Livigno a Carnevale si tinge di mille colori

14-02-2020_livigno-carnevale-2020
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A Carnevale, Livigno si tinge di mille colori tra giochi, sfide e appuntamenti per rivivere le tradizioni di un tempo.
Nel Piccolo Tibet, tutto è pronto per festeggiare in grande stile: a partire da giovedì 20 febbraio, Livigno aspetta grandi e piccini con giochi, carri allegorici e tanti appuntamenti che renderanno unico e indimenticabile il Carnevale 2020!

A 1816 metri, tra la cornice delle Alpi italiane, l’emozione per il tanto atteso Carnevale 2020 cresce sempre più: mancano ormai pochi giorni e Livigno, grazie all’organizzazione e all’impegno della Cooperativa Sociale L’Impronta, con il patrocinio dell’APT e del Comune di Livigno e con l’aiuto prezioso di quanti si sono adoperati per la realizzazione delle manifestazioni, si prepara ad emozionare i suoi turisti e non solo con appuntamenti, giochi, cene, sfilate ed appuntamenti davvero da non perdere, tra i quali la lotteria di carnevale.

I festeggiamenti si apriranno giovedì 20 febbraio alle ore 21.00 presso il Campo Scuola n.23 (Centrale Sci e Snowboard) con l’attesissima Staffetta delle Contrade: organizzata dal Gruppo Folk e Costumi Caratteristici di Livigno, ad aprirla sarà una sfilata in abiti tipici livignaschi che, partendo dal Comune alle ore 20.30, raggiungerà il Campo Scuola n.23. Qui avrà inizio la Staffetta, durante la quale le Contrade si sfideranno in una competizione con sci e slitte d’epoca offrendo uno spettacolo davvero unico e tradizionale, che si concluderà al ritmo di una fisarmonica al Bar Centrale.

Tantissimi invece gli appuntamenti di domenica 23 febbraio: a partire dalle ore 13.00, presso le Scuole Medie in Via dala Gesa, apriranno le iscrizioni per partecipare al tradizionale Concorso delle Mascherine, che alle ore 13.30 si uniranno ai carri per dare inizio alla Sfilata dei Carri Allegorici e delle Mascherine lungo le vie di Livigno. Alle ore 15.00 è previsto invece uno dei momenti più attesi, soprattutto dai bambini: grandi e piccini saranno attesi infatti in Plaza Placheda per la Grande Festa di Carnevale, con giochi e animazione per tutti, durante la quale saranno premiate le mascherine migliori. Dalle ore 18.30 sarà possibile cenare tutti insieme alla Cena di Carnevale preparata dal gruppo “Special AMA”; a concludere infine in bellezza la giornata di domenica, a partire dalle 20.30, sarà però la sfida delle Contrade al Palo della Cuccagna.

Anche durante la serata di lunedì 24 febbraio non mancheranno i festeggiamenti: alle ore 20.00, presso i campetti di Trepalle, si terrà un’altra delle sfide che contribuiranno alla vittoria del Trofeo delle Contrade, la Sfida Scopa d’Oro, che coinvolgerà tutti i presenti in uno spettacolo davvero imperdibile. A concludere la serata, a partire dalle ore 22.30, sarà la spaghettata per tutti i partecipanti alla sfida.

Ultima giornata di festeggiamenti sarà infine la giornata di martedì 25 febbraio: il ritrovo sarà alle ore 13.00 al Passo d’Eira, punto da cui partirà la Sfilata dei Carri Allegorici per le vie di Trepalle. Anche a Trepalle verrà eletta la Mascherina più bella: dalle 14.00 sarà possibile iscriversi presso le Scuole Elementari di Trepalle e a partire dalle 14.30 inizierà l’animazione nella Palestra delle Scuole. Alle ore 15.00 l’appuntamento sarà con la Staffetta “Van dà bot”, che alle ore 16.30 lascerà il posto alla Premiazione delle Mascherine.

A chiudere il Carnevale 2020 di Livigno saranno due momenti davvero attesissimi, alle ore 17.00: l’estrazione della Lotteria di Carnevale e l’assegnazione del Trofeo delle Contrade – Carnevale 2020. Quest’anno inoltre c’è una grande novità legata proprio alla lotteria. Con il ricavato dei biglietti della lotteria e dei giochi a pagamento, infatti, potranno essere realizzati due importanti progetti: il progetto “Assistenza h24″, attraverso il quale si potrà garantire la presenza di una figura professionale ASA per l’accompagnamento e l’assistenza agli anziani e persone fragili durante il loro soggiorno al Lago di Garda, e il “Family Project Work”, il concorso rivolto alle famiglie di Livigno e Trepalle, che potranno presentare il loro progetto rivolto alla comunità per rispondere ad alcune esigenze e bisogni sociali specifici identificati dalle famiglie stesse.

“carri di pensiero”

Era il 1891 quando un gruppo di artigiani di Casola Valsenio, l’ultimo Comune in terra romagnola prima del confine toscano lungo la vallata del fiume Senio, decise di organizzare la Festa di Mezzaquaresima, pure detta della Segavecchia. Anche se in un periodo leggermente posticipato rispetto alle origini, riproponendo quell’antica tradizione popolare, anche quest’anno riprende vita l’originale Festa di Primavera con la sfilata di imponenti e caratteristici “carri di pensiero”, alti fino a sei metri con a bordo anche venti figuranti. L’appuntamento è fissato  per mercoledì 25 aprile, per la sfilata diurna, e per la serata di sabato 28 aprile, per la suggestiva sfilata notturna arricchita di musica e giochi di luce, lungo le vie e nelle piazze del centro storico del paese.

 

Quella di Mezzaquaresima era una festa di origine pagana che interrompeva il grigiore della Quaresima con un giorno di carnevale che comprendeva una fiera di bestiame, balli, giochi, la sfilata del carro della Vecchia (rappresentata da un enorme e grottesco mascherone) e il corteo di carri accompagnati dal lancio di confetti e di aranci. La Vecchia, nella tradizione romagnola, era vista come la colpevole di tutti i mali della stagione agricola passata e per questa colpa veniva segata o, come succedeva a Casola, bruciata in piazza con un rogo di purificazione tra canti e balli.

 

Pur avendo mutato nome e data, la Festa di Primavera di Casola Valsenio conserva inalterati alcuni dei caratteri tradizionali degli inizi. Sfila ancora, preceduto dalla banda del paese, il carro della Vecchia che, la sera del 28 aprile verrà processata e bruciata nel corso della “Notte di Primavera”; sfilano ancora i carri allegorici, o meglio i “carri di pensiero” ogni anno ricchi di forme nuove, di allegorie sempre più raffinate, di costumi e colori più ricercati e con dimensioni sempre più imponenti. Inoltre, come è sempre stato, i figuranti a bordo dei carri restano immobili in forme plastiche per tutto il tempo della sfilata: ogni quadro vivente è una pagina di letteratura popolare che appare come un curioso discorso fatto alla piazza dai costruttori dei carri. Si tratta di un linguaggio che, anche nell’era del digitale e della tecnologia “sfrenata”, conserva tutta la sua forza di comunicazione e d’impatto emotivo per l’originalità delle idee, per la ricercatezza dei costumi e dei colori, per l’imponenza e l’arditezza delle forme. Un linguaggio che resta ancorato alla tradizione, pur adeguandosi ai mutamenti di costume e di cultura soprattutto perché sopravvive lo spirito con cui vengono costruiti e portati in piazza i carri: le società si ritrovano a lavorare attorno ai carri spinti da un comune sentire, da un comune impegno culturale, sociale, civile e, in alcuni casi, anche politico. E come una volta, ancora oggi i costruttori dei carri lavoravano gratuitamente per oltre due mesi, per la soddisfazione di un premio simbolico, per l’applauso della folla e, soprattutto, per l’affermazione dell’idea che esprimono con il carro e che rimane segreta fino alla presentazione in piazza.