Le opere di Pietra Barrasso arrivano in Lunigiana

Ha riscosso grande successo di pubblico e di critica “Fasci e scintille di luce”, la personale di pittura di Pietra Barrasso, tenutasi dal 9 al 21 luglio nelle sale di Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma. La mostra, curata dal prof. Marcello Carlino dell’Università La Sapienza, rappresenta un risultato straordinario per l’artista di origini irpine, il cui calendario estivo si presenta fitto di appuntamenti.

Fino al 29 luglio infatti esporrà a Pontremoli nell’ambito della collettiva d’arte curata da Giammarco Puntelli nella Galleria d’arte del Caffè Bellotti, in cui sono presenti anche opere di Alessandro Trani, Francesca Benigni e Massimo Sonnini. L’evento è organizzato dalla Galleria Astrolabio di Tamara Cibei, in collaborazione con il Comune di Pontremoli, in concomitanza con le manifestazioni del Premio Bancarella.

Pietra Barrasso è in mostra con la sezione intitolata “Catturare la luce”. Ed è proprio la luce e la vitalità che essa esprime a caratterizzare la sua produzione artistica, insieme al tratto deciso e alla consistenza materica del colore.

Altre mostre sono in programma a Frosinone dal 9 al 19 agosto, e a Montone dal 30 ottobre al 1 novembre.

“La personale appena terminata a Palazzo Valentini ha rappresentato il coronamento di un sogno, ma lo considero un punto di partenza per me” ha commentato l’artista, che prosegue la sua incessante ricerca sul piano artistico, cimentandosi con sfide sempre nuove.

Inaugurata a Roma la Mostra di Pietra Barrasso

Roma, 11 luglio 2012 – È stata inaugurata lunedì 9 luglio 2012 a Roma, presso Palazzo Valentini, sede della Provincia, la mostra di pittura “Fasci e scintille di luce” dell’artista campana Pietra Barrasso. Il taglio del nastro, all’interno della Sala Egon Von Fürstenberg, è stato effettuato dall’On. Lorenzo Cesa, Segretario Nazionale dell’Udc, intervenuto all’evento in virtù della lunga amicizia che lo lega alla pittrice, della quale ha elogiato la forza di volontà e la dedizione nel raggiungere i propri obiettivi in campo artistico. A fare gli onori di casa l’Assessore alle Politiche Culturali e Vicepresidente della Provincia di Roma, Cecilia D’Elia, che ha voluto sottolineare il costante sostegno allo sviluppo dell’arte da parte del proprio Ente, grazie agli splendidi spazi espositivi messi a disposizione degli artisti.

È intervenuto al vernissage anche il curatore della mostra, il Prof. Marcello Carlino dell’Università La Sapienza, che ha voluto indicare al numeroso pubblico intervenuto le caratteristiche principali dell’arte di Pietra Barrasso: la vivacità della luce, la festa di colori, tra cui domina il giallo, la ricchezza e il piacere del gesto, il ritmo musicale nella gestione dei cromatismi, modulati in funzione di armonie. Anche Mara Ferloni, critico d’arte e direttore responsabile dell’Ages, ha esaltato la capacità di Pietra Barrasso di catturare il ritmo vitale, oltre che di esprimere, attraverso un linguaggio dai toni forti e vibranti, una concettualità che racchiude una evidente spiritualità.

Pietra Barrasso è originaria dell’Irpinia, ma dal 1992 vive a Roma, dove ha avuto modo di frequentare grandi maestri come Robert Carroll, Orfeo Tamburi, Ernesto Treccani, Aligi Sassu e Antonio Corpora, di cui è stata allieva. Ha esposto in prestigiose gallerie e musei nazionali e internazionali, ottenendo importanti riconoscimenti e da sempre successo di critica, di pubblico e consensi da parte di grandi personalità. Sue opere sono presenti alla Camera dei Deputati, presso Ambasciate, Regioni, Comuni e vari Enti Pubblici. Nei confronti dell’arte si pone allo stesso modo che nei confronti della vita, e infatti afferma: “Il rosso è l’amore, il giallo è luce, il verde è la  speranza di una vita sempre a colori.”

La mostra “Fasci e scintille di luce” sarà visitabile, con ingresso libero, fino al 21 luglio, dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 19.00 ed il sabato dalle ore 10.00 alle ore 13.00. Accompagna l’esposizione un catalogo con testi critici di Mara Ferloni, Giuseppe Selvaggi, Luigi Tallarico, e prefazione del Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti.

L’artista Pietra Barrasso porta i colori dell’Irpinia a Roma

Roma, 23 giugno 2012 – L’artista campana Pietra Barrasso presenterà al pubblico romano la sua più recente produzione pittorica in una personale in programma il mese prossimo nei prestigiosi spazi espositivi di Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma. La mostra, dal titolo “Fasci e scintille di luce”, è curata dal Prof. Marcello Carlino dell’Università La Sapienza e sarà visitabile dal 10 al 21 luglio. L’inaugurazione si svolgerà lunedì 9 luglio alle ore 17.00 presso la Sala Egon von Fürstenberg. L’evento è patrocinato da Provincia di Roma, Regione Lazio, Roma Capitale e Provincia di Avellino. 

Pietra Barrasso nasce a Venticano nel 1963, ma dopo pochi anni si sposta a Grottaminarda, dove vive fino al 1992, quando decide di trasferirsi a Roma. La sua attività artistica ha inizio già da giovanissima, portandole negli anni successo di critica, di pubblico e consensi da parte di grandi personalità. Espone in prestigiose gallerie e musei nazionali e internazionali (in particolare negli Stati Uniti), ottenendo ovunque importanti riconoscimenti. Nel 1985 la Presidenza della Regione Campania la incarica di eseguire opere pittoriche in omaggio alle Presidenze delle varie Regioni italiane. Suoi lavori di grandi dimensioni sono presenti alla Camera dei Deputati, presso Ambasciate, Regioni, Comuni e vari Enti Pubblici. 

La mostra capitolina sarà per Pietra Barrasso un’importante vetrina per consolidare la propria fama di artista: “Si tratta della mia seconda personale a Roma, la prima la tenni nel 1994. Ho aspettato che mi capitasse un’importante occasione istituzionale e ringrazio la Provincia di Roma di questa opportunità, ma sono felice anche di aver ricevuto l’appoggio della Provincia di Avellino, che ha voluto concedermi il patrocinio.” 

Pur vivendo a Roma da vent’anni, Pietra Barrasso mantiene un legame costante con la propria terra d’origine: “Ci torno molto di frequente, poiché non riesco a stare a lungo lontana dall’Irpinia. Pur non avendo più uno studio come punto di riferimento lavorativo, ho mantenuto i contatti con la mia famiglia e con gli amici. Quando sono a Roma sento sempre la mancanza di Grottaminarda.” Riguardo ai motivi che l’hanno spinta a trasferirsi a Roma, ci spiega: “Volevo continuare a coltivare il mio amore per l’arte e mettermi a confronto con grandi artisti: opportunità che solo le grandi metropoli ti possono dare. E la mia decisione si è rivelata felice, perché a Roma ho avuto la fortuna di incontrare e frequentare maestri come Orfeo Tamburi, Ernesto Treccani, Aligi Sassu e Antonio Corpora, di cui sono diventata allieva.” 

La lontananza dall’Irpinia non le ha comunque impedito di conservare quei valori acquisiti in gioventù: “La mia terra mi ha lasciato in eredità un tipo di approccio alla vita che è fatto di sensibilità e amore per le piccole cose, ma anche la carica e la forza tipiche della gente irpina, la voglia di fare e di emergere.” Voglia di emergere che non è solo ambizione personale, ma anche ricerca di riscatto da parte di un popolo: “L’obiettivo che mi pongo da sempre, al di là di ogni retorica, bensì con profondo coinvolgimento emotivo, è di portare in alto in Italia e nel mondo l’immagine dell’Irpinia attraverso i suoi colori, che ispirano ogni mia opera, e rendere omaggio a una terra che è spesso messa in disparte e quasi dimenticata.”