INCONTRI POSSIBILI – quarto appuntamento

ANTONIO_LATELLA_PH_ANDREA_PIZZALIS
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12 dicembre – Antonio Latella
Regista, autore, già direttore della Biennale di Venezia Teatro.
Quarto appuntamento di Incontri Possibili.

Corrado d’Elia, regista, attore e direttore di Teatri Possibili, insieme a Sergio Maifredi, regista e direttore artistico del Teatro Pubblico Ligure, avranno il piacere di dialogare in diretta online con Antonio Latella, regista e drammaturgo di fama europea, vincitore di numerosi premi Ubu.

Antonio Latella è figura di spicco del teatro contemporaneo. I Più grand teatri e festival internazionali, da Avignone a Vienna a Salisburgo, producono o si contendono i suoi spettacoli. E’ stato direttore della Biennale di Venezia Teatro.

Durante l’incontro ci si confronterà sulla situazione del teatro, in Italia e in Europa, esplorandone una visione di futuro.

“…in quanto esseri umani, abbiamo il desiderio e il bisogno di raccontare storie, e di ascoltarle. Per questo il teatro ha resistito a tutto, attraverso i millenni: le storie rendono la nostra vita più facile, ci aiutano ad avere meno paura. È un onore avere questo compito. Non so se il teatro del futuro sarà un teatro povero, ecologico, tecnologico, elettronico…

All’Italia auguro un teatro libero, che sappia e voglia parlare a tutti e che non si soffermi sulle distinzioni nominali tra on e off, tra ciò che è o non è “di ricerca”” – afferma Antonio Latella.

Morris Gola: “Plexiglas”

Morris Gola
Morris Gola

Lavoro, giustizia sociale, periferie: dopo la deriva tra macchine costose e gioielli, il rap torna a parlare di attualità e società con Morris Gola, dalla periferia di Roma, in uscita con il nuovo singolo Plexiglas, il 18 settembre 2020 per Visory Records.

Un ritorno al rap attento ai temi sociali, che abbandona l’estetica per darsi alla sua anima più pura e naturale: il racconto sociale, la narrazione del contemporaneo scomodo, rigorosamente in rima, lontano da mode e tendenze… senza rinunciare a un sound R’N’B orecchiabile e quasi ballabile.

Così è Plexiglas: un brano fresco, un inno al ritorno alla normalità che sottende una critica e una richiesta di riflessione sul concetto stesso di normalità e norma sociale.

“Plexiglas è un omaggio al funky degli anni ’70 e ’80” spiega Morris Gola, “quello dei Kool & The Gang per intenderci, che ha portato alla nascita dell’hip hop. Sono fiero di questa canzone. Se ti aspetti la solita cantilena, skippa. Siamo riusciti ad unire un sound fresco e originale a contenuti conscious, di spessore. Plexiglas, nonostante il ritmo da club, è una denuncia contro i mali della società, dall’omicidio di George Floyd che ha fatto esplodere il movimento Black Lives Matter, fino alla mancanza di empatia e comunicazione dei tempi moderni”.

Morris Gola è di Cinecittà, un punto in cui Roma sembra essere in contatto con il mondo. Un quartiere di periferia le cui energie e problemi assomigliano a quelli di tutte le periferie del mondo. Una distesa di palazzoni, sotto ai quali brulica la vita e la cultura contemporanea di strada, quella che sta influenzando l’avanguardia della moda, arte, cinema e musica.

Cine city Morris (uno dei soprannomi di Morris Gola) spara le sue cartucce piene di parole, le fa ruotare in aria come un giocoliere e le lascia cadere sul ritmo con la padronanza di chi ha iniziato a cantare in rima sui marciapiedi da piccolo. Il suo è rap che sgorga dalle ferite che la strada procura e Morris sanguina rime.

Teatro delle Arti di Lastra a Signa: “La cerimonia”

La cerimonia
La cerimonia

Cos’è che ci muove, ci fa scegliere, ci fa andare verso qualcosa o qualcuno, nonostante noi? Qual è quella cosa che sottende alle nostre scelte? Quelle scelte che ci impongono un dire come: non potevo fare diversamente?

In scena venerdì 16 marzo al Teatro delle Arti di Lastra a Signa (Firenze, ore 21 – biglietti 15/13/10 euro), “La cerimonia” inaugura la trilogia con cui Oscar De Summa indaga le sedimentazioni del mito nella nostra società contemporanea.

Autore, regista e interprete, accompagnato sulla scena da Vanessa Korn, Marco Manfredi e Marina Occhionero, per “La Cerimonia”, Oscar De Summa è partito dal mito di Edipo considerando che la sua storia rivela e risolve alcuni tra i tabù più forti della cultura contemporanea, come il ruolo fondamentale che ancora detiene il rito di passaggio dall’infanzia all’età adulta, alla comunità.

Lavorando sulle relazioni padre-madre-figlio-società, sulla base di centinaia di interviste realizzate con altrettanti teenagers, De Summa ha indagato i modi in cui il disagio adolescenziale spesso si riversa in atti di violenza, pornografia, anoressia e atteggiamenti anaffettivi.

Con la sua cifra beffarda e autoironica piena di pathos e intelligenza, in perfetto equilibrio tra comico e tragico, De Summa ambienta la storia de “La Cerimonia” a fine anni 90 scandendola con una potente colonna sonora (si spazia tra Skunk Anansie, Moby, Radiohead, Green Day, Massive Attack, Manu Chau, Portishead, Tori Amos, e altri).

Lo spettacolo scandaglia la nostra intimità alla ricerca dei significati dei miti fondanti che non siamo stati capaci di accogliere, e quindi comprendere, e che abbiamo trasformato con interpretazioni contemporaneo-riduzionistiche dell’esistenza. I personaggi che rivestono i miti non sono reali né relativi a un’epoca o a una cultura, sono piuttosto funzioni rintracciabili in ogni storia, in ogni parte del mondo e del tempo.

Là dove non si è capaci di rintracciare i significati archetipi di tali funzioni, gli insegnamenti primigeni dei miti operano dentro il corpo e la coscienza contemporanea creando aberrazioni, degenerando in forme anomale.

Prevendite presso la biglietteria del teatro – orari: martedì 10-13, mercoledì e venerdì 17-20 – nei punti vendita del circuito BoxOffice e online su www.boxol.it.