Centro Culturale di Milano: mostra di Guy Harloff fino al 5/12

Guy Harloff_Je voudrais voir mon coeur... i disegni dopo l'infarto_1975_lancio
Guy Harloff_Je voudrais voir mon coeur… i disegni dopo l’infarto

Simbolismo, filosofia ed esoterismo, ma anche arte, musica e cinematografia: tutto questo compone il multiforme universo del poliedrico artista Guy Harloff, autore di spicco del secolo scorso a cui è dedicata la mostra “Guy Harloff (1933-1991). Alchimie e sinestesie” presentata al Centro Culturale di Milano ancora per pochi giorni, fino a giovedì 5 dicembre.

L’importante rassegna, curata da Serena Redaelli, è organizzata dallo Studio d’arte Nicoletta Colombo, sede dell’Archivio Guy Harloff, e si avvale dei prestigiosi patrocini di Commissione Europea, Regione Lombardia, Comune di Milano.

L’evento è inoltre inserito nella programmazione di Bokcity Milano 2019 e nella rassegna JAZZMI 2019.

Il percorso espositivo nelle sale del CMC offre al pubblico oltre quaranta opere su carta realizzate dalla metà degli anni Cinquanta fino a tutti gli anni Ottanta, in dialogo con i più stimolanti temi culturali e artistici coltivati da Guy Harloff a testimonianza dell’evoluzione della sua complessa quanto inconfondibile poetica, espressa in un trentennio attorno ad alcuni soggetti prediletti: i mandala, le lettere dell’alfabeto, i vascelli del Grande Viaggio, i libri della conoscenza, gli ampi tappeti persiani, il cuore, l’Albero della Vita, l’alchemica Voie Royale, accompagnati da locuzioni, scritte e datazioni volte a rafforzarne il profondo messaggio.

Avvicinatosi alla Beat Generation, il “mite gigante, pittore e alchimista” – come lo definì Dino Buzzati – si dedica alla pittura, tra collage e chine colorate che, all’insegna dell’accumulazione neo-barocca di segni, seguono un’ispirazione simbolica da miniaturista moderno, giocata sull’ibridazione surreal-simbolista e neo-dadaista con l’allegoria ebraica, orientale e araba.

Per una più completa comprensione del “pianeta” Harloff, la mostra propone inoltre fotografie di Roberto Masotti, importanti ritrovamenti dall’Archivio Lelli e Masotti che ritraggono l’artista sul suo galeone a Chioggia e in occasione dell’apertura della personale alla Permanente di Milano, quando l’amico sassofonista e compositore Ornette Coleman, con la sua band, allestisce un memorabile concerto jazz. E ancora si possono ammirare cover di dischi jazz disegnate da Harloff, foto documentarie, libri e cataloghi particolarmente rari, un prezioso esemplare di tappeto caucasico (courtesy Mirco Cattai FineArt&AntiqueRugs, Milano), a confronto con i Tapis harloffiani, ed una serie di riletture pittoriche dell’opera di Guy Harloff realizzate dalla giovane artista Linda Caracciolo Borra, in arte Linda Orbac. L’esposizione prevede, infine, la proiezione di due cortometraggi realizzati da Harloff, appassionato cinefilo, finora rimasti inediti e concepiti dall’autore come integrazione della sua produzione pittorica.

L’anima da apolide, la vastità degli interessi, gli spostamenti ininterrotti tra Parigi, New York, Milano, il Marocco e l’Iran, hanno infatti portato Guy Harloff a studiare il mondo del jazz, del cinema, della filosofia – è stato cultore di alchimia, tantra, sufismo e cabala ebraica – della letteratura e della critica d’arte, e ad avvicinarsi ad esponenti del grande collezionismo e dell’arte internazionale, come Peggy Guggenheim, Philip Martin, Alberto Giacometti, Francis Bacon. Tra le sue amicizie si ricordano i musicisti Ornette Coleman e Charles Mingus, gli scrittori Giovanni Arpino ed Henry Miller, il poeta Alain Jouffroy, lo storico dell’arte Franco Russoli, il curatore Harald Szeemann e i critici Michel Tapié e Patrick Waldberg, oltre alle collaborazioni con l’attore Vittorio De Sica e l’artista Arsenije Jovanovic. L’attuale esposizione al Centro Culturale di Milano, che segue le recenti mostre milanesi alla Galleria San Barnaba del 2016 e alla Galleria Anna Maria Consadori del 2018, prosegue quindi il progetto di riscoperta dell’articolata figura dell’artista-filosofo di fama negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso.

Accompagna la mostra un approfondito catalogo con testimonianze inedite e curiosità sulla vita e la produzione dell’artista.

Cenni biografici. Guy Harloff nasce a Parigi il 4 giugno 1933 e passa l’infanzia viaggiando per l’Europa con i genitori. Trascorre l’adolescenza a Parigi e, ribelle e pieno di rabbia, appena adolescente abbandona la famiglia e gli studi, e nel 1950 si trasferisce a Roma dove lavora al Centro Sperimentale Cinematografico. Inizia a disegnare nei primi anni Cinquanta, avvicinandosi al surrealismo ed eseguendo i primi collages con materiali di recupero. È qui che entra in contatto con gli esponenti storici della Beat Generation e inizia a interessarsi alla musica jazz, di cui successivamente diviene un profondo cultore. Tra il 1959 e il 1960 la sua produzione artistica è sostenuta in Italia da Carlo Cardazzo e Arturo Schwarz.

Quindi viaggia e soggiorna nel Golfo Persico, si stabilisce in Marocco, visita l’Africa e il Sudan. Nei primi anni Sessanta frequenta Milano e gli amici di Brera, Roberto Crippa e Lucio Fontana, e sottoscrive un contratto con Renzo Cortina. Verso la fine degli anni Sessanta vive tra Milano, Parigi e Londra, mentre dal 1970 abita e lavora a New York.

Nel corso degli anni Sessanta e Settanta partecipa a svariate collettive e tiene numerose personali in Italia, Francia, Stati Uniti, Danimarca, Belgio, Paesi Bassi, Germania, tra cui ricordiamo le gallerie del Cavallino a Venezia e del Naviglio, Schwarz, Cortina e Carini a Milano. Nel 1972 espone a Documenta 5 a Kassel presentato da Harald Szeemann, quindi è omaggiato nel 1974 dall’antologica alla Permanente di Milano; nel 1977 partecipa alla X Quadriennale di Roma.

Nel decennio successivo, dopo alcuni anni di viaggi negli Stati Uniti e di residenza a New York, torna in Italia, a Galliate (Novara) dove scompare prematuramente per un infarto nel 1991.

Coordinate mostra

Titolo GUY HARLOFF (1933-1991). Alchimie e sinestesie

Sede Centro Culturale di Milano, Largo Corsia dei Servi 4, Milano

Date 7 novembre – 5 dicembre 2019

Orari lunedì-venerdì ore 10-13; 14-18.30 | sabato ore 15.30-19

Ingresso gratuito

Info pubblico Studio d’arte Nicoletta Colombo, Archivio Guy Harloff, Milano

Tel. +39 02 875617 – mob. +39 333 3931516

sere.greta@gmail.com – info@nicolettacolomboarte.it

Centro Culturale di Milano

Tel. +39 02 86455162 – www.centroculturaledimilano.it

Guy Harloff Official Website: www.guyharloffartist.com

Guy Harloff in mostra alla Galleria Consadori

Guy Harloff Stormy weather 1983 collage e inchiostri su carta
Guy Harloff Stormy weather 1983 collage e inchiostri su carta

La riscoperta dell’opera di Guy Harloff, coordinata recentemente attraverso iniziative espositive e tramite la pubblicazione della monografia Guy Harloff (1993-1991). L’olandese volante, a cura di Nicoletta Colombo e Serena Redaelli, edita nel 2016, segna una nuova tappa in occasione dell’esposizione odierna.

La mostra raccoglie venticinque opere eseguite tra i finali anni cinquanta e il 1990, consentendo di percorrere l’intero arco dell’attività dell’artista attraverso una selezione di lavori emblematici della sua ricerca.

Uno studio in cui il cammino artistico di Harloff va di pari passo con l’approfondimento della personale ricerca spirituale e simbolica.
Partita dal mondo fisico, dalla sperimentazione di derivazione popolare, la poetica harloffiana giunge a decifrare lo spirituale attraverso il lavoro assiduo e lo studio, per cui dipingere non è che uno dei percorsi verso la “Grande Opera”, concetto manifestato dall’artista nell’espressione ricorrente “Work is the Great Power”.

Le opere, che assemblano ossessivamente i ritagli fotografici del suo occhio destro con fitte simbologie di mandala, di forme figurali fantasiose e alchemiche, non paiono estranee neppure alla conoscenza dei codici miniati medievali, configurandosi come esiti dell’attività preziosa di un cesellatore cresciuto in sintonia con le culture orientali.

La componente simbolica maturata a contatto con i surrealismi di seconda generazione e con gli espressionismi nordeuropei, frutto del cosmopolitismo di Harloff, evolve nei decenni verso una crescente organizzazione spaziale, configurando simmetrie eleganti e condensate intorno a segnali, numerazioni, pentacoli, scritture vergate secondo processi logici misteriosi e affascinanti.

L’arcano alchemico e filosofico che si snoda tra le sinuosità damascate dei labirinti segnici è introdotto dai titoli stessi delle opere, di cui citiamo alcuni esempi: Idée de Cyprès 1968, Le voyage avec C 1968, Connaisance 1971, Le livre de l’engrenage 1971, Présence primordiale 1974, The Chinese Coin. Inventaire 1983, Inside, aime, lumière 1990.

GUY HARLOFF (1933-1991). VISIONI, SIMBOLI, ALCHIMIE
DURATA DELLA MOSTRA: 9-28 FEBBRAIO 2018
VERNISSAGE: GIOVEDÌ 8 FEBBRAIO 2018, ORE 18