“Non Torneranno più” il nuovo singolo dei Negrita

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“Non Torneranno più”, il nuovo singolo dei Negrita, in tutte le radio da oggi 25 maggio. Il brano, scritto dai Negrita e prodotto da Fabrizio Barbacci, è tratto dall’album “Desert Yacht Club”.

“Non Torneranno Più” è una canzone che nasce dal rimpianto per la perdita improvvisa di un amico speciale. Riflette sulle esperienze, gli idoli della giovinezza e le emozioni, al tempo nuove, che non potremo più avere.
Una canzone che scaturisce anche dall’amarezza e dall’impotenza di non poter riparare a ciò che ormai ineluttabilmente è andato e non tornerà mai più.Ma è pur sempre un inno alla vita. Alla gioventù. Spensierata, libera, curiosa e ribelle.
Abbiamo scelto come luogo per le riprese, il Salento. Per noi da sempre una seconda casa, un buen retiro, una zona piena di storia, bellezza selvaggia e…tanti amici. Musicisti e non. Après La Classe e Sud Sound System, partecipano al video, appunto per amicizia, stima reciproca e voglia di celebrare un patto: l’alleanza fra musicisti che hanno il proprio percorso, ma la stessa visione della musica. Che è festa, magia, poesia. Esplorazione spregiudicata.
Ringraziamo loro, come ringraziamo il giovane regista Mauro Russo e Druga, che insieme alle riprese, hanno raggruppato una banda di belle persone per un paio di giorni di Gioia Infinita, struggente nostalgia, colori e fiesta.
Due parole su alcune citazioni cinematografiche che compaiono nel clip. Il ragazzo di colore che subisce il furto nel negozio di dischi vuol ricordare Steve, il protagonista della serie tv anni ottanta e novanta: “Otto sotto un Tetto”. Nandu Popu dei Sud Sound System, con la faccia truccata da pagliaccio punk al distributore di benzina, per noi è il Capitano Spaulding, del film “La Casa Dei Mille Corpi”, cult horror americano del 2003 del regista Rob Zombie.
(Negrita)

I Negrita torneranno in tour a partire dal mese di luglio, di seguito le date confermate:

01.07 RIMINI, Park Ovest – Fiera Rimini
05.07 NICHELINO (TO), Stupinigi Sonic Park – Palazzina Di Caccia
07.07 VILLAFRANCA (VR), Castello Scaligero
08.07 LEGNANO (MI), Rugby Sound
13.07 GENOVA, Porto Antico
18.07 BRESCIA (BS), Parco della Loggia
19.07 REGGIO EMILIA, Lime Space
21.07 GAVORRANO (GR), Teatro Delle Rocce
26.07 MAJANO (UD), Majano Festival
27.07 MIRANO (VE), Mirano Festival
09.08 PESCARA, Teatro D’Annunzio
13.08 FORTE DEI MARMI (LU), Villa Bertelli
15.08 LECCE, Piazza Libertini
17.08 REGGIO CALABRIA, Piazza Duomo
19.08 TAORMINA (ME), Teatro Antico

Imperfezioni della pelle: sofferenza psicologica

LENTIGO TRATT
LENTIGO TRATT

Psiche e dermatologia non sono mai state così vicine. Secondo una tesi condivisa da molti psicologi, infatti, la pelle è lo specchio del nostro mondo interno e se presenta imperfezioni, soprattutto in punti ben visibili, rischia di compromettere seriamente i rapporti sociali e la nostra autostima. Un problema complesso, che coinvolge indistintamente sia uomini che donne e porta a pensare che, molto spesso, all’azione del dermatologo si debba associare quella dello psicologo.

Infatti l’80% dei pazienti dermatologici ha anche una sofferenza psicologica associata, mentre il 18%soffre di disturbi legati all’ansia e il 10%arriva perfino alla depressione. Dati, questi, confermati da una ricerca che ha coinvolto 13 paesi europei, tra i quali l’Italia, e da uno studio condotto dall’Università di Genova, in collaborazione con l’Universitàdi Torino.

Tale analisi ha dimostrato proprio che i pazienti con patologie croniche come psoriasi, dermatite atopica, alopecia e vitiligine sono incapaci di esprimere le proprie emozioni, oppure soffrono di ansia e depressione. Questo perchéla “qualità” della pelle è uno degli elementi su cui si basano l’autostima ed il benessere della persona.

Ne sanno qualcosa perfino i divi del cinema, costretti spesso a ricorrere a particolari trucchi o escamotage per nascondere le imperfezioni. Non sono poche, infatti, le star di Hollywood che inseriscono nei loro contratti una clausola che prevede l’utilizzo del beauty work, ovvero il ricorso alla tecnologia per ritoccare digitalmente i volti e riportare indietro le lancette dell’orologio.

Una sorta di chirurgia estetica fatta al computer, per non rivelare che nella vita reale anche i divi del grande schermo mostrano la loro età effettiva. C’è poi chi, al contrario, deve accentuare di proposito inestetismi e imperfezioni, per rendere ancora più spaventosi alcuni “cattivi” del cinema.

Come dimenticare, ad esempio, le profonde rughe e cicatrici di Darth Vader, mostrate nell’episodio VI di Star Wars? O le piaghe di Regan MacNeil, la bambina del film “L’Esorcista”? Entrambi presentano una pelle tutt’altro che invidiabile.

E infatti l’Università del Texas, che nel 2017 presentò un particolare studio sulla situazione dermatologica di una serie di famosi antagonisti della storia del cinema, dichiarò che “associare determinati disturbi a figure diaboliche può contribuire al diffondersi di pregiudizi verso le persone reali che ne soffrono”.

Ma se gli attori di Hollywood possono contare sull’aiuto degli effetti speciali, la stessa cosa non può accadere per tutti gli altri, costretti in molti casi ad affidarsi al make up. Una soluzione che, tuttavia, non risolve il problema, ma serve solo a coprirlo temporaneamente.

“Quando la pelle è interessata da imperfezioni o da vere e proprie patologie – spiega Loris Pinzani, psicologo e psicoterapeuta – la persona può sentirsi colpita nella rappresentazione che ha di se stessa, con ricadute sul piano emotivo e la comparsa di un senso di frustrazione, rabbia e tristezza”.

Uno stato di malessere che colpisce giovani e adulti, dai 18 ai 50 anni, senza distinzione di genere, anche se tendenzialmente le donne accusano un maggior livello di stress e disagio, rispetto ai coetanei maschi. Un’altra categoria interessata da questo fenomeno è quella degli adolescenti, che già vivono un momento delicato perchè, spesso con conflittualità, scoprono un corpo “nuovo”.

La prima soluzione “a portata di mano”, per nascondere alcuni inestetismi è il make up che però ha il grosso limite di coprire momentaneamente il problema. Cosa si può fare, allora, per rimuovere questi inestetismi e riacquistare il benessere interiore?

“L’unica soluzione efficace e definitiva è il laser – commenta il dott. Davide Tonini, medico chirurgo specializzato in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica presso l’Università di Milano – Questi inestetismi, infatti, necessitano di tecniche molto specifiche, affinché si possa trattarli con risultati eccellenti. In questo senso uno dei sistemi più all’avanguardia è la tecnologia “Asset”, sviluppata da Renaissance. Si tratta di un particolare dispositivo laser che è in grado di rimuovere le lesioni pigmentate (macchie) in una singola applicazione, indipendentemente dalla loro estensione. Grazie a tre particolari manipoli, in grado di lavorare su varie estensioni di macchie, è possibile rimuoverle in pochi minuti, senza l’utilizzo di pomate anestetiche e senza dover tornare più volte dal medico, come invece richiedono altri trattamenti laser. Il paziente non prova alcun dolore”.

“Le lesioni che è possibile trattare con questa tecnologia – continua il dott. Tonini – sono varie e comprendono melasmi, macchie dell’età o macchie lentigo solari, ovvero quelle macchie causate da una scorretta esposizione al sole e che si sviluppano in particolari zone come volto, mani, décolleté, collo, e spalle. È per questo motivo che sempre più persone si rivolgono allo specialista: essendo le macchie il primo segno di invecchiamento di una persona, sono moltissime quelle che vogliono rimuoverle, per dare alla loro pelle un aspetto sempre sano e giovane”.

“La lavatrice del cuore” al Teatro Delfino

la lavatrice nel cuore
la lavatrice  del cuore

Arriva il 5 maggio al Teatro Delfino di Milano Maria Amelia Monti in La lavatrice del cuore, spettacolo a cura di Edoardo Erba, con l’accompagnamento musicale di Federico Odling, prodotto da Festival delle Lettere in collaborazione con Italia Adozioni e Nidodiragno Produzioni.

Lo spettacolo racconta sotto forma di lettere le emozioni, le esperienze, gli aneddoti e la vita quotidiana di una coppia che, pur essendosi presa un impegno coraggioso, ha gli stessi alti e bassi, le stesse incertezze e gli stessi problemi di tutte le altre.

Con questo spettacolo viene portato sul palco un argomento nuovo, come quello delle adozioni, indagato attraverso le voci di chi l’ha vissuto, per stimolare una riflessione importante, partendo proprio dall’esperienze più quotidiane e reali.

Il testo alterna stili narrativi diversi: quello del racconto autobiografico e quello della lettura della corrispondenza raccolta durante il Festival delle lettere.

Il primo è una sorta di diario, la storia di Maria Amelia Monti sul percorso che ha dovuto affrontare prima di arrivare all’adozione. Il tono, pur nella complessità del tema, alterna momenti seri a momenti divertenti e pieni di ironia.
Il secondo è molto più toccante ed emozionante: si leggono le lettere di esperienze di vita adottiva dal punto di vista di padri, madri e figli.

“La lavatrice del cuore” che dà il titolo allo spettacolo, è anche la metafora usata da una mamma adottiva che parla con la propria figlia: «quando tu ti senti triste, quando il peso nella pancia ti sembra insopportabile, tu vieni da me, apri l’oblò che c’è nel mio cuore, ci butti dentro tutte le cose brutte che ti rendono triste e non ti fanno stare bene, io poi le lavo, le centrifugo con tanto amore per te, e vedrai che dopo usciranno solo serenità e tranquillità».

Sabato 5 maggio ore 21.00
Domenica 6 maggio ore 16.00

Intero: 20,00€ | Ridotto: 15,00€ | Prevendita Online: maggiorazione 10%
Ridotti: over 60/under 25/studenti con badge/cittadini quartiere/promo newsletter

Teatro Delfino – Piazza Piero Carnelli, Milano
Gestito per la Stagione Teatrale da ASS. IL MECENATE
info@teatrodelfino.it / biglietteria@teatrodelfino.it
Tel. 02 87281266; cell. 333 573 0340
http://www.teatrodelfino.it

Teatro Litta, Milano: “Io, Ludwig Van Beethoven”

corrado B
corrado B

Prosegue con molto successo sia da parte della critica e dal pubblico, lo spettacolo Io, Ludwig Van Beethoven di e con Corrado d’Elia,  che sarà in scena fino al 14 gennaio con due repliche straordinarie.
sabato 13 gennaio ore 18.00
domenica 14 gennaio ore 18.30

Ludwig van Beethoven fu uno dei più grandi geni musicali mai esistiti.
Non si può comprendere il genio con occhi normali, non rientra in nessuna categoria e la sua complessità non si può afferrare. Indagarne la vita vuol dire accostarsi ad altezze umanamente insolite, rubarne per un istante la grandezza e la follia per raggiungere ebrezze ed emozioni insperate.

Così, partendo da una passione antica, ci accostiamo a Beethoven con emozione per indagarne i tanti misteri, la sordità, i rapporti col padre e con il suo tempo, il suo talento, gli amori, profondi e contrastati, le sue durezze e soprattutto la sua musica, la sua musica immortale. E quella Nona Sinfonia, quei quattro movimenti così conosciuti e amati che hanno cambiato la storia della musica per sempre.
Perché Beethoven aspettò dieci anni per comporre la Nona avendone la musica già in testa?
Cosa successe in quei dieci anni?
Cosa cambiò nel mondo che lo circondava e cosa successe dentro di lui, e, soprattutto, come si preparò alla serata della prima rappresentazione, a Vienna, il 7 maggio del 1824?

Ci vuole tempo per raccontare la bellezza.
Chiudiamo gli occhi e ascoltiamo come mai abbiamo fatto prima.

“Mentre rubavo la vita”

Mentre rubavo la vita
Mentre rubavo la vita

“…Quella maledetta emozione che mi inumidisce gli occhi

e mi ingroppa la gola” (Maurizio Carra)

L’emozione della poesia di Alda Merini e della musica

MONICA GUERRITORE e GIOVANNI NUTI in

“… MENTRE RUBAVO LA VITA…!”

il 21 luglio nel Parco delle Rimembranze di Iseo (BS)

MONICA GUERRITORE e il cantautore GIOVANNI NUTI daranno vita, venerdì 21 luglio alle ore

21, allo spettacolo “Mentre rubavo la vita” a ISEO (BS) nel Parco delle Rimebranze (Via Cerca

10): inizio spettacolo ore 21,00 – Settore numerato: 25 euro – Settore non numerato: 20 euro –

Posti in piedi: 15 euro. Un concerto “folle e commovente” in cui l’attrice romana, nella veste

inedita di cantante, e il cantautore e compositore Giovanni Nuti daranno voce e musica alle

poesie di Alda Merini. L’emozionante concerto è uno degli eventi della Rassegna MACRAME’

2017, riconosciuta ormai tra gli appuntamenti più importanti che animano l’estate del lago

d’Iseo (prevendita online biglietti: www.eventimacrame.it e www.vivaticket.it ).

“… Mentre rubavo la vita…!”, presentato, in anteprima nazionale, al teatro Trianon di Napoli,

ed è stato accolto con grande successo in tutta Italia. E’ uno spettacolo con musiche di

Giovanni Nuti sui testi delle canzoni di Alda Merini. La parte musicale è arricchita da

drammaturgia e testo di Monica Guerritore. Nato da un’idea di Rossella Martini, è prodotto da

Sagapò Music, con la regia di Mimma Nocelli.

Monica Guerritore e Giovanni Nuti, per 16 anni legato ad Alda Merini da un sodalizio che la

poetessa definiva “matrimonio artistico”, saranno accompagnati sul palco da una band di

quattro elementi composta da José Orlando Luciano, (pianoforte e tastiere), Massimo Germini

(chitarra), Simone Rossetti Bazzaro (violino e viola), Emiliano Oreste Cava (batteria e

percussioni) per uno spettacolo appassionato e coinvolgente.

«Nessuna donna resta indifferente davanti alla forza, all’energia libera, vitale, colorata, sensuale

di Alda Merini – dice Monica Guerritore – La musica di Nuti rende travolgenti i suoi testi. Io

stessa ne rimango stupita. Al pubblico piacerà enormemente: ballerà, riderà e piangerà insieme

a noi!».

«Solo un’artista eclettica e sensibile come Monica può trasmettere appieno l’intensità, il

carattere, l’ironia, lo struggimento, la magica follia di una personalità immensa come quella di

Alda Merini – afferma Giovanni Nuti – Sentirla per la prima volta cantare i suoi versi sulle mie

note è stato emozionante. “Mentre rubavo la vita”è un verso della poesia “Io come voi” (Io come

voi sono stata sorpresa / mentre rubavo la vita). Oggi vivere con autenticità, con passione, senza

ipocrisie è come fosse diventato un reato. Bisogna conquistarsi la proprio libertà e a volta

pagarla a cara prezzo. C’è un libro di Alda, dettato a Luisella Veroli, una sorta di autobiografia,

che si intitola proprio “Reato di vita”. Alda con la sua poesia ci invita a vivere intensamente le

nostre emozioni, cerca in noi dei complici al suo reato di vita».

DICONO DI “…Mentre Rubavo la vita!…”:

«Questa total immersion nel flusso magmatico di poesia, di musica, di immagini invece di

aprirmi a riflessioni mi immerge in un mondo onirico nel quale l’unica realtà è quella maledetta

emozione che mi inumidisce gli occhi e mi ingroppa la gola. I responsabili sono Alda Merini e

quegli straordinari interpreti delle sue poesie, espresse in parole e musica da Giovanni Nuti e

Monica Guerritore. La straordinaria consonanza, fra il testo, le musiche e le espressioni vocali

(canto e recitazione), in altre parole le interpretazioni che, fondendo musica e versi hanno

permesso di creare quell’atmosfera magica che ha coinvolto, commosso e anche divertito, tutti

gli spettatori».

Maurizio Carra, teatrionline.com

«Un sentiero luminoso di parole e musica… Una sensazione di avvolgimento completo che

travolge e accarezza, quasi le parole fossero braccia e calore e la musica penetrasse sotto pelle.

Questo l’impatto del concerto che apre, ad ogni lirica, un mondo di riflessioni sulla carnalità,

sull’amore, sulla sofferenza e sull’inferno da vivere per giungere al sublime».

Nicoletta Cavanna, teatro.it

«Serata fiammeggiante e necessaria in un emozionante susseguirsi di schegge di vita che

mettono a nudo una montagna di forza e dolcezza (…) Viscerale, evocativa e coraggiosa la

Guerritore spalleggiata dalla classe e dall’energia vocale di Giovanni Nuti…. Da non mancare».

Claudio Fontanini, Cinespettacolo.it

«Ghiribizzosa la Guerritore di “Mentre rubavo la vita…!”: solo a quelle come te, leggere nel tocco,

potevano fluire così ammalianti i versi di Alda Merini ! E’ toccato proprio alla così lontana per

forme (…e che belle!) Monica Guerritore avvolta in un panneggio rosso Pontormo, con aggiunto

un velo di sposa, di interpretare i suoi versi, cantarli con voce calda, per farli vibrare d’emozione.

E un’ora e mezza di poesia pura è volata via veloce, lasciando il segno, eccome, sugli occhi

commossi dei molti milanesi venuti a sentire lei e Nuti che della Merini è stato amico e interprete

in musica e non solo: sue le canzoni, suoi i ritmi struggenti di una serata emozionante».

Stefano Biolchini, Ilsole24ore.com

«Una ventina di poesie di Alda Merini – certamente la più grande poetessa italiana del Novecento

– sono le protagoniste di “Mentre rubavo la vita”, l’emozionante e coinvolgente spettacolo

animato dalle voci di Monica Guerritore e Giovanni Nuti al cui talento si devono le note che

‘vestono’ le parole della Merini senza tradirne, anzi esaltandone, lo spirito e trovano nella sua

capacità interpretativa e nell’abilità di garbato e avvincente narratore un interprete ideale.

Sorpresa dello spettacolo è, però, Monica Guerritore… pochi avevano fino a oggi avuto la fortuna

di conoscerla come cantante e di ascoltarne la voce affascinante, dalle tonalità conturbanti,

capace di far vibrare l’animo di chi ascolta… Uno spettacolo raro, da vedere e rivedere».

Salvatore Longo, teatro.it

«Le canzoni portate in scena sui testi della Merini sono forse le più belle canzoni d’amore, dolore,

passione e ironia degli ultimi anni. …Un concerto/spettacolo fatto di tante suggestioni: luci,

ombre, musica, video arte, immagini, il palco pieno di musicisti e di calore… un’ondata di forza

psichica, sensualità, scandalo, ironia sfacciata e mistero, con proiezioni di donne che volano,

Ofelie e piogge di petali, immagini forti, surreali e sognanti “bombardano” lo spettatore

suscitando un’alternanza di pianto e sorriso».

Virginia Zullo, Daringtodo.it

«L'anima di Alda, così viva e presente, si sente fin dall'apertura del sipario, grazie alle parole

sussurrate da Monica e le prime videoproiezioni (di Lucilla Mininno e Mimma Nocelli, che cura

anche la regia), che accompagnano tutta la serata. Anima e corpo, spirito e sangue, parole

evocate ed eteree o scritte sui muri, amore e passione, tormento e follia, farfalla e verme

immondo, per citare Arrigo Boito: questa è Alda, una donna, mille donne, in cui ognuna di noi si

può riconoscere.

Le straordinarie note di Nuti accarezzano e accompagnano i versi della Merini, con tatto e

rispetto e spaziano dall'elegia pura, all'energia più vitale».

Silvia Arosio, silviaarosio.com

MONICA GUERRITORE nata a Roma da genitori di origini napoletane e calabresi, esordisce

nel 1974, a soli sedici anni, sotto la regia di Giorgio Strehler che la sceglie per interpretare

Ania ne Il giardino dei ciliegi. Dal teatro approda ben presto al cinema, dove si distingue per

alcune scelte molto coraggiose, e successivamente alla fiction televisiva. Ma è nel teatro che

Monica Guerritore trova la sua via, anche come interprete-regista, drammaturga di spettacoli

di grandissimo successo come Giovanna d’Arco, Dall’Inferno all’Infinito, Mi chiedete di parlare

su Oriana Fallaci e il musical End of the Rainbow di Peter Quilter. Nel 2010 è uscita la sua

autobiografia La forza del cuore. Presidente della Giuria dei Letterati del Premio Campiello è

stata insignita nel 2011 da Giorgio Napolitano dell'onorificenza di Commendatore della

Repubblica per meriti artistici e culturali.

GIOVANNI NUTI è un musicista e cantante toscano, di Viareggio, ma milanese di adozione. Ha

all’attivo otto album e ha collaborato con Enrico Ruggeri, Roberto Vecchioni, Lucio Dalla,

Mango, Enzo Avitabile, Milva, Dario Gay, Marco Ferradini e Simone Cristicchi. Nel 1993

incontra Alda Merini e dalla loro collaborazione durata sedici anni – che Merini definiva

«matrimonio artistico» – sono nati numerosi spettacoli che li vedono protagonisti insieme sul

palcoscenico e quattro cd: Milva canta Merini (2004), ritorno discografico della “Rossa”, di cui

Giovanni Nuti firma tutte le musiche; Poema della croce, una moderna opera sacra

rappresentata anche nel Duomo di Milano e definita da Sua Eminenza card. Gianfranco Ravasi

«opera di finissima e intensa esegesi musicale» della «grande poesia di Alda Merini»; Rasoi di

seta, con ventuno liriche della poetessa milanese musicate dal cantautore, tra cui Poeti, duetto

con Simone Cristicchi; Una piccola ape furibonda, con otto testi inediti di Merini, pubblicato il

21 giugno 2010.

Nel 2012 esce Una pequeña abeja enfurecida in cui Giovanni Nuti canta Alda Merini in

spagnolo con la partecipazione straordinaria di Lucia Bosé che ha curato le versioni in

castigliano di tutte le poesie-canzoni. Il 6 aprile 2017 viene riproposto, nella Basilica di San

Lorenzo Maggiore a Milano, a più di 11 anni dalla prima rappresentazione, il “Poema della

croce”. Per la prima volta, ad impersonare Maria nel ruolo recitante che fu di Alda Merini,

l'attrice Daniela Poggi.