Amici della Scala – Prima delle Prime “Andrea Chénier” di Umberto Giordano

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Prima delle prime”
Stagione 2017/2018

Amici della Scala – Teatro alla Scala

Andrea Chénier
di Umberto Giordano
libretto di Luigi Illica

Teatro alla Scala – Ridotto dei palchi “A. Toscanini”
Lunedì 4 dicembre 2017 ore 18

La Stagione lirica della Scala si inaugura con Andrea Chénier di Umberto Giordano (pugliese di nascita, milanese d’adozione, scaligero per assidua frequentazione) nel centocinquantenario della sua nascita: un titolo che in realtà non avrebbe bisogno di ricorrenze per essere rappresentato. Torna con la direzione di Riccardo Chailly che aveva diretto quest’opera, appartenente al repertorio verista, nella Stagione 1982-1983. Più di trent’anni di silenzio per un capolavoro in cui Chailly crede profondamente.

“Datemi un bel libretto e mi prenderò la responsabilità di un bel successo”. Così Giordano, ma la situazione non era facile dopo l’insuccesso di Regina Diaz. Alla nascita dell’opera contribuirono due padrini d’eccezione, due amici come Alberto Franchetti e Pietro Mascagni, che con la loro influenza riuscirono a dissipare i dubbi iniziali esistenti (per irrappresentabilità) sia da parte dell’editore Sonzogno sia della Scala.

Il libretto scritto da Luigi Illica si ispirava alla vita del poeta André Chénier al tempo della Rivoluzione francese: in realtà il soggetto era difficilmente immaginabile per un’opera in quel periodo, in quegli anni verso la fine dell’800. Significava l’abbandono del ’700 non solo musicale. Andrea Chénier è un “dramma storico” sulla Rivoluzione francese, un archetipo dell’opera romantica “fin de siècle”.

“La musica di Giordano nasce dalla realtà, dal vero. È piena di sangue, di ardore, di passione”, così dice il direttore Carmen Battiante che ha curato, con altrettanta passione, la pubblicazione dei Diari di Giordano presentati da lei e da Armando Torno al Museo Teatrale della Scala.

L’opera andò in scena alla Scala il 28 marzo 1896. Il successo fu grande e rapidamente si estese all’estero. Riscosse subito l’ammirazione di Richard Strauss e soprattutto di Gustav Mahler, che colpito da un autore “tanto innovativo nell’armonia e potente nel pathos” diresse una straordinaria esecuzione di Chénier ad Amburgo nel 1897.
L’apertura della Stagione scaligera è dedicata al grande direttore Victor de Sabata (a 50 anni dalla morte), che durante la sua sovrintendenza alla Scala portò la serata inaugurale dal 26 al 7 dicembre, giorno di Sant’Ambrogio, patrono di Milano.
Cast eccezionale: con Riccardo Chailly, Mario Martone, regista esperto di affreschi storici in scena e sullo schermo, Margherita Palli scenografa ronconiana, Ursula Patzak costumista, Yusif Eyvazov e Anna Netrebko interpreti principali.

Nell’incontro “Il lato oscuro delle rivoluzioni”, con ascolti, parla di Andrea Chénier Angelo Foletto, giornalista e critico musicale con la partecipazione del M° Riccardo Chailly.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti

Teatro alla Scala-Prima delle Prime: “Madama Butterfly”

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Primo appuntamento del ciclo “Prima delle prime”
Stagione 2016/2017

Amici della Scala – Teatro alla Scala
Madama Butterfly
di Giacomo Puccini

libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa

Teatro alla Scala – Ridotto dei palchi “A. Toscanini”
Venerdì 2 dicembre 2016 ore 18

“Grande dolore in piccole anime”: questo è quanto Puccini cercava per le sue opere. Lo suggerisce una sua lettera a Gabriele D’Annunzio “Ora sai quello che mi ci vuole: amore–dolore. Grande dolore in piccole anime”. Chissà cosa rispose il poeta.

Comunque Puccini aveva già raccontato le dolenti vicende di Mimì e Manon quando in un teatro londinese scopriva nel luglio 1900 un’altra piccola “anima”, assistendo a Madama Butterfly, una tragedia di David Belasco.

Poco dopo nel 1901, con la collaborazione per la stesura del libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, iniziava la composizione che solamente nel dicembre 1903 poteva dirsi completa in ogni sua parte. A dilatare i tempi della realizzazione aveva forse contribuito una ricerca minuziosa di documenti legati all’Oriente: la precisione ambientale era un’esigenza imprescindibile di Puccini.

In questa fase, preziosi furono gli aiuti di una attrice giapponese, Sada Yacco, e dell’ambasciatrice nipponica, profonde conoscitrici di usi e costumi orientali.

Madama Butterfly in due atti andò in scena al Teatro alla Scala il 17 febbraio 1904 e, nonostante gli ottimi interpreti e la grande cura con la quale era stata preparata, cadde clamorosamente.

Si ritiene che attorno all’opera fosse stato costruito ad arte un clima d’ostilità o che forse il pubblico fosse rimasto sorpreso di fronte a un’opera innovativa che guardava agli sviluppi più recenti del teatro musicale europeo.

Puccini così scrisse a un amico: “Con animo triste ma forte ti dico che fu un vero linciaggio… ma la mia Butterfly rimane qual è, l’opera più sentita e suggestiva che io abbia mai concepito”.

L’insuccesso indusse autore ed editore a ritirare lo spartito per sottoporlo a una revisione con il risultato che la nuova versione di Madama Butterfly in tre atti fu accolta con entusiasmo al Teatro Grande di Brescia, appena tre mesi dopo, il 28 maggio.

Tuttavia Puccini tornò continuamente sull’opera, “Non si decise mai per una versione in particolare ed è difficile individuare la sua ultima volontà”.

“La decisione della Scala di portare per l’inaugurazione del 7 dicembre la prima versione di Madama Butterfly vuole essere una possibilità in più di ascolto, confronto e conoscenza”.

Riccardo Chailly ha scelto infatti il primo spartito. Il direttore, che con passione prosegue nel percorso di rilettura critica delle opere pucciniane, ha compiuto con Gabriele Dotto un attento lavoro per ripristinare l’orchestrazione del primo manoscritto, quello che procurò il più grande dolore artistico di Puccini.

Sta al pubblico milanese cancellare nel 2016 dopo più di 100 anni quell’antica ferita.

Nell’incontro “Quale Butterfly” con ascolti e video, parla di Madama Butterfly Enrico Girardi, docente di Storia della musica all’Università Cattolica di Milano e critico musicale del “Corriere della sera”.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti

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Scala Amici della Scala – Prima delle Prime: “Simon Boccanegra”

Prima delle Prime
Prima delle Prime

Ritorna alla Scala, dopo le rappresentazioni dell’autunno 2014, la stessa applaudita produzione di Simon Boccanegra, opera ora amatissima rimasta per lungo tempo nel dimenticatoio.

Si sa, non ebbe un debutto felice nel 1857 alla Fenice di Venezia, fu applaudita poco dopo a Napoli e fischiata alla Scala nel 1859, poi il silenzio.

“Credevo di aver fatto qualcosa di possibile, ma pare che mi sia ingannato, vedremo in seguito chi abbia torto.” Così Verdi scriveva alla contessa Maffei dopo l’insuccesso veneziano.

No, Verdi non s’ingannava. Certamente qualcosa nell’edizione del 1857 non convinceva: era un’opera tutta avvolta nel buio, “un’opera al nero”. Con la prima versione del Simone si apriva per Verdi un periodo di sperimentazione, di necessità di rinnovamento. Il libretto, abbozzato dal compositore, che si era ispirato a un dramma di A. García Gutiérrez, era stato poi affidato a Francesco Maria Piave per la versificazione.

A far uscire l’opera dai forzieri Ricordi fu certamente determinante Giulio Ricordi, editore illuminato, che propose a Verdi una collaborazione con Arrigo Boito, gettando il seme per un’altra futura collaborazione tra i due artisti che in passato erano stati separati da tempestosi malintesi. Verdi dapprima rifiutava: “È un tavolo zoppo.” Ma già pensava a una soluzione. “Chi potrebbe rifarlo? In che modo? … Bisogna trovare qualcosa che doni varietà e un po’ di brio al troppo nero del dramma. Come? … mi sovviene di due stupende lettere di Petrarca, una scritta al Doge Boccanegra, l’altra al Doge di Venezia dicendo loro che stavano per intraprendere una lotta fratricida. Sublime questo sentimento d’una patria italiana in quell’epoca ! … dico per dire”.

In realtà agiva e scriveva a Boito “… si metta immediatamente al lavoro, io intanto guarderò di raddrizzare qua e là le gambe storte delle mie note.” Boito apportava importanti modifiche al libretto, Verdi in sei settimane trasformava l’opera con tagli, sostituzioni, inserimenti (come la possente scena del Consiglio ispirata alle due lettere del Petrarca). Dramma “cupo virile” scrive Mila. È illuminato soltanto dal tremolare palpitante del mare all’ingresso di Amelia e dall’invocazione del Doge, prima di morire, a pace e libertà.

La Scala celebrava nel marzo 1881 il successo della seconda edizione del Simone che tuttavia in Italia non riusciva ancora ad avere un cammino facile. La Scala in seguito ha proposto una tardiva ampia rivelazione (con l’edizione Abbado-Strehler) quindi nuove attuali interpretazioni di quest’opera che è tra le più belle di Verdi. C’è chi dice anche la più intelligente.

Nell’incontro “L’opera del tempo che passa” con ascolti e video, parla di Simon Boccanegra Emilio Sala, musicologo, professore all’Università degli Studi di Milano, già direttore scientifico dell’“Istituto Nazionale di Studi Verdiani”.

Lunedì 13 giugno 2016 – ore 18
al Ridotto dei Palchi del Teatro alla Scala
Amici della Scala – Prima delle Prime

SIMON BOCCANEGRA di Giuseppe Verdi
“L’opera del tempo che passa” – incontro a cura di Emilio Sala
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti

L’opera sarà in scena al Teatro alla Scala dal 18 giugno all’8 luglio 2016

direttore Myung-Whun Chung – regia Federico Tiezzi

“Prima delle Prima”: Amici della Scala presentano “I due Foscari”

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Sesto appuntamento del ciclo “Prima delle prime”  : I due Foscari” di Giuseppe Verdi
libretto di Francesco M. Piave
Teatro alla Scala – Ridotto dei palchi “A. Toscanini”
mercoledì 17 febbraio 2016 – ore 18

Considerata per molto tempo un’opera minore, I due Foscari riapparve sporadicamente solo nella metà del secolo scorso, quando la musicologia cominciò a vedere in essa una tappa importante della produzione verdiana, evidenziando una ricerca del nuovo, un proposito di caratterizzazione dei personaggi e quelle intenzioni “sperimentali” che si manifestarono più chiaramente in seguito.

I due Foscari alla Scala debutta in una nuova produzione il prossimo 25 febbraio con la direzione del giovane, già affermato Michele Mariotti, con la regia e le scene di Alvis Hermanis (che si è recato a Venezia per approfondire la storia della famiglia Foscari) con i cantanti Francesco Meli, Anna Pirozzi, Andrea Concetti. Ed evento straordinario, la presenza di Plácido Domingo che con “O vecchio cuor, che batti” ritorna in un grande ruolo paterno.

Nell’incontro “Il padre dei Padri” al pianoforte e con ascolti, parla Antonio Rostagno docente di Drammaturgia musicale e Storia della musica nell’Università “La Sapienza” di Roma.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti

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“Rigoletto” al Teatro alla Scala

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Torna alla Scala dal 13 gennaio al 6 febbraio Rigoletto di Giuseppe Verdi nel sontuoso allestimento pensato nel 1994 da Gilbert Deflo con le scene di Ezio Frigerio e i costumi di Franca Squarciapino.

Cardine dello spettacolo, divenuto negli anni un classico scaligero, è la folgorante scenografia di Ezio Frigerio che in occasione della prima aveva dichiarato di aver creato un Rigoletto “nel solco della tradizione, il più elegante e ‘bello’ possibile. Con mezzi moderni, ho cercato di fare uno spettacolo che sarebbe piaciuto a Verdi e al suo pubblico. L’ho spogliato dall’aneddotica, ma resta un impianto rinascimentale, anche se chi ha un occhio attento potrà notare che gli elementi architettonici sono contaminati da un certo gusto ottocentesco. Una lettura teatrale, però, non storica”.Sul podio nel 2016  il M° Nicola Luisotti, che giunge così al suo quinto titolo d’opera alla Scala, e al quarto verdiano.

LUNEDI’ 11 gennaio 2016 – ore 18 al Ridotto dei Palchi del Teatro alla Scala

 Amici della Scala – Prima delle Prime: “RIGOLETTO” di Giuseppe Verdi

Incontro “Il duca si diverte” a cura di François Bruzzo
Nell’incontro “Il duca si diverte” con ascolti e video, parla di Rigoletto François Bruzzo, docente di Lingua, Letteratura e Civiltà francese all’Università IULM di Milano.