Gianni Morandi – “Che meraviglia sei”

gianni-morandi
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Dopo il successo televisivo ottenuto con la fiction “L’isola di Pietro”, Gianni Morandi torna alla musica presentando “Che meraviglia sei”, una canzone scritta per lui da Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro.

Le immagini del video che accompagnano il brano, sono state tutte girate e montate dallo stesso Morandi, solamente con il suo cellulare e raccontano il mondo femminile attraverso i volti di una serie di donne sorprese in momenti molto “normali” della loro vita quotidiana.

“Nel video sono presenti 70 donne che ho incontrato negli ultimi mesi e possono rappresentare per me la meraviglia dell’universo femminile che ho sempre amato e cantato”, ha dichiarato Morandi.

Girato tra Bologna, Roma, Carloforte e Milano il video è stato un divertimento: “Mi sono soffermato sulle facce che mi hanno colpito, da quelle giovanissime a quelle che raccontano una storia grazie ai segni del tempo e ho avuto il desiderio di raccoglierle. Una sorta di omaggio che, con le mie semplici capacità tecnologiche, ho girato e montato da solo con una applicazione che ho imparato ad usare anche grazie al mio rapporto con i social”.

Le parti del video dove Morandi canta, sono state girate da Anna, sua moglie, sempre e solo con lo stesso cellulare.

CHE MERAVIGLIA SEI, tratta dall’ultimo album di inediti “d’amore d’autore” pubblicato da Sony Music, è una canzone con una linea melodica importante ed è caratterizzata da una scrittura moderna. “Quando ripenso a te mi sento vivere, e il mondo racconta tutte le favole”

Le donne sono il motore del mondo, e nella vita e nella carriera di Morandi sono state continua fonte di ispirazione.
“E’ solo un piccolo video dedicato alla gigantesca meraviglia femminile. Se il mondo fosse in mano alle donne, tutto andrebbe molto meglio”.

Allarme Nomofobia, la dipendenza da smartphone è una malattia

nomofobia2016
nomofobia2016

Si tratta del timore ossessivo di non essere raggiungibili al telefono cellulare. È molto simile a tutte le dipendenze, in quanto causa delle interferenze nella produzione della dopamina, neurotrasmettitore che regola il circuito celebrale della ricompensa. Secondo gli esperti la maggior parte delle persone colpite sarebbero giovani adulti con bassa autostima e problemi nelle relazioni sociali.

Ansiosi per la batteria del cellulare scarica, nervosi per l’esaurimento del credito telefonico o agitati per la mancanza della rete. L’ossessione per lo smartphone, definita dagli esperti “Nomofobia”, oggi colpisce milioni di persone in tutto il mondo compresi molti italiani, notoriamente sempre attaccati al telefono.

Secondo i dati diramati dell’Università di Granada, la fascia di età più colpita sarebbe quella tra i 18 e i 25 anni,giovani adulti con bassa autostima e problemi nelle relazioni sociali, che sentirebbero il bisogno di essere costantemente connessi e in contatto con gli altri attraverso il telefono cellulare.

Nonostante i sintomi siano molto simili a quelli dell’ansia, uno studio condotto da ricercatori dell’Università Federale di Rio de Janeiro sembra indicare che la Nomofobia sia da considerare una dipendenza patologica piuttosto che un disturbo d’ansia.

E nonostante ci siano all’attivo ancora un numero ridotto di ricerche sul tema, già nel 2014 gli italiani Nicola Luigi Bragazzie Giovanni Del Puente, studiosi dell’Università di Genova, avevano proposto di inserire la Nomofobia nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Ma come si cura questa patologia?

Secondo gli esperti lo psicodramma è la terapia ideale per guarire da questa sindrome. Un approccio ‘creativo’ che si manifesta con la messa in scena di una situazione attraverso verbalizzazione ed azione. Una terapia di gruppo che, attraverso il Teatro della Spontaneità – lo psicodramma ideato da Moreno –su realizza un lavoro di gruppo che sfrutta la messa in scena del proprio vissuto per una rielaborazione.

Libera emozioni che sono legate al vissuto quindi aiuta la presa di coscienza di contenuti latenti.