Dheepan – Una nuova vita

locandina palma d'oroDheepan deve fuggire dalla guerra civile dello Sri Lanka e per farlo si associa con una donna e una bambina. I tre si fingono una famiglia e riescono così a scappare e rifugiarsi nella periferia di Parigi.
Anche se non parlano francese nè hanno contatti.
Trovati due lavori molto semplici (guardiano tuttofare e badante) i due scopriranno la vita da periferia, le bande e le regole criminali che vigono nel posto che abitano.
Quando arriverà ineDheepan deve fuggire dalla guerra civile dello Sri Lanka e per farlo si associa con una donna e una bambina.
I tre si fingono una famiglia e riescono così a scappare e rifugiarsi nella periferia di Parigi. Anche se non parlano francese nè hanno contatti. Trovati due lavori molto semplici (guardiano tuttofare e badante) i due scopriranno la vita da periferia, le bande e le regole criminali che vigono nel posto che abitano.
Quando arriverà inevitabile lo scoppio della violenza e degli spari occorrerà prendere una decisione, se rimanere insieme o separarsi.

Regia di Jacques Audiard.
Con Vincent Rottiers, Marc Zinga, Jesuthasan Antonythasan, Kalieaswari Srinivasan.
Genere: Thriller

Black Mass – L’ultimo gangster

locandina BLACK MASS
Nato e cresciuto a Boston Jimmy Bulger è un criminale di zona, ha una gang, è rispettato e amato dai locali, specialmente da John Connolly, ora diventato agente dell’FBI che con i Bulger (Jimmy e suo fratello Bill, il senatore) è cresciuto.
Proprio John Connolly propone a Jimmy di diventare suo informatore, così da poter fare carriera e in cambio gli consentirà di agire indisturbato.

Regia di Scott Cooper.
Con Johnny Depp, Joel Edgerton, Dakota Johnson, Juno Temple, Rory Cochrane.James Russo, Peter Sarsgaard, Kevin Bacon, David Harbour, Benedict Cumberbatch, Corey Stoll, Adam Scott, Jesse Plemons, Julianne Nicholson, W. Earl Brown
Genere: Thriller

La regola del silenzio – The Company You Keep

Con Robert Redford, Shia LaBeouf, Julie Christie, Sam Elliott, Brendan Gleeson

Regia di Robert Redford

Thriller, USA

1 giugno 2013, di Elisa Zini – Robert Redford non delude mai il suo pubblico. Con “La regola del silenzio” riporta sullo schermo passione, bravura, poesia e dolcezza. Jim Grant, Robert Redford, è un tranquillo avvocato, padre single di una bambina.

La vita è scandita dalla quotidianità ed è vissuta in piena armonia fino a quando Jim si trova costretto, suo malgrado, a fuggire da casa affidando la custodia di sua figlia al fratello. Ben Shepard è un reporter alle prime armi che lavora per una testata giornalistica di provincia. La sua caparbietà mista ad un pizzico di fortuna lo portano ad inseguire prima le motivazioni che hanno spinto Jim Grant a fuggire e poi la figura stessa di Jim dopo averne scoperta la vera identità, mascherata per oltre trent’anni.

Grant, pacifista degli anni ’70, è un ricercato per omicidio: durante una rapina in banca venne infatti uccisa una guardia ad opera di due estremisti e i colpevoli non furono mai arrestati. Si scatena in tutto il Paese una caccia all’uomo da parte dell’ FBI e Grant dovrà lottare per dimostrare la sua innocenza, ripercorrendo la storia di quegli anni: una storia faticosamente dimenticata. Shepard, ambizioso giornalista convinto dell’innocenza di Grant, lo insegue a sua volta, spesso precedendo la polizia con intuizioni corrette, nella speranza di ottenere un personale scoop giornalistico. Quando si trovano uno di fronte all’altro nel Michigan i veli cadono e le loro identità sono messe a nudo più di quanto avrebbero creduto.

Un thriller morale, dai sentimenti profondi che mette in gioco le relazioni tra le persone avvicinando passato e presente, con uno sguardo al futuro. Uno splendido Robert Redford sia come regista sia come affascinante e maturo attore.

“Dieci anni” di Valerio Pappi

Un thriller mozzafiato che affronta con coraggio il tema attuale e scottante della pedofilia negli ambienti ecclesiastici. Un ragazzino di dieci anni cela nel silenzio i segni di un sopruso che a poco a poco lo sprofonda in un abisso di odio. Il ricordo di quel giorno in canonica brucia mai sopito e il desiderio di vendetta lo porterà, qualche decennio più tardi, a imbastire una trama lucidissima e spietata. Ma come un cerchio perfetto, la colpa di un torto subito e restituito ricade sul figlio, che si affaccia gioioso e indifeso sulla soglia dei dieci anni.

Le idi di marzo

Regia di George Clooney

Con Ryan Gosling, George Clooney, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood, Philip Seymour Hoffman

Drammatico, USA

2 aprile 2012, di Elisa Zini – Elegante e incisiva la regia di George Clooney che dimostra di essere anche un bravo sceneggiatore. Con “Le idi di marzo” Clooney critica in modo feroce il connubio tra politica e potere raccontando i preparativi alle primarie dei partiti Democratico e Repubblicano: elezioni che potrebbero lanciare i candidati alla presidenza degli Stati Uniti d’America.

Un thriller politico che conviene non svelare. Stephen Myers è un giovane emergente, vice addetto stampa per il governatore Mike Morris, in lotta per le primarie del Partito Democratico. Efficiente, idealista, dedito al lavoro, che è la sua passione, Myers è apprezzato anche dalla concorrenza. Nonostante la piena fiducia nei confronti del suo candidato si ritroverà coinvolto, suo malgrado, in intrighi tra politica e potere che cambieranno per sempre la sua visione del mondo e della vita.

Le Idi di marzo (nome del 15 marzo nel calendario romano) era il termine usato per il 15esimo giorno dei mesi di marzo, maggio, luglio e ottobre, e per il 13esimo degli altri mesi. Rappresentavano un giorno festivo dedicato al dio della guerra. Solitamente invece, con le Idi di marzo si vuole ricordare la data dell’assassinio di Giulio Cesare avvenuto il 15 marzo del 44 a.C. ad opera di Bruto e altri cospiratori.

Ispirandosi a un testo teatrale di Beau Willimon, George Clooney affonda un attacco profondo e una critica feroce al sistema politico che governa gli Stati Uniti d’America. Un mondo senza regole, privo di etica, dove la legge del più forte si fa strada a discapito di tutto. Attraverso l’inevitabile cambiamento del bravo e talentuoso Ryan Gosling, Clooney mostra come la democrazia stia perdendo il suo significato originario lasciando il posto a opportunismi e individualismi che poco hanno a che fare con il bene comune. Fine e acuta analisi politica di un regista che porta il suo contributo per un futuro, si spera, migliore.