Estate a Napoli 2018: ‘Dio arriverà all’Alba’

Locandina Alda Merini
Locandina Alda Merini

Tra i protagonisti di questa edizione di “Estate a Napoli”, lo spettacolo “Dio arriverà all’Alba” scritto e diretto da Antonio S. Nobili in memoria della celebre poetessa milanese a dieci anni dalla sua scomparsa.

In scena Giovedì 26 e Venerdì 27 luglio alle ore 21.00 presso il Chiostro di San Domenico Maggiore, dopo il successo del debutto di Gennaio 2018, la produzione approda a Napoli con un testo poetico e vivace in cui Alda Merini, interpretata da una straordinaria Antonella Petrone, accoglierà il pubblico nel suo quotidiano più intimo e controverso.

La finestra sui navigli è aperta sull’interno, e da lì si affaccia alla poesia, alla sua radice umanissima e vivace.

In fondo fare poesia, scriverla, dettarla, indossarla, altro non è che uno slancio vitale controverso e appassionato nei confronti del mondo intorno, una celebrazione di infinite possibilità. Alda Merini non si è lasciata fermata neanche dagli orrori della detenzione manicomiale, continuando a scrivere e a vivere e a offrirsi generosa.

Antonio Nobili coglie appieno il senso e la restituzione di TeatroSenzaTempo è, a detta della critica, il “perfetto omaggio alla figura immensa di Alda Merini” (Fabrizio Corgnati) perché “chi meglio di un poeta può raccontare una poetessa?” (Flaminio Boni).

26.27 Luglio 2018
Ore 21
“Chiostro delle Statue”
Basilica di San Domenico Maggiore
“DIO ARRIVERA’ ALL’ALBA”
Spettacolo omaggio ad ALDA MERINI

Teatro Cometa Off: “Dio arriverà all’alba” – Omaggio alla poetessa Alda Merini

Locandina_Dio Arriverà all'Alba
Locandina_Dio Arriverà all’Alba

Dio arriverà all’alba – DAL 16 AL 21 GENNAIO 2018
Ore 21 – Domenica pomeridiana ore 18 – Al TEATRO COMETA OFF – Via Luca della Robbia, 47 – Roma
con Antonella Petrone nel ruolo di Alda Merini
Daniel Terranegra (Paolo), Daniel De Rossi (Arnoldo Mondadori), Sara Morassut (Anna), Alberto Albertino (Dott. Gandini)
e con Sharon Orlandini (la bambina)

Una telefonata anticipa un incontro.
Da un capo del telefono un professore universitario chiama la sua vecchia e stimata amica Alda Merini chiedendole la cortesia di seguire un giovanotto molto talentuoso che sta svolgendo da parte sua delle ricerche su alcune dinamiche della poesia contemporanea.
Inizialmente titubante la Merini accetta la richiesta dell’amico accogliendo il suo assistente a casa in diverse occasioni.

Dal primo incontro, inesorabili come le cadute al domino, uno dopo l’altro si seguiranno momenti, sensazioni e stati d’animo che porteranno i due a trovarsi su quel confine spesso raccontato, in quanto realmente vissuto, dalla Merini nelle storie poetiche dei suoi giovani amanti: è l’urgenza del poeta di sentirsi nei confronti del mondo come il buio che porta la luce.

Alda canticchia tra sé e sé, ironica e leggera come solo i poeti sanno essere, accende una sigaretta dietro l’altra, prende il giro il medico che la va a visitare a casa e sorride del bizzarro mondo che la circonda. Nel suo appartamento, sul pavimento, mozziconi di sigarette, fogli sparsi e lattine vuote stazionano sul tavolo per intere settimane, mentre alle pareti foto, ritagli di giornale, ma soprattutto appunti, tanti appunti, numeri di telefono scritti col rossetto e pile di libri ovunque. Stufette e ventilatori a comporre una sorta di istallazione concettuale, il più bizzarro dei salotti intellettuali.