Affido minori

Affido, la Provincia impegnata per tutelare i bambini disagiati con una banca dati utile per conciliare bisogni e disponibilità

 Podestà: «La collaborazione con il Terzo settore cruciale per garantire a minori in difficoltà una maggiore serenità attraverso stabilità e affetto incondizionato»

 Pagani: «Sempre necessarie le strade alternative alla genitorialità se questa si rivela dannosa per i più piccoli»

Milano, gennaio 2013 – La Provincia ha promosso, negli ultimi anni, una serie di attività che si occupano, a vario titolo, di tutela dei minori. Basti pensare al Centro assistenza minori (accoglie bambini temporaneamente allontanati, su disposizione del Tribunale, dalla famiglia d’origine) o  all’Istituto a custodia attenuata (destinato a detenute madri con prole fino a tre anni). Nell’area dell’affido familiare, oltre alle costanti campagne di sensibilizzazione, l’Amministrazione ha supportato i servizi offerti nel Milanese non solo attraverso il coordinamento periodico degli operatori ma anche con la messa in campo di una banca dati provinciale on line per favorire l’incontro tra bisogni e disponibilità.

Ad oggi, le famiglie presenti nel database (concepito e realizzato con i tecnici del settore Sistema informativo integrato), sono oltre 200, formando una rete capillare in grado di individuare il miglior abbinamento possibile con i nuclei presenti. Insomma, un’iniziativa capace non solo di “fare sintesi” del lavoro degli operatori ma anche di facilitare la sinergia tra settore pubblico e Terzo settore. Una partnership consolidatasi pure con la pubblicazione di un’indagine quantitativa e qualitativa, che sintetizza, grazie all’apporto dell’analisi statistica e alle testimonianze dirette, l’impegno profuso nell’individuazione di strade alternative alla genitorialità.

Secondo gli ultimi dati disponibili, diffusi lo scorso ottobre proprio nell’ambito della ricerca «Intrecci di storie, storie di intrecci – sguardi sugli esiti dell’affido familiare nella provincia di Milano» (in allegato), sono stati rilevati da Marzo a Ottobre 2011, solo nei Comuni dell’hinterland, 564 minori in affido (281 maschi, 283 femmine), vittime, in particolare, di esperienze familiari di separazione (64,4%). Bambini o ragazzi di età compresa tra i 0 e il 15 anni, soprattutto studenti (94,4%), con una predominanza della fascia d’età compresa tra i sei e gli undici anni. Si tratta di affidi di medio lungo periodo: due anni (38,3%), 3-5 anni (36%), 6-8 anni (14,5%), 9-12 anni (6,1%), 13 anni e più (5,1%). Quanto alle motivazioni del collocamento temporaneo – che coinvolge, in particolare, coppie (94,3%) -, le principali cause del ricorso all’affido risiedono nell’incapacità dei genitori (34,7%), nel disagio socio-economico (14,9%) e nella patologia psichica (10,3%).

«Constato con amarezza che, in alcuni casi, i diritti dei minori siano ancora ben lontani dall’essere riconosciuti – ha dichiarato il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà -. Mi rattrista, e lo dico da padre di quattro figli, apprendere che in talune famiglie, i più piccoli non vengano preservati a dovere, attraverso la stabilità e l’affetto incondizionato, dagli attacchi del mondo esterno. La cellula primigenia della società, sulla scia del messaggio scandito dal Papa in occasione del VII incontro mondiale delle famiglie, deve restare un pilastro insostituibile della nostra società. L’impegno dell’Amministrazione sul versante dell’affido, in sinergia con i servizi del territorio e  il Terzo settore, intende seguire questa direttiva, nella speranza che la collocazione temporanea di minori possa garantir loro una maggiore serenità sia in vista di un ritorno nel nucleo d’origine sia in attesa di un’adozione. Mi permetto di incoraggiare i milanesi, cittadini da sempre solidali e generosi, a iscriversi nella banca dati provinciale. Aiutare i più bisognosi, soprattutto i minori, costituisce un vero e proprio atto di giustizia».

«La cronaca di tutti i giorni ci indica con fin troppa evidenza quale sia la strada da percorrere nella drammatica evenienza in cui il legame genitoriale non sia più in grado di garantire la tutela del minore – ha aggiunto l’assessore alle Politiche sociali, Massimo Pagani –. Affido e adozione sono la strada alternativa alla genitorialità, quando questa diventa dannosa, per garantire quella tutela invocata dalla Convenzione Onu sui diritti dei minori. Un percorso che la Provincia di Milano cerca di tutelare ancor prima della nascita, ad esempio con il servizio “Madre segreta”. La mia speranza è che il grande patrimonio maturato dall’Amministrazione non vada disperso dalle recenti manovre sugli enti locali ma venga preso come paradigma ed esempio». 

 

Prima conferenza dei Comuni dell’Ato:rivoluzione del servizio idrico integrato

Milano, 3 maggio 2012 – S’è svolta, questa mattina, la prima seduta della Conferenza dei Comuni dell’Ato della Provincia di Milano. Cospicua la presenza dei rappresentanti locali (ben 105 Comuni su 133) che, in seguito all’approvazione del regolamento della Conferenza, hanno eletto a larga maggioranza presidente della stessa il sindaco di Cologno Monzese, Mario Soldano, e membri dell’Ufficio di presidenza i primi cittadini di Boffalora sopra Ticino, Curzio Trezzani, di Bollate, Stefania Lorusso, di Pantigliate, Lidia Rozzoni, di Pogliano Milanese, Vincenzo Magistrelli, di Sedriano, Alfredo Celeste, e di San Giuliano Milanese, Alessandro Lorenzano.

In rappresentanza dei Comuni, i sindaci di Marcallo con Casone, Massimo Olivares, di Masate, Vincenzo Rocco, e di Sesto San Giovanni, Giorgio Oldrini, sono stati designati componenti del Consiglio d’amministrazione dell’Ufficio d’ambito.

Dopo il benestare della Giunta e del Consiglio provinciale in merito alle linee di indirizzo per l’organizzazione del servizio idrico integrato nell’Ato Provincia di Milano, anche la Conferenza ha espresso il proprio parere favorevole, quasi all’unanimità, con 104 sì e un solo un astenuto.

Nel dettaglio, mantenendo Amiacque come società operativa, si procederà alla fusione degli attuali gestori (Tam, Tasm, Ianomi e Idra Patrimonio) in CAP Holding, quale gestore unitario. La società, che sarà direttamente partecipata da Provincia e Comuni, è già presente in 119 su 133 municipalità ed è attiva sul territorio da oltre 80 anni. Un valore aggiunto per la Provincia che ha sempre investito sulla risorsa “acqua”.

Come ulteriore tutela, affinché il servizio resti in mano pubblica, inoltre, è stato scelto il modello dell’in house providing. Occorre sottolineare che il processo non comporterà alcun aggravio delle spese a carico dei cittadini ma, anzi, garantirà un incremento negli investimenti superiore a 70 milioni di euro annui, con un piano di investimenti pari a circa 300 milioni nel triennio 2013-2015.

«S’è avviata, questa mattina, la fase conclusiva di quella che sarà la futura struttura per la gestione del servizio idrico integrato della Provincia, con l’esclusione della città di Milano che dispone di una realtà propria – ha dichiarato il presidente On. Guido Podestà -. L’Assemblea dei sindaci ha votato la proposta, curata dall’assessore Altitonante, finalizzata all’avvio di una sistema giuridico e societario che consisterà nella struttura unica di Cap holding, dopo la fusione delle altre quattro realtà esistenti. Avremo, così, un gestore unico che opererà attraverso il braccio armato Amiacque. La scelta del Consiglio provinciale di puntare alla gestione in house è positiva perché nel Milanese, a differenza di altre regioni o province, vi è una managerialità e una tecnologia eccellenti. Non è un caso che la nostra acqua risulti straordinariamente pura, da bere. Oggi avviamo un procedimento che si completerà entro la fine dell’anno e che, oltre al miglioramento della gestione dell’erogazione, vedrà in primo piano i Comuni come espressione del territorio. Si tratta di un risultato positivo: il fatto che tutti i sindaci, appartenenti a liste civiche, di centrodestra o di centrosinistra, abbiano concordato tale scelta indica che il lavoro svolto dall’Amministrazione provinciale è eccellente».

«Di particolare rilievo per i Sindaci – ha aggiunto l’assessore con delega al Servizio Idrico Integrato, Fabio Altitonante – sono sicuramente la partecipazione diretta e la garanzia di un’equa rappresentanza nella definizione delle strategie e dei progetti inerenti il servizio. Oggi, così come nei precedenti incontri, abbiamo riscontrato l’appoggio della quasi totalità dei Comuni, a dimostrazione dell’importanza dell’iter che stiamo portando a compimento, istituendo il nuovo gestore, che avrà un patrimonio di oltre 600 milioni di euro un volume della produzione di 200 milioni e oltre 750 dipendenti».

Incidente in Svizzera, Podestà: «Un dolore che toglie il respiro»

Milano, 15 Marzo 2012 – «Sono rimasto attonito di fronte alle strazianti immagini dell’incidente accaduto, ieri, in Svizzera, che ha provocato la morte di 28 cittadini belgi – ha dichiarato, in mattinata, il presidente della Provincia, On. Guido Podestà -. La circostanza che tra le vittime risultino, addirittura, 22 bambini di Lommel e Heverlee è qualcosa che toglie il respiro e addolora profondamente. Il mio pensiero affettuoso corre immediatamente alle famiglie colpite da un dolore che non trova ragione. Il lungo periodo da me trascorso a Bruxelles, alimenta ancor più questa profonda tristezza che trova ragione pure nel legame maturato con il Belgio, paese accogliente e capace di esprimere, come pochi altri, la solidarietà tipica di uno stato civile. Questa mattina, ho trasferito questi miei sentimenti di dolore all’ambasciatore belga in Italia, Vincent Mertens De Wilmars, esprimendo il profondo cordoglio della Provincia di Milano e mio personale».

 

riorganizzazione del Servizio idrico integrato del Milanese

Milano, 14 marzo 2012 – La Giunta di Palazzo Isimbardi ha approvato, ieri, la delibera con le nuove linee d’indirizzo funzionali alla riorganizzazione del Servizio idrico integrato nell’Ato Provincia di Milano. La gestione delle reti e degli impianti, affidata, precedentemente, dalla conferenza d’ambito alle cinque società patrimoniali (Cap Holding Spa, Ianomi Spa, Tam Spa, Tasm Spa e Idra Patrimonio Spa), verrà, adesso, attribuita alla sola Cap Holding. Gli altri soggetti confluiranno, infatti, nel range della nuova società madre, che coordina, oggi, la rete in 119 dei 133 Comuni inclusi nell’ambito territoriale ottimale. La società di Assago risulterà, dunque, l’unico soggetto che gestirà, pure nelle vesti di proprietario della quasi totalità (97,8%) della società operativa Amiacque Srl, il servizio idrico. La fusione che si svolgerà nel pieno rispetto del principio di “neutralità tariffaria”, non provocherà aumenti dei costi a carico dell’utenza.

«Ricordo che la gestione del servizio idrico integrato costituisce uno dei temi contemplati dal nuovo Ente introdotto dalla Riforma del Titolo V della Costituzione – ha dichiarato il presidente, On. Guido Podestà –. La delibera approvata ieri, indirizzata alla semplificazione del sistema, consentirà all’Amministrazione e ai Comuni del Milanese di definire strategie destinate a fornire una governance più efficiente e capace di recepire, nel migliore dei modi, le esigenze dei cittadini della Grande Milano. Questa scelta sarà premiata pure dalla riduzione dei costi della politica: scompariranno, infatti, ben quattro consigli d’amministrazione».

«Il nostro obiettivo – ha aggiunto l’assessore con delega al Servizio Idrico Integrato, Fabio Altitonante – è quello di costituire un gestore integrato unitario entro la fine del 2012, superando la frammentazione attuale del sistema e garantendo la partecipazione diretta dei Comuni e della Provincia. L’affidamento, in house providing, consentirà di semplificare il quadro delle aziende esistenti nel territorio, valorizzando ancor di più la competenza e la professionalità del personale impiegato nelle società del Servizio Idrico Integrato della Provincia. Se il sistema oggi produce già oltre 200 milioni di investimenti nel triennio, ci aspettiamo un incremento superiore al 30-40% ad opera del gestore integrato, per un importo annuo di oltre 70 milioni di euro».

 

Smog, Podestà: «Lavoriamo per stop euro 0,1, e 2 in tutta la Provincia

Milano, 28 febbraio 2012 – «Per quanto riguarda le misure contro l’inquinamento è necessario sviluppare subito una riflessione, soprattutto, traguardando la prossima stagione dove credo sia corretto riproporre le misure utilizzate fino a oggi magari cercando di semplificarle a vantaggio dei cittadini – ha dichiarato il presidente della Provincia di Milano, On. Guido Podestà -. La cabina di regia dei sindaci dell’hinterland istituita dalla Provincia di Milano e coordinata dall’assessore all’Ambiente, Cristina Stancari, ha deciso di confrontarsi con la Regione Lombardia per estendere dal prossimo anno, la normativa regionale che limita la circolazione dei diesel euro 0, 1, 2 nei Comuni di prima cintura anche a quelli di seconda nell’ottica di uniformare le norme vigenti e creare meno disturbo possibile ai cittadini costretti a destreggiarsi fra troppi regolamenti. A questa opportunità spero possa aggiungersi anche un miglioramento strutturale. A breve, infatti, partirà una campagna per sostituire gli impianti obsoleti di riscaldamento congegnata in modo tale da non creare problemi alle famiglie. Ha parità di bolletta, infatti, corrisponderà una diluizione del costo del nuovo dispositivo da spalmare su più anni. Questa particolarità permetterà, una volta estinto il debito del nuovo impianto, di avere sia un’aria più pulita sia risparmi significativi sui costi relativi al riscaldamento».