Teatro Manzoni: Paolo Cevoli in “Perchè non parli”

CEVOLI  foto scena
CEVOLI foto scena

Al Teatro Manzoni di Milano, l’1 FEBBRAIO 2017 ore 20,45
Diverto in collaborazione con Duepunti
presenta
PAOLO CEVOLI
in
PERCHE’ NON PARLI
di Paolo Cevoli

Regia Daniele Sala

Vincenzo “Cencio” Donati è il garzone di Michelangelo Buonarroti. Distratto e pasticcione, non riesce mai ad esprimersi correttamente per colpa della sua balbuzie. Per questo motivo il sommo scultore fiorentino si rivolge al suo assistente con la famosa frase “Perché non parli, bischero tartaglione!”

Cencio è un orfanello cresciuto nel convento dei frati domenicani di Bologna. Da bimbo è paffutello, biondo e riccio, tanto è vero che Michelangelo lo prende a modello per la statua di un angelo reggi candelabro. Ma il piccolo Cencio ha un difetto: è mancino e usa la “manina del diavolo” anche per farsi il segno della croce.

Per correggere questo “difetto” i frati legano la mano sinistra di Cencio dietro alla schiena e per questo motivo Cencio inizia a balbettare. Fin quando, incontrando una compagnia di guitti, scoprirà che la sua parlata non ha incertezze quando legge e quando recita.

La vita di Cencio sarà legata a doppio filo con quella di Michelangelo Buonarroti. I due saranno insieme fino alla fine. Anche quando Cencio, nella Cappella Sistina, alzando gli occhi verso la volta affrescata, vede Adamo che allunga la mano verso Dio. “Ma A-da-da-mo è ma-ma-mancino! Vigliacca boia!”

Perché non parli è la terza commedia/monologo storica, scritta ed interpretata da Paolo Cevoli con la regia di Daniele Sala, dopo il successo de La Penultima Cena (le vicende del cuoco dell’Ultima Cena) e de Il Sosia di Lui (la controfigura di Mussolini).

BIGLIETTI
Prestige € 27,00  –
Poltronissima € 25,00  –
Poltrona € 18,00  –
Under  26 anni € 15,00

Habemus papam

Regia di Nanni Moretti

Con Michel Piccoli, Jerzy Stuhr, Renato Scarpa, Franco Graziosi, Camillo Milli, Roberto Nobile, Ulrich von Dobschütz, Gianluca Gobbi, Nanni Moretti, Margherita Buy

Commedia, ITALIA-FRANCIA 2011

Elisa Zini –In concorso al Festival di Cannes 2011 Habemus papam è l’ultimo splendido lavoro di Nanni Moretti, accolto con calore sia dalla critica che dal pubblico. Roma: i cardinali sono riuniti in Conclave nella Cappella Sistina per eleggere il nuovo Papa.

A sorpresa viene nominato il cardinale Melville, interpretato da uno strepitoso Michel Piccoli, che accetta l’incarico. Giunto il momento di affacciarsi al balcone della basilica in Piazza San Pietro, per il consueto saluto ai fedeli, il Papa viene sopraffatto da angoscia e paura e fugge ritirandosi nella sue stanze. I cardinali, cercando di superare l’imbarazzante momento di sconforto, decidono di convocare uno dei migliori psicoanalisti romani, Nanni Moretti, che si cimenterà in un colloquio con il Papa al cospetto di tutti i cardinali. Il profondo senso di inadeguatezza renderà vano il tentativo della psicoanalisi. Moretti non potrà uscire dal Vaticano. A Melville viene consigliato un secondo incontro con una brava psicologa, ex moglie di Moretti, interpretata da Margherita Buy. Esce dai palazzi accompagnato dal portavoce della Santa Sede e dalla scorta. Approfittando di un momento di distrazione, al termine della seduta, si allontana per le vie di Roma lasciando tutti sgomenti. Per qualche giorno i cardinali vivono all’insaputa del fatto e organizzano momenti di giocosa serenità, creando un clima rilassante, aspettando il ritorno del loro Papa che credono ancora chiuso nelle proprie stanze in meditazione.

Con Habemus papam Moretti regala al cinema un capolavoro di perfezione: immagini, inquadrature, costumi (Lina Nerli Taviani), fotografia (Alessandro Pesci), colonna sonora, poesia, sono diretti in modo magistrale per l’intera durata del film. Un grande regista, indiscusso dopo questo ultimo lavoro, che ama il cinema e regala al pubblico un piacere profondo, che penetra con leggerezza ed eleganza, con poesia e raffinata intelligenza. Moretti si avvicina ad un tema delicato con umiltà e maestria, la stessa umiltà che Michel Piccoli ha negli occhi e negli splendidi sorrisi che le riprese di Moretti mettono in luce. Un Papa non pavido ma umile, consapevole dell’enorme responsabilità che gli viene dalla nomina appena ricevuta. Una profonda riflessione e un ampio respiro che abbraccia non solo il mondo cattolico ma la nostra società, la nostra economia, il mondo laico. L’incantevole Nanni Moretti riesce a trasportare sullo schermo un’armonia perfetta: un sottile e dolce equilibrio tra i momenti giocosi, disinvolti, autoironici e quelli intimi, profondi, di smarrimento. Bellissima la canzone di Mercedes Sosa che avvolge le stanze del Vaticano ed esce per le strade, tra i fedeli, i giovani, la gente comune.

Dopo aver visto il film non si riesce davvero a capire come Michel Piccoli, al Festival di Cannes, non abbia vinto il premio come migliore attore: un’interpretazione impareggiabile che rimane nel cuore come i suoi meravigliosi e delicati sorrisi. Un’indimenticabile partita a pallavolo tra i cardinali e il primo punto conquistato dall’Oceania nascondono un messaggio profondo, tutto da gustare e scoprire. Un finale rivoluzionario, inaspettato, che fa riflettere sul senso di responsabilità, sulla profonda necessità di trovare un modo nuovo per avvicinarsi a quelle domande, in cerca, con forza, di una risposta. Un grande bisogno di umanità e di amore nella difficoltà e complessità della vita di oggi.