Teatro Scienza 2012

Da Vita di Galileo di Strehler a Infinities di Ronconi, fino al progetto “Teatro Scienza” che da quattro anni la Fondazione Tronchetti Provera promuove in collaborazione con il Piccolo Teatro, Scienza Under 18, l’Università degli Studi di Milano e il Politecnico. L’attenzione per il tema scientifico, per le sue potenzialità teatrali, per la sua comunicazione al pubblico giovane e meno giovane, è un filo rosso che si dipana lungo la storia del Piccolo e che si riannoda nel week end del 23-25 marzo 2012.

Da venerdì a domenica il Piccolo torna ad aprire le porte al pubblico con due spettacoli teatrali e una serie di iniziative per studenti e docenti accomunate dall’unico scopo di incuriosire e appassionare intorno al tema della scienza. Nella Scatola Magica del Teatro Strehler, da venerdì 23 a domenica 25 marzo, Flavio Albanese racconta ai ragazzi “Il volo di Leonardo”: nei panni dell’allievo Zoroastro, ricorda il proprio apprendistato e l’ ultimo esperimento con “il grande nibbio”, la macchina per volare, una delle sue più ardite invenzioni. Attraverso gli occhi di un giovane altri giovani conosceranno da vicino l’umanità di un genio poliedrico e originalissimo, simbolo del nostro Rinascimento. Protagonista assoluta è la curiosità, l’inquieta tensione dell’uomo verso la scoperta, l’incredibile capacità umana di arrivare oltre i limiti che la natura sembra imporci.

Da giovedì 22 marzo fino a domenica al Teatro Studio Expo sarà poi in scena Alice 2.0 nel Paese dell’Energia, frutto della collaborazione tra il Piccolo e l’Università degli Studi di Milano. La scienza si fa spettacolo e tre fisici, docenti universitari, per l’occasione diventano attori e raccontano lo straordinario mondo delle energie rinnovabile. Come nelle Avventure di Alice nel paese delle Meraviglie, il pubblico precipiterà senza possibilità di scampo e uscirà dall’esperienza solo attraverso una trasformazione irreversibile.

Sabato 24 marzo, poi, alle ore 16.30 si terrà nella Scatola Magica del Piccolo Teatro Strehler un workshop per docenti sul tema “Teatro e Scienza a scuola”: un’ esplorazione e un approfondimento dei temi della scienza e della sua comunicazione attraverso le forme e i linguaggi teatrali, condotto insieme a registi e attori e realizzato da Scienza under 18 in collaborazione con il Piccolo Teatro e l’Università degli Studi di Milano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CALENDARIO

 

Venerdì 23 marzo 2012 – STUDENTI A TEATRO

 

Piccolo Teatro Strehler /Scatola magica, ore 9.45

Il Volo di Leonardo
scritto, diretto e interpretato da Flavio Albanese
una produzione Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa
in collaborazione con Fondazione Silvio Tronchetti Provera
nell’ambito del progetto TS Teatro Scienza

 

Piccolo Teatro Studio, ore 10.30

Alice 2.0 nel Paese dell’Energia
di e con Marina Carpineti, Marco Giliberti e Nicola Ludwig
regia Emiliano Bronzino

Una produzione Piccolo Teatro di Milano in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano
nell’ambito del progetto TS Teatro Scienza

Sabato 24 marzo 2012 – DOCENTI A TEATRO

 

Piccolo Teatro Strehler /Scatola magica, ore 15.00
Il Volo di Leonardo

Piccolo Teatro Strehler /Scatola magica, ore 16.30
Workshop per docenti: Teatro e Scienza a scuola
organizzato da Scienza under 18
in collaborazione con Piccolo Teatro di Milano e Università degli Studi di Milano

Piccolo Teatro Studio, ore 19.30
Alice 2.0 nel Paese dell’Energia
 

Domenica 25 marzo – FAMIGLIE A TEATRO

 

Piccolo Teatro Strehler /Scatola magica, ore 11.30
Il Volo di Leonardo
 
Piccolo Teatro Studio, ore 16.00
Alice 2.0 nel Paese dell’Energia
di e con Marina Carpineti, Marco Giliberti e Nicola Ludwig
regia Emiliano Bronzino

 

 

Prezzi: posto unico 10 euro per tutti gli spettacoli

 

Informazioni e prenotazioni 848800304 – www.piccoloteatro.org

 

Interviste, news, scene dello spettacolo, approfondimenti su www.piccoloteatro.tv

 

 

Milano, 9 marzo 2012

Steven Berkoff in “Shakespeare’s Villains”

iI grande successo riscosso nel 2005 al Festival del Teatro d’Europa, torna allo Studio Expo Shakespeare’s Villains, scritto, diretto e interpretato da Steven Berkoff, attore, scrittore e regista inglese di cinema e teatro, eccentrico e iconoclasta, noto al grande pubblico per i suoi ruoli di ‘cattivo’ al cinema in film come Octopussy, Rambo o Arancia meccanica. E la sua ‘specializzazione’ nella caratterizzazione del maligno la esercita mirabilmente sulle tavole del palcoscenico con uno spettacolo ormai diventato il suo cavallo di battaglia, un one-man show che è un vero e proprio catalogo di analisi ed esplorazione dei “malvagi” shakespeariani. Dal cattivo “per eccellenza”, geniale, Riccardo III all’ “aspirante” cattivo Macbeth, fino all’ “apprendista” cattivo Amleto. E poi Iago, Shylock, persino Oberon merita una menzione in questa ‘dissezione’ di caratteri. Berkoff esplora l’anima nera del Bardo, tratteggia il profilo di ognuno, li analizza con il suo sguardo glaciale, scandaglia le loro motivazioni e cerca di intuire cosa abbia influenzato le loro azioni. Una galleria infernale di personaggi la cui malvagità appare connaturata e altri che sembrano essere “condotti” al male da dinamiche sociali o famigliari, figure appartenenti a un immaginario teatrale condiviso che il talento camaleontico e caustico di Berkoff isola o associa, giustapponendo interpretazione e momenti di “disvelamento”. Solo in scena, passando da un ruolo all’altro con straordinaria naturalezza, da vero istrione, suggerisce diverse ipotesi interpretative, attribuisce a ognuno una specifica gestualità, recita le battute più significative cercando la complicità del pubblico. «Ho deciso – spiega Berkoff – di concentrarmi sui malvagi come se costituissero una sorta di strano genere: personaggi imperfetti, inaspriti, persino mentalmente disturbati, se volete. Ho cercato di presentarli, fornire una breve sintesi della trama, e poi interpretarli a modo mio. Ricordo di non essere mai stato capace di concentrarmi su quanto stavo per dire e, in effetti, di non aver saputo sempre che cosa volevo dire. Non ho potuto adottare un approccio accademico, dal momento che ci sono montagne di libri in grado di farlo molto meglio di me. Ho voluto spiegare i personaggi come attore e dire che cosa hanno significato per me».

 

LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO

 

Piccolo Teatro Studio Expo (via Rivoli 6 – M2 Lanza), dal 28 marzo all’1 aprile 2012

Shakespeare’s Villains

scritto, diretto e interpretato da Steven Berkoff

East Productions

 

 

Orari: sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.00.                    Durata: due ore con intervallo

Prezzi: platea 40 euro, balconata 32 euro – Prezzi speciali su www.piccolocard.it

Informazioni e prenotazioni 848800304 – www.piccoloteatro.org

 

Interviste, news, scene dello spettacolo, approfondimenti su www.piccoloteatro.tv

 

Milano, 8 marzo 2012

LIMÓN DANCE COMPANY

Per teatralità, grazia e virtuosismo, non esiste compagnia più raffinata

(The Village Voice, NY)

Finalmente a BOLOGNA, sabato 10 marzo al Teatro Duse, la Limón Dance Company nella sua prima apparizione italiana.

 

Limón Dance Company ha visto nel 2008 i festeggiamenti per i cent’anni della nascita del suo fondatore José Limón, il grande coreografo americano d’origine messicana, le cui opere vengono annoverate tra i capolavori della danza americana. Nel 2011 si è festeggiato il 65° anniversario della nascita della compagnia. 

José Limón è tra le figure più rappresentative della modern dance americana. Le sue coreografie hanno espresso la dignità dell’uomo e la sua capacità di riscatto di fronte alle avversità, lasciando un’eredità artistica che parla ancora oggi, prepotentemente, all’intelligenza e alla sensibilità di chi ne venga in contatto.

La Limón Dance Company rappresenta l’eredità vivente della tecnica del movimento e della filosofia teatrale di José Limón e si fa portatrice dell’ideale artistico del suo fondatore perpetuandolo nel tempo e oltrepassando la morte dello stesso. È per questo che oggi la Limón Dance Company è un esempio e un modello per tutto il mondo della danza.

Limón creò la compagnia nel 1946 insieme alla straordinaria danzatrice e coreografa, nonché sua insegnante, Doris Humphrey. Da allora i suoi spettacoli hanno fatto il giro del mondo, consolidandosi come una delle più importanti realtà della danza internazionale. La sua tecnica e la sua danza virile, dinamica, d’intensa espressività drammatica ha influenzato generazioni di artisti.

Al Teatro Duse, la compagnia presenta un repertorio che comprende i classici di Limón, come There is a time,The Moor’s Pavane (1949) che propone una particolare interpretazione dell’Otello di Shakespeare, Chaconne (1942), un celebre assolo capolavoro di Limón sull’omonima musica di Bach, e Dances For Isadora (1971) ricostruito da Carla Maxwell, attuale direttore artistico della compagnia (1970), una coreografia evocativa e di forte impatto emotivo.

Acclamata per la sua espressività teatrale e per la padronanza tecnica la Limón Dance Company è la dimostrazione della forza visionaria del suo ispiratore. Le composizioni di José Limón sono senza età e mantengono intatta la loro forza nel tempo.

Inoltre il 9 marzo alle ore 11,30 – presso l’Università di Bologna, Dipartimento di musica e spettacolo (Via Barberia, 4 – Bologna – INGRESSO LIBERO), in collaborazione con Elena Cervellati, docente di Danza moderna e contemporanea: teorie e tecniche, verrà presentato “Memorie Interrotte”, il primo testo italiano sul grande coreografo José Limón tradotto da Rossella Battisti. Un’autobiografia preziosa, un racconto entusiasmante che attraversa la vita e l’attività coreografica di uno dei padri fondatori del nuovo linguaggio che ha rivoluzionato la danza del Novecento. Il volume raccoglie, inoltre, una lista completa e dettagliatissima dei suoi lavori, materiali iconografici inediti, una ricca bibliografia e testimonianze di Carla Maxwell, Norton Owen e José Covarrubias che con Limón hanno lavorato e di cui hanno assorbito pienamente l’etica, l’estetica e l’insegnamento.

Saranno presenti all’incontro Rossella Battisti e Carla Maxwell, introduce Elena Cervellati.

I proventi di questo evento, al netto delle spese, saranno destinati all’Hospice Seràgnoli, di cui quest’anno ricorre il decennale dell’apertura, che a Bentivoglio si dedica all’assistenza dei malati inguaribili aderendo ai principi delle Cure Palliative che hanno come obiettivo il poter influire sulla vita delle persone sofferenti in termini di qualità e di sollievo. L’accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale e i contributi dei sostenitori permettono ai Pazienti di accedere gratuitamente.

Promuovere e sostenere i valori delle Cure Palliative significa essere vicini alla missione della Fondazione Hospice MT.C. Seràgnoli che è quella di garantire l’efficacia di un modello incentrato sul  rispetto della dignità della persona.

Prezzi da 32,00 € + d.p.  in platea – 26,00 € + d.p. in prima galleria – 22,00 € + d.p.  in seconda galleria (sono previste riduzioni per associazioni convenzionate con il Teatro Duse, scuole e under 26)

 

Prevendite biglietti presso la biglietteria del Teatro Duse in Via Cartoleria, 42 a Bologna (apertura dal lunedì al sabato ore 15-19), presso il Circuito VIVATICKET-CHARTA, i punti d’ascolto delle IperCoop e il Circuito HELLO TICKET, oltre alle prevendite abituali di Bologna e con carta di credito su www.teatrodusebologna.it

 

Per informazioni: 051/231836 – info@teatrodusebologna.it

Per prenotazioni: biglietteria@teatrodusebologna.it

 

TEATRO DELL’OPERA DI MILANO presenta LA BOHEME

Il gioco verbale che sin dalle prime battute si rivela negli spiriti e di conseguenza sulle bocche dei personaggi, pervade di ironia tutto l’inizio del dramma, tipica di chi vive l’ineffabilità dell’essere artista. Così Puccini nei primi anni della sua permanenza a Milano, in una modesta casa in affitto in Via Solferino. La sfida registica è percorrere il lavoro di Puccini con un senso di realismo mai abbastanza totale o studiato o fedele.

Il pubblico guarda al mondo dell’arte vivendo due esperienze al tempo stesso: la storia dei personaggi da una parte e l’universo pucciniano dall’altra calato nella Milano ottocentesca. Milano dove Puccini visse e dove scrisse Boheme proprio nel quartiere di Brera, quello storico dei bar degli Artisti e delle nascite delle avanguardie pittoriche e culturali. Proprio quei locali dove la vita si sperimentava quotidianamente.

I vecchi mestieri di strada mescolati alla gente, la macchina scenica che svela luoghi che esistono nella memoria nostra e in quella dell’autore. Un approccio quasi opposto a quello dei “personaggi” pirandelliani che non sanno dove si trovano e cercano l’autore, nella mia messa in scena, il gruppo di Bohemiennes, co­scienti della macchina drammaturgica e musicale, vive, suo malgrado un momento di ribalta, cercando di sottrarsi e di rileggersi in una luce più umana. Il percorso dell’Opera in una città come Milano ci rende ancora più vicini alla sensazione realistica del dramma di Puccini ma anche quella di un ulteriore spettacolo dove quasi la quarta parete tra spettatore e messa in scena non esiste.

L’opera di Puccini in una chiave di lettura moderna e insolita dove tutto diventa teatro, l’impatto scenografico e lo scarno disordine di un palcoscenico rivelano la possibilità che ogni scena sia pensata da un regista e ogni personaggio sia studiato a tal punto da meritare un riflettore che focalizzi il suo desiderio di vivere e nello stesso tempo tutti i particolari e le sfumature del suo esistere.

Il teatro è luogo ideale di vita bohemienne ed evidenzia l’intreccio tra favola e realtà.

I costumi riambientano l’opera in una Milano di fine 800 dove il teatro era la strada e così, viceversa, la strada entrava nella magia dello spettacolo. Un poliedrico gioco in bianco e nero dove Boheme vive una atmosfera nuova, dove ritrovare palazzi antichi e quartieri che rivi­vono nella memoria storica di una città che ebbe la sua fervida e intrigante Boheme.

All’interno dell’Opera si sviluppa un percorso temporale, evidente nel cambiamento della città di Milano , nel quale però emerge l’assoluta atemporalità del dramma dell’uomo, allegoricamente rappresentato dalla soffitta dei  bohémiennnes,che , seppur cambiando i simboli della gioventù, rimane sempre uguale a se stessa, presente nel primo e nel quarto atto dell’Opera.

Dopo il grande successo della scorsa stagione, il Teatro dell’Opera di Milano si rinnova con la scelta evidente di portare l’Opera Lirica in un teatro popolare come il Teatro Smeraldo dopo tre stagioni di successo al teatro CiakWebank.it . Una scelta che ci porta verso orizzonti ancora più ampi.

Le opere, che quest’anno toccheranno 13 piazze per più di 40 date, vengono organizzate in modo del tutto indipendente: le produzioni non hanno infatti sovvenzioni istituzionali, dalle scenografie ai costumi all’attrezzeria, viene tutto realizzato nel laboratorio del Teatro dell’Opera da Arti di Scena.

Ciò che contraddistingue Teatro dell’Opera di Milano è l’immediatezza comunicativa.

Il nostro pubblico è alla continua ricerca di contaminazioni culturali, di opere dal sapore tradizionale, ma che lascino spazio ad una rilettura che si sviluppa su diversi livelli, dai contenuti alla scenografia. Allo stesso tempo però vogliamo rivolgerci anche a chi ha sempre apprezzato l’opera lirica. La gente è tornata a cercare contenuti nel divertimento e le produzioni di teatro dell’Opera garantiscono una ricerca fedele alla musica, alla drammaturgia che riesce a parlare una lingua nuova coerente al melodramma, una delle forme d’arte più complesse.

I cantanti sono stati scelti tramite audizioni, e sono in maggioranza giovani che compongono un cast internazionale

Ad accompagnare le opere sarà l’Orchestra Accademia UECO, diretta dal Claudio Morbo per Carmen; l’Orchestra Filarmonica di Milano diretta da Daniela Candiotto accompagnerà La Boheme e sotto la direzione di Damiano Cerutti accompagnerà  Tosca.

Il Coro di Teatro dell’Opera di Milano canterà in Carmen e Tosca, mentre la Corale Lirica Ambrosiana accompagnerà La Boheme.

Promozione di veicoli elettrici attraverso la collaborazione con Mad Motors i veicoli utilizzati da Teatro dell’Opera di Milano

Ingresso gratuito nel corso degli spettacoli per disabili e padri single (il Teatro dell’Opera di Milano aiuta i genitori separati in difficoltà dando sostegno all’Associazione di Volontariato per la tutela dei diritti dei figli nella famiglia separata).

Collaborazione con la Fondazione Renata Quattropani impegnata nella ricerca sulla leucemia linfatica cronica.

  • Allestimenti in 13 piazze italiane con più di 40 date.
  • Cast internazionale.
  • Le opere di repertorio sono rilette secondo un archetipo dal quale si sviluppa uno studio sia musicale che contenutistico – drammaturgico.
  • Regie innovative che guardano alla ricerca contenutistica e all’innovazione, senza trascurare però l’aspetto tradizionale.
  • Le scenografie sono ideate e interamente realizzate nel laboratorio di Arti di Scena.
  • Abbiamo voluto fare una scelta completamente diversa, siamo diventati la prima compagnia lirica ecosostenibile, adeguando ogni fase del processo produttivo ad un basso impatto ambientale.

 

La novità della stagione 2011-2012 è l’impegno di Teatro dell’Opera che si presenta come la prima realtà teatrale ecosostenibile.

Si impegna infatti a creare un progetto ecosostenibilità e riconsidera tutti i suoi momenti produttivi seguendo i principi di questo valore già intrinseco nella natura stessa della nostra associazione.

Teatro dell’Opera crede fermamente nella possibilità di proteggere e di utilizzare consapevolmente le risorse naturali e culturali del nostro pianeta. Questo significa avere uno sguardo sul futuro e sui nuovi modi di vivere la comunità.

Ed è proprio per questo che ha creato legami e collaborazioni in modo da divulgare e far conoscere questo nuovo stile di vita attraverso altri marchi ecosostenibili.

Utilizzare la cultura per far conoscere le possibilità di un vivere sostenibile. Questi sono i punti evidenziati con le aziende partner per il progetto: In occasione del debutto di Teatro dell’Opera al Teatro Smeraldo di Milano, verranno installate alcune piante davanti al teatro stesso: un simbolo verde che contribuisca a legare il marchio di Teatro dell’Opera ad un impegno concreto e duraturo nell’ambito dell’ecosostenibilità; 

Organizzazione in data 24 ottobre 2011 alle ore 20.30 di un concerto gratuito per la cittadinanza in serata

Omaggio per i giornalisti di bustine di semi durante la conferenza stampa. Apposizione di piantine depura aria durante gli spettacoli

L’installazione di pannelli solari nei luoghi di produzione di Teatro dell’Opera, capannoni Morimondo.

L’ARTE DELLA COMMEDIA di Eduardo De Filippo

Debutta giovedì 8 marzo L’ARTE DELLA COMMEDIA di EDUARDO DE FILIPPO, con la regia di Michele Sinisi, l’ottavo spettacolo della 42esima stagione teatrale del Tieffe Teatro Menotti, il secondo Eduardo in stagione, dopo il grande successo di Requie a l’anema soja con Alfonso Santagata.

 

L’arte della commedia, un classico della comicità contenuto nella cantata dei giorni dispari,

è una profonda e accorata riflessione sul mestiere di attore, resa con il tono ironico e complice tipico dei testi eduardiani. Uno spettacolo che affronta il tema sempre attuale della funzione della cultura e dell’arte nella società e mette in scena la necessità, in cui spesso si trova l’artista, di scendere a compromessi anche a discapito della propria libertà di espressione.

 

L’arte della commedia è un vero e proprio “manifesto” politico della poetica teatrale di Eduardo. È una commedia di denuncia da parte degli attori verso la borghesia che censura ideologicamente e materialmente i contenuti di verità che gli artisti vorrebbero esprimere e mette in secondo piano il loro ruolo produttivo in società. Una censura di carattere materiale imposta, che evita di far nascere e pubblicizzare lavori di denuncia sociale, per impedire una sensibilizzazione delle coscienze verso i reali problemi della società. Eduardo infatti in questa opera sottolinea la coercizione che il teatro e gli artisti sono costretti a subire dai vari governi, che per distrarre le masse dall’avere un’opinione indirizzano la cultura di massa in una direzione tanto edonista quanto deleteria per le sorti dell’intera umanità, generando confusione, che risulta essere strumentale agli interessi dei potenti. Un capolavoro politico sulla questione teatrale.

 

 

Credo che ciascuno di noi nella propria vita prima o poi incontri il proprio Prefetto. Una o più volte purtroppo ci capita di vestire i panni di Campese nonostante la stanchezza e gli schiaffi ricevuti. Con molta dignità però mettiamo la giacca, facciamo il nodo alla cravatta e andiamo di primo mattino a parlare di noi, colla speranza che il Prefetto ci stringa la mano e dica: sì. Ahimè non di rado però il Prefetto, comunque essere umano pure lui, risponde al nostro desiderio di ascolto con lo scherno o ancora più cinicamente con l’indifferenza. A me fa male. Però finisco per ingoiare il rospo perché sono stato educato a non distruggere ogni probabilità anche minima che le cose possano migliorare. Ma in certi momenti, quando la misura non la trovo malgrado l’impegno, finisco per agire perché bisogna anche compensare il vortice delle proprie emozioni. Allora succede che al Prefetto chiedo il rispetto che comunque si deve ad un essere umano che ha solo sperato in una stretta di mano accompagnata da un sì. Non che si pretenda di scrivere tutti i finali ma è giusto penso desiderare l’ascolto.

Dopo il furto del camion delle scene de Le Scarpe, nella notte precedente al debutto su Roma, è stata dura andare avanti. Tanto mi ci è voluto per indossare la giacca e anche solo immaginare nuove storie con Santeramo, appassionarci a belle idee. Ho scritto a Luca De Filippo raccontandogli l’accaduto come motivo della scelta di mettere in scena L’ARTE DELLA COMMEDIA. Lui ha concesso il permesso per la prossima stagione. Sono molto contento di ciò e comincio per questo a vedere il volto di Eduardo in platea dal primo giorno di prove. Gli prometto di portare in scena questa storia, cucita sulla mia pelle.  

Michele Sinisi

 

MICHELE SINISI attore e regista teatrale, ha concorso varie volte per l’Ubu come miglior attore under 30, entrando anche nella terna finalista nel 2009. Il pugliese Michele Sinisi è un attore e regista di indubbio talento formatosi nella “scuola” del teatro di narrazione, con Valerio Binasco, Marco Baliani, Carlo Quartucci…

 

 

Tieffe Teatro Menotti – Via Ciro Menotti, 11 – Milano

Orari spettacolo: ore 21 – mercoledì ore 19.30 – domenica ore 17

Orari biglietteria: dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19 – sabato dalle 16 alle 19

Prezzi: 24 intero – 12 ridotto (over 60, under 25)

Prenotazioni e informazioni: 02 36592544info@tieffeteatro.itwww.tieffeteatro.it

Ufficio stampa: Ippolita Aprile – 02 36592538 – 328 4070264

Tieffe Teatro Menotti – Via Ciro Menotti, 11 – Milano

Orari spettacolo: ore 21 – mercoledì ore 19.30 – domenica ore 17

Orari biglietteria: dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19 – sabato dalle 16 alle 19

Prezzi: 24 intero – 12 ridotto (over 60, under 25)

Prenotazioni e informazioni: 02 36592544info@tieffeteatro.itwww.tieffeteatro.it