 25; GRUPPI ORGANIZZATI € 22; RIDOTTO UNDER26 € 15

‘O Zulù dei 99 Posse, in tour con: “Quant’ ne vuo’ – 99 minuti live’”

Zulu99Live
Zulu99Live

Luca Persico in arte ‘O Zulù, frontman dei 99 Posse, è in tour con “Quant’ ne vuo’ – 99 minuti live’”: 99 minuti di concerto, 30 anni di musica e 15 dischi. L’ultimo – “Sono questo, sono quello – Quant’ ne vuo’’” (Musica Posse/Artist First)” – è pensato espressamente per fare da impalcatura e collante a questo live in 99 minuti, insieme a Donix e a Dj Spike, in cui i confini tra nuova produzione e repertorio si fanno labili.

E’ il meglio di ‘O Zulù in 27 riddims e 50 canzoni, tra inediti, medley, mash-up e remix dei 99 Posse per ballare al ritmo di una storia vissuta pericolosamente borderline, spesso contromano e sempre correndo.

Il set dal vivo dello storico artista napoletano è arrivato il 20 marzo anche nella metropoli multietnica per antonomasia, Londra, riempiendo di musica ed energia contagiosa il Brixton Jamm.

Le prossime date del tour di ‘O Zulù sono in Italia:
il 31 marzo al Codice a Barre di Foggia,
il 7 aprile allo spazio Kaos di Lumezzane (BS),
il 20 aprile ai Magazzini Fermi di Aversa (CE) e a Napoli al Mezzocannone
il 19 maggio.

Da venerdì 2 marzo è in radio “Il mio nome è Zulù”, il nuovo singolo anticipato dal videoclip con la regia di Gianluigi Sorrentino.

Integrazione e riscatto sociale sono i concetti cardine al centro del video con protagonista, insieme a ‘O Zulù, l’Afro Napoli United, esempio virtuoso di squadra di calcio multietnica composta da napoletani e migranti, appena promossa in Eccellenza con ben quattro giornate di anticipo dalla fine di campionato.

Nel video, che ha totalizzato finora più di 20.000 visualizzazioni online, c’è anche la tifoseria Brigata Spallatella, che sostiene i propri atleti mantenendo alti i valori dell’antirazzismo e antifascismo.

Il gioco del calcio, lo sport in generale è così strumento efficace non per combattere il razzismo, ma per costruire l’altro, anzi, l’unico mondo possibile: una società multiculturale che è già reale, è già la normalità dell’odierna civiltà.

Ara Malikian al Teatro Duse di Bologna

ARA MALIKIAN-
ARA MALIKIAN-

Mercoledì 22 novembre, ore 21  al Teatro Duse di Bologna, arriva una delle novità più coinvolgenti e interessanti del panorama europeo: Ara Malikian, prodigio armeno-libanese del violino, divo dei territori ispanici di tutto il mondo, con il suo impetuoso mix di grande virtuosismo classico e tutta la cultura etno-rock che scorre nelle sue vene sin dalla nascita.

Con il suo nutrito ensemble di archi, sapientemente uniti a spunti della formazione tradizionale rock, il repertorio di Malikian travolge gli spettatori in una danza irresistibile in cui ogni ritmo folk, dalla tradizione medio-orientale al gipsy, dal flamenco al latino americano soprattutto in chiave cubana, fino alle più sofisticate citazioni classico-barocche e alle incursioni nel rock evergreen, si fondono in un sabba magico, avvolgente e trascinante.

Impossibile resistere alla tentazione della danza, alla malinconia e al romanticismo in un crescendo emotivo sapientemente controllato dal virtuosismo assoluto del suo primo interprete, il carismatico, extravagante, eclettico, apolide per destino e vocazione, cosmopolita, onnivoro Ara Malikian.

Definire il concerto e l’album Sony Classical di recente pubblicato in Italia è davvero difficile, data l’infinita quantità di spunti, citazioni, echi che punteggiano tutto il tessuto musicale, ma ciò che rimane è la potenza emotiva che tale raffinata tessitura riesce a suscitare in qualsiasi ascoltatore, trascinandolo dalla danza alla contemplazione, quindi di nuovo al ballo più sfrenato senza alcuna forzatura, ma in un flusso continuo che sembra sempre improvvisato anche se sapientemente costruito da una delle menti musicali più sofisticate del nostro tempo. Forse l’unica vera incarnazione del concetto di ‘musica popolare’ in circolazione in Europa

Alvaro Soler in tutte le radio con “Sofia”

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Tornato in radio ALVARO SOLER con il suo nuovo singolo “SOFIA”.

SOLER è stato senza dubbio il protagonista assoluto del 2015, il vero tormentone dell’Estate con la sua “EL MISMO SOL” (https://youtu.be/aNHwNreDp3A, #1 in Italia, Spagna e Francia e certificata 4 volte Platino nel nostro Paese ma anche Platino in Spagna e Svizzera, oro in Belgio, Olanda e Polonia), incoronata “Canzone dell’estate” al Coca Cola Summer Festival ma se è vero che “El Mismo Sol” ci ha fatto innamorare di un giovane cantautore dal talento innato il suo nuovo singolo “SOFIA” farà diventare quell’innamoramento una vera storia d’amore.

Il nuovo singolo “SOFIA” è disponibile dal 15 aprile in digitale e da oggi in preordine su iTunes a prezzo speciale.

“SOFIA”, un inno alla vita dal ritmo incalzante, elettrico e super catchy, riprende il discorso dove l’aveva lasciato “EL MISMO SOL” candidandosi a diventare la colonna sonora dell’Estate 2016, grazie anche ai maggiori Network radiofonici nazionali che fin da questa mattina lo stanno suonando nelle loro radio.

In “SOFIA” elementi del pop contemporaneo incontrano chitarre tradizionali e percussioni sperimentali, la melodia è originale e irresistibile, moderna e coinvolgente, il chorus è un chiaro invito a cantare insieme ad Alvaro e anche se “Sofia” è un brano che parla di amore perduto, la canzone sprizza joie de vivre e ci racconta come queste cose siano parte della vita e che tutto può essere trasformato in energia positiva.

“SOFIA” è stata scritta e prodotta a Los Angeles, dove Alvaro e il suo team di producers hanno lavorato con RedOne (Lady Gaga, Nicole Scherzinger, Jason Derulo Jennifer Lopez, etc.).

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Il silenzio e la parola

Carlo Sini

IPOC Italian paths of culture

Collana Eclectica

7 luglio 2012, di Elisa Zini – Il silenzio e la parola rappresenta un insieme di saggi scritti da Carlo Sini, docente di Filosofia Teoretica presso l’Università degli Studi di Milano, Accademico dei Lincei e socio dell’Institut Internationale de Philosophie, rivisitati in modo critico dallo stesso autore.

I saggi risalgono agli anni ottanta e trovano un loro perno nel libro Immagini di verità edito da Spirali e tradotto in inglese nel 1993 da Humanities Press.

Il silenzio rappresenta una centralità nelle opere di Sini, intriso di significato profondo, ancestrale. “Così come il mondo non è mai davanti a me” enuncia Carlo Sini “ma sempre mi circonda e mi attraversa, così come non faccio che vedere il mondo provenendo dal cuore del mondo, altrettanto accade alla parola. Essa non parla che dal silenzio del mondo e del silenzio del mondo: quel silenzio che la parola custodisce e che essa reca in sé; quel silenzio che è così raro e difficile saper ascoltare”.

Il libro ripercorre un cammino di pensiero in un itinerario filosofico che sta a cuore a Sini. Con rigore, eleganza e originalità si approda alla cultura europea attraverso il tempo, il ritmo e la storia non con rifiuto, secondo il nichilismo di Nietzsche, ma per “trasvalutarla e farne qualcosa di costruttivo”.

Affascinante la tematica del ritmo all’interno del capitolo La storia, il tempo, la parola. Il ritmo diventa radice di ogni sapienza umana: senza ritmo non c’è sapienza. Gli uomini sono ritmici perché iscritti nella memoria. Come affermava Platone “conoscere è ricordare”. Il rumore diventa respiro e il primo respiro è un pianto.

“Il ritmo dei ritmi” scrive Sini “ potremmo anche dire, è il respiro: provenienza dallo Stesso (dal mondo) che dà luogo all’espulsione dell’Altro (il mondo come Oggetto). Il respiro (e con ciò il grido e il pianto) è come il primo gesto interpretativo visibile dell’evento, la prima risposta in cui prende luogo il tempo”.