Enrico Ruggeri a “Lingue a Sonagli”

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Enrico Ruggeri

Smentisce le voci di corridoio ai microfoni di “Lingue a Sonagli”:

«Mai più dischi nuovi? Non ho mai detto una cosa simile»

Intervistato da Bussoletti durante la puntata del talkshow “Lingue a Sonagli” trasmessa in diretta radio alla mezzanotte di mercoledì 1° luglio su RadioRock106, ENRICO RUGGERI smentisce le dicerie secondo cui vorrebbe fermare le sue pubblicazioni discografiche.

Enrico Ruggeri è uno dei pochi cantautori ancora in attività che ha scritto la storia della musica italiana. Dagli esordi di “Contessa” con i Decibel fino alla doppia vittoria del Festival di Sanremo prima con Raf e Tozzi con “Si può dare di più” e poi come solista con “Mistero”, è sempre stato sulla cresta dell’onda. Scrittore, autore per interpreti, speaker radiofonico e conduttore tv, non ha mai dato limiti alla sua creatività e non ha voglia di farlo ora. Lo chiarisce in modo netto a Lingue a Sonagli, il salotto sgualcito di Radio Rock ideato e condotto dal cantautore Bussoletti.

Voci di corridoio dicono che Ruggeri non voglia più incidere dischi, e lui commenta: «Non ho mai detto una cosa simile! Il concetto che volevo esprimere era più esteso e valutava il ruolo del disco tradizionale in questi anni dove tutto invecchia presto. Un tempo quasi tutte le canzoni di un mio album venivano scoperte dagli ascoltatori mentre ora la comunicazione batte solo sui singoli lasciando le altre tracce ai veri appassionati. Forse si deve tornare a pubblicare solo canzoni uniche per poi pensare di raccoglierle in un IP come si faceva negli anni Sessanta. Ci sto ragionando».

L’ospite si pronuncia, poi, sul fenomeno dei “leoni da tastiera”: «Oggi l’Italia è divisa in due tifoserie. S’è visto anche recentemente con i due assembramenti, quelli di destra e quelli riuniti per Floyd. Ogni fazione ha accusato l’altra di non rispettare le distanze e le indicazioni di contenimento del contagio. E’ la prova che abbiamo da ridire sempre e solo con chi non la pensa come noi. Nessuno ragiona davvero in modo critico, tanto che si leggono solo giornali e siti delle proprie idee senza mai mettersi in dubbio e senza mai andare a vedere quello che pensa l’altra parte. L’artista invece non comunica verità ma riflessioni e la differenza sta tutta là».

Ruggeri parla, infine, del suo programma in onda su RAI2: «E’ stata una piccola rivoluzione del sabato sera. Io non sono un conduttore classico, ma uno che racconta storie e così ho impostato lo show in modo diverso rispetto alla liturgia tradizionale. Quelle sette prime serate sono state un fiore all’occhiello perché sono venuti a suonare amici bravissimi anche meno noti dal mondo indie, tipo i Coma Cose, e dal mondo rap, tipo Anastasio».

“Lingue a Sonagli” è un programma ideato e condotto da Bussoletti in diretta radiofonica tutti i mercoledì su RadioRock.

Ig: https://www.instagram.com/lingueasonagli/?hl=it

 

Zibba a “Lingue a Sonagli”

zibba
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Intervistato da Bussoletti durante la puntata del talkshow “Lingue a Sonagli” trasmessa in diretta radio alla mezzanotte di mercoledì 17 giugno su RadioRock106, SERGIO VALLARINO, in arte ZIBBA, parla del ruolo dell’autore e dell’evoluzione del noto Premio Bindi post COVID-19.

Zibba, al secolo Sergio Vallarino, è un cantautore e autore tra i più prolifici della scena attuale. A Sanremo del 2014, con il brano “Senza di te”, si aggiudica sia il Premio della Critica Mia Martini, sia il Premio della Sala Stampa Radio-Web Lucio Dalla. Ha scritto per artisti del calibro di Cristiano De Andrè, Fiorella Mannoia ed Eugenio Finardi.

Dal 2017 è Direttore Artistico del Premio Bindi, argomento di conversazione durante la puntata che l’ha visto ospite di Lingue a Sonagli, il salotto sgualcito di Radio Rock ideato e condotto dal cantautore Bussoletti.
«E’ un momento strano per chi scrive per altri – commenta Zibba parlando del ruolo degli autori in un futuro prossimo – Non sarà facile vedersi ed interagire con gli interpreti come un tempo e questa cosa si andrà a perdere ma ci sono tanti altri modi di tenersi in contatto. La tua trasmissione per esempio non ha mai smesso di avere ospiti. Prima del lockdown, comunque, tutti noi avevamo molti impegni e non stavamo sempre a cena insieme. Il passaggio semmai è sulla qualità della canzoni: adesso c’è bisogno di bella canzoni, non di canzonette».

Zibba parla poi delle sorti del Premio Bindi: «Il premio cambierà pelle come i Visitors? Innanzitutto, grazie per avermi ricordato una bellissima serie di quando ero bambino, me la vado a rivedere sperando che non mi deluda per gli effetti speciali un po’ passati. C’è tanta preoccupazione su come andrà la musica dopo il Coronavirus, ma io sono assolutamente fiducioso. Se vogliamo che questo sia solo un momento di transizione, rispettiamo adesso tutte le piccole regole che ci sono e stiamo buone e presto riprenderemo tutte le cose che abbiamo lasciato in stand-bye».

Clavdio, ospite di “Lingue a Sonagli”

CLAVDIO
CLAVDIO

Intervistato da Bussoletti e Giuliano Leone durante la puntata del talkshow “Lingue a Sonagli” trasmessa ieri mercoledì 22 gennaio su RadioRock dal palco de Na Cosetta di Roma, Claudio Rossetti, in arte CLAVDIO, ha condiviso la sua esperienza pronunciandosi su diverse tematiche.

Clavdio è uno dei cantautori più amati della nuova scena indie che sta imperversando nei network radiofonici e in rete. Con il singolo “Cuore” ha raggiunto il disco d’oro ed è attualmente nel roster di Bomba Dischi, l’etichetta discografica che ha lanciato talenti come Calcutta e Carl Brave.

Parlando dei social odierni e del fatto che possono rappresentare un pericolo per i giovani, Clavdio ha detto: «A me non sembra proprio. Io, per esempio, su Facebook c’ho preso un contratto discografico. Ho mandato un provino della mia canzone “Cuore” a Davide Gaucci, della Bomba Dischi, e lui si è subito messo in contatto con me. Abbiamo continuato a parlare tramite chat per diversi mesi finché, dopo avergli mandato altro materiale interessante, mi ha convocato di persona».

Gli è stato poi chiesto di raccontare come ha vissuto il successo inatteso: «Considera che per andare ospite a Radio Deejay mi sono preso un permesso al lavoro senza neanche spiegare la ragione al capo. Un rappresentante in ascolto mi ha riconosciuto e gliel’ha detto. Mentre ero in treno di ritorno verso Roma, mi ha mandato un messaggino di complimenti ed io, che non l’avevo in agenda, gli ho chiesto chi fosse. Mi ha risposto “Quello che ti paga tutti i mesi”».

“Lingue a Sonagli” è un programma ideato e condotto da Bussoletti in onda ogni quindici giorni su RadioRock.