Alex Britti

Festival Villa Arconati, 21 giugno - 21 luglio 2011

Villa Arconati, 18 luglio 2011, di Elisa Zini L’attesa per il concerto di Alex Britti è allietata dalla bella voce di Vusi Mahlasela Ka Zwane. In Sudafrica a 44 anni è gia considerato un’istituzione. Per i suoi testi contro l’emarginazione, le ingiustizie e le discriminazioni è stato ribattezzato il Bob Dylan del movimento antiapartheid. Poeta, musicista e cantante miscela sapientemente folk, jazz africano e mbube, parola africana per indicare la musica a-cappella. I racconti di Mahlasela parlano di lotte e speranze del suo Paese che, nonostante le difficoltà, non ha mai abbandonato.

Le luci si spengono, il palco è buio, i tecnici preparano gli strumenti per la nuova band. Applauditissimo entra Alex Britti accompagnato dai suoi musicisti ed è subito gran musica: preziose doti nelle mani di Alex che pizzica le corde della sua chitarra con la leggerezza di un amante. A chi gli chiede se preferisce definirsi un musicista blues, jazz o pop Alex risponde: “Chi sono io? Io sono Alex e suono la mia musica”.

Britti affonda le sue radici musicali nell’amato blues. All’età di otto anni i suoni metallici, stridenti, nostalgici della chitarra acustica lo affascinano e a diciassette anni fonda il suo primo gruppo blues. Inizia così a lavorare nei locali romani portando presto il suo blues in giro per l’Italia. Grande passione e straordinaria tecnica sono doti che non passano inosservate: Britti viene avvicinato da bluesman del calibro di Buddy Miles e Billy Preston, fino a partecipare alla tournèe europea con Rosa King nel 1990. Alex decide di prendere parte alla manifestazione del 1° maggio a Roma, la sua città: sarà sul palco nel 1994 e nel 1995. E’ questo il periodo in cui Alex sente il bisogno di allargare i suoi orizzonti. Compone due colonne sonore da film per “Uomini senza donne” di A. Gassman e G. Tognazzi, e “Stressati” di G. Tognazzi. Nasce la voglia di portare la sua musica in forma di canzone e ha inizio la ricerca di una casa discografica. L’Universal Music nel 1996 pubblica, in successione, due singoli: “Quello che voglio” e “Solo una volta (o tutta la vita)”. Grande e immediato il successo di pubblico: alla fine dell’estate ’98 entra in classifica, rimanendoci per molte settimane, diventando l’evento musicale italiano dell’anno. Il 23 ottobre esce l’attesissimo album “It.pop” che conferma l’efficacia commerciale della proposta di Britti. Nel 1999 Alex vince Sanremo, categoria nuove proposte, con il brano “Oggi sono io” mettendo d’accordo critica e pubblico.

In “Qual è il mio nome” Alex ripropone canzoni tratte dall’intero repertorio (5 gli album incisi) divertendosi in nuovi e suggestivi arrangiamenti. Il grande virtuosismo di Alex Britti emerge, dirompente, nei concerti dal vivo che mostrano le sue rare doti. Un amore per la sua chitarra che trasuda dal palco e arriva diretto allo spettatore. Accordi, note, scale, tutto si muove, scorre, piange, emoziona. La tradizione blues è sempre presente e avvolge Alex per l’intero concerto di Villa Arconati. Britti presenta al pubblico una vera chitarra di metallo e con lei offre una musica dai suoni densi, graffianti, ascoltata in rispettoso silenzio e apprezzata dal pubblico che non smette più di applaudire e ringraziare: giovani e meno giovani in piedi a ringraziare Alex per la bella e allegra serata, che lascia tutti appagati. Con lui sul palco Stefano Sastro all’organo, fender rhodes e piano acustico, Andy Bartolucci alla batteria, Matteo Pezzolet al basso, Gianluca Scorziello alle percussioni e Alice Pelle alle tastiere.