Empagliflozin per insufficienza cardiaca

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Empagliflozin ha raggiunto l’endpoint primario di riduzione del rischio di mortalità cardiovascolare o ospedalizzazione per insufficienza cardiaca nel trial di fase III in pazienti con e senza diabete mellito di tipo 2.

· Empagliflozin ha significativamente ridotto il rischio di mortalità cardiovascolare o di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca rispetto al placebo nello studio EMPEROR- Reduced, che ha valutato pazienti adulti con scompenso a frazione di eiezione ridotta,con e senza diabete. .

I risultati positivi dello studio di fase III EMPEROR-Reduced condotto in adulti con insufficienza cardiaca a ridotta frazione di eiezione con e senza diabete, sono stati annunciati oggi da Boehringer Ingelheim e Eli Lilly and Company (NYSE: LLY). Lo studio EMPEROR-Reduced ha raggiunto il suo endpoint primario, dimostrando la superiorità di empagliflozin (10 mg) rispetto al placebo nel ridurre il rischio composito di mortalità cardiovascolare o di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca, quando aggiunto allo standard di cura. Il profilo di sicurezza di empagliflozin, si è confermato simile per tutti i pazienti rispetto a quanto già noto-

“L’insufficienza cardiaca è il disturbo cardiovascolare cronico più importante e grave del mondo, fortemente disabilitante, che mette a rischio le vite di milioni di persone,” ha dichiarato Milton Packer, M.D., Presidente del Comitato Esecutivo per il Programma EMPEROR e eminente studioso di Scienze Cardiovascolari presso il Baylor University Medical Center di Dallas, Texas, USA. “Irisultati dello studio EMPEROR-Reduced suggeriscono che gli SGLT2ì potrebbero diventare il nuovo standard di cura di questa patologia, contribuendo significativamente al miglioramento dei risultati raggiunti oggi con i trattamenti ad oggi disponibili.”

L’insufficienza cardiaca è la principale causa di ospedalizzazione negli Stati Uniti e in Europa, e anche il numero di pazienti in l’Asia è in aumento.[i] Il rischio di mortalità in persone con insufficienza cardiaca aumenta ad ogni ricovero ospedaliero.[ii] L’insufficienza cardiaca con ridotta frazione di eiezione si verifica quando il muscolo cardiaco non si contrae in modo efficace e pompa meno sangue nel corpo rispetto a una funzione cardiaca funzionante.[iii] I sintomi associati all’insufficienza cardiaca, come la mancanza di respiro e l’affaticamento, possono influenzare la qualità della vita.[iv]

Una persona su cinque è a rischio di sviluppare insufficienza cardiaca nel corso della propria vita, quindi è molto incoraggiante vedere questi risultati positivi dello studio EMPEROR-Reduced, che dimostrano che empagliflozin migliora gli esitidi insufficienza cardiaca con empagliflozin,” ha dichiarato Waheed Jamal, M.D., Corporate Vice President and Head of CardioMetabolic Medicine di Boehringer Ingelheim. “Siamo entusiasti di condividere i risultati completi e stiamo lavorando instancabilmente per comprendere come empagliflozin può migliorare la vita delle persone che vivono con insufficienza cardiaca.”

I risultati completi dello studio EMPEROR-Reduced saranno presentati al congresso 2020 della European Society of Cardiology (ESC), il 29 agosto. La sottomissione regolatoria è pianificata entro la fine del 2020. Un secondo studio, l’EMPEROR-Preserved, esplorerà l’effetto di empagliflozin sulla mortalitàcardiovascolare e l’ospedalizzazione per insufficienza cardiaca negli adulti con insufficienza cardiaca con frazione di eiezionee conservata, condizione priva di opzioni di trattamento disponibili.[v] I risultati di EMPEROR-Preserved sono attesi per il 2021.

Gli studi EMPEROR fanno parte del programma clinico EMPOWER, uno dei più ampi e completi tra gli SGLT2i, che esplora l’impatto dell’empagliflozin nello spettro delle condizioni cardio-renali-metaboliche.

“Questi risultati si aggiungono ai già noti benefici cardiovascolari di empagliflozin in adulti.Le condizioni metaboliche che colpiscono cuore e reni possono portare a conseguenze gravi, incluse l’ospedalizzazione e la morte. “, ha dichiarato Jeff Emmick, M.D., Ph.D., Vice president e Product Development di Lilly. “Attraverso il nostro programma clinico EMPOWER, ci impegniamo a far progredire le conoscenze su questi esiti clinici impattanti.Non vediamo l’ora di vedere come empagliflozin possa aiutare le persone adulte che vivono con queste condizioni di malattia in tutto il mondo.”