Giuseppe Mussari e Jules Verne

 

Quinto appuntamento con “Pagine per il futuro”, il ciclo di letture e testimonianze dedicato ai classici della nostra adolescenza e promosso dal Piccolo e da Radio 24, che vede come protagonisti personalità del mondo dell’economia, della politica, delle istituzioni e dello spettacolo.

Dopo Giulio Anselmi, Ivan Lo Bello, Marco Tronchetti Provera, Paolo Rossi, sarà Giuseppe Mussari a parlare, sabato 7 luglio (ore 17, Chiostro del Piccolo di via Rovello 2), dei suoi libri preferiti: 20.000 leghe sotto i mari e L’isola misteriosa.

Il presidente dell’ABI – Associazione Bancaria Italiana, conversando con il giornalista di Radio 24 Gianfranco Fabi, spiegherà come e perché ha scelto le opere di Jules Verne.

Accompagneranno la conversazione con Giuseppe Mussari le letture degli attori del Piccolo Matteo De Mojana e Filippo Renda, che proporranno alcune tra le pagine più significative dei due romanzi.

L’appuntamento successivo con “Pagine per il futuro” sarà sabato 14 luglio alle 17 con Livia Pomodoro, che ha scelto come “suo” libro Candido di Voltaire. A dialogare con lei, Daniele Biacchessi di Radio 24, mentre le letture saranno eseguite dagli attori Tommaso Minniti e Anahì Traversi.

Radio 24 farà ascoltare una selezione degli incontri in un nuovo appuntamento in onda il sabato, a partire dal 7 luglio, alle 16.00.

 

L’ingresso agli incontri del Chiostro, che sono a cura di Marco Rampoldi, è libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Si consiglia la prenotazione via mail a

comunicazione@piccoloteatromilano.it

 

 

QUESTI FANTASMI!

Al Teatro Manzoni dal 27 marzo al 22 aprile (chiusura per le festività pasquali dal 5 all’11 aprile).

Biglietto:  poltronissima € 30,00  –  poltrona € 20,00

Orari:  feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30

Note e trama della commedia:

“Questi Fantasmi!” è una delle commedie di Eduardo De Filippo che più ha saputo raccogliere un eccezionale successo di pubblico. La ragione di tale successo va ricercata, probabilmente, nella sua caratteristica principale: una commedia comica, ma al tempo stesso amara.

In un appartamento di un palazzo secentesco vengono ad abitare Pasquale Lojacono e la giovane moglie Maria. All’insaputa di Maria, Pasquale ha un accordo con il proprietario, per cui, in cambio dell’alloggio, dovrà sfatare le dicerie sull’esistenza di fantasmi nella casa. Suggestionato dai racconti del portiere, Pasquale si imbatte in Alfredo, amante della moglie, e lo scambia per un fantasma. Con il suo dirimpettaio, il professor Santanna, silenzioso e invisibile testimone di ciò che accade in casa, intrattiene intanto lunghi monologhi. I regali di Alfredo consentono alla coppia un certo benesssere e Pasquale, sentendosi beneficiato dal fantasma, non si pone troppe domande. Non sopportando più l’equivoca connivenza dimostrata dal marito Maria decide di fuggire con Alfredo, ma i suoi familiari si recano da Pasquale per denunciare l’adulterio e vengono a loro volta scambiati per fantasmi. Alfredo torna con la moglie e Pasquale, senza donazioni, è in difficoltà: quando reincontra Alfredo, desideroso di riabbracciare Maria, lo riconosce come “fantasma” e gli rivela il suo amore per la moglie e la pena di non poterle assicurare una vita dignitosa. Alfredo, commosso da quelle parole, sta al gioco e regala a Pasquale il denaro desiderato.

Note di regia di Carlo Giuffrè – La commedia dell’ambiguità

Dopo: “La fortuna con la effe maiuscola” (scritta con A. Curcio), “Napoli milionaria” “Non ti pago” “Natale in casa Cupiello” “Le voci di dentro” “Il sindaco del rione Sanità”, metto  in scena   un’altra  grande commedia di  Eduardo: “Questi  fantasmi!”  che  è un lavoro teatrale, come dice la Di Franco, costruito molto abilmente sull’ambiguità, non lascia mai capire chiaramente se Pasquale Lojacono per raggiungere il  suo  scopo agisce in buona fede o in malafede. In questa  ambiguità  alcuni  critici hanno  identificato l’influenza del relativismo pirandelliano. Con questa commedia Eduardo approfondisce un tema fra i più ricorrenti nella sua drammaturgia: l’illusione, il  desiderio che  gli  uomini hanno  di  credere in  qualcosa di irragionevole, di irraggiungibile, ma che rende felici, perlomeno sereni. Pasquale Lojacono diventa il simbolo dell’uomo che, pur  essendo consapevole delle brutture della realtà, vuole trasformare i fantasmi cattivi in buoni, perché vuole avere fiducia in un avvenire diverso, in un mondo migliore. Che grandi commedie, che gioia recitarle, che grande piacere ascoltarle.

MEDEA

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Al Teatro Duse di Bologna dal 16 al 18 marzo uno dei testi più significativi della tragedia classica: “Medea” di Euripide con Pamela Villoresi e David Sebasti, per la regia di Maurizio Panici.

Medea ci riporta – a partire dai tragici greci – alle donne di oggi. Sono infatti le donne a mettere in discussione la vecchia cultura facendosi portatrici di un nuovo pensiero. Ed è proprio attraverso Medea (figura totalmente inedita e significativa) che Euripide pone all’interno delle rappresentazioni tragiche un elemento di assoluta modernità.

Medea, infatti, è la prima donna a mettere in discussione i rapporti tra uomo e donna, evidenziando una situazione di forza, contestando l’esistente, aprendo un contenzioso e lasciando intravedere nuove possibilità. Medea è per questo uno dei più estremi e affascinanti personaggi della tragedia classica e moderna in quanto, prima fra tutte, non agisce spinta da un impulso erotico o sentimentale ma per rispondere ad una ingiustizia :”ecco Medea ….ecco la sventura di una donna“ dice di se al termine di un lunghissimo e straziante monologo. Le modalità del suo atto trascendono ogni consuetudine.

In Medea l’azione tragica coincide con la sua stessa rovina poiché, mentre punisce il padre dei suoi figli, colpisce con uguale violenza se stessa: pur riconoscendo l’impatto del suo agire, lo persegue con determinazione e lucida consapevolezza. Il conflitto per la prima volta in una tragedia non è fuori, ma dentro il personaggio, come risulta dal ruolo decisivo dei monologhi nello sviluppo della struttura drammaturgica.

 

Prezzi da 29 € in platea – 24 € in prima galleria – 19 € in seconda galleria (sono previste riduzioni)

Prevendite biglietti presso la biglietteria del Teatro Duse in Via Cartoleria, 42 a Bologna (apertura da martedì  a sabato ore 15-19), presso il Circuito VIVATICKET-CHARTA, i punti d’ascolto delle IperCoop e il Circuito HELLO TICKET, oltre alle prevendite abituali di Bologna e con carta di credito su www.teatrodusebologna.it

 

Per informazioni: 051/231836 – info@teatrodusebologna.it

Per prenotazioni: biglietteria@teatrodusebologna.it

 

Sogno di una notte di mezza estate

Come è noto, nella magia notturna del suo Sogno, Shakespeare intreccia abilmente i destini di molti personaggi eterogenei. L’altezzoso principe di Atene in procinto di sposare la sua regina delle Amazzoni. I quattro giovani innamorati confusi e in costante conflitto fra loro. Il re e la regina delle Fate più che mai umorali e sfuggenti. Gli sprovveduti artigiani componenti una bizzarra compagnia amatoriale.

In un gioco teatrale e poetico ricchissimo di equivoci, sberleffi, allusioni e colpi di scena, prende forma uno scenario fantastico di ineguagliabile potenza evocativa, che è da sempre occasione per le più svariate interpretazioni registiche.

Gioele Dix ha deciso di affrontare la sua regia del Sogno formando una compagnia composta interamente da giovani comici di successo e coinvolgendo nella messinscena un duo musicale di straordinaria e raffinata versatilità.

L’idea nasce dalla convinzione che proprio un testo classico possa essere il terreno ideale per artisti abituati a dare un corpo del tutto singolare e inimitabile alle parole e ai suoni che si trovano a interpretare.

Comici e musicisti sono spiriti liberi, eppure meticolosi. Sono improvvisatori e scienziati. Sanno andare in profondità senza perdere leggerezza. Sono soprattutto ricchi di un potenziale a volte inespresso e il loro talento si esalta alle prese con una materia teatrale fertile e densa.

In questa versione del Sogno, ambientata in una sorta di selva periferica post industriale, le tradizionali gerarchie fra i personaggi vengono sovvertite. È la compagnia dei comici artigiani a dominare la scena, a impadronirsi a sorpresa di tutti i ruoli e a diventare il perno essenziale attorno a cui ruota l’intera vicenda.

E così il gruppo di fragili, ma combattivi, mestieranti della risata cercherà di mantenersi integro nella lunga e famigerata notte di metà estate, fra esuberanze giovanili e promesse non mantenute, oscuri presagi e provocazioni, colpi di genio e cialtronerie, amori che muoiono troppo in fretta e sostanze proibite che minacciano il loro già precario equilibrio.

Lo spettacolo è dunque nel segno della fedeltà e della continuità con Shakespeare, senza tradimenti al testo, alla sua carica vitalistica, alle sue preziose ambiguità, alla sua fantasiosa e dirompente comicità. 

Ma, nel contempo, grazie alle qualità dei protagonisti, alla loro singolare sensibilità, all’originalità del loro stile espressivo, ne re-inventa il linguaggio e lo smarca dal rischio della convenzione.

Una sfida teatrale alla quale – non a caso – tutti i partecipanti hanno aderito con disponibilità ed entusiasmo.

Dopo il debutto al Teatro Romano di Verona del 6 -7-8 -9 luglio 2011 lo spettacolo prosegue:

 GENNAIO

18 e 19 Verona Teatro Nuovo

20  Padova Gran Teatro Geox

28 e 29 Bologna Teatro delle Celebrazioni

FEBBRAIO

2 -5  Trento Auditorium Santa Chiara

8-12 Forlì Teatro Diego Fabbri

14 Assisi Teatro Lyrick

15 Montecatini

16 e 17 Legnago Teatro Salieri

18 Crema Teatro San Domenico

24 Varese Teatro Mario Apollonio

MARZO

1 e 2 Torino Teatro Colosseo

3 Lugano Palazzo dei Congressi

15 -18 Firenze Teatro Verdi

20 – 1 aprile  Milano Teatro Nuovo

Aretè Ensemble Medea

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Progetto vincitore del bando di residenza Offx3 dello SpazioOff di Trento e selezionato per il Vd’A – Voci dell’anima 2011.

Ha debuttato al teatro Kismet Opera di Bari – aprile 2011

 

Una rappresentazione da “camera” della famosa tragedia di Euripide, trasferita in un ambiente borghese e condotta ad un minimalismo esasperato: in scena tutto il dramma antico, tra echi di divinità e responsi di oracoli.

 

I meccanismi e le contraddizione del rapporto di coppia, già indagati da Annika Strøhm, nata ad Oslo – una risoluta Medea – e da Saba Salvemini, interprete dei personaggi maschili, tutti ugualmente ipocriti e illusoriamente convinti della loro supremazia sul mondo femminile, in un una potente messa in scena, volutamente nuda e semplice ma dotata di tutta la spiazzante intensità del grande teatro antico.

 

 Il capolavoro di Euripide mantiene intatta la sua forza drammatica: sul palco si confrontano così le ragioni di Medea e Giasone, della donna devota e tradita e dell’uomo che ha usato l’amore per i suoi giochi di potere.

 

Nel rispetto assoluto del testo, la dimostrazione di come i classici possono essere contemporanei.

Dalle note di regia

Partiamo dal presupposto che un classico abbia una sua forza interna che gli garantisce la possibilità unica di varcare tempo e spazio, un’assoluta universalità di certi sentimenti che esprime anche la sua atemporalità.

 Non ci occupiamo di attualizzare il testo. Facciamo un lavoro sul linguaggio, un linguaggio diretto, vero, al limite del quotidiano, dove anche gli improvvisi inserti del mito possono articolarsi in dialoghi perfettamente credibili. (…)

 Personaggi spogliati di qualsiasi riserva mitica e la cui forza, l’epicità insomma, sta nei dubbi e nelle certezze che si mescolano senza che nessuno possa mai stabilire cosa sia bene e cosa sia male. La messa in scena di una visione, profondamente laica; visione che spingeva Euripide a immaginare creature che hanno perso molti punti di riferimento, molte certezze e che vivono dell’incostanza dei sentimenti che agitano l’anima. Non prediligiamo un punto di vista, ma restituiamo i fatti – fatti legati a molteplici interpretazioni..

 Uno spettacolo che pone l’accento sul lavoro dell’attore piuttosto che sugli effetti teatrali.

 

 

Aretè Ensemble

Aretè Ensemble nasce nel 2007 con sede a Giovinazzo (Bari).  Affianca alle attività teatrali e laboratoriali anche la produzione musicale e video.  I lavori di Aretè Ensemble partono dal nulla scenico  per ricrearsi di volta in volta in una improvvisazione strutturata.
Sviluppiamo nel tempo un percorso  che permetta di unire l’attore al pubblico attraverso il gioco teatrale. Siamo interessati a ciò che sta in mezzo: gli spazi vuoti. Ci interessa raccontare le relazioni che intercorrono tra i personaggi/persone. Una storia è fatta di azioni e persone in relazione tra loro.
Ogni persona ha un punto di vista. La pièce li individua, il gioco teatrale ci permette di evidenziarli,
l’incontro teatrale ci permette di condividerli con il pubblico.  Come creare una rete di idee più che un conflitto di idee.
www.areteensemble.wordpress.com


Saba Salvemini si diploma alla Scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova nel 2000. Si trasferisce in Puglia nel 2001 dove si specializza studiando con J. Alschitz e i suoi allievi. Ha studiato e lavorato, tra gli altri, con J. Alschitz, A. Milenin, J.P. Denizon, P. Byland, Cora Bos-Kroese, G. Borgia, S. Gonnella, G. Gotti, L. Sicignano. Costituisce, come socio fondatore, il gruppo teatrale “La Compagnia delle formiche” e nel 2007 “Areté Ensemble” con Annika Strøhm ed un gruppo di artisti internazionali.


Annika Strøhm ha iniziato i suoi studi alla scuola del Nordic Black Theatre di Oslo. Si è diplomata alla Nordic Theatre Academy del Jurij Alschitz e con lui ha lavorato in diversi spettacoli. Tra gli altri ha studiato/lavorato con A. Milenin, J.P. Dénizon, G. Borgia, Grete Sneltvedt, C. Moustache, T. Ludovico. Ha lavorato come docente per Cantieri Teatrali Koreja e La Compagnia delle Formiche. Nel 2007 fonda l’associazione Areté Ensemble con Saba Salvemini ed un gruppo di artisti internazionali. Laurea breve in Francese, Antropologia e storia delle religioni.

  

 

medea

Genere:  tragedia umana alla Dogma 95
da giovedì 1 a domenica 11 marzo – spettacolo dal giovedì alla domenica – ore 20,45

Teatro della Contraddizione  02 5462155
via della Braida 6, 20122 Milano
MM3 Porta Romana – tram 16/29/30
Ingresso € 15,00 – ridotto 12 euro
www.teatrodellacontraddizione.it
info@teatrodellacontraddizione.it