Olimpia EA7 Emporio Armani Milano – Cimberio Varese

Olimpia EA7 Emporio Armani Milano - Cimberio Varese

Assago(Mi) 20-10-13, di Stefano Daprile. In emergenza Play, emergenza lunghi, emergenza condizione ed emergenza tutto, l’unica cosa che contava oggi per Milano era vincere per trovare morale e scacciare qualsiasi ombra di crisi e tagli che prematuramente già aleggiavano in piazzale Lotto.

Obiettivo quindi centrato e sventure cacciate, almeno per ora.

Siamo ancora agli albori del progetto Banchi, il gioco offensivo è ancora fatto di fiamme, fiammelle e scintille dei singoli, mentre per i falò di squadra ancora non pare esserci la legna adatta.
Già buona invece la difesa, dove Moss e compagni sembrano aver trovato l’intensità che troppo spesso l’anno scorso era mancata.

Ora serve continuità e dare un gioco offensivo alla squadra, come lo stesso Coach Banchi ribadisce in conferenza stampa, dopo aver ringraziato gli oltre 7000 del forum.

Il tempo davanti c’è, ma non così tanto visto il calendario fitto di impegni che l’accoppiata Eurolega e Campionato impone.
Occorre abbassare la testa e lavorare sodo. Ma Banchi merita ed emana fiducia. E’ di certo un Coach molto più allenatore del non rimpianto Scariolo, che rimane sicuramente un ottimo gestore di campioni, ma molto meno adatto per trasformare la materia grezza, messa a disposizione da Portaluppi e società, in un roster vincente.
Buon lavoro quindi a Coach Banchi, con la speranza, ma forse anche l’imperativo, che le sue fatiche sfocino nello stesso finale di stagione della sua ex squadra lo scorso campionato…

La partita:

Il primo quintetto stagionale di Milano tra le mura amiche del Forum di Assago è composto da Jerrells, Langford, Gentile, Melli e Samuels. Risponde Varese con Clark, Coleman, Ere, Polonara e Hassell.
E’ l’uomo più discusso del momento, Curtis Jerrells, il primo a muovere il punteggio per Milano, ma la sua regia rimane nemmeno abbozzata. Ci si affida quindi alle iniziative dei singoli. Gentile e due volte Langford costruiscono il primo mini allungo Olimpia sull’8 a 2. Varese si affida all’atletismo di Coleman e accorcia. Subentra Haynes in cabina di regia, ma non scatta nessuna scintilla. La Cimberio aggiusta la mira e De Nicolao firma il sorpasso sul 12 a 13, prima che un Samuels fin li sornione regali con un bel rimbalzo offensivo il vantaggio Olimpia al primo intervallo sul 14 a 13.

Ancora Samuels in fiducia con 3 belle iniziative apre il secondo quarto. Haynes non riesce a trovare la retina nemmeno nella solitudine di un contropiede e le facce scure intorno ai 2 Play di Milano crescono di continuo. Debutto casalingo anche per Wallace e la prima impressione è quella di vedere un astronauta sbarcato su un pianeta sconosciuto. A Milano si affievoliscono piano piano tutte le singole fiammelle e De Nicolao reimpatta la gara a quota 21.

Inizia una fase nervosa che produce antisportivi su entrambi i fronti e dove l’equilibrio regna sovrano. Wallace trova 2 buone giocate, ma Hassell con grinta permette a Varese di tenere il naso avanti. In mezzo all’assoluto nulla in regia, Jerrells trova la tripla che permette all’Emporio di tornare avanti, Clark sembra mandare Varese negli spogliatoi col vantaggio esterno scritto sui tabelloni, ma Langford sulla sirena trova l’ennesimo controsorpasso sul 40 a 38.

Piovono triple nel secondo tempo. Langford e Gentile rispondono a Coleman e Polonara, ma la vera notizia è il primo assist con le scarpette rosse per Curtis Jerrells. Milano sale di intensità, soprattutto difensiva, e costruisce il primo vantaggio in doppia cifra sul 58 a 48 con Gentile e soprattutto Samuels protagonisti, con il centrone ex Cleveland che dimostra anche insolite buone doti attaccando il ferro in palleggio. L’Olimpia tocca il +14 prima che Coleman trovi la retina del 64 a 52 per l’ultimo intervallo della gara.

Grande difesa e grande Olimpia anche in avvio dell’ultimo quarto. Moss difensivamente è qualcosa di sconosciuto agli spettatori del Forum degli ultimi anni e sembra contagiare i suoi. Jerrells cresce in fiducia e trova la prima doppia cifra personale alla voce punti e, in attesa che riesca a trovarla anche nella casella Assist, per ora ci si deve accontentare. Gli ospiti si attaccano alle triple di Polonara per rimanere in vita, ma Milano non concede traiettorie pulite e tiri facili, fino al blackout di Jerrells, che con 3 tentativi sbagliati permette alla Cimberio di rientrare fino al meno 5 con 2 minuti da giocare. De Nicolao alza la parabola e trova il meno 3. Coach Banchi si rifugia in timeout con 1’ e 22” residui. Samuels si traveste da Howard e col mantello vola a canestro per il nuovo +5 con libero annesso. Gioco da 3 punti completato e Varese con 60 secondi non può e non trova più nulla. La serpentina di Langford e la tripla di Moss scrivono la parola fine sul match e fissano il punteggio finale sull’84 a 72, regalando all’Olimpia il primo successo stagionale.

Pagelle: Gentile 6 – Gigli Inf. – Cerella s.v. – Melli 6 – Tourè N.E. – Kangur Inf. – Haynes 4,5 – Langford 7 – Samuels 7,5 – Wallace 6 – Moss 6,5 – Jerrells 5

 

Olimpia EA7 Emporio Armani Milano – Mens Sana Montepaschi Siena

Assago (Mi), 10 maggio 2013 di Stefano Daprile. Fine delle prove. Ora si fa sul serio. Coach Scariolo ha trovato inspiegabile per tutta la stagione gli improvvisi cambi di rendimento dei suoi ragazzi, e ora ha l’occasione ghiotta  (ma più di ogni cosa l’imperativo) di dimostrare che quando  la Regular Season si trasforma in Play Off, anche le scarpette rosse possono cambiar fisionomia diventando una squadra solida, continua e soprattutto vincente.

Gli stimoli non possono mancare. Al Forum sbarca l’acerrima rivale e dominatrice degli ultimi campionati, la sei volte campione d’Italia Montepaschi Siena che, nonostante la “misera” quinta piazza in campionato che ne maschera pericolosamente le ambizioni, ha già ampiamente dimostrato di saper cambiar marcia più di ogni altra quando la palla a spicchi inizia a pesare di più, vedi l’ennesimo trionfo  nella Coppa Italia 2013.

Non mancano le noti negative per Milano. Prima di tutto Scariolo deve rinunciare a Langford, che non ha ancora smaltito il problema alla caviglia, mentre Bourousis è preannunciato a mezzo servizio dopo i problemi di schiena avuti in settimana.

L’altro elemento amaro è il colpo d’occhio del Forum di Assago. Neanche un quarto di finale Play Off contro i Campioni d’Italia riesce a far aprire il secondo anello dell’impianto. La bolgia, necessaria all’Emporio per dare quella spinta in più fondamentale per aggiudicarsi la serie, si spera sia solo rimandata in gara 2.

L’EA7 innaugura  i Play Off con lo Starting Five formato da Green, Gentile, Hairston, Fotsis e Bourousis. L’MPS risponde con Brown, Christmas, Moss, Sanikidze ed Eze.

Bastano pochi minuti per vedere facce mai viste in stagione. Green folleggia, è ispirato e ispira, soprattutto Gentile, che trova la retina con regolarità e l’accenno di aeroplanino che si intravede dopo  ogni suo canestro fa sempre più fatica a non decollare. A metà frazione Milano è già sopra in doppia cifra 16 a 6.  Cresce Bourousis e cresce il vantaggio EA7 a 11 lunghezze. Ci vuole l’ingresso in campo di Hackett  per far rientrare i toscani fino al meno 3 in virtù del 9 a 2 di parziale sul finire della prima frazione.

Intensità altissima anche in avvio del secondo periodo. Siena serra le difese ma Milano, con Bremer in regia e Pops a demolire retine, le sfonda. Nuovo +10 e nuovo tentativo, timido, di rientro della Montepaschi con Ortner e Moss.  L’Olimpia torna a dominare sotto i tabelloni e l’ormai solito Alessandro Gentile scrive il massimo vantaggio EA7 sul 47 a 35  prima del 48 a 38 del meritato riposo e della standig ovation del pubblico per i 45 secondi di Giacchetti.

L’MVP del primo tempo, Gentile apre le danze per Milano con un gioco da 4 punti che vale il nuovo +12. Il +15 lo regala invece il peggiore del primo tempo, Fotsis, con la prima tripla del suo Match.  La Montepaschi barcolla rifugiandosi nelle fiammate di Brown, ma è troppo poco. L’Olimpia diventa straripante. Un ritrovato Hairston attacca il ferro come non si vedeva da tempo e, in coppia con il dominate Bourousis, lancia l’EA7 fino all’apoteosi del +25 prima del  77 a 55 scritto sui tabelloni dell’ultimo intervallo.

Se fosse un incontro di pugilato gli arbitri avrebbero dichiarato il KO tecnico in avvio di seconda frazione. Siena è inerme, Pops sembra Howard e vola a completare l’Alley-Oop chiamato da Green. Il forum è in estasi. Più 29 (ventinove!) nei Play Off contro la Montepaschi Siena. C’è poco altro da segnalare se non l’ingresso in campo di Radosevic  e Giacchetti che contribuiscono a traghettare l’Olimpia a quota 103 contro i 79 MPS.  L’euforia è tanta, ma bisogna azzerare tutto in fretta. Tra 2 giorni al Forum si riparte da zero a zero.

Pagelle: Giacchetti 6 – Hairston 7,5 –   Fotsis 6 – Chiotti s.v. –  Bourousis 7,5 –  Melli 6,5  –

Mensah Bonsu 7  –   Bremer 6,5 –  Langford s.v.  – Gentile 8 – Green  7 – Radosevic 6 –  Basile 6,5

Coach Scariolo in conferenza: Siamo entrati bene nei Play Off. Ci aspettiamo ora una grande reazione dei nostri avversari. Domenica dovremmo essere pronti. Il rischio è rilassarsi. Avevamo un piano su Brown e ci è riuscito in pieno.

Olimpia EA7 Emporio Armani Milano – Vanoli Cremona

Desio (Mi), 16 Marzo 2013, di Stefano D’Aprile. Tutto esaurito al Forum di Assago, ma non per la pallacanestro, c’è Eros Ramazzotti che straripa e riempie Casa Olimpia per 5 serate, costringendo le scarpette rosse a giocare l’incontro casalingo contro la Vanoli Cremona di questa 23esima giornata di Regular Season al PalaDesio, bell’impianto di 6700 posti, già sfruttato quest’anno dalla Lenovo Cantù per gli incontri interni in Eurolega.

AAA Cercasi continuità. Milano  è in piccola costante crescita, ha raggiunto il quarto posto in classifica e ci sono tanti piccoli segnali che lasciano presagire una volata finale se non altro meno amara rispetto alla disastrosa stagione (fin qui). Quello che manca è proprio la continuità di rendimento, visto che troppe volte in questa stagione, proprio quando sembrava che Coach Scariolo avesse trovato la quadratura del cerchio, le Scarpette Rosse sono incappate in prestazioni tranquillamente definibili oscene. E’ fondamentale quindi superare l’ostacolo Vanoli e continuare in silenzio la lenta risalita, in fiducia e in classifica.

Scariolo, privo di Chiotti per oltre un mese a causa del distacco parziale della retina, e Langford, fresco neo papà volato negli Usa per l’evento, sceglie un inedito Starting Five formato da Green, Bremer, Gentile, Melli e Bourousis. Coach Gresta risponde con Johnson, Jackson, Harris, Peric e Stipanovic.

Dopo 5 minuti tutto il quintetto EA7 è già a punti per l’11 a 9 iniziale. Bourousis veste i panni dell’uomo assist e lancia il primo mini break sul 16 a 9. Melli in difesa fatica sui lunghi di Cremona che accorcia fino al meno 2. Radosevic entra e risponde subito presente, ma la frazione si chiude con un solo possesso di distanza grazie all’entrata di Harris che scrive il 20 a 18 del primo intervallo.

Un pasticcio di Hairston fa mettere la freccia a Cremona in avvio di seconda frazione, con Chase pronto a colpire dall’arco. Si gioca punto a punto, Gentile risponde ai colpi dell’Ex Vitali e compagni, Fotsis non segna ma è comunque presente con 4 rimbalzi offensivi e l’assist per la schiacciata di Radosevic del 28 a 27. Il giovane centro croato è il protagonista della frazione con tanta energia sotto le plance capitalizzata da importanti punti e inedite retine trovate con tiri dalla media distanza. La Vanoli rimane comunque in scia fino all’uno due di Hairston e Green che provano a far scappare l’Olimpia sul 38 a 32 con 3 minuti dall’intervallo.  Completano il periodo Bourousis dalla lunetta e uno slalom di Green che manda le squadre all’intervallo lungo sul 43 a 36.

Alla ripresa Milano tocca la doppia cifra di vantaggio con la tripla di Bremer che conferma di essersi definitivamente lasciato alle spalle il grigiore iniziale del suo ritorno in bianco-rosso. Chase e Johnson attaccano il ferro e consentono a Cremona di rientrare fino al meno 4. Bremer, con l’ennesima tripla, è il primo di Milano a toccare la doppia cifra nello score. Lo imita sul possesso successivo Radosevic, ma la Vanoli è sempre li, con i suoi piccoli, ora imprendibili, che portano il match all’ultimo riposo sul 58 a 56 EA7.

Giacchetti spreca 2 possessi e Chase rimette Cremona davanti con l’ennesima tripla del 58 a 59. Hairston rimedia ma è battaglia.  Chase scambia il campo da gioco per quello di guerra e lancia bombe da ogni dove.  Radosevic ristabilisce l’ennesima parità per poi rimettere l’Olimpia sopra 64 a 62. Cremona con Peric ha ancora la forza di tornare sopra. L’equilibrio regna sovrano. Scariolo gioca la carta del quintetto senza pivot di ruolo con Melli in campo da 5. Peric scrive il massimo vantaggio per la Vanoli sul 68 a 72 complice un pisolino di Gentile. Hairston schiaccia e scuote il PalaDesio. Tre liberi di Green rimettono l’Emporio sopra 73 a 72 con 2 minuti da giocare. Gentile recupera un buon pallone ma Green forza e rende vana la giocata. Melli si dimentica Peric sotto la plancia e Cremona torna sopra 73 a 75. Serve coraggio, e l’uomo giusto in cui trovarlo è Gentile che trova un gioco da 3 punti per l’ennesimo controsorpasso. Sul fronte successivo Jackson pesca il Jolly da 3 e rimette Cremona sopra di 2. Gentile sbaglia la tripla, Peric fa mezzo bottino dalla lunetta. Melli trova l’appoggio al tabellone che vale il meno 1, Vitali è chirurgico dalla lunetta per il nuovo +3 Vanoli. Serve una tripla, Coach Gresta dice ai suoi di fare fallo. Così è, ma Bremer e Gentile, tremano ai liberi. Cremona sbanca a sorpresa il PalaDesio 78 a 81. L’altra sorpresa della serata, solo per gli ultimi illusi rimasti, sottoscritto compreso, è che l’Olimpia non è da scudetto.

Pagelle: Giacchetti 4,5 – Hairston 5,5 –   Fotsis 5 – Chiotti s.v. –  Bourousis 5 –  Melli 5  – Bremer 6 –  Langford s.v.  – Gentile 6 – Green  6 – Radosevic 6,5 –  Basile 5,5

Coach Scariolo in conferenza: Abbiamo giocato una partita nervosa. Abbiamo interpretato male la situazione di grave emergenza in cui eravamo. Ci sono alcune situazioni che non mi sono apparse chiare durante la partita. Le rivedremo in settimana. Incassiamo questa sconfitta che ci deve far riflettere.

OLIMPIA EA7 EMPORIO ARMANI MILANO – REYER UMANA VENEZIA

EMPORIO ARMANI MILANO

di Stefano Daprile, Assago 01-04-12

Buon compleanno Coach Scariolo, anche se di buono c’è ben poco. La sconfitta di settimana scorsa con Cremona ha fatto riapparire in un istante tutti i dubbi intorno all’Olimpia che nelle ultime apparizioni sembrava stessero sparire.
I limiti mentali è ormai appurato che sono scritti nel DNA di questa squadra, e una mutazione genetica negli ultimi 2 mesi della stagione è sempre più difficile.

I quintetti di partenza delle 2 squadre sono formati da Cook, Hairston, Mancinelli, Fotsis e Bourousis per Milano, da Clark, Young, Szewczyk,  Slay e Bryan per la Venezia.

Milano scappa 6 a 0 grazie alle seconde opportunità procurate da Fotsis che calamita 2 rimbalzi offensivi nelle sue mani. Il terminale offensivo più efficace è Bourousis che si dimostra tanto sgraziato quanto letale bucando con una certa facilità una troppo distratta Reyer.

Cook è preciso dall’arco e solo i troppi errori di Milano dalla lunetta non scrivono un parziale ben più pesante del 22 a 11 con cui l’Olimpia doppia i lagunari con poco più di un minuto da giocare.

Il finale di primo quarto è comunque tutto EA7, che gioca anche un bel basket, e con Hairston e Melli dilata il vantaggio fino al 27 a 11 tra gli applausi del pubblico del Forum.

 

Terminata la prima disastrosa frazione Venezia si rimbocca le maniche e ricomincia più determinata e aggressiva con l’obiettivo di ricucire lo strappo. La formula funziona. Si torna a 10 punti di gap e Coach Scariolo argina chiamando timeout. Il break giova alle scarpette rosse che riprendono a macinare gioco e punti. Gentile è presente in tutte e due le metà campo mentre Bourousis continua ad aumentare il suo bottino.  Sul +13 per Milano gli arbitri diventano protagonisti (in negativo) fischiando un tecnico alla panchina di Venezia, rea di proteste troppo vivaci sul netto fallo non fischiato a Meini durante una conclusione dall’arco. Milano controlla e arriva all’intervallo lungo sopra 43 a 28 guidata da un super Bourousis, immacolato dal pitturato e autore di 16 punti.

 

Il centrone greco è devastante anche nella ripresa. Il +19 Olimpia è tutto suo, e se non fosse per i precedenti blackout stagionali di Milano si potrebbe considerare il match già chiuso. Venezia sa di questi passaggi a vuoto e non vuol morire. Sui primi errori di Bourousis e le ingenue palle perse di un irriconoscibile Bremer costruisce una lenta risalita  fino al meno 8 del 57 a 49, prima che, Bremer, si scrolli un po’ di grigiore di dosso, e mandi le squadre all’ultimo intervallo sul 60 a 49.

 

In avvio di ultimo quarto a Milano tremano visibilmente le gambe. Young folleggia tra le scarpette rosse e deposita nella retina 4 punti che portano Venezia a meno 7 sul 60 a 53. Ci pensa Rocca a provare a scuotere i suoi ma è la Reyer a crederci di più. Nella fase dei tanti errori i lagunari rosicchiano un punto a minuto a Milano e giungono a meno 5 con altrettanti minuti da giocare. Bourousis si inceppa dalla lunetta ma Mancinelli arriva come un felino dalla retrovie e trova il tap-in del 65 a 58.  Stesso copione poco dopo con la tripla sbagliata dall’Ex Olympiakos seguita dal fondamentale rimbalzo in attacco dell’Ex Fortitudo. I 2 lunghi biancorossi continuano a essere i protagonisti della frazione.  Il Mancio questa volte costruisce e Bourousis trova la retina del suo 25esimo punto per il +8 EA7 sul 69 a 61 con 2 minuti da giocare. Hairston riscrive poi la doppia cifra di vantaggio non lasciando più spazio per altri harakiri. Milano vince, ancora non convince perchè come consuetudine pecca dal punto di vista mentale. L’istinto killer questa squadra proprio non lo possiede. E purtroppo non sembra la sola virtù a mancare. 79 a 70 il risultato finale.

 

 

Pagelle: Giacchetti s.v. –  Mancinelli 6,5 –  Fotsis 6 –  Cook 6,5  –  Rocca 6 –  Filloy s.v. –  Melli 6 –  Gentile 6,5 –  Radosevic 6 – Hairston 5,5 – Bourousis 8 – Bremer 5,5

 

In Conferenza Coach Scariolo: Grandi complimenti alla mia squadra ma anche al nostro avversario. Abbiamo giocato tre quarti di partita molto bene. Forse in maniera anche non sostenibile. Abbiamo sbagliato però troppi liberi. La vittoria è stata costruita sul controllo dei rimbalzi. Sulla nostra classifica siamo messi bene nei confronti diretti con le squadre potenzialmente da Play Off. Dobbiamo migliorare il rendimento contro quelle, sulla carta, più piccole. La nostre difficoltà sono molto più mentali che tattiche.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

EA7 – ACEA Roma

EA7 - ACEA Roma

di Stefano Daprile, Assago 03-01-12

Ripresa la retta via dopo il sofferto successo interno contro Avellino, Milano si ritrova per il secondo impegno consecutivo in campionato tra le mura amiche del Forum di Assago con davanti l’ostacolo Roma, dei grandi ex, acclamatissimi dal pubblico, Lino Lardo e capitan Marco Mordente.

 

L’assenza forzata di Hairston obbligano Coach Scariolo al “solito” quintetto formato da Cook, Gentile, Mancinelli, Fotsis e Bourousis. L’ex tecnico di Milano risponde con Maestranzi, Mordente, Tucker, Kakiouzis e Crosariol.

 

La solita partenza imbambolata di Milano delle ultime apparizioni questa volta pare non esserci, anche perché l’ottimo Gentile dei primi minuti dimostra tutta la sua personalità e intraprendenza scrivendo 5 punti a referto. Roma rimane comunque vicina con Crosariol che appare un rebus ancora da risolvere per i lunghi milanesi. Ci pensa poi Cook con la sempre più continua e sapiente regia a mandare le squadre al primo intervallo con l’Olimpia sopra 21 a 19.

 

Nella seconda frazione, come consuetudine, Scariolo concede molto spazio alla panchina. La partita diventa più confusa, ma nella nebbia spunta un buon Radosevic che lotta e strappa palle vaganti che gli valgono un tabellino immacolato con  8 punti e 2 rimbalzi. C’è spazio pure per Filloy che con 5 punti consecutivi scava il primo mini break per il 32 a 26 EA7. Passano i minuti e Rocca, ancora Filloy e l’ex Roma Giacchetti, raddoppiano il gap per il 42 a 30 dei padroni di casa. Tucker e Dedovic provano a tenere in vita Roma, ma all’intervallo lungo Milano è sopra di 10 con il 44 a 34 scritto sui tabelloni.

 

Bastano poco più di 2 minuti della ripresa alla Madonnina per oscurare il Cupolone. Cook è l’architetto, Gentile l’ottimo operaio. L’opera è compiuta sul 54 a 36, difficile che si sgretoli come il Colosseo. Il play montenegrino si sta dimostrando sempre più il leader silenzioso di questa squadra. Tempi e ritmi scanditi in maniera perfetta, fondi della retina e assist pregevoli ai compagni, alternati con una sapienza cestistica sopraffina; le prestazioni e le sorti di questa squadra passano in gran parte dalle sua mani.

Nella frazione c’è spazio per un parziale ritorno della Virtus, più per rilassatezza di Milano che per meriti propri, che chiude il quarto sotto di 11 per il 69 a 58 dell’ultimo intervallo.

 

L’Olimpia è fin troppo distesa anche nell’ultimo periodo, ma Roma continua ad avere la nebbia milanese davanti al canestro e sbaglia anche i tiri costruiti bene. Si galleggia sempre sulle 10 lunghezze di margine, finchè Tucker, a 5 minuti dal termine, trova i fendinebbia e ha la forza di  accompagnare la Virtus fino a un incredibile meno 2. Si assiste quindi all’ennesimo finale thrilling. Nell’ultimo minuto Bourousis è chirurgico dalla lunetta, Tucker si inceppa e trova il ferro, sul possesso successivo, il peggiore in campo, Nicholas, pesca il Jolly con i primi 3 punti della sua partita e esorcizza fantasmi già visti in questa stagione. 83 a 75 il risultato finale.  Per l’ennesima volta Milano ha dimostrato di non avere la tenuta mentale dei 40 minuti. Coach Scariolo sta iniziando a trovare la formula chimica giusta per gli uomini sul parquet, adesso occorre lavorare per migliorarne la durata.

 

Pagelle: Giacchetti 6 –  Mancinelli 5,5 –  Fotsis 6 –  Cook 7 –  Nicholas 5 –  Rocca 6 –  Filloy 6,5 –  Melli 5,5 –  Gentile 6,5 –  Radosevic 6,5 – Hairston s.v.

 

In Conferenza Coach Scariolo: Sono molto contento di come sono andate le cose. Per 30 minuti circa una delle migliori partite della stagione. Ottima la prova anche dei giovani. Molte luci e qualche ombra per non avere mantenuto la concentrazione per tutti e 40 minuti. Penso che questi alti e bassi li avremo per tutta la stagione, è normale per una squadra completamente nuova.