“L’ULTIMO ROMANTICO”

Da venerdì 23 marzo sarà in rotazione radiofonica il brano “QUELLO CHE CI MANCA”, singolo di MARIO VENUTI che anticipa il nuovo disco di inediti “L’ULTIMO ROMANTICO”, in uscita l’8 maggio.

 

Il brano è interamente composto, testo e musica, dallo stesso Mario Venuti e segna il ritorno del cantautore siciliano, a tre anni di distanza da “Recidivo” (2009) e dopo l’esperienza teatrale con il musical “Jesus Christ Superstar”.

 

«Lo slancio indomito ad amare la vita e l’amore, il desiderio che ci muove e ci fa uscire ancora la sera – con queste parole il cantautore siciliano racconta il brano “Quello che ci Manca” – Poi, come i personaggi dell’Elisir d’Amore di Donizetti, hai l’impressione che tutto si muova per una mancanza, il motore delle cose sono le nostre emozioni negate che cercano disperatamente albergo!».

 

Luca Urbani al Circolo Agorà di Cusano Milanino

Luca Urbani si è presentato al pubblico come l’altra metà del cielo dei Soerba (dal 1998 al 2002), particolarissima band oggi molto rivaluta, cosa che regolarmente accade o dopo la morte di un musicista e/o cantante o dopo – per l’appunto – la morte del progetto.

Negli anni dell’oblio discografico Mr. Urbani non solo non si è mai perso d’animo ma ha lavorato a ritmi che definire stakanovisti non fotografa comunque l’immensa mole di progetti nei quali – come ospite, musicista, autore, produttore, discografico – ha inserito parte del suo estro.

 

Una serie di queste opere sono totalmente sue, come ad esempio i due capitoli relativi allo ZeroUno o le due fatiche solistiche, la seconda delle quali – Catodico Praticante – è stata pubblicata da Discipline il 22 Aprile 2011 ed accolta con entusiasmo dalla critica (rassegna stampa disponibile su richiesta). Una vita immolata sull’altare della musica – spesso elettronica, ma che recentemente si è lasciata ben volentieri contaminare dal rock – e un amore per l’arte che si esprime a 360° nella dimensione live!!! 

 

LUCA URBANI / PRATICANTE LIVE TOUR

23 Marzo  – Cusano Milanino (MI) / Circolo Agorà

12 Aprile – Milano / Maga Furla (set acustico)

14 Maggio – Novara / Circolo Arci Lebowski

16 Maggio – Firenze / Volume (set acustico)

LA NONA SINFONIA DI BEETHOVEN

La Stagione vanta quest’anno l’esecuzione della Sinfonia n.9 in re minore op.125 di Ludwig van Beethoven il 23 marzo che vede protagonista il Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini” con Maestro del Coro Simone Baiocchi e la FORM-Orchestra Filarmonica Marchigiana diretta dal M° Hubert Soudant. In scena Sabina Von Walther, soprano, Stefanie Irànyi, mezzosoprano, Michael Smallwood, tenore, Luca Tittoto,  baritono .

La Nona sinfonia in re minore op 125 è considerata uno dei capolavori più straordinari di tutta la storia della musica, fu composta da Beethoven negli anni tra il 1822 e il 1824, oltre dieci anni dopo l’ottava sinfonia negli anni in cui il compositore era già completamente sordo. La Nona Sinfonia fu eseguita per la prima volta a Vienna nel 1824, sotto la direzione dello stesso Beethoven. Il finale prevede l’inserimento di quattro voci soliste e di un coro che intonano le parole dell’ode “Inno alla gioia” del poeta Friedrich von Schiller.

Con la Nona sinfonia Beethoven volle formulare un aperto invito alla fratellanza universale,  proprio

per rendere tale messaggio il più chiaro possibile egli decise di far cantare nel finale un testo il poeta tedesco a lui contemporaneo, Friedrich von Schiller. L’Inno alla gioia- An die Freude  è stato adottato dal Consiglio d’Europa nel 1972 e viene utilizzato come inno dall’Unione europea dal 1986.

«Mai una singola opera di un grande musicista – scriveva Walter Riezler nel 1936 – ha suscitato tanta emozione nel mondo quanto la Nona Sinfonia: non soltanto tra i contemporanei, ma anche tra i posteri dopo ben più di un secolo». Né mai altra opera ha raggiunto un così alto grado di mitizzazione. Perché la Nona di Beethoven, come una creatura mitologica, infrange con la sua forza tutti i limiti dell’umano spalancando di fronte ai nostri occhi l’immagine di una libertà-gioia-beatitudine che non è di questo mondo.

Splendida e spaventosa, eccessiva, incontenibile, fuori misura nelle proporzioni, nella forma e nel suono; piena di dolcezze e di violenze, di edificazioni e di catastrofi, di trionfi e di apocalissi; rigorosa nel pensiero, seria di spirito ma sontuosamente adorna, barocca nell’impalcatura e nella veste espressiva più ancora delle opere di Bach e di Haendel cui si ispira, la Nona è coraggiosamente refrattaria al bello classico e non può essere racchiusa, pur appartenendogli formalmente, entro il genere tradizionale della sinfonia: essa è una cupola di suoni che provoca vertigine, un’emozionante visione musicale che raddensa in se stessa tutta la storia umana, dal caos primigenio alla civiltà della Ragione, facendola gloriosamente esplodere, nel suo parossistico finale che assiepa strumenti, coro e voci soliste a celebrare la solenne liturgia laica della fratellanza universale, in un accecante-assordante fuoco d’artificio.

Info 071.52525, biglietteria@teatrodellemuse.org, www.teatrodellemuse.org

23 marzo 2012 La Traviata a Chiavari

Venerdì, 23 marzo 2012, alle ore 21, al Teatro Cantero di Chiavari, per iniziativa  dell’ Associazione Ritorno all’Opera in collaborazione con l’Associazione Amici del Teatro del Tigullio, verrà presentata l’opera “La Traviata” di Giuseppe Verdi, su libretto di F.M. Piave che a sua volta si era ispirato a “La Signora delle Camelie” di Alexandre Dumas figlio. Questa opera, amatissima dal largo pubblico per le sue famose arie, fu presentata per la prima volta a Venezia nel1853. Traviata conclude felicemente “una stagione altamente positiva”, come ha affermato Ivan Marino, presidente di Ritorno all’Opera e organizzatore di spettacoli lirici su tutto il territorio nazionale.

Traviata puo’ essere presentata in tanti modi: possono bastare un tavolo e una dormeuse piazzati su un palcoscenico; ma esistono anche una raffinatissima e “polverosa” Traviata di Zeffirelli o una Traviata ingessata e di rottura come quella di Tiezzi. La regia della Traviata di Chiavari, ad opera di Paolo Panizza con i costumi di Valerio Maggioni, è invece collocata negli anni venti/trenta, all’epoca della grande crisi (piu’ attuale di così…), in armonia con la splendida architettura del Teatro Cantero.

Al di là delle voci, tutte di primissimo piano e di grande esperienza, questa Traviata presenta almeno due peculiarità. A dirigerla infatti sarà una signora, Giulia Manicardi, fatto questo certamente interessante perché i direttori d’orchestra “donna”, di respiro internazionale, non sono poi tanto numerosi nel nostro Paese che, proprio nell’ambito della direzione d’orchestra, tanto ha dato al mondo. La signora Manicardi, che vanta un’ampia esperienza in Italia e all’estero, saprà realizzare uno spettacolo unico per il nostro territorio.

Un discorso a parte merita la Nuova Orchestra Sinfonica di Chiavari, sostenuta e supportata dall’Associazione Volontari per la Musica. L’Orchestra nasce da una precedente esperienza che l’ha vista accompagnare negli anni musicisti e artisti di altissimo livello quali Damerini, Ughi, il soprano Luciana Serra, Masha Diatchenko, i Ballerini del Teatro alla Scala e dell’Arena di Verona. Questa Orchestra, unica nel suo genere nel Levante Ligure,  è costituita da una cinquantina di professori, tutti professionisti in quanto o operanti in orchestre nazionali o docenti di conservatorio, che rappresentato degnamente il nostro territorio e ne valorizzano gli aspetti culturali, non raramente trascurati, per non dire dimenticati. Si tratta di una compagine che, rappresentata da un piccolo gruppo di musicisti, ha portato lo scorso anno il nome di Chiavari in Guatemala, Nicaragua e Cile e che quest’anno rappresenterà la nostra Città a Lima e a Caracas. Un grazie caloroso e sincero, dunque,  a Pier Enrico Dallorso che ha voluto chiudere la stagione del Cantero dando spazio a questa importante realtà musicale.