Premio Carla Fendi

Fabiola Gianotti
Fabiola Gianotti

Si concludono domenica 15 luglio con il Premio Carla Fendi (ore 12, Teatro Caio Melisso Spazio Carla Fendi) gli eventi che la Fondazione Carla Fendi ha organizzato al Festival dei 2 Mondi di Spoleto.

A ricevere il premio da Maria Teresa Venturini Fendi, presidente della Fondazione, saranno: Peter Higgs, François Englert Premi Nobel per la Fisica 2013 per la teorizzazione del bosone di Higgs e Fabiola Gianotti, attuale Direttore del CERN.

Nella motivazione del premio viene sottolineato il grande contributo dato da Higgs e Englert “per la scoperta di un meccanismo che genera massa per le particelle elementari” e, per la direttrice del CERN, il suo importante ruolo e il “suo contributo alla fisica sperimentale delle particelle”.

Il premio si inserisce nel percorso della Fondazione dedicato alla scienza e alla filantropia iniziato da quest’anno sotto la guida di Maria Teresa Venturini Fendi.

Inoltre, fino a domenica 15 luglio si potrà visitare gratuitamente la mostra IL MISTERO DELL’ORIGINE. MITI, TRASFIGURAZIONI E SCIENZA: due installazioni che intendono esplorare l’anelito dell’uomo tra razionalità e spiritualità.

Il senso della bellezza

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In occasione dell’uscita nelle sale italiane il 21 e 22 novembre de Il Senso della Bellezza – Arte e scienza al CERN, distribuito da Officine UBU e diretto da Valerio Jalongo, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), l’ente che coordina la partecipazione dell’Italia al CERN, sposa la pellicola con la partecipazione dei suoi ricercatori alle proiezioni del film. In alcune proiezioni selezionate, in tutta Italia, interverranno fisici e ricercatori dell’Istituto che presenteranno al pubblico il film del regista Jalongo e risponderanno alle domande e alle curiosità degli spettatori in sala.

Il prestigio di avere in sala esperti nella materia porta valore aggiunto alla proiezione del film, girato all’interno del prestigioso e più grande laboratorio scientifico al mondo di fisica delle particelle.
Il Senso della Bellezza – Arte e scienza al CERN è il racconto di un esperimento senza precedenti che vede scienziati di tutto il mondo collaborare intorno alla più grande macchina mai costruita dagli essere umani, ovvero l’acceleratore di particelle LHC (Large Hadron Collider), per scoprire i misteri dell’universo.

Il film documentario crea un parallelo tra arte e scienza dove scienziati del CERN da una parte e artisti contemporanei dall’altra ci guidano nella loro ricerca della verità, tutti in ascolto di un elusivo sesto o settimo senso… la bellezza.

Scoperta la “particella di Dio”, il distributore di massa dell’universo

di Stefany Sanzone – E’ stata annunciata quest’oggi dai responsabili degli esperimenti del CMS di Ginevra, Fabiola Gianotti e Joe Incandela, l’attesa notizia dell’esistenza della “particella di Dio” che dà materia alla massa e tiene insieme il tessuto dell’universo.                                                                                                         I dati presentati al CERN (Consiglio Europeo per la Ricerca Nucleare) di Ginevra lasciano pochi dubbi.

Peter Higgs, fisico inglese 83enne che nel 1964 l’aveva teorizzata, aveva ragione; la cosiddetta “particella di Higgs” rappresenta l’ultimo tassello del Modello Standard che descrive il quadro delle 17 particelle elementari e fondamentali dell’universo, che compongono la materia a noi nota, e le forze che le regolano.

Questa particella è un bosone, cioè una particella che trasporta forza e conferisce massa a tutte le altre. Senza questo “piccolo frammento di materia”, come preferiva chiamarlo Higgs all’inizio delle ricerche, tutte le particelle elementari dell’universo sarebbero state prive di massa, quindi di forza di gravità, quindi di esistenza.

Per catturare l’impronta del bosone di Higgs c’è voluto un acceleratore di particelle, il più potente del mondo, il Large Hadron Collider, un tunnel sotterraneo lungo 27 chilometri, che ha iniziato a lanciare protoni l’uno contro l’altro nel 2008, dopo 20 anni di costruzione e 10 miliardi di spesa, per ricreare le condizioni di quella frazione di secondo dopo il Big Bang, quando si crede che le diverse molecole hanno preso consistenza e formato l’universo in un campo energetico invisibile.

Il dato essenziale dell’identikit del bosone di Higgs è la massa, identificata dagli scienziati in 125,3 GeV (gigaelettronvolt) .

Ha così commentato Stephen Hawking, il grande matematico e fisico britannico, alla Bbc questa mattina: “Questo è un risultato importante che dovrebbe meritare a Peter Higgs il Premio Nobel – ha aggiunto – ma è un peccato nel senso che i grandi progressi nella fisica arrivano da esperimenti che hanno dato risultati che non ci aspettavamo. Per questo motivo io avevo scommesso con Gordon Kane dell’Università del Michigan University che la particella di Higgs non sarebbe stata trovata. A quanto pare ho appena perso 100 dollari”.

Ma è da mons. Melchor Sanchez de Toca y Alameda, sotto-segretario del Pontificio consiglio della Cultura per anni responsabile del programma Stoq (Science, Theology and the Ontological Quest), che arriva la prima difesa della Chiesa alla recente scoperta: “La ricerca di Higgs è importante perché conferma la validità del modello standard, ma tutte le particelle sono particelle di Dio! Anche le particelle senza massa come i fotoni, e tutte sono necessarie perché senza di esse la materia non sarebbe come è”. “Questi esperimenti dimostrano la razionalità e il logos dell’universo – spiega mons. Sanchez de Toca – e per il cristiano questo è dovuto al fatto che c’è un logos creatore. Ma per la fede è indifferente. Se alla fine si dovesse invece dimostrare che il modello standard è sbagliato per il cristiano non sarebbe un dramma”. L’ uso precipitoso delle teorie scientifiche per confermare o per confutare il dogma cristiano non porteranno alla negazione del modello cosmico creato da Dio, esse saranno solo intese su livelli diversi dalla Chiesa e dai credenti.